In una lunga intervista al Corriere della Sera  il matematico  Giuseppe Mingione spiega le ragioni per le quali ha scelto il boicottaggio della VQR: «Io sono più che favorevole alla valutazione ma il punto è che a queste condizioni di autentico maltrattamento professionale non ci sto. Ed è per questo che ho deciso di boicottare la Vqr per protesta».

 

Riportiamo qualche stralcio dell’intervista che si puo’ leggere online sul sito del Corriere

Mingione_Boicottaggio_VQR

Giuseppe Mingione è uno dei 99 matematici più citati del mondo. In 4 anni ha avuto 3 mila euro di finanziamenti contro il 250 mila dei suoi colleghi stranieri. «Per questo ho deciso di boicottare la valutazione della ricerca. Difendo la mia dignità professionale» : Alzi la mano chi non è d’accordo con il principio sacrosanto che le università italiane debbano essere valutate e che chi è più bravo vada anche premiato economicamente per la qualità del proprio lavoro. «Certo che sono d’accordo. Io sono più che favorevole alla valutazione ma il punto è che a queste condizioni di autentico maltrattamento professionale non ci sto – dice Giuseppe Mingione, docente di Analisi Matematica all’università di Parma -. Ed è per questo che ho deciso di boicottare la Vqr per protesta».

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«Io non sono un medico o un ingegnere, sono un matematico, dipendo totalmente dai soldi pubblici. Ma il fondo per la ricerca di base è stato praticamente azzerato. Negli ultimi 4 anni per le mie ricerche avrò preso 2/3mila euro in tutto, mentre i miei collaboratori europei anche più giovani di me nel frattempo viaggiano sui 250 mila euro. Quando si arriva a questi livelli di mortificazione professionale, qualunque protesta va bene». Anche il boicottaggio della Vqr? «Certo. Ripeto: io non sono contro la valutazione, tutt’altro. Ma mi sono scocciato di essere trattato così. Se poi vogliamo essere pignoli, ci sarebbe da dire qualcosa anche sui criteri della Vqr. In questi quattro anni ho prodotto 16 lavori di prima fascia (il massimo per la Vqr). Perché devo limitarmi a presentarne due? E’ come se durante una partita di calcio un giocatore venisse messo in panchina dopo che ha segnato due gol». In questo modo – spiega Mingione – si finisce per perseguire una linea di mediocrità. L’impressione è che il vero scopo della Vqr non sia premiare le eccellenze ma stanare i presunti fannulloni. «Un concetto più delicato di quello che sembra – aggiunge Mingione -. In università non siamo tutti uguali: c’è chi fa più ricerca e chi si dedica maggiormente alla didattica. Per restare al calcio, sarebbe ingiusto pretendere di misurare un portiere o anche solo un difensore in base ai gol che hanno segnato. Quindi chi fa di più dovrebbe poterlo far pesare. Inoltre la Vqr prende in considerazione un periodo di tempo troppo breve, almeno per alcuni settori. Io scrivo cose che richiedono tempo per essere capite. Le mie ricerche più citate sono di 15 anni fa».

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«E’ che è illogico pretendere di valutare la ricerca su standard internazionali quando il livello dei fondi è da Terzo Mondo».

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22 Commenti

  1. Il punto sollevato da Giuseppe e’ a mio avviso centrale, infatti è corretto è giusto che i sistemi pubblici si dotino di sistemi di valutazione ma, proprio per non dare fiato alle trombe di chi la valutazione non la vuole, bisogna farla in modo scientificamente rigoroso, neutrale, priva di conflitti di interesse e allineata alle migliori pratiche internazionali. Poi se spendi soldi per fare una valutazione di massa dovresti dire PRIMA come la userai altrimenti siamo al ” facete ammuina “della Marina borbonica. Poi è necessario che vi sia netta separazione tra chi valuta e chi prende le decisioni politiche, non ha senso che un valutatore poi dica, dopo succederà questo e quell’altro, non è il suo compito. sul piano tecnico questa VQR contiene almeno per i matematici delle autentiche follie. Io che non sono Gauss, ho un paper del 1995 con una quantità enorme di citazioni per la matematica, pubblicato su un top journal, prima citazione del 1998 !!
    Ma molto più clamoroso, il paper di Wiles sul teorema di Fermat sempre del 1995 ha cominciato a essere citato debolmente nel 1997. Giuseppe e’ uno dei pochi highly cited italiani, ma almeno per me è per i colleghi che stimo di più, il fatto che lui fosse bravo lo sapevamo indipendentemente. Mentre queste follie bibliometriche hanno generato mercati corrotti in circuiti secondari della ricerca, per cui oggi secondo questo metro di giudizio, la seconda potenza mondiale nella matematica èl’Arabia Saudita. Non voglio infierire poi su debolezze dell’impianto statistico, se avessi tempo sarei tentato di scrivere un piccolo paper e postarlo su Arxiv.
    La vera follia è sperare che si possa creare un sistema ingegnerizzato per cui crei una grande macchina in cui infili i dati e quella ti dà i risultati. Ciò è frutto di una pseudo scienza che ignora più di un secolo di evoluzione delle conoscenze relative allo studio dei sistemi complessi.

  2. Perché non dire chiaramente che si vuole far passare per “valutazione” una ristrutturazione al ribasso (culturale ed economico) del sistema dell’istruzione italiano? Perché di questo si tratta. Tutti saremmo per una valutazione giusta e onesta, tutti vorremmo fuori dall’Università “fannulloni” e “ignoranti”. Ma, palesemente, non è questo il fine del governo (come di quelli passati). L’Università rientra in un programma generale (non solo italiano) di riduzione di posti di lavoro e di stipendi.
    Se così non fosse, gli “ignoranti” e i “fannulloni” avrebbero la loro sede presso il ministero. Ma voi ci credete?Follia? Credete davvero che gli “ingegneri” ministeriali non sappiano quello che fanno? Lo sanno, lo sanno bene… ma lo fanno ugualmente!
    Il problema è politico e la risposta non può essere che politica. O si pensa che con qualche aggiustamento statistico si possa uscire fuori da questa situazione?

  3. manca uno dei paragrafi chiave dell’intervista, nel vostro stralcio, guarda caso quello sugli scatti stipendiali
    (certo, uno lo trova nell’intervista completa)

    eccolo, era corto e nello stralcio ci stava piu’ che bene

    “Il blocco degli scatti di anzianità

    Poi c’è il fronte che protesta contro il blocco degli scatti stipendiali e contro la mancanza di finanziamenti. «Sono diventato ordinario nel 2006 a 33 anni. Da allora però non ho visto riconosciuta la mia anzianità di servizio che è stata incredibilmente annullata, con conseguente danno economico, una cosa che non mi risulta abbia riscontro in alcun sistema universitario di mia conoscenza – spiega Mingione -. E questo lo ritengo lesivo della mia dignità professionale». E che professionalità! Medaglia Stampacchia nel 2006, European Research Council Award nel 2007, Premio Caccioppoli nel 2010, il suo nome figura fra quello dei 99 matematici più citati del mondo (Highly Cited Researchers 2015).”

  4. Mi spiace essere antipatico, ma non posso credere che si possano fare 16 lavori eccellenti in 3 anni con 3000 Euro nel campo della matematica. I grandi matematici della storia si sentiranno dei falliti di fronte a cotanto genio creativo. Quindi ritengo che la correlazione (matematica) tra citazioni e qualità andrebbe perlomeno dimostrata. Questo potrebbe essere lo spunto per il 17° lavoro.

  5. Caro Braccesi lei non e’ antipatico e’ un incompetente, infatti sta usando una bibliometria de noantri per non fare quello che uno scienziato serio farebbe, cioè scaricarsi i lavori, leggerli o se uno non e’ in grado chiedere il parere a chi di quelle cose e’ esperto. Nel caso di Mingione lui si riferisce alle risorse dategli dallo stato italiano, perché poi per i suoi meriti ha vinto un ERC (credo terminato) e potuto fare ricerca tranquillamente.

    • OK, chiedo venia. Si incappa sempre nella fattispecie di lesa maestà. Resto comunque dell’opinione che 16 lavori validi in tre anni nessuno li possa fare, con i soldi o senza soldi che sia. Il fatto che si dia credito invece a questa possibilità è esattamente la causa che ci ha portato ad avere l’ANVUR che ci meritiamo. In ogni caso mi sento bene nei panni dell’antipatico. La mia incompetenza (sicura) non è lei che può stabilirla.

    • Sottoscrivo Braccesi in toto. Ormai si è creato un circo ridicolo dietro a questi numeri. Invece Mingione rivaluta giustamente la didattica e quindi la capacità di trasmettere conoscenza, che qualcuno sembra essersi dimenticato per strada. La didattica tornerà presto di moda?

  6. Buongiorno,

    non ho le competenze per valutare, ma conosco un metodo infallibile che consentirà, a chi le competenze invece le ha, di verificare se qualcuno è solo antipatico o è anche incompetente…
    Basta andare a vedere il CV del prof. Mingione che è disponibile in rete nel sito della sua università e verificare cosa ha pubblicato nel periodo della seconda VQR.. ovvero dal 2011 al 2014… che sono peraltro 4 e non 3 anni (non sono un matematico, ma fin qui ci arrivo…)

    Buona lettura: http://www2.unipr.it/~mingiu36/

    Aldilà delle battute ringrazio il prof. Mingione perché ha consentito di dare più visibilità ad una protesta che i vertici dell’accademia italiano continuano a non voler realmente appoggiare e anzi, in alcuni casi, contrastano apertamente minacciando sanzioni.

    Paolo Tedeschi

  7. L’impressione è che il vero scopo della Vqr non sia premiare le eccellenze ma stanare i presunti fannulloni.
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    Concordo con Mingione. Questa VQR non è premiale ma punitiva. Non serve a premiare le eccellenze e nemmeno a stanare i fannulloni. Costringe i primi a presentare poco e impone ai secondi di presentare 2 lavori con tante citazioni. Così certamente non si valuta la qualità.
    1) Da quando è stato azzerato il PRIN metà dei docenti si sono trovati con solo i fondi di ateneo.
    2) Il “montepremi” della VQR viene preso da una tassa imposta al fondo ordinario che non colpisce gli atenei ricchi ma quelli più grandi.
    3) Il blocco degli scatti ha impedito l’attuazione di una legge del 2010 che prevede l’adeguamento stipendiale sottoposto alla valutazione della propria attività istituzionale.

  8. “Io non sono un medico o un ingegnere, sono un matematico, dipendo totalmente dai soldi pubblici.”
    Io, invece, che sono un’ingegnera, le scarpe riesco ancora a comprarmele 😉
    Spicola tuitterebbe:
    “Ecco un ordinario eccentrico privilegiato ke vuole gli arretrati da quando ha 33 anni!! E intanto ci sono… (riempire a piacere: barboni, lavavetri ai semafori… gli africani che muoiono di fame e tu non finisci quello che hai nel piatto, ecc.)”
    .
    Mingione è bravissimo, questo si sa – manca solo che glielo dicono le pietre per strada – ma poi è anche bravo a metterci la sua faccia per aumentare l’IF della causa – grazie.
    .
    Riflessioni sui punti sollevati:
    – la VQR premia le strutture, non i singoli, toglie ai poveri per dare ai “ricchi” da un paniere relativamente piccolo disponibile e, se si presentassero molti lavori, i GEV impiegherebbero dai 20 ai 30 anni per finire il lavoro (posto che si trovino strumenti corretti per la valutazione): tutti motivi per cui per come è pensata, non può funzionare per finanziare la ricerca dei singoli;
    – d’accordo sul fatto che valutare articoli recenti, soprattutto per certe discipline, non ha molto senso; mi viene in mente anche che quelli del 2014 saranno valutati o a spanne più di tutti gli altri, o in modo diverso dagli altri (dati bibliometrici incompleti e poveri), e che, siccome non si presenteranno alle prossime VQR (se ci saranno..eheheh), praticamente saranno “bruciati”.

  9. Forse non è chiaro, ma l’intento del corsera è sempre il medesimo..Un grande matematico che ha solo 3000 euro di finanziamento mentre all’estero (il mito dell’estero) ne avrebbe 250.000. L’università pubblica non apprezza il merito!!!! Articolo di GAS(nervino), il figlio dell’ex rettore di Messina promosso. Il trappolone amici resta la meritocrazia e il narcisismo di tutti noi, pronti sempre a voler mostrare di avercelo più lungo degli altri. Vedasi il dibattito anche qua. O i diversi appelli o diverse manifestazioni di lotta (non andava bene una quella di Ferraro, ma c’è sempre qualcuno che ha capito di più) Il merito è una cosa ottima, ma quando dal mondo delle nuvole scende a terra in qualsiasi modo si manifesti genererà delle storture.Se invece che cercare il massimo garantissimo il minimo (cioè applicazione di criteri di decenza o semplicemente quantitativi-numero pagine o articoli-) otterremmo maggori risultati. Se cerchiamo l’oro e sappiamo che c’è nel greto del fiume dobbiamo raccogliere tanta sabbia e poi setacciarla. Non ci sono più le miniere con le vene d’oro (vecchia università elitaria) ma grandi masse di “materiale” intellettuale da scavare.
    Mi sbaglio? Non ho problemi ad essere smontato “nn ce l’ho più lungo delgi altri” hhahah 🙂

  10. Interessante, Mingione ha ovviamente titolo per una posizione sull’argomento.
    Ha scelto di protestare all’indecenza dei finanziamenti che riceve boicottando la VQR. Cita che i matematici non hanno finanziamenti – purtroppo non conosco il settore, ma potrebbe essere anche peggio di quello che appare: la ricerca in matematica che non riceve fondi è già grave, se poi li ricevesse chi nominalmente nello stesso settore ma non con quella capacità sarebbe peggio.
    Non capisco bene la questione dei solo due lavori, ci sia un equivoco? La VQR non è individuale, due o sedici il suo ruolo lo ha coperto. Invece, se si facesse il cumulo, è chiaro potrebbe “coprire” chi invece non contribuisce neanche con due. Forse l’annotazione è che la VQR dovrebbe essere anche individuale? Nel caso d’accordo! Saluti.

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