«Infame, terrone di merda»:  queste le parole con cui il ministro Gian Marco Centinaio nel giugno 2017 aveva oltraggiato in Aula il Presidente del Senato Pietro Grasso. Ammiratore di Jörg Haider, l’esponente leghista per la sua attività politica utilizzava l’indirizzo mail “terronsgohome@yahoo.it” e, da vicesindaco di Pavia, così commentava un’aggressione a danno di attivisti di sinistra: «Il mio pensiero: Forza Nuova ha fatto quello che molti pavesi vorrebbero fare. Il problema è che ancora una volta sono passati dalla parte del torto e hanno fatto diventare le zecche dei martiri». «La nostra Università però ha i suoi valori. Li ha sempre praticati e difesi con voce ferma. E’ intellettualmente libera, politicamente autonoma, socialmente inclusiva, rispettosa delle diversità, aperta al confronto e a tutte le opinioni.», sottolinea Fabio Rugge, leccese di nascita e Rettore dell’Università di Pavia, il quale nel 2017 aveva invitato Pietro Grasso come ospite d’onore della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. E quest’anno, per «riaffermare, con serena sicurezza e alla presenza di un ospite illustre, i nostri principi ispiratori», chi sarà l’ospite d’onore? Niente meno che Gian Marco Centinaio.

Una scelta a cui docenti, studenti e personale amministrativo hanno reagito con tre lettere. Gli studenti dell’UDU scrivono: «In un Ateneo come quello di Pavia, multiculturale per vocazione e distintosi spesso per iniziative come il progetto di accoglienza per i rifugiati o il doppio libretto per gli studenti in transizione di genere, chiediamo le ragioni dietro l’invito di una figura controversa come quella di Centinaio, politicamente e culturalmente agli antipodi rispetto alle scelte della nostra Università». Una seconda lettera che ha raccolto più di 280 firme stigmatizza le esternazioni di Centinaio «sintomi di un pensiero politico fondato sulla discriminazione», concludendo che «chi se ne faccia portatore non meriti di essere accolto nella nostra Università, nemmeno per cortesia istituzionale». Una terza lettera, rivendicando l’autonomia dell’università dal potere politico, chiede nella cerimonia vengano ribaditi i valori dell’integrazione e della solidarietà, che fanno parte del patrimonio culturale della comunità accademica pavese.
In un messaggio all’ateneo, il Rettore prende atto delle contestazioni, lamentando le “espressioni estreme”  condivise da alcuni.  Quali? «Per alcuni studenti la scelta di invitare un ministro della Repubblica sarebbe una manifestazione di “servilismo”» scrive Rugge, riportando tra virgolette un termine che però non compare nella lettera dell’UDU. Inoltre, «per alcuni Colleghi la presenza del Sen. Centinaio, nella circostanza dell’apertura dell’anno accademico, sarebbe “offensiva”», ma di nuovo l’aggettivo tra virgolette, presente nella lettera dell’UDU, è invece assente nelle lettere firmate dai docenti. Degno di nota il giro di parole  con cui viene giustificato l’invito del Ministro dell’Agricoltura, in un ateneo in cui sono presenti moltissimi corsi di laurea, ma non quelli di Agraria e Veterinaria: «Il dicastero da lui ricoperto riguarda inoltre tematiche di grande rilievo per quello sviluppo sociale ed economico del territorio cui un’Università responsabile è chiamata a contribuire attivamente.».
E la fantasia del mortale […] crea le deità del bello, del vero, del giusto, e le adora; crea le grazie, e le accarezza
Nel 1809 Foscolo  pronunciava a Pavia la sua famosa prolusione al corso di eloquenza. Sono passati più di due secoli e l’ateneo pavese ne sente tutto il peso.
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La documentazione completa è disponibile sul sito del Circolo Universitario Giorgio Errera:

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12 Commenti

  1. La memoria corta del Rettore fa evidentemente comodo, per una qualche ragione (economica?) che forse si cela qui: «Il dicastero da lui ricoperto riguarda … tematiche di grande rilievo per quello sviluppo sociale ed economico del territorio cui un’Università responsabile è chiamata a contribuire attivamente.» L’unica risposta sarebbe quella di disertare la cerimonia.

  2. Tutto è politica ma la politica non è tutto, non so chi ha detto una simile frase ma mi fornisce il destro di parlare del Ministro (vedi Centinaio), dei Ministri, del Governo, del Governo del cambiamento: anche il Regime Fascista si può definire un governo del cambiamento? Ed il Governo del cambiamento ha cambiato il codice etico dei grillini: vedi l’Amministratore Delegato di FS Mazzoncini dimissionato, insieme a tutto il CdA FS, da un certo Ministro Toninelli, perché rinviato a giudizio, ma non è stata rinviata addirittura a processo la sindaca pentastellata di Roma (Raggi) e rinviata a giudizio quella di Torino (Appendino)? E perché non sono stati dimissionati? Una cosa è il codice etico dei pentastellati che si applica solo ai pentastellati, altra cosa il codice etico per i non pentastellati…
    Vogliamo parlare dei migranti? E viene in mente la bolla di Paolo III del 1537 Sublimis Deus in cui si scrive «Indios veros homines esse» incentrata sul problema del trattamento riservato agli Indios americani, che aveva già sollevato una voce potente come quella di Bartolomé de Las Casas. Ogni paese ha i politici che si merita e l’attuale regime è o sarà peggio di quello fascista? Vade retro Salvini: chi lo diceva? E già Martin Lutero diceva: Satana sta a Roma: ma dove? A San Pietro o nei palazzi del governo della Repubblica? «Migrantes “non” veros homines esse»?
    G.M. Centinaio non è che l’ennesima dimostrazione di una storia che si ripete (senza scomodare G.B. Vico) purtroppo non ciclicamente migliorandosi ma peggiorandosi e dimenticando un passato che non c’è più e che non insegna niente a nessuno: l’intolleranza verso i migranti è la stessa verso i diversi, verso “i terroni di merda”, verso gli ebrei, gli zingari, gli handicappati, gli oppositori, gli spiriti liberi e conviene rileggersi il sermone “Prima vennero…” del pastore Martin Niemöller e meditarci sopra se si ha tempo. Non mi meraviglia che l’Università di Pavia inviti il Ministro o un tal Ministro, ma io tifo Foscolo…

  3. Non so perché, ma preferisco Centinaio a Giarrusso e alle Iene …
    Mussolini epurò i docenti non allineati al regime imponendo il giuramento, mentre oggi alla vigilia della “Grande rivoluzione culturale della meritocrazia” abbiamo i Commissari del Popolo, un Agenzia di Valutazione che sembra l’OVRA e la Gogna mediatica…

    • Cosa l’autorizza a pensare che io abbia detto che Le Iene abbiano fondato l’ANVUR?
      Oggi abbiamo (in contemporanea, ma non necessariamente in connessione causa-effetto) l’ANVUR, Giarrusso al MIUR come segretario particolare del vice-ministro Fioramonti (con non meglio definiti incarichi di ispezione sui concorsi universitari) e Le Iene che mettono alla gogna la gestione di un concorso per l’assegno di ricerca nel settore MED/46 “Scienze Tecniche di Medicina di Laboratorio” a Verona. Potrei anche aggiungere un amministratore di blog dai nervi fragili pronto a polemizzare anche su ciò che non è stato scritto, ma non intendo infierire …

    • Il regolamento dell’ANVUR (DPR 1 febbraio 2010, n. 76) e la L. 240/2010 (che attribuisce ad Anvur notevoli poteri) sono stati approvati con la Lega al governo. Quindi, dire “preferisco Centinaio [Lega]” menzionando poche righe dopo “un Agenzia di Valutazione che sembra l’OVRA” risulta un po’ contraddittorio.

    • L’ANVUR è stata istituita quando il “compagno” Mussi era al MIUR ed è tuttora presieduta da Andrea Graziosi (un personaggio che dubito abbia simpatie leghiste).
      Purtroppo la “Grande rivoluzione culturale della meritocrazia” è trasversale …
      Preferisco però Centinaio (con la presumibile “deregulation” che verrà portata dalla Lega) al clima di sospetto che viene alimentato da personaggi alla Giarusso… Ricordiamoci sempre che l’ANVUR trae la sua legittimazione dalla delegittimazione della capacità di valutazione e auto-valutazione che dovrebbe essere affidata ai singoli (Atenei, organi intermedi, docenti …). Mi aspetto che dopo l’ultimo servizio delle Iene anche gli assegni di ricerca verranno assegnati su base algoritmica con criteri “oggettivi” decisi su base nazionale dall’Agenzia di Valutazione.

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