In questi ultimi giorni coloro che hanno superato la pre-selezione per i PRIN e per i FIRB stanno arrovellandosi per capire cosa sia l’idoneo indicatore bibliometrico nei rispettivi settori.

Le perplessità nascono oltre che dalla formulazione imprecisa della richiesta, anche dalla interpretazione di cosa sia idoneo, soprattutto alla luce delle  recenti critiche ad indicatori da tempo controversi anche se di largo uso come l’IF e alla loro manipolabilità.

La richiesta di esporre un idoneo indicatore bibliometrico è presente sia nel Bando PRIN che nel bando FIRB 2012 e recita rispettivamente così:

Nel bando PRIN art. 5 comma d) e)

d) elenco delle principali pubblicazioni del PI e dei responsabili delle unità operative partecipanti, limitate agli ultimi 5 anni;

e) ove applicabile, idoneo indicatore bibliometrico del PI e dei responsabili delle unità operative (sempre relativo agli ultimi 5 anni) ovvero di qualità e impatto delle pubblicazioni

nel facsimile per la compilazione dei progetti troviamo inoltre scritto

8.1 ‐ Principali pubblicazioni del Coordinatore e dei Responsabili di unità negli ultimi 5 anni (non modificabile)

8.2 ‐ Descrizione e quantificazione degli indicatori bibliometrici del Coordinatore e dei responsabili delle unità operative (per LS e PE) – ovvero di qualità e impatto delle pubblicazioni (per SH)

Nel  bando FIRB al punto 5 comma d) e)

d) elenco delle pubblicazioni del PI e dei responsabili delle unità di ricerca partecipanti, limitate agli ultimi 5 anni;

e) ove applicabile, idoneo indicatore bibliometrico del PI e dei responsabili delle unità operative (sempre relativo agli  ultimi 5 anni) ovvero di qualità e impatto delle pubblicazioni;

nel facsimile per la compilazione dei progetti troviamo inoltre scritto

7 – Principali pubblicazioni del Coordinatore e dei Responsabili di unità negli ultimi 5 anni (non modificabile)

8 – Idoneo indicatore bibliometrico del PI e dei responsabili delle unità operative

Questa indicazione così imprecisa e così poco chiara ha scatenato una serie di domande da parte dei diretti interessati a cui gli uffici dei diversi atenei non riescono sempre a rispondere.

  1. Quale indicatore posso utilizzare per gli ultimi 5 anni? Va bene calcolare l’h index sulle pubblicazioni degli ultimi 5 anni?
  2. E’ meglio indicare il dato totale o la media?
  3. Possiamo utilizzare le mediane ANVUR?
  4. Quale sarà il valore di riferimento per l’h index calcolato sulle pubblicazioni degli ultimi 5 anni che permetterà ai reviewer di dire che un indicatore è buono o no?
  5. Per i FIRB si deve individuare un unico indicatore bibliometrico?
  6. Ma l’idoneo indicatore si calcola solo sulle pubblicazioni degli ultimi 5 anni? Nel facsimle non c’è scritto
  7. Quale fonte è meglio utilizzare e come si orienterà poi il ministero se arriveranno indicatori del tutto diversi fra di loro? Poniamo numero medio di citazioni in WOS, h index sugli ultimi 5 anni calcolato da Google Scholar e h index totale preso da Scopus? o ancora, citazioni ricevute dalle pubblicazioni degli ultimi 5 anni, citazioni ricevute negli ultimi 5 anni (anche da pubblicazioni di anni precedenti)

Nessun chiarimento è arrivato dal Ministero rispetto a come comportarsi e le risposte ottenute a domanda diretta sono in genere salomoniche (va bene tutto).

Ma posto che la scelta sarà arbitraria a cosa servirà mai questo idoneo indicatore?

 

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8 Commenti

  1. Lo scollamento tra realtà e discorsi e parole si perfeziona sempre di più. La realtà procede per le sue vie; nuove parole ed espressioni ministerial-anvuristiche vengono inventate continuamente per far immaginare un’altra realtà, fittizia; in questo sito da tempo si cerca di colmare il divario o di costituire dei ponti, ma, come si vede, invano …

  2. La questione posta dall’articolo è ingenua. L’indicatore bibliometrico previsto dai bandi è chiaramente il Fantony Composite Index (FCI), pari alla differenza tra la somma del numero degli autori degli articoli del PI e il numero degli autori del lavoro più citato del presidente dell’ANVUR. Solo i progetti presentati da PI con valore dell FCI pari a 0 saranno ammessi a contributo.

  3. Sinceramente, mi sembra che l’idea di inserire gli indicatori bibliometrici “ove appropriati” non sia affatto sbagliata. Gli indicatori sono strumenti e possono essere utilizzati in modo accettabile o discutibile. Ritengo che l’uso automatico (classifica solo sugli indicatori) o normativo (abilitato con X lavori ma non con X-1) sia criticabile, ma non questo proposto. Qui non si costruiscono classifiche, mediane, soglie ma si chiede semplicemente a chi sta partecipando ad un bando di fornire alcuni elementi di valutazione ai referee che dovranno giudicare i progetti. Soprattutto, è chiesto ai partecipanti al bando di determinare I propri indicatori, quindi si spera siano accurati. Sul curriculum, ciascuno scrive cosa è più rilevante. I referee potranno benissimo giudicare non rilevanti gli indicatori bibliometrici.
    Cosa ci scriverei io in quella sezione? Cercherei in modo il più intellettualmente onesto possibile di fornire una serie di parametri (numero di articoli, numero di articoli con autore principale, numero di citazioni, magari mondato dalle autocitazioni, indice H o altro), calcolati per gli ultimi 5 anni o per tutta la carriera accademica, in modo accurato, precisando quale è il database di riferimento e la data (es. Scopus, Giugno 2013, o database specifici per il settore particolare). Magari meglio essere ridondanti che omettere qualcosa.
    In ogni caso il problema reale è un altro: i fondi destinati a PRIN/FIRB (68 milioni di Euro) ovvero poco più di 1000 euro a strutturato). Sono davvero minimi per cui qualsiasi valutazione inevitabilmente lascerà fuori tanti progetti meritevoli.

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