La Legge 7 agosto 2015 n. 124 prevede la emissione di decreti delegati relativi agli enti di ricerca. Ad aprile e’ circolata una “bozza riservata” di fonte governativa che accoglie in linea di principio il concetto da tempo richiesto dall’ANPRI di dare uno stato giuridico a Ricercatori e Tecnologi (R&T), ma lo fa in maniera confusa e purtroppo porta avanti della “analogia con l’Universita’” solo l’aspetto piu’ preoccupante e deteriore, ossia la messa ad esaurimento della terza fascia degli R&T a tempo indeterminato, lasciando solo le due fasce di Primi Ricercatori e Dirigenti di Ricerca (equivalenti a associati e ordinari). Ma ignora che attualmente gli R&T di terza fascia (spesso non giovani a causa della  carenza endemica di concorsi di avanzamento) rappresentino negli Enti oltre il 70% del personale di ricerca di ruolo (per tacere del precariato esistente sia come R&T a TD che come assegnisti e borsisti), ossia molto di piu’ di quanti siano nell’Universita’ (33%) dove la riforma Gelmini ha introdotto una simile messa ad esaurimento.

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

La Legge 7 agosto 2015 n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche) all’ art. 13, prevede la emissione di decreti delegati relativi agli enti di ricerca [1]

A gennaio 2015 la Conferenza dei Presidenti degli Enti di Ricerca (CoPER) ha inviato al Governo i suoi input (che sono stati circolati in rete p.es. su alcuni siti sindacali [2]). Altri input sono stati inviati da altri sindacati [3].

Ad aprile e’ circolata una “bozza riservata” di fonte governativa, disponibile p.es. su altri siti sindacali [4] .

A seguito di tale bozza i rappresentanti eletti dal personale (ai sensi dei rispettivi statuti) nei Consigli di Amministrazione di alcuni Enti Pubblici di Ricerca hanno inviato il 20 maggio una lettera alle Ministre. Essa e’ disponibile nel PDF allegato oppure sul blog dell’INFN [5]

La bozza accoglie un 50% delle proposte avanzate dai Presidenti degli Enti in materia di semplificazione burocratica, accoglie in linea di principio il concetto da tempo richiesto dall’ANPRI di dare uno stato giuridico a Ricercatori e Tecnologi (R&T) (in questo senso non si tratta di una “uscita dalla Pubblica Amministrazione”, anzi !) ma lo fa in maniera confusa e purtroppo porta avanti della “analogia con l’Universita’” solo l’aspetto piu’ preoccupante e deteriore … ossia la messa ad esaurimento della terza fascia degli R&T a tempo indeterminato, lasciando solo le due fasce di Primi Ricercatori e Dirigenti di Ricerca (equivalenti a associati e ordinari). La bozza prevede per il futuro dei concorsi per il reclutamento ricercatori a tempo determinato con un meccanismo tenure track.

Ma ignora che attualmente gli R&T di terza fascia (spesso non giovani a causa della  carenza endemica di concorsi di avanzamento) rappresentino negli Enti oltre il 70% del personale di ricerca di ruolo (per tacere del precariato esistente sia come R&T a TD che come assegnisti e borsisti), ossia molto di piu’ di quanti siano nell’Universita’ (33%) dove la riforma Gelmini ha introdotto una simile messa ad esaurimento. Come risulta dalla seguente tabella che prende tre esempi, un tipico ente monodisciplinare di medie dimensioni come l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’ente piu’ grande, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l’insieme delle Universita’.

 

Ente numeri assoluti frazione (tot TI=100) frazione (tot I+II=100)
I fascia II fascia III fascia TD I fascia II fascia III fascia I fascia II fascia
INAF 33 130 404 100 5.8 22.6 71.3 20.2 79.8
CNR 217 866 3115 936 5.2 20.6 74.2 20.0 80.0
Universita’ 13143 20055 17050 4473 26.2 39.9 33.9 39.6 60.4

 

Fonti:

INAF: anagrafica interna

CNR: annuario

Universita’: CINECA

Lucio Chiappetti (INAF)

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[1] http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015;124

[2] http://ricerca.usb.it/fileadmin/archivio/ricerca/documenti/COPER.pdf

[3] http://www.anpri.it/proposta-delega-riorganizzazione-amministrazioni-pubbliche/

[4] http://www.flcgil.it/leggi-normative/documenti/bozze-e-schemi-di-provvedimenti/bozza-decreto-legislativo-aprile-2016-semplificazione-attivita-enti-pubblici-di-ricerca.flc

[5] https://iononfaccioniente.wordpress.com/2016/05/26/lettera-dei-membri-eletti-negli-organi-di-governo-degli-epr-vigilati-dal-miur-alle-ministre-giannini-e-madia/

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1 commento

  1. Sembra che il tema degli Enti di Ricerca (EPR) non abbia destato grande interesse nei colleghi universitari (a differenza p.es. dal blog INFN https://iononfaccioniente.wordpress.com/), comunque ecco un rapidissimo aggiornamento:

    il Consiglio dei Ministri del 25/8 ha approvato un DL sulla semplificazione degli EPR molto ridotto rispetto alla bozza descritta sopra.

    In particolare e’ scomparsa tutta la parte sullo stato giuridico di R&T et sim., pare per parere avverso della Ragioneria dello Stato.

    Sono rimaste norme piu’ o meno oscure di semplificazione burocratica e in materia di statuti (sostituendo articoli di leggi pregresse come la legge “Gelmini” DL 209/2013), pare si escluda il MEPA per gli acquisti, e si arriva al 100% del turnover dal 2017.

    Magari ai ROARSiani interessera’ di piu’ l’art. 16 sulla valutazione che inserisce un ulteriore zampino o zampone dell’ANVUR 🙁

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