Segnaliamo questo articolo di Laura Margottini pubblicato dalla rivista Science

ROME—An unprecedented government effort to shore up the quality of Italian science by reviewing the work of individual scientists and institutions has triggered a firestorm of protest. Critics say the government review, coordinated by the National Agency for the Evaluation of Universities and Research Institutes (ANVUR) at the Ministry of Education, University and Research is using flawed criteria and will do little to reward the best Italian scientists.

The issue has been furiously debated on an online forum called Return On Academic Research (ROARS) in recent months, and has led to official protests by several scientific and legal associations, including the Mathematics Union and the Association of Psychologists. But the government is going ahead with the scheme anyway.

In 2011, ANVUR started pushing back nepotism, still rife in the Italian academic world, and reward excellence. The agency evaluates individual researchers, who, if they meet certain criteria, can get a government stamp of approval that allows them to apply for higher academic positions; it also rates universities and public institutions, who can expect to get more funding if they are among the best. But the criteria used are too crude, scientists say. “It’s like judging the bottles in a wine contest by the labels only without tasting their content,” says Alberto Baccini, a professor of political economics at the University of Siena.

 

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3 Commenti

  1. L’azione informativa, ostinata e ragionata, di ROARS ha raggiunto ormai gli osservatori internazionali più autorevoli. Dopo il Times Higher Education, ora Science. Questo certifica (a chi ancora ne dubiti) almeno due cose. Da un lato, che ROARS non ospita fanatici, né criptoconservatori né paranoici teorizzatori di complotti accecati da una pregiudiziale ostilità senza costrutto nei confronti delle magnifiche sorti e progressive di questa ASN, per come impostata da MIUR e da ANVUR. Dall’altro, che Ministero e Agenzia dovrebbero uscire dall’atteggiamento di rimozione (negazione, minimizzazione, silenzio) di ciò che ormai è a tutti evidente, assumendo seppur tardivamente la responsabilità di proprie infelici decisioni e traendone le doverose conseguenze. Si tratta di mutare rotta, con riferimento all’attuale tornata non ancora conclusa (per molti SC, neppure avviata con la nomina delle commissioni) e, a maggior ragione, di non ipotecare la legittimità della tornata 2013, anziché iperaccelerarne il lancio a gennaio con l’attuale implosivo assetto. Nunc, dum calet sanguis, vigentibus ad meliora eundum est.

  2. Bella la parabola di chi giudica la qualità del vino dall’etichetta senza assaggiarlo.
    La fretta della tornata 2013 appare agli occhi di chiunque a questo punto grottesca.
    Ma il timore ancor maggiore è che il Ministero e l’agenzia utilizzino a proprio favore la fase di stallo che si verrà a creare; non penso che i commissari possano procedere alacremente (lo spostamento della deadline ad agosto non servirà a dar loro respiro) se non giudicando le bottiglie di vino dall’etichetta e i ricorsi sono scontati perchè chi l’etichetta ce l’ha, cioè chi supera le mediane, avrà la ragione dalla sua.
    Quindi, o si sceglie di abilitare chi supera le mediane o bisogna fermare il giocattolo e ciò, a meno che non si intervenga energicamente (ma chi lo farà?), determinerà un lungo periodo di transizione.

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