Siamo vicini alla nuova tornata della Valutazione della qualità della ricerca (VQR). I Servizi alla ricerca dell’ateneo controllano la correttezza delle informazioni bibliografiche caricate sul catalogo Iris per essere sicuri che i dati siano puliti e non sorgano problemi che inceppino la complessa macchina della valutazione. Mi arriva la segnalazione dei controlli da fare su alcuni dei titoli da me immessi negli ultimi anni. Un paio di casi riguardano possibili errori relativi ai coautori. Nel primo caso nella stringa da me inserita c’è un coautore in meno rispetto a quanto registra Scopus. Si tratta di un articolo pubblicato sui Rendiconti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, un’antica e gloriosa rivista (fascia A). Secondo Scopus manca un coautore: tal Effettivo S.

Siamo vicini alla nuova tornata della Valutazione della qualità della ricerca (VQR) e le università hanno messo in moto tutti i loro uffici e le loro procedure, scaldando i motori in previsione dell’ordalia. I Servizi alla ricerca controllano la correttezza delle informazioni bibliografiche caricate sul catalogo Iris per essere sicuri che i dati siano puliti e non sorgano problemi che inceppino la complessa macchina e che i dipartimenti siano valutati al meglio delle loro possibilità. Mi arriva la segnalazione dei controlli da fare su alcuni dei titoli da me immessi negli ultimi anni. Un paio di casi riguardano possibili errori relativi ai coautori. Nel primo caso nella stringa da me inserita c’è un coautore in meno rispetto a quanto registra Scopus. Si tratta di un articolo pubblicato sui Rendiconti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, un’antica e gloriosa rivista (fascia A). Secondo Scopus manca un coautore: tal Effettivo S.

Un rapido controllo mi permette di verificare che il dott. (prof.?) Effettivo è un personaggio interessante: pare che scriva unicamente su questa rivista e, siccome Scopus ha iniziato a indicizzarla solo da pochi anni, compaiono solo 5 articoli sotto il suo nome. Se però risaliamo scorrendo il cartaceo fino al primo numero (1921), Effettivo si dimostra incredibilmente prolifico e versatile, oltre che longevo e continuativo. Fin dai primi numeri, infatti, scrive con pari competenza di preistoria e protostoria (L-ANT/01), epigrafia romana (L-ANT/03), etruscologia (L-ANT/06), archeologia classica (L-ANT/07), archeologia cristiana (L-ANT/08), topografia antica (L-ANT/09), storia dell’arte medievale (L-ART/01), ma non disdegna sconfinamenti nelle archeologie del Vicino Oriente o del mondo fenicio-punico. Un genio sicuramente, ma a dirla tutta con almeno due limiti – se così posso definirli. Il primo è che sembra incapace di scrivere un articolo da solo: è sempre coautore in seconda posizione. Il secondo è il suo carattere discreto e riservato fino all’eccesso: frequento infatti con regolarità l’Accademia, di cui sono socio da circa trent’anni, senza averlo mai incontrato, eppure i contributi pubblicati nei Rendiconti sono sempre presentati “di persona personalmente” dagli autori nelle conferenze dell’ultimo giovedì del mese. Come è possibile dunque che addirittura un mio articolo sia firmato da un coautore che non conosco? Forse una “manina” misteriosa?

In realtà (come molti avranno già capito) la manina è di Scopus: infatti quando un membro dell’Accademia firma un articolo, sotto il titolo il suo nome compare – per esempio nel mio caso – come “Paolo Liverani, socio effettivo”, oppure nei miei primi anni di affiliazione all’Accademia, come “Paolo Liverani, socio corrispondente”. L’algoritmo di Scopus che estrae gli autori legge la firma sdoppiandola e attribuendo l’articolo a “Liverani P., Effettivo S.”. Con un rapido controllo ho potuto infatti individuare anche un altro autore dalle caratteristiche simili a quelle del dott. Effettivo: il dott. Corrispondente S., ugualmente prolifico, versatile, longevo e discreto.

Il secondo errore nella mia bibliografia riguardava invece un altro coautore: questa volta per un articolo sui Papers of the British School at Rome. Tra quello che avevo dichiarato caricando l’articolo su Iris e quello che risultava da WOS c’era una differenza: su quest’ultima banca dati, infatti, risultava che il contributo era firmato da “Liverani P., With T.R.”. Nuovo stupore da parte mia: mai conosciuto il dott. With, che non è nemmeno membro del gruppo di ricerca da cui nasce l’articolo. In realtà sui Papers avevo firmato “Paolo Liverani, with Thea Ravasi” e anche in questo caso la “manina” misteriosa, cioè l’algoritmo di WOS, aveva tratto le sue conclusioni. Almeno in questo caso la collega esiste realmente, aveva solo cambiato nome.

Ho scritto dunque sia a Scopus che a Web of Science. Il secondo non ha risposto; il primo invece, dopo aver chiesto – come è giusto – ulteriori informazioni, ha concluso che l’algoritmo era quello e che l’errore era della rivista che doveva modificare le sue convenzioni. Confesso di aver perso la pazienza, ho risposto irritato non solo in qualità di autore dell’articolo, ma anche come Segretario dell’Accademia e dunque suo rappresentante ufficiale: non solo Scopus non ringrazia chi gli mostra un baco imbarazzante nel programma, ma addirittura sarebbe una rivista di tradizione centenaria a doversi adattare alle risibili bizze di un algoritmo fuori controllo? Attendo ancora risposta, ma temo che non arriverà presto: sappiamo bene che è la realtà che deve adattarsi agli algoritmi e non il contrario.

Nel frattempo proverò a inviare qualche application di finanziamento a nome di Effettivo S.: vista la invidiabile produzione del collega potrei avere maggiori chances di successo.

 

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4 Commenti

  1. Sì, tutte scuse, che posizione occupi all’università? E’ chiaro che quel concorso l’avrebbe dovuto vincere Effettivo S.! Al giorno d’oggi con la Santa Bibliometria non sarebbe potuto succedere ma, certo, ai tuoi tempi, coi giudizi arbitrari delle commissioni… Adesso provi addirittura a giustificarti dicendo che Effettivo non esiste, vediamo cosa succede se farà ricorso al TAR ;)

    Scherzo, ma temo che ci sarebbe da piangere, Buon Natale a tutti!

  2. Sempre per correttezza: ho ricevuto una mail in cui Scopus si scusa della precedente risposte (“miscommunications”) e si impegna a correggere l’errore. Perbacco, qualche volta la realtà ancora conta qualcosa! O addirittura Scopus legge (indicizza?) Roars.

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