L’Università Commerciale Luigi Bocconi ha organizzato un convegno intitolato “La ricerca in Italia: cosa distruggere, come ricostruire” a cui ha partecipato anche il titolare del MIUR. Per promuovere il convegno, l’ufficio stampa della Bocconi ha rilanciato insistentemente il cosiddetto modello catalano, oggetto di un articolo su lavoce.info.


Il programma catalano è una forma  di programma per il rientro dei “cervelli eccellenti”. Con questo programma, la Catalogna ha importato 294 ricercatori in 12 anni, operazione che avrà sicuramente portato dei benefici alle università della regione.

Visto che l’Ufficio Stampa della Bocconi sollecita un confronto con l’Italia, vale la pena di dare alcuni numeri:

  1. Nell’arco degli ultimi quattro anni anni le politiche di tagli e blocchi del turn-over hanno fatto perdere all’Italia circa 8.000 tra professori e ricercatori (12%).
  2. Nelle more della messa in funzione dell’abilitazione nazionale, il reclutamento per le posizioni di professore è fermo da anni se si eccettuano le chiamate dirette, Il CUN segnala che nel solo 2011 gli erano pervenute oltre 100 (cento) proposte di chiamata diretta (10% prima fascia, circa 45%  seconda fascia, restante 45% RTD di tipo A e B), così articolabili:Vi sono circa 210 candidati risultati idonei negli ultimi concorsi di prima fascia pre-riforma, la cui idoneità (durata 5 anni) sono oramai in via di scadenza. Gli idonei di seconda fascia hanno potuto beneficiare delle risorse del piano straordinario associati, mentre il limbo di questi idonei di prima fascia è spesso dipeso dalle condizioni finanziarie dei loro atenei o ancor peggio dalle limitazioni turn-over sottoposto a strozzature anche più severe delle reali esigenze finanziarie. Come sottolineato nella lettera da loro inviata al Ministro e che riproduciamo in calce, la progressione di quelli che sono già in ruolo come professori di seconda fascia comporterebbe un investimento irrisorio in termini economico-finanziari reali. Nella loro lettera osservano che:
    • oltre il 50% di proposte di chiamata di studiosi impegnati all’estero;
    • oltre il 20% di proposte di chiamata per vincitori di progetti FIRB;
    • circa il 15% di proposte di chiamata di vincitori di progetti europei;
    • circa il 15 % di proposte di chiamata per beneficiari dei programmi di rientro dei cervelli.

    Nel primo semestre dell’anno 2012, le proposte erano 70 (25% prima fascia, 60% seconda fascia, 10% RTD di tipo A e B) con proporzioni del tutto analoghe di studiosi impegnati all’estero e rientri di cervelli.

3. Quest’anno, a fronte della cessazione di un numero di docenti equivalenti a 2.227,48 “Punti Organico” a livello di sistema universitario ne sono stati riassegnati solo 445,50. Alcune sedi hanno avuto meno di un intero “Punto Organico”, a fronte di decine di Idonei alla I Fascia in attesa di prendere servizio da anni.

Senza nulla togliere al “modello catalano”, è evidente la sproporzione tra un intervento da mettere all’occhiello e il dissanguamento massiccio del personale docente e di ricerca. I 210 idonei di prima fascia hanno spesso il solo torto di prestare servizio in atenei italiani messi alle corde dai pesanti tagli degli ultimi anni. Sono 210 “figli di un dio minore”, immeritevoli di qualche magico modello corredato di copyright straniero.

 

______________

Al Chiar.mo Prof. Maria Chiara Carrozza
Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Piazzale Kennedy, 20
00144, Roma

Lettera dei Docenti in servizio negli Atenei Italiani idonei al ruolo
di professore di I Fascia – Concorsi 2008

Illustre Ministro,
siamo circa 210 docenti in servizio in molti Atenei di tutta Italia, che hanno regolarmente vinto un concorso per professore di I Fascia (bandito nel 2008 ai sensi della legge 3 luglio 1998 n. 210 e successive modificazioni) e che non riescono a prendere servizio con tale funzione a causa di una complessa catena di norme sovrappostesi negli ultimi anni. Al riguardo il Coordinamento Idonei Prima Fascia si rivolse già in passato al Suo predecessore (cfr. www.idoneiprimafascia.net).
Come Lei sa, siamo risultati idonei in concorsi espletati con norme molto più rigorose rispetto a quelle previste all’atto dell’emanazione dei bandi, ovvero con commissioni sorteggiate, anziché autoelette. Il nostro profilo scientifico e didattico è testimoniato dai numerosi progetti di ricerca nazionali ed internazionali a cui partecipiamo e dai molti anni di attività didattica universitaria, certificata, oltre che dalla realtà dei fatti, dall’esito di un concorso pubblico.
Per lo svolgimento delle procedure di selezione e per il completamento dell’iter amministrativo il MIUR ha già impiegato notevoli risorse. Molti colleghi vincitori della stessa tornata concorsuale sono entrati regolarmente in servizio con la qualifica superiore solo perché si trovavano in Atenei con una condizione finanziaria migliore o perché hanno avuto la precedenza (spesso in modo casuale) in un periodo di riduzione del turn over. Quest’anno, a fronte della cessazione di un numero di docenti equivalenti a 2.227,48 “Punti Organico” a livello di sistema universitario ne sono stati riassegnati solo 445,50. Alcune sedi hanno avuto meno di un intero “Punto Organico”, a fronte di decine di Idonei alla I Fascia in attesa di prendere servizio da anni.
Il nostro passaggio dalla II alla I Fascia comporterebbe un investimento irrisorio in termini economico-finanziari reali. In termini di “Punti Organico” sarebbero necessari meno dei teorici 60 “Punti Organico” (0,3 per ciascun idoneo chiamato in servizio); una briciola rispetto ai punti non reimpiegati per il blocco del turn over.
Per i nostri colleghi idonei alla II Fascia sono state stanziate rilevanti risorse “vincolate”. Noi chiediamo solo una deroga al limite dell’utilizzo dei punti organico per le nostre prese di servizio. Ci troveremo a breve a contenderci le risorse con gli “Abilitati” in arrivo, per i quali vige un regime normativo ed assunzionale completamente diverso. Solo un intervento “ad hoc” potrebbe risolvere una situazione che rischia di trasformarsi in un ulteriore blocco per gli Atenei che già, in questi anni, hanno sofferto per il perdurare dei tagli, soprattutto al Centro-Sud.
Peraltro, per molti di noi, c’è il rischio concreto di perdere l’idoneità di I Fascia (durata 5 anni) determinando un’ingiustizia nei nostri confronti ed un grave danno agli Atenei di appartenenza, e vanificando energie e risorse finanziarie investite nei concorsi di cui siamo risultati vincitori.
Comprendiamo perfettamente l’attuale difficile congiuntura economica in cui versa il Paese e la complessità delle norme in vigore, ma il nostro problema è ampiamente risolvibile con una spesa molto limitata.

Al riguardo Le segnaliamo come nella discussione in atto sulla Legge di Stabilità al Senato si sia manifestato un ampio interessamento a favore della risoluzione della nostra situazione, con la presentazione di più emendamenti, da parte di Parlamentari di diversi partiti.
Illustre Ministro, in considerazione di quanto esposto, Le chiediamo di farsi promotrice di una iniziativa governativa che consenta: la presa di servizio di tale personale con risorse a valere su quelle che si rendono disponibili dalle cessazioni, destinando specificamente a tale fine la quota necessaria ricavata aumentando di pari entità la percentuale del turn over prevista.
Si tratterebbe di una misura transitoria, valida una tantum, che andrebbe ad incidere in minima parte sul turn over programmato, ed in ogni caso con impegno di risorse notevolmente inferiore a quello previsto per il piano straordinario per gli associati.
Fiduciosi nella Sua autorevolezza La ringraziamo anticipatamente per l’attenzione e l’impegno che vorrà porre alla questione.

Distinti saluti
28 Novembre 2013
primafascia2008@gmail.com
as.bergantino@gmail.com
idonei2008@gmail.com

Elenco dei Docenti Firmatari
ALESSIO GIOVANNI
AMBROSONE LUIGI
ANTONINI GIULIO
ARBUSTINI ELOISA
ARTICO MARCO
BALDI MARIO
BARBA DAVIDE
BARENGHI ANDREA
BARNI MAURO
BARTOLETTI ROBERTA
BEGHELLI MARCO
BELLINO ENRICO
BERGANTINO ANGELA STEFANIA
BERNUZZI CLAUDIO
BERTOLINO ALESSANDRO
BOMPARD ETTORE FRANCESCO
BONACCHI MASSIMILIANO
BOTTONI PAOLO GASPARE
BRESCHI LORENZO
BRESCIA MORRA CONCETTA
BRUSA EUGENIO
BUSCO CRISTIANO
CALIGIURI MARIO
CALZA’ LAURA
CAMPANI GIOVANNA
CAPUANO ALESSANDRA
CARAFA PAOLO
CARDONA MARIO
CASALINO LORENZO
CASSIANI GIORGIO
CERNIGLIA FLORIANA MARGHERITA
CHESSA LUCIANA
CHIARUCCI ALESSANDRO
CIMBOLLI SPAGNESI PIERO
CINA ALBERTO
CLINI, ENRICO
COLAVITA GIAMPAOLO
COLOMBO LUCA VITTORIO ANGELO
CONFORTI DOMENICO
CORI ENRICO
COSTA VINCENZO
COTRONE RENATA
CRESCENZI VICTOR
DALLARI FABRIZIO
DAMIANI ENRICO
DE CRISTOFARO ANTONIO
DE PASCALI PAOLO
DI SANTO ROBERTO
DIMITRI PATRIZIO
DONINI LORENZO MARIA
DUBINI PAOLA
ESPOSITO DE FALCO SALVATORE
FABBROCINO GIOVANNI
FABIANI DANIELA
FARINOLA GIANLUCA MARIA
FERLAZZO FABIO
FERRI, GIUSEPPE
FERRI PAOLO MARIA
FILICE LUIGINO
FIORDELISI FRANCO
FIORENTINI MARIO
FIORILLO FRANCESCO
FREGO, SILVIA ANTONELLA
FRIGERI ANTONIO
GARRITANO FRANCESCO
GENTILE FABRIZIO
GEOBALDO FRANCESCO
GRANO MARIA
GRAZI GIAN LUCA
GRILLI MARCO
GUERRIERO FRANCESCA
IACOMETTI MIRYAM
IANNANTUONI GIOVANNA
IAVARONE MARIA LUISA
ICARDI UGO
IRRERA FERNANDA
JANNINI EMMANUELE
LABANCA NICOLA
LAZZARA PAOLO
LENZI RAFFAELE
LEONCINI ISABELLA
LOMBARDI ROBERTA
MACII ALBERTO
MAGGIORE GIUSEPPE
MALAGOLI CLAUDIO
MANTOVANI MARCO ORLANDO
MANZINI RAFFAELLA
MARADEI FRANCESCAROMANA
MARCI TITO
MAROTTA GEMMA
MARULLO RITA
MASULLI FRANCESCO
MASULLO MARIOROSARIO
MICHELI MARIA ELISA
MILANI PAOLA
MIRALDI FABIO
MOGLIA GIUSEPPE
MONTORSI GUIDO
MORO GIUSEPPE
MUSCOLO ADELE MARIA
NICOLO’ DOMENICO
NUOVO ANGELA MARIA
OCCHIENA MASSIMO
OLGIATI VITTORIO
ORSI GIOVANNI BATTISTA
PADIGLIONE VINCENZO
PAIELLA MONICA
PIA CECILIA
PALERMO FRANCESCO
PARENTE FERDINANDO
POLINI WILMA
PORTINCASA PIERO
PRIZZON FRANCESCO
PROIETTI GUIDO
QUAGLIARINI ENRICO
RAIMO GENNARO
RANGONE NICOLETTA
RINALDI SIMONE
RIPABELLI GIANCARLO
RIVA CRUGNOLA CRISTINA
RIZZO MARIA ANTONIETTA
ROMEO ROBERTO
RONCONE RITA
RONDI LAURA
SANCETTA GIUSEPPE
SANESI GIOVANNI
SANTANELLI FABIO
SARACINO MARIA ANTONIETTA
SCARCELLO FRANCESCO
SCOGNAMIGLIO ANDREINA
SCOPPOLA ELISABETTA
SODANO VALERIA
SOLA LUCIANA
SOLANO LUIGI
SORICE MAURIZIO
SPERANZA ANNA MARIA
STANCA LUCA
TALIENTO MARCO
TEROV A GENCIANA
TIRELLI MARIO
TONELLI NATASCIA
TOSCANO MARIO
TUCCI ANDREA
VAIRA BERARDINO
VERGATI STEFANIA
VOLPICELLA ANGELA
ZAMPA PAOLA
ZANGRANDO ENNIO
ZEN FRANCESCO
ZOTTERI GIULIO

Send to Kindle

14 Commenti

  1. Questo piu’ che un commento e’ un’espressione di una sensazione: quella di fastidio nella lettura di questa richiesta.

    Fastidio per il contrapporre ad un’iniziativa di richiamo dall’estero (che potrebbe benissimo essere contestata di per se’) con la possibilita’ di assumere “con un investimento irrisorio” professori di prima fascia. Che c’azzecca, direbbe qualcuno di vecchia memoria?

    Fastidio per voler affermare il proprio interesse con motivazioni che hanno rovinato l’universita’, come le iniziative “a costo zero” (“costo irrisorio”…) che hanno visto nel passato favorire scorrimenti a nuove immissioni in ruolo.

    Fastidio per il lamentare “il rischio concreto di perdere l’idoneita’ di prima fascia (durata 5 anni)”: nessuno ha detto che l’idoneita’ equivale ad un’assunzione! Farla passare poi come “un’ingiustizia”….

    E infine fastidio per la guerra tra poveri (non tanto poveri) ovvero con il vincolo dei fondi per i ricercatori idonei di II fascia, e per i neo abilitati.

    Alla fine e’ un fastidio che si trasforma in squallore per la modalita’ della richiesta, piu’ che per la richiesta stessa, ovvero assunzione di chi ha vinto un concorso, di per se’ assolutamente legittima.

  2. Mah, non so fino a che punto questa lettera mi convinca. Gia’ partendo dall’incipit: se con sbaglio i Colleghi non hanno vinto un concorso bensi’ acquisito una idoneita’ in una valutazione comparativa, ben sapendo che all’idoneità non necessariamente avrebbe fatto seguito una chiamata.
    Mi spiace, sinceramente, che in questo lungo periodo non abbiano avuto la possibilita’ di essere chiamati ma ora mi sembrerebbe per loro ragionevole, visto che le norme lo consentono se non sbaglio, partecipare ai concorsi locali insieme agli abitati 2012.

  3. Davvero discutibile questo appello, come è già stato rilevato da altri: a cominciare dalla pretesa di equivalenza tra idoneità e chiamata. Certo, spiace che candidati risultati idonei non siano stai poi chiamati da alcuna università; ma sapevano benissimo che questo sarebbe potuto accadere. Sui concorsi a idoneità multipla, e sul loro a mio avviso esiziale effetto in termini di sovraffollamento di alcuni settori disciplinari e di scarsa trasparenza dei concorsi (per usare un eufemismo) ci sarebbe da dire molto. In più, si sotiene qui, falsamente, quanto segue: “Per i nostri colleghi idonei alla II Fascia sono state stanziate rilevanti risorse “vincolate””. Non è vero, al contrario per chiamare molti idonei di seconda fascia sono state utilizzate risorse che erano state vincolate dal ministero alla chiamata dei futuri abilitati (il cosiddetto piano straordinario associati).
    Così come trovo perlomeno sgradevole la richiesta esplicita di un provvedimento “una tantum”…
    Ribadisco: un conto è la mancata chiamata di un vincitore di concorso, bandito su risorse che esistevano al momento del bando; ben altro conto la chiamata di chi, in quel concorso, ha semplicemente ottenuto un’idoneità. Altrimenti, di ope legis in ope legis, come evitare che si formino presto comitati di abilitati che fanno pressione per un provvedimento “una tantum” di chiamata erga omnes?

  4. Primo punto: i concorsi a cui ci si riferisce sono quelli banditi nel 2008 ed espletati nel 2010 con commissioni sorteggiate e non preconfezionate, quindi con maggior trasparenza. Consideravano 2 idoneità, quindi due vincitori. Molti degli idonei a prima fascia sono già stati chiamati dalle sedi locali, molti altri no a causa del drastica riduzione del turnover per cui attualmente gli ordinari sono diventati merce rarissima.

    Secondo punto: al contempo, per i ricercatori idonei a seconda fascia arrivano valanghe di punti organico grazie alla legge Gelmini e non solo per gli attuali abilitati o abilitandi, come qualcuno qui sostiene, ma anche precedentemente alle abilitazioni: è questa la vera sperequazione che qualche commentatore un po’ superficialotto e di parte non considera. Tra l’altro, in alcuni Atenei come la Sapienza, molti punti organico destinati per le chiamate degli idonei a seconda fascia sono anche avanzati.

    Terzo punto: la lettera non chiede elemosine ed ope legis, quelle che sono state attuate negli anni 80 e che hanno veramente intasato gli atenei di gente che aveva usufruito di una borsa di studio anche solo per un anno. La lettera chiede solo equità e considerazione per colleghi che hanno superato un concorso sicuramente non meno impegnativo delle presenti abilitazioni. Chiede che siano trattati come sono stati trattati finora tutti gli altri idonei, ovvero che vengano chiamati dai rispettivi Atenei, per evitare che rimangano gli unici nella storia dei concorsi italiani a rimanere con un pugno di mosche. Il fatto che costino poco è un motivo in più per non lasciarli scadere come merce avariata. E le norme attuali non credo proprio che consentano loro di partecipare alla ASN, potrebbero farlo solo una volta scaduta l’idoneità e così avrebbero perso 5 anni nell’attesa. Mica male!

    Evitiamo di sparare sentenze, esaminiamo la situazione entrando nel merito dei fatti, senza condanne a priori: si tratta di una situazione grave, mai accaduta prima.

    • @ Frisco
      “Consideravano 2 idoneità, quindi due vincitori”: questa frase è falsa, e costituisce il presupposto traballante di tutto il resto dell’argomentazione. Quei concorsi sono stati banditi da specifici atenei, che al momento del bando disponevano di un budget per la chiamata di un professore (il vincitore): all’altro idoneo non era garantita affatto la chiamata da parte di quello o altri atenei. Vero è che con questa moltiplicazione dei pani e dei pesci (con un solo budget “creiamo” due idonei) funzionava fino al 2010: ma vi sarete forse accorti che tante, tante cose sono cambiate dal 2010 a oggi… Forse i firmatari dell’appello avrebbero più utilmente potuto battersi contro l’approvazione della legge gelmini, invece di “svegliarsi” ora.

  5. Certo che capisco l’amarezza di Frisco, ed e’ perfettamente vero che le chiamate a prima fascia siano diventate poche e che in futuro potrebbero essere ancora meno. Per tutti, peraltro, sia per chi abbia sostenuto positivamente le ultime valutazioni comparative che per chi abbia superato la prima tornata di ASN. La norma prescrive che chi abbia conseguito una idoneita’, cioe’ i Colleghi firmatari, possa partecipare ai concorsi locali che verranno banditi dalle singole sedi insieme agli abitati alla prima fascia 2012.

  6. Peraltro gli abilitati ex legge Berlinguer già godono di un “privilegio” legislativo, ossia della possibilità di chiamata diretta ex art. 29, co. 4, legge Gelmini da parte di qualsiasi università, anche diversa da quella di appartenenza(“Coloro che hanno conseguito l’idoneità per i ruoli di professore associato e ordinario possono comunque essere destinatari di chiamata ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210, fino al termine del periodo di durata dell’idoneità stessa previsto dall’articolo 1, comma 6, della legge 4 novembre 2005, n. 230”). Semmai, secondo me, gli abilitati vecchio sistema dovrebbero vigilare di più perché questa previsione trovi effettiva applicazione. La pretesa di un aiuto economico una tantum per la loro chiamata mi pare invece ormai improbabile, visto che il novero dei chiamabili è in via di esplosione grazie alla ASN e sarebbe difficile spiegare perché il provvedimento di favore dovrebbe riguardare solo alcuni e non tutti.

  7. Io credo che invece di fare facili ironie su conti correnti o lacrime agli occhi, sarebbe meglio cercare di comprendere la situazione di tanti colleghi che stanno vivendo una situazione difficile a causa dell’azzeramento del turnover e dei drastici tagli agli FFO degli Atenei. C’è poco da ridere. Siamo tutti nella stessa barca che affonda e dovremmo cercare di tappare le falle invece che buttare a mare gli altri!

  8. A un anno da questo appello, rilanciare il dado è più che opportuno, data l’evidente paralisi. Il bilancio di ateneo alla data del concorso prevedeva anche l’assunzione degli idonei, come lo dimostrano gli altri colleghi che hanno già preso servizio; altrimenti quale senso avrebbe questa “opzione” se poi viene negata la possibilità di chiamata. Quale il senso del concorso se vengono meno i parametri di valutazione adottati, se il criterio principale di assunzione effettiva degli idonei è la disponibilità finanziaria degli atenei. Non è democratico, è arbitrario e discriminante, poiché in relazione a un privilegio amministrativo. La legge, dunque, non è uguale per tutti.
    E come conseguenza, la mancata chiamata accentua il “tamponamento a catena”, aggiungendo precari a nuovi precari, disoccupati a nuovi disoccupati, esodati a nuovi esodati ecc. E poi chissà quanti punti… di sutura. La situazione, allora, ha ripercussioni sociali non soltanto accademiche.
    La causa è la cattiva politica dei tagli. All’instabilità, al succedersi di governi stagionali con il frenetico sovrapporsi di norme non più in vigore quasi ancor prima di essere attuate, segue, per effetto contrario, la situazione di ristagno: “In Italia, devi imparare a perdere tempo” cantano Luca Carboni e Fabri Fibra, mentre intanto, quello cronologico, scorre inesorabile. Pertanto, la particolarità della situazione italiana impone di impegnarsi a risolvere tale condizione. Il processo di reintegro, o di assorbimento come lo ha definito l’attuale Ministro in riferimento al personale della scuola, contribuisce al piano di stabilità. Il recupero di capitali sequestrati alle mafie (denaro pubblico, come pure lavoro, sottratti), per esempio, potrebbe essere utile per investire anche sui cervelli.
    Ad ogni modo, sottrarre lavoro, perdere anni di carriera a tutti i livelli, a partire dal reclutamento per il mancato processo di scorrimento è speculare sul capitale umano.
    Non si può avere un nuovo inizio, lasciando pendenti insoluti del passato. I problemi non si risolvono accantonandoli o chiudendoli nel dimenticatoio: “dietro ogni problema c’è un’opportunità”, sosteneva Galileo Galilei.
    Di certo, da soli, non ci si salva!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.