Nonostante il caos normativo e tecnico, il 27 luglio esce il bando per le abilitazioni di I e II fascia. Scadrà il 20 novembre

Il Ministro Profumo, nonostante le avverse condizioni ambientali, dovute ad una normativa oscura e contraddittoria, rompe gli indugi e lancia l’operazione abilitazioni nazionali. Il dado è tratto: oggi 20 luglio, è apparso il seguente avviso sul sito del MIUR

In data 20 luglio 2012 è stato firmato il decreto direttoriale n. 222 relativo all’indizione delle procedure per il conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale per la I e II fascia dei professori universitari.

Il decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sul sito del Ministero il giorno 27 luglio 2012 e dalla stessa data e fino al 20 novembre 2012 i candidati potranno presentare la domanda mediante l’apposita procedura telematica disponibile al sito http://abilitazione.miur.it. A tal fine saranno considerati i titoli e le pubblicazioni posseduti alla data di presentazione della domanda.

Il bando sarà altresì pubblicato sul sito delle Università italiane e dell’Unione Europea.

Roma, 20 luglio 2012
IL DIRETTORE GENERALE
dott. Daniele Livon

Il bando riuscirà a superare il fuoco di sbarramento dei ricorsi, primo tra tutti quello annunciato dall’Associazione Italiana Costituzionalisti, e a conquistare la testa di ponte da cui far ripartire normali procedure di reclutamento e di avanzamento di carriera dopo anni di stallo? Per i candidati si profila un vero e proprio campo minato cosparso di regole ambigue e di soglie bibliometriche ancora sconosciute e difficili da calcolare. Per di più, coloro che raggiungeranno la spiaggia dell’abilitazioni dovranno confrontarsi con le la spending review e la conseguente riduzione dei posti disponibili. Forse, è proprio la consapevolezza di muoversi in un contesto quanto mai confuso a spiegare la lunghissima durata del bando che scadrà il 20 novembre 2012, dopo quasi quattro mesi.  Il Ministro Profumo teme una valanga di abilitati al punto di aver tentato di bloccare l’operazione attraverso il cosiddetto decreto sul merito poi tornato nei cassetti. Adesso è troppo tardi per tirarsi indietro: o la va o la spacca.

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