Accade in Italia, mentre il reclutamento e le progressioni di carriera dei docenti universitari sono di fatto bloccati dal taglio dei finanziamenti e da una esiziale riforma che bloccherà il sistema per anni. Accade che le università telematiche possano permettersi in una delle ultime tornate concorsuali “old style“, quella della prima sessione 2008, ben 45 concorsi tra prima e seconda fascia, tutti svolti e di conseguenza con ben 90 idonei (ovvero, vincitori di concorso che potrebbero essere chiamati a prendere servizio). E fin qui nulla di strano. L’incomprensibile inizia quando si scopre, come rivela il sito MIUR, che di questi 90 solo 7 sono stati chiamati dalle università che hanno bandito il concorso. Che accade? Forse un colossale e collettivo abbaglio ha indotto le università a bandire concorsi per docenti di cui non necessitano? Per quale motivo? Andiamo con ordine, inquadrando la vicenda nel suo contesto (tutto italiano pure lui, come le telematiche) e cerchiamo di ipotizzare qualche spiegazione.Le Università telematiche sono istituti di istruzione superiore di livello universitario che svolgono attività didattica con modalità a distanza basata sulle tecnologie telematiche. Istituite in Italia nel 2003 da un governo Berlusconi, con Ministro Moratti, hanno ricevuto in tempi più recenti l’entusiastico sostegno del Ministro Gelmini (ineffabile quanto inconsapevole eponimo della legge 240/10 con la quale un altro governo Berlusconi ha gettato nel caos le Università statali). Addirittura Berlusconi, da Presidente del Consiglio, visitava compiaciuto l’Università E-Campus, la maggiore università telematica dopo la Marconi, con appena 54 docenti, tutti rigorosamente precari, ma in grado di offrire addirittura 12 lauree, da Ingegneria a Giurisprudenza a Psicologia (impresa vietata dalle leggi vigenti alle Università statali), così fortemente voluta da essere stata attivata con il parere contrario del CUN e del comitato di valutazione nazionale delle università.[2] In realtà non tutti i ministri le hanno apprezzate e tutelate: l’ex ministro Mussi nel 2006-2007 con un decreto tentò di ridurne il numero, stabilendo requisiti minimi di docenti in organico,[3] purtroppo con scarsi risultati. In molti criticano le Università telematiche, tacciandole talora di essere università di serie B, dispensatrici di lauree e di poca cultura.[4]

Solo recentemente tuttavia il CNVSU, definendo quella delle università telematiche «una situazione complessiva, di sistema, abbastanza deludente» caratterizzata da «una serie di importanti criticità, strutturali e non», ha richiamato l’attenzione soprattutto su «l’anomala composizione degli organi di gestione, non solo pletorici, ma anche viziati da equivoci intrecci di interessi» e sul personale docente “fantasma”/assente in organico.[5] E qui veniamo al punto, dato che una delle annotazioni più interessanti del CNVSU riguarda il fatto che «a fronte di un notevole numero di valutazioni comparative [concorsi, ndr] avviate» pochi erano i chiamati: su un totale di 62 procedure, 5 erano finite con l’annullamento degli atti, e 46 (in verità 42) con una delibera di non chiamata del vincitore. Ad esempio, nel caso dell’Università telematica “Guglielmo Marconi” il CNVSU commenta: «il motivo di tale singolare comportamento andrebbe ricercato nella volontà degli idonei, nonostante la domanda di partecipazione, di non essere disponibili a prendere servizio presso l’università telematica “Guglielmo Marconi”».[6]

Ma le cose stanno davvero così? La spiegazione non convince: in base alle leggi vigenti, se un’università bandisce dei concorsi perché ha necessità di docenti per coprire degli insegnamenti scoperti, e se da questi concorsi espletati regolarmente risultano dei vincitori/idonei, l’università ha il diritto di chiamarli entro i due mesi successivi alla regolarizzazione degli atti.[7] Le telematiche a quanto pare invece procedono diversamente, utilizzando un’opzione cui molto raramente si ricorre in questi casi: deliberano di non chiamare nessuno dei vincitori. E lo fanno – per i concorsi 2008 – in ben 42 casi, per un totale di 84 vincitori non chiamati (vedi tabella). Dove sta la differenza tra le due procedure? Facile: nel primo caso gli idonei che dovessero rifiutare la chiamata perderebbero l’idoneità, nel secondo invece mantengono l’idoneità e si vedono dischiudere la possibilità di essere chiamati da una qualsiasi altra università.

Che stia qui l’inghippo? Vediamo allora un po’ più da vicino qualcuno di questi concorsi e chi sono e dove stanno alcuni vincitori. Risulta sempre dal sito MIUR che ad esempio la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università telematica “Niccolò Cusano” ha bandito due concorsi per lo stesso settore scientifico disciplinare (SSD) MPED/01 – Pedagogia generale e sociale, uno per ordinario e laltro per associato, nella stessa sessione (sempre la prima del 2008) con D.R. 55 23/6/08 e D.R. 57 24/06/08 entrambi pubblicati sulla G.U. n. 50 del 27/06/2008. Nessuno degli idonei è stato chiamato dalla “Niccolò Cusano” e mentre uno ha preso servizio presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’ Università degli Studi di Bologna, gli altri risultano idonei non chiamati. Ora se la “Cusano” ha bandito ben due concorsi in un certo settore, ciò rivela una seria carenza in organico in quel settore specifico. La mancata chiamata degli idonei non può di conseguenza non sollevare dubbi: o sulle “capacità” degli idonei, e quindi il sistema di selezione è fallimentare, o sui veri fini perseguiti dall’università che ha bandito.

Ancora meno chiaro il motivo per cui la Facoltà di Ingegneria dell’E-Campus abbia bandito un concorso per ordinario in FIS/07 – Fisica applicata (a beni culturali, ambientali, biologia e medicina), G.U. n.50 del 27/06/2008 e poi gli idonei siano stati assunti uno dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore e un altro dalla facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” Cheti-Pescara.

Perchè poi un’università che ha gravi carenze in organico come la “Marconi” dovrebbe bandire due concorsi a professore ordinario per una figura che è già presente nel suo organico e che risulta invece pochissimo presente in tutte le università italiane statali? I due concorsi banditi pressolaMarconidalla Facoltà di Scienze Sociali per ordinario sono infatti entrambi per il Settore IUS/05 – Diritto delleconomia, pubblicati in  G.U. n. 21 del 14/03/2008. Ma degli idonei ancora una volta nessuno è stato chiamato!

Nella medesima Università appaiono poi del tutto incomprensibili alcuni concorsi della Facoltà di Scienze Sociali, uno per ordinario e laltro per associato, per lSSD MED/05 – Patologia clinica (G.U. n. 23 del 21/03/2008), e dalla Facoltà di Scienze della Formazione per associato per il SSD MED/35 – Malattie cutanee e veneree. Per quale motivo una facoltà non medica dovrebbe bandire concorsi per idoneità in materie mediche? Sembra così se possibile ancor più singolare la coincidenza che i membri designati dalla “Marconi” per i due concorsi da associato siano due professori ordinari proprio di quelle facoltà dove poi hanno preso servizio, oppure lavorano o hanno parenti, i candidati che risultano aver vinto quei medesimi concorsi.

Nulla di illegittimo, almeno dal punto di vista formale e procedurale. Certo, un’organizazione in apparenza ben poco efficiente, se è vero (com’è vero) che in oltre due terzi dei procedimenti concorsuali attivati gli Atenei telematici interessati hanno ritenuto di rinunciare a chiamare il vincitore. Utilizzando per di più una formula che consente di conservare l’idoneità spendendosela altrove. Che dire? Davvero una vocazione filantropica!


[1] La Bella di Torriglia è una figura leggendaria e popolare legata alla cittadina di Torriglia, in provincia di Genova. Secondo un’antica filastrocca, è colei che “tutti la vogliono, ma nessuno se la piglia” (in dialetto genovese: A l’é a bella de Torriggia: tutti a vêuan e nisciûn s’a piggia). La locuzione è divenuta un modo comune per indicare qualcosa di molto ambito solo in apparenza. In realtà, con le dovute variazioni il detto è comune a molte regioni italiane, compresa la Campania, dove si trovano peraltro università telematiche impegnatissime in iniziative concorsuali (come si racconterà nel testo) e dove si dice: “A figlia ‘e don Camillo, tutt’ ‘a vonno e nisciuno s’ ‘a piglia”

[2]E-Campus: l’università come piace a Silvio Berlusconi”, di Gennaro Carotenuto, lunedì 19 luglio 2010 –

[3]Stretta sugli atenei on-line”, 31 gennaio 2007, Italia Oggi –

[4] Si veda ad esempio: “Alle Università telematiche serve un bollino di qualità”, 24 maggio 2010, la Repubblica – ; “Esami facili, prof fantasma com’è facile la laurea online”, 2 aprile 2010, la Repubblica – ; Udacity: luci e ombre nel mondo delle Università online, 11 febbraio 2012, ROARS – ; Ma a chi servono le università telematiche? 28 novembre 2011, ROARS –

[5] Undicesimo Rapporto sullo Stato del Sistema Universitario, Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (CNVSU)

[7] Al termine della procedura, l’Università che ha bandito il posto procede alla nomina in ruolo, previa delibera motivata assunta dal consiglio di facoltà che ha richiesto il bando, di uno dei due idonei, il quale, in caso di rinuncia, perde il titolo alla nomina in ruolo anche da parte di altri atenei. Così prevede il “Regolamento recante modifiche al regolamento 19 ottobre 1998, n. 390 concernente modalita’ di espletamento delle procedure per il reclutamento dei professori universitari di ruolo e dei ricercatori, a norma dell’ art. 1 della legge 3 luglio 1998, n. 210”, emanato con Decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 2000, n. 117 pubblicato in G.U. n. 109 del 12.5.2000 e successivamente aggiornato con legge 4 novembre 2010, n. 183 –

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10 Commenti

  1. C’è una ovvia spiegazione di questi comportamenti delle università telematiche. Il Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (cnvsu) ha imposto “requisiti minimi” di organico per l’attivazione dei corsi di laurea. Ha però stabilito che le nuove strutture possano soddisfare a questi requisiti minimi attraverso bandi di concorso, anche in attesa della presa di servizio dei futuri vincitori. Le università telematiche hanno trovato il modo di sfruttare queste regole bandendo i concorsi senza chiamare i vincitori. Il meccanismo è semplice: si contattano alcuni baroni del settore disciplinare X invitadone almeno tre ad entrare nella commissione di concorso per un posto di ruolo di quel settore (un barone sarà nominato dalla facoltà, altri due, per fare maggoranza dovranno risultare eletti). I baroni potranno così sistemare due loro allievi da chiamare nella loro sede, con l’impegno però di non fare domanda nella sede che ha bandito il concorso. In questo modo si soddisfano i “requisiti minimi” senza dover pagare gli stipendi dei docenti, ma solo affrontando le modeste spese del concorso. L’operazione può essere reiterata, anche perché nel frattempo il cnvsu è stato sostituito dall’anvur che è impegnata nella VQR e presumibilmente, essendo interessata alla “eccellenza”, non è più molto interessata ad assicurare requisiti minimi di organico per i corsi di laurea. Naturalmente per punire questi comportamenti ai limiti della truffa non basta la buona volontà di un organo tecnico, come il cnvsu o la anvur.E’ necessaria una decisa volontà politica che certamente non avevano né la Signora Moratti né la Signora Gelmini.

  2. Ulteriore aspetto, connesso alla “produzione di idonei”, da non sottovalutare, riguarda la programmazione triennale delle assunzioni di personale (per le sole università statali) che impone la verifica della disponibilità preventiva di risorse utilizzabili, rispettando il limite del 90% del rapporto tra spese per il personale di ruolo e Fondo per il Finanziamento Ordinario.
    Per ciascun nuovo bando di concorso ogni Università deve rispettare i suoi limiti, indicati dal Ministero in “punti organico”, calcolati sulla base del costo annuale delle qualifiche che si intendono coprire.
    Ad esempio: per un bando per concorso a Professore ordinario occorre disporre preventivamente di 1 “punto organico” ma, invece, per un passaggio da associato ad ordinario di soggetti già in servizio presso l’ateneo che abbiano acquisito l’idoneità anche in concorso di altro ateneo, il fabbisogno necessario diviene di 0,3 PO .
    Appare evidente che sia più facile e meno “conflittuale” l’assunzione di idonei dello stesso ateneo prodotti da altri atenei e/o con il meccanismo delle doppie idoneità e risulta difficile negare un passaggio di qualifica dei già in servizio quando nel breve periodo (generalmente superiore alla durata degli organi che assumono la decisione) la “promozione” non produrrà maggiori spese per l’ateneo. Anche questo ha incentivato il fenomeno dei bandi in ”conto terzi”.
    Il CNVSU aveva da tempo denunciato il fenomeno ma senza conseguenti efficaci azioni ministeriali e così il parco degli “idonei non chiamati” è sempre stato consistente, nonostante gli incentivi assegnati (fino al 2011) per la mobilità interregionale. Adesso sono previste azioni di cofinanziamento(13 M€ nel 2011 e 93 M€ nel 2012), contabilizzate anche in “punti organico”, per il passaggio di idonei per il ruolo dei professori associati…mentre nuovi reclutamenti non sono ancora possibili.

  3. Vorrei per rispondere solo raccontare la mia esperienza: Sono un imprenditore che lavora dalle 8 alle 10 ore al giorno, mi sono iscritto, alla soglia dei 40 anni, ad una università telematica. Mi alzo alle cinque del mattino, seguo le lezioni, faccio gli esercizi che ci assegnano, studio in tutti i ritagli di tempo compreso quello libero. Tutto da casa evitando orari impossibili dell’università pubblica, per me che alle 9 sono in ufficio a lavorare. Era un sogno che avevo e si può realizzare. Non è un segno di civiltà questo? Non vorrei che per motivi politico- ideologici, oppure per interessi di casta o semplicemente ignoranza sul sacrificio e preparazione altrui, qualcuno voglia fermare tale iniziativa, se vogliamo cosi democratica. Vorrei dire inoltre ai soliti giornalisti (e invidiosi) dalla critica facile, che prima di parlare provassero ad iscriversi e a tastarne questa asserita facilità: qualcuno ci sbatterà il grugno!!!

    Saluti
    Patrizio Carboni (studente iscritto in giurisprudenza all’università Uninettuno – Roma )

  4. Aggiorno gli utenti del sito che tra gli idonei ad una università telematica troviamo l’attuale Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza la quale è diventata professore universitari grazie all Unimarconi (ritengo però che non ci sia nulla di male dato che le telematiche stanno divenendo poli d’eccellenza però invito tutti a non avere pregiudizi verso un mondo che semmai non si conosce e invito anche la ministra a non fare l’ipocrita). Saluti a tutti.

    *per verificare ciò che ho affermato basti visionare la pagina Wikipedia dell’attuale Ministro del governo Letta.

    • Maria Chiara Carrozza, attuale ministro MIUR, ha conseguito l’idoneità nel 2006 in un concorso nazionale per un posto di prima fascia bandito dall’università telematica Marconi, la quale non ha poi chiamato nessuno dei due idonei. Secondo le regole allora in vigore per tutti i concorsi di università statali e non, la commissione era composta da un professore ordinario designato dall’università che bandiva il posto e da altri quattro ordinari eletti dagli ordinari di quel settore scientifico. Essendo la Carrozza in possesso di idoneità di prima fascia, la Scuola S. Anna di Pisa (di cui è poi divenuta anche Rettore) ha potuto chiamarla a ricoprire un posto di professore ordinario senza bandire un ulteriore concorso nazionale.

  5. Dal Sito MIUR:
    Scheda del bando
    Università Telematica GUGLIELMO MARCONI
    Concorso ad un posto da Professore Ordinario presso la Facoltà di SCIENZE e TECNOLOGIE APPLICATE (Prof. B), settore disciplinare ING-IND/34: BIOINGEGNERIA INDUSTRIALE
    Pubblicato sulla Gazzetta n. 37 del 10/05/2005
    scaduto
    09/06/2005
    n. domande candidati
    8
    votazioni
    risultati elezioni primarie
    risultati elezioni suppletive – turno b
    commissione
    data di nomina: 14/02/2006
    data di inizio lavori: 07/06/2006
    data di fine lavori: 14/07/2006
    data certificazione regolarità atti: 18/07/2006
    data delibera di facoltà: 26/07/2006
    Chiamati
    CARROZZA, Maria Chiara (decreto di nomina 399 del 23/10/2006)
    Chiamato dalla facoltà di Classe di SCIENZE SPERIMENTALI della Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento Sant’Anna
    DUBINI, Gabriele Angelo (decreto di nomina 568/2007 del 14/03/2007)
    Chiamato dalla facoltà di INGEGNERIA dei SISTEMI del Politecnico di MILANO
    Giudizi finali della commissione
    Motivazioni relative alla decisione di non effettuare chiamata
    Dall’esame delle risultanze concorsuali, risulta che i profili dei candidati dichiarati idonei, non soddisfano le esigenze di carattere scientifico-didattiche che avevano motivato la richiesta della procedura di valutazione comparativa.

    Esito dello scrutinio
    La lista comprende tutti coloro che hanno ottenuto almeno un voto, in ordine decrescente di voti ottenuti.
    Valutazione per
    Prof.Ordinario
    Ateneo
    Telematica G.Marconi
    Facoltà
    SC.TECNOL.APPLICATE
    Settore

    ING-IND/34 – BIOINGEGNERIA INDUSTRIALE
    Numero posti 1
    Profilo

    Prof. B Bando

    II sessione 2005
    Membro designato

    Prof.Ordinario PIETRABISSA Riccardo – Politecnico MILANO Fac. ING. dei SISTEMI (ING-IND/34)

    Professori Ordinari votati
    Cognome e nome Ateneo Voti
    DARIO Paolo Sc.Sup. S.Anna PISA 6
    CAPPELLO Angelo Univ. BOLOGNA 4
    CALDERALE Pasquale Mario Politecnico TORINO 1
    Schede bianche 0

    Esito dello scrutinio (supplettivo)
    La lista comprende tutti coloro che hanno ottenuto almeno un voto, in ordine decrescente di voti ottenuti.
    Valutazione per

    Prof.Ordinario
    Ateneo
    Telematica G.Marconi
    Facoltà
    SC.TECNOL.APPLICATE
    Settore
    ING-IND/34 – BIOINGEGNERIA INDUSTRIALE
    Numero posti 1
    Profilo
    Prof. B
    Bando

    II sessione 2005
    Membro designato

    Prof.Ordinario PIETRABISSA Riccardo – Politecnico MILANO Fac. ING. dei SISTEMI (ING-IND/34)

    Professori Ordinari votati
    Cognome e nome Ateneo Settore Voti
    AUDENINO Alberto Univ. CATANIA ING-IND/34 11
    CAPPOZZO Aurelio IUSM – ROMA ING-INF/06 9
    BUIZZA Angelo Univ. PAVIA ING-INF/06 1
    Schede bianche 0

    Non trovo i Giudizi dei commisari … qualcuno più bravo li trova???

  6. Le università telematiche sono uno scandalo che durante il governo Berlusconi e’ stato incentivato anche con visite del primo ministro presso il campus di una di queste. Tranne Nettuno, che per gli esami si appoggia alle università pubbliche consorziate, sulla qualita’ dei titoli di studio rilasciati dalle altre andrebbe aperta una verifica. Riguardo l’idoneità del ministro Carrozza questa non è diversa dalle altre, poiché la commissione era nazionale formata con le stesse modalità delle altre commissioni. Ovviamente permane un conflitto di interesse, poiché la genesi della procedura e’ stata anomala, per cui bisogna augurarsi che, per sgombrare il campo dalle critiche, il ministro Carrozza sia rigoroso e operi quei controlli e quelle verifiche che i suoi predecessori hanno evitato di fare. È stata nominata una commissione, che andava chiamata non di studio ma più propriamente di inchiesta, vedremo cosa dirà.

  7. ” Riguardo l’idoneità del ministro Carrozza questa non è diversa dalle altre, poiché la commissione era nazionale formata con le stesse modalità delle altre commissioni.”
    Giusto, con i due idonei che erano spesso allievi di due dei commissari. …

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