Il bonus maturità torna indietro nel tempo! Dopo aver abolito il bonus durante i test di ammissione, un emendamento approvato in Commissione Cultura alla Camera “salva” i candidati che si sarebbero potuti immatricolare contando sui punti di “bonus”, ammettendoli in soprannumero. Il Parlamento tenta di arginare il disastro normativo del MIUR con una sanatoria che sterilizzi i possibili ricorsi amministrativi.

La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa.
(Karl Marx)

Ne sentivamo tutti la mancanza, e a grande richiesta è finalmente tornato. Chi? Ma il bonus maturità, ovviamente!

Avevamo lasciato la questione nel momento in cui il Consiglio dei Ministri abolì il bonus per decreto legge. Infatti l’art. 20 del decreto legge 104/2013 prevede questo:

Articolo 20.
(Corsi di laurea ad accesso programmato).
        1. L’articolo 4 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 21 è abrogato. L’articolo 4 del citato decreto legislativo non è applicato alle procedure relative agli esami di ammissione ai corsi universitari già indette e non ancora concluse alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Il piccolo problema di questa soluzione è che il decreto legge è stato presentato dal CdM mentre erano in svolgimento i test di ingresso alle facoltà di medicina, e dopo che altri test erano già stati svolti. Vi sono stati dei candidati che, mentre svolgevano il test (o anche dopo), si sono visti “scippare” fino a 10 punti di bonus. Il bonus maturità nelle sue diverse formulazioni era profondamente scorretto; tuttavia, cambiare le regole di un test pubblico di ammissione a dei corsi di laurea durante il suo svolgimento non è stata esattamente un’idea geniale.

Nonostante il Governo abbia voluto dare ascolto alle critiche – confermandone la fondatezza – soltanto in extremisROARS aveva denunciato i problemi del bonus maturità per tempo e ben prima dell’inizio dei test di ammissione:

Dopo questa abrogazione fuori tempo massimo, è emersa la necessità di garantire un minimo di correttezza anche a coloro che erano entrati a svolgere il test consapevoli di poter contare sui punti di bonus, e che si sono visti cambiare le regole in corsa. Alla Commissione Cultura della Camera, dove è in discussione il DL 104, è stato approvato l’emendamento Galan, che aggiunge un articolo 1-bis dopo quello già citato:

La fonte è lo stesso Giancarlo Galan, presidente della Commissione Cultura:

Come funziona l’immatricolazione, allora? Da quanto si deduce dall’emendamento:

  1. Si torna indietro nel tempo all’ultima versione del bonus maturità.
  2. Si ricalcolano i punteggi di tutti i partecipanti ai test di ammissione contando anche i 10 punti di bonus, e si dispongono i candidati in ordine decrescente di punteggio. La graduatoria così ottenuta è completamente indipendente da quella già stilata il 30 settembre.
  3. Si taglia la lista dove sarebbero finiti i posti originariamente disponibili.
  4. Si tolgono dalla lista tutti coloro che si sono già immatricolati – avendone diritto – alla prima tornata e tutti coloro che hanno ottenuto meno di 20 punti al test.
  5. Non si applicano rinunce e scorrimenti di graduatoria.
  6. Si ammettono in soprannumero tutti i candidati aventi diritto che ne faranno richiesta, in quest’anno accademico o in quello successivo.

Si noti coloro che si sono già iscritti ai corsi di laurea in questione in una sede diversa rispetto a quella in cui avrebbero avuto diritto ad iscriversi – conteggiando il bonus maturità – hanno diritto a cambiare sede nell’Anno Accademico 2014/2015.

Inoltre, è prevista la possibilità di immatricolarsi al primo o al secondo anno di corso anche nel 2014/2015, per gli aventi diritto. Tutti questi studenti manterranno i CFU (Crediti Formativi Universitari) acquisiti nell’anno in corso.

Per concludere, è opportuno ricordare che la legge di conversione del DL scuola è all’esame della Camera dei Deputati in prima lettura, e come minimo dovrà essere approvato in Aula e passare una volta dal Senato. L’art. 77 della Costituzione prevede che:

I decreti perdono efficacia sin dall’’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione.

Il DL scuola è stato presentato il 12 settembre; pertanto, se entro l’11 novembre questo decreto non sarà convertito, non salterà solo (eventualmente) l’emendamento Galan, ma l’intera abrogazione del bonus; si aprirebbero allora scenari spaventosi.

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Si segnalano i seguenti articoli:

Si segnalano, inoltre, la pagina della Camera relativa al DL 104 “scuola”, e l’elenco delle proposte emendative.

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8 Commenti

  1. salve, vorrei sapere se secondo voi, dopo questa novità del reintegro del bonus (anche se sotto forma di sanatoria), non sia possibile parlare di un atto che rende FALSA e NON VALIDA l’attuale graduatoria nazionale di ammissione, in quanto, con il ricalcolo dei punteggi, accadrà che alcuni candidati otterranno l’ammissione (anche se in sovrannumero) con dei punteggi diversi da quelli che nella prima graduatoria hanno di fatto sancito l’ammissione o no di determinati candidati, rendendo quindi false entrambe le graduatorie; e a quel punto potrebbe essere possibile che il TAR annulli l’intero concorso imponendo l’ammissione in sovrannumero di tutti i partecipanti al test

  2. Gli effetti dei repentini cambi di direzione sulle ammissioni alle facoltà a numero chiuso sono molteplici, e tutti perversi, a danno degli studenti e dei docenti, soprattutto quelli del primo anno di corso. Elenco i primi che mi vengono in mente, ma ce ne sono sicuramente altri che mi sfuggono.

    1. Le aule sono calibrate per gli immatricolati secondo la programmazione ministeriale. Non so quanti candidati raggiungeranno la soglia di ammissione con il bonus maturità. E’ probabile che sia impossibile accoglierli tutti, e quindi trattandosi di corsi di laurea con obbligo di frequenza, non si potrà ottemperare ad un obbligo nei confronti degli iscritti.

    2. L’emendamento verrà convertito in legge, verosimilmente, tra una settimana o dieci giorni, poi andranno pubblicate le nuove graduatorie e poi ci sarà un termine per perfezionare le iscrizioni, è probabile che sia impossibile per gli immatricolati avere almeno il 66% delle presenze, obbligatorio (sempre che entrino nelle aule).

    3. Le organizzazioni degli studenti stanno organizzando ricorsi per coloro che non hanno sostenuto il test d’ingresso, sulla base del fatto che, scoraggiati dal fatto che di non avere il bonus, non si sono presentati al test o che hanno calibrato le risposte basandosi sul fatto di non averlo (il test assegna punti negativi alle risposte sbagliate). Insomma il rischio è che i ricorsi accolti aumentino ulteriormente il numero di immatricolati, otretutto ampiamente fuori tempo massimo.

    4. La richiesta delle organizzazioni studentesche di aprire l’accesso a tutti i candidati al test prospetta uno scenario da apocalissi. Immagino che si potrebbe fare lezione in uno stadio (anzi, in diversi stadi) i posti a disposizione sono circa 12000 tra medicina ed odontoiatria e le domande circa 84000.
    Per gli esami immagino sessioni di 2 mesi con otto ore al giorno per cinque ore alla settimana (al momento, solo a Febbraio, per gli esami ci vogliono due settimane ad otto ore al giorno).

    La qualità della didattica, rapporto docente/studente, lezioni, colloqui, esami, già mortificata dal numero attuale di studenti per Corso (140-150) sarebbe ulteriormente penalizzata.

    Prima di andare a dormire, pensando alle 4 ore di lezione che mi aspettano lunedì, immagino a come prepararmi. Non alla lezione, ma alle domande, mail, telefonate di decine di studenti (e di genitori (!)) che mi aspettano.
    Sarà un anno duro per i docenti e per gli studenti ancora di più.

    Sarà stato l’oscuro manovratore ad far approvare la “doppia inversione ad U”? E’ “solo” banale incapacità? In fondo siamo stati capaci di NON fare un ponte spendendo un miliardo di euro e di NON avere una compagnia aerea di bandiera al costo di 3 miliardi di euro.
    Un altro sacco di sabbia nell’ingranaggio universitario non costa nulla, anzi ci si può sempre risparmiare qualcosa e lucrare le tasse dei 70000 iscritti a medicina in soprannumero (senza aule, professori, laboratori, posti letto). A 3000 euro a studente fanno 200 milioni di euro.

    • Per la 3 ritengo il ricorso sulla base del “non mi sono impegnato perche’ non avevo il bonus” puerile e di difficile successo.
      Per le tasse la maggiorparte degli studenti ha trovato posto altrove, quindi si tratta “solo” di spostarli da un corso all’altro…
      E comunque i potenziali nuovi iscritti saranno limitati al punteggio di sufficienza, mai a tutti.

  3. Ulteriore conseguenza perversa a proposito di ricorsi: il fatto di aver riammesso il bonus maturità, riapre la possibiltà di ricorrere rispetto alle modalità di attribuzione, ovvero proprio quello che l’abolizione in itinere voleva evitare (vedi Bonus maturità: i percentili pazzi e la commissione dei saggi).

  4. Segnalo un altro problema di questa inversione, dato che gli studenti che avevano ripiegato su altri corsi lasceranno posti vuoti e il problema di doverli rimpiazzare.
    A questo punti scorreranno altre graduatorie e poi ancora altre, anche tra atenei diversi… Il problema e’ per chi gia’ a pagato le tasse per un corso che non e’ quello che voleva…
    Questa decisione presa “all’italiana”, per salvarsi in corner da eventuali ricorsi, lancera’ una reazione a catena che e’ difficile prevedere.
    Ma impareranno mai?

  5. Non ho parole e immagino il caos con cui dovrò vivere nei prossimi mesi (e il prossimo anno..) magari qualche altro emendamento per sanare i nuovi ricorsi. Non male per un ministro “tecnico” che cambia regole come cambiar scarpe e gioca sulla pelle dei ragazzi, delle loro famiglie e dell’Università. Sono arrivata al punto di rimpiangere il tunnel dei neutrini, almeno abbiamo riso per una settimana, e a pensare che forse l’avvocato Gelmini a differenza del rettore Carrozza, avrebbe capito che giocare con i bonus era pericoloso…

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