Pubblichiamo la lettera di un gruppo di docenti dell’Università per Stranieri di Perugia in merito alle maldestre pratiche interpretative che ANVUR sta seguendo nel gestire la procedura per il Finanziamento delle attività di ricerca di base (FFABR). Il bando escludeva dagli aventi diritto a partecipare alla procedura quanti fruissero di finanziamenti ERC, PRIN e/o, con formula di chiusura assai vasta, ulteriori finanziamenti pubblici, nazionali, europei o internazionali. Seguendo il senso fatto palese dal significato proprio delle parole usate nel bando, la previsione induceva molti singoli componenti di unità di ricerca beneficiarie di finanziamenti pubblici a non presentare domanda, nella ragionevole convinzione di non aver diritto alla partecipazione. Sennonché, con nota interpretativa successiva alla pubblicazione del bando, ANVUR interpretava riduttivamente la disposizione del bando stesso, pubblicando sul sito della procedura una FAQ (Frequently Asked Question), ove si specificava che il divieto di cui al bando riguardava solo i PI o i responsabili e coordinatori delle ricerche già finanziate con fondi pubblici e non quanti a vario titolo facessero parte dei relativi gruppi di ricerca. Legittima, a questo punto, la richiesta di questi ultimi – che avevano fatto proprio il significato letterale del bando, astenendosi dal presentare domanda – di essere riammessi in termini per fare domanda. Ma ANVUR, in spregio alla possibilità di emendare in autotutela la propria poco accorta gestione del bando, ha opposto un fermo diniego alla richiesta, che a questo punto sembrerebbe poter trovare accoglimento solo rappresentando al giudice amministrativo la disinvoltura con la quale ANVUR sta gestendo la procedura. Circostanza che bloccherebbe il FFABR, comportando gravi ritardi per tutti. Si è sempre pronti a strepitare contro i TAR che bloccano l’Italia, ma evidentemente non ci domanda abbastanza frequentemente quanto in Italia i comportamenti delle pubbliche amministrazioni siano suscettibili di determinare FAPs (Frequently Abnormal Procedures).

In qualità di docenti presso l’Università per Stranieri di Perugia abbiamo inviato giorni fa una richiesta all’ANVUR per chiedere di essere abilitati a effettuare la domanda per il Finanziamento delle attività di base (FFABR) pur non avendo effettuato la registrazione preventiva.

La mancata registrazione è dovuta al fatto che il bando prevedeva l’esclusione di quanti, al momento della domanda “usufruiscano di finanziamenti provenienti dallo European Research Council (ERC), da progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN) o da ulteriori finanziamenti pubblici, nazionali, europei o internazionali, comunque denominati”. Facendo parte di un PRIN abbiamo evitato di inviare la domanda e ci siamo di fatto disinteressati della cosa.

Tuttavia le FAQ pubblicate successivamente alla pubblicazione del bando (di cui ho preso visione tardivamente) hanno chiarito che l’esclusione riguarda solo il titolare del finanziamento (“Usufruisce del finanziamento del tipo indicato chi ha la titolarità del finanziamento stesso; ossia ad esempio il Principal Investigator di un finanziamento europeo, il Responsabile di unità operativa oppure il Coordinatore scientifico di un PRIN”).

Abbiamo chiesto allora, anche se a tempi scaduti, di essere ammessi a partecipare, non essendo titolari del finanziamento del PRIN. 

ANVUR ha opposto un rifiuto rispondendo che deve attenersi a quanto amministrativamente definito nell’art. 4.1 dell’avviso: “L’ANVUR non includerà nell’elenco di coloro che possono richiedere il finanziamento i soggetti che non hanno completato in tutte le sue parti la registrazione on-line”, effettuabile  “a partire dal 16/06/2017 e fino al 10/07/2017”, e nell’art. 4.3.1 dell’avviso: “L’ANVUR non si assume responsabilità per eventuali disguidi e/o per malfunzionamento della rete telematica, imputabili a terzi, a caso fortuito o a forza maggiore. Si consiglia di procedere alla registrazione on-line e al successivo inoltro della domanda con un ragionevole margine di anticipo rispetto alle scadenze indicate nel presente Avviso”, aggiungendo che le FAQ sono state pubblicate in anticipo rispetto ai termini di scadenza della registrazione on-line.

Ora, il problema è proprio questo:

1)  la mancata registrazione non è avvenuta a causa di malfunzionamenti della rete, ma a seguito di una lettura tempestiva e scrupolosa del bando, che escludeva la partecipazione di quanti partecipassero a un progetto PRIN (NEL BANDO, infatti, NON SI FA ALCUNA DISTINZIONE tra titolarità del progetto e semplici ricercatori).

All’epoca della sua pubblicazione, infatti, il bando era l’unica fonte di informazione disponibile e invitava a una registrazione tempestiva, non ad attendere che venissero diramate FAQ che hanno successivamente ridimensionato le cause di esclusione;

2) soprattutto converrete che LE CATEGORIE AMMESSE A PARTECIPARE NON POSSONO ESSERE DEFINITE O MODIFICATE NELLE FAQ. È il bando che deve chiarire senza ombra di dubbio il profilo degli esclusi in quanto elemento fondante la legittimità della richiesta;

3) inoltre, si noti che in base al bando risultano esclusi anche i docenti a tempo determinato per i quali invece, se nel frattempo hanno cambiato “status”, ad oggi la finestra di registrazione viene riaperta.

Chiediamo pertanto che il MIUR intervenga con una tempestiva parola di chiarezza dato che il termine per presentare domanda è fissato al 30 settembre 2017 e senza la registrazione preventiva non è possibile partecipare.

Chiediamo altresì che ragionevolmente, data l’ambiguità del bando che ha tratto in inganno noi e molti altri colleghi, sia riaperta la finestra per le registrazioni così da sanare una palese disparità.

Cordiali saluti.

 

Giulio Vannini

Stefania Tusini

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2 Commenti

  1. Condivisibile benché paradossale l’argomentazione dei colleghi. In pratica, dimostrano che è del tutto giusto, in base al bando – e senza tener conto delle FAQ illegittime – , che loro siano stati esclusi dalla procedura (casomai, anche altri avrebbero dovuto esserlo, ossia tutti i partecipanti ai PRIN a qualsiasi titolo). Però non mi risulta che “in base al bando risultano esclusi anche i docenti a tempo determinato”.

  2. Infatti, non è scritto così, sono esclusi i docenti a tempo “definito”. Che è l’alternativa al tempo pieno, mentre il tempo determinato è alternativo al tempo indeterminato. Che i tempi determinati possano partecipare del resto è dimostrato sperimentalmente.

    Per il resto trovo anche io davvero singolare (per uno stato di diritto: nella foresta di Sherwood invece me lo sarei serenamente aspettato) che una procedura venga bandita in maniera lacunosa e per certi aspetti sibillina e che la si definisca via via con le FAQ facendo finta che sia la cosa più naturale del mondo..

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