«Seguiremos adelante, como jiunto a ti seguimos, y con Fidel te decimos: Hasta siempre Comandante!» Ci pare giusto dedicare un pensiero al Lider Maximo Fidel Castro, recentemente scomparso. Lo dedichiamo da qui, dall’Università italiana, ultimo baluardo del Comunismo reale, così ridotta dalle troppe riforme promosse da un’élite di economisti liberisti, tanto competenti e capaci da aver prodotto risultati antieconomici e illiberali, oltre che irragionevoli. Nemmeno a Cuba i professori e ricercatori sono valutati con un burocratico sistema a punti da un’Agenzia Ministeriale, come la nostra ANVUR (Agenzia Nazionale per la Vittoria, l’Unità e la Rivoluzione). Nemmeno a Cuba i professori vengono selezionati con commissioni nominate dal Governo, come con le nostre cattedre NATTA (Nucleo Armato di Tutela del Trotskismo Autentico). Nemmeno a Cuba si indicono giochi a premi per la produttività (quelli dei tempi dell’URSS di Stachanov) dei lavoratori o dei loro dipartimenti. Che dire? Questo è il Neoliberismo all’Italiana, concepito dagli Economisti della Bocconi: porta inesorabilmente a inefficienza, miseria, spreco e al Comunismo reale.

Fidel Castro, Prime Minister of Cuba, smokes a cigar during his meeting with two U.S. senators, the first to visit Castro's Cuba, in Havana, Cuba, Sept. 29, 1974. (AP Photo)

Mi pare giusto dedicare un pensiero al Lider Maximo Fidel Castro, recentemente scomparso, dall’ultimo baluardo del Comunismo reale, ovvero dall’Università italiana, così ridotta dalle troppe riforme promosse da un’élite di economisti liberisti, tanto competenti e capaci da aver prodotto risultati antieconomici e illiberali, oltre che irragionevoli.

Nemmeno a Cuba per fare un contratto a un collaboratore si deve chiedere il parere preventivo di legittimità della Corte dei Conti.

Nemmeno a Cuba i professori e ricercatori sono valutati con un burocratico sistema a punti da un’Agenzia Ministeriale, come la nostra ANVUR (Agenzia Nazionale per la Vittoria, l’Unità e la Rivoluzione).

Nemmeno a Cuba i professori vengono selezionati con commissioni nominate dal Governo, come con le nostre cattedre NATTA (Nucleo Armato di Tutela del Trotskismo Autentico).

Nemmeno a Cuba esiste una procedura di Abilitazione Scientifica Nazionale statale e centralizzata come la nostra ASN (Accreditamento Socialista Nazionale).

Nemmeno a Cuba esistono i sistemi informatici macchinosi, obsoleti e inusabili che il CINECA (Centro di Informazione Nazionale di Espressione Comunista di Avanguardia) impone alla comunità accademica, abusando dell’infinita pazienza di quest’ultima.

Nemmeno a Cuba si sono sognati di fare un Mercato Unico statale centralizzato per gli acquisti della Pubblica Amministrazione, come il nostro CONSIP (Comitato Operaio Nazionale per il Socialismo Internazionalista e Proletario).

Nemmeno a Cuba si sognano di vietare l’utilizzo delle carte di credito di servizio, nonostante che esse siano l’odioso simbolo del capitalismo americano.

Nemmeno a Cuba la programmazione del personale delle Università si fa con sistemi centralizzati e burocratici come il nostro dei “punti organico”, tristemente denominato PROPER (PRogrammazione OPeraia degli Estremisti della Rivoluzione) dove le persone diventano numeri e i numeri persone.

Nemmeno a Cuba ogni progetto o spesa dei progetti di ricerca deve essere continuamente codificato, tracciato, pubblicizzato, rendicontato in maniera analitica e sottoposto alle burocratiche regole dell’ANAC (Autorità Nazionale per l’Avanzamento del Comunismo).

Nemmeno a Cuba per fare una qualsiasi scelta (da un collaboratore a uno strumento di laboratorio) si deve fare un bando pubblico, un concorso o una gara a punti.

Nemmeno a Cuba si indicono giochi a premi per la produttività (quelli dei tempi dell’URSS di Stachanov) dei lavoratori o dei loro dipartimenti.

Che dire?

Questo è il Neoliberismo all’Italiana, concepito dagli Economisti della Bocconi: porta inesorabilmente a inefficienza, miseria, spreco e al Comunismo reale.

Fidel ne sarebbe orgoglioso.

Seguiremos adelante, como jiunto a ti seguimos, y con Fidel te decimos: Hasta siempre Comandante!

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15 Commenti

  1. Mi sembra che ci siano esagerazioni. In Francia, ad esempio, esiste l’abilitazione centralizzata come la nostra per i Maîtres de conférences (corrispondenti ai nostri associati)e i presidenti delle commissioni di concorso per professore sono scelti dal Ministro. Anche lo stipendio del prof. ord. è legato ad avanzamenti in base al merito per classi, compresa una “classe exceptionnelle”.

  2. ti ringrazio delle precisazioni ma – nel diritto, economia e scienze politiche – i presidenti di commissione sono nominati dal Ministro. Insegno nelle Facoltà di giurisprudenza e non conosco la disciplina prevista per le altre materie.
    Décret 6 juin 1984 – Art. 49 “Le jury du concours d’agrégation comprend le président, nommé par le ministre chargé de l’enseignement supérieur parmi les professeurs de la discipline considérée, et six autres membres nommés par le ministre chargé de l’enseignement supérieur sur proposition du président du jury ; quatre de ces membres sont des professeurs de la discipline concernée…”.

    • Secondo la tabella che citi i maitre des conferences sono equivalenti ai nostri RTI. Mentre l’equivalenza con professore associato è “da valutare in relazione allo specifico cv” (nota 1).
      La progressione dipende dall’anzianità. Gli csatti di merito da noi ci sono: gli scatti sono diventati tutti di merito/anzianità a seguito della Gelmini.

  3. Tutte le considerazioni e le 5 ragioni che Galli della Loggia esprime ed elenca per spiegare il risultato del referendum, tra cui (ad es. e per tornare all’argomento dell’univ. e della ricerca italiane) ” il carattere non proprio di rango di un gran numero di tali collaboratori, così come dei tanti nominati in una miriade di posti”, sono cose dette e ridette da molto prima del 4 dic. Bastava tener conto dell”opinione delle persone e non trattarle da rottamandi o da avversari del progresso o semplicemente da ‘deficienti’ (v. la lavagna coi gessetti o i discorsi per slides e slogan e battute). Quei cosiddetti “errori” lo sono diventati ora o sono stati riconosciuti ora come errori, a referendum chiuso, ma prima erano PRINCÌPI comunicativi, la cui contestazione era sbeffeggiata. Tornando quindi al temario di questo sito, Ministro, Anvur e Crui dovrebbero seriamente riconsiderare le proprie posizioni nei confronti della robotizzaizone,fordizzazione e algoritmizzazione ad oltranza dell’esistenza di chi vive e lavora nel l’universitàw e per la ricerca.

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