Profumo enuncia la sua visione, i piani per il futuro e
le prospettive dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Fabio Fazio intervista Francesco Profumo e Salvatore Settis
(“Che tempo che fa” del 3-12- 2012)

Di seguito riportiamo alcuni estratti dell’intervista ed  il video integrale.

Settis: E non si dica che quella dei tagli è stata una scelta di destra. Perché allora – si chiede  nè Sarkozy né Merkel hanno tagliato?

Fazio: Perché non si riesce, quando si arriva lì, a fare esattamente quello che il Prof. Settis ci dice di dover fare?

Profumo: Beh io credo che si deve valutare la situazione finanziaria del paese. Noi oggi abbiamo circa 100 miliardi all’anno di interessi passivi. Abbiamo questa ansia per lo spread che è un’ansia reale. Quindi, la mia sensazione è che bisogna avviare questo processo però bisogna avere dei fondamentali solidi. Se noi non riusciamo a controllare il nostro debito, e lo spread che è un elemento che ci perseguita, è veramente difficile fare un piano che sia un piano reale, un piano in cui si dicano delle verità, perché le risorse da mettere in gioco sono tante. Gli studenti sono otto milioni, i metri quadri delle scuole sono 64 milioni, quindi i numeri sono sempre enormi. Allora, per poter cambiare qualcosa bisogna mettere in gioco risorse con tanti tanti zeri e probabilmente questo in questo momento non siamo in  grado di farlo.
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Fazio: La sanità e la scuola. Sono, guarda caso, le due voci su cui, incessantemente, si fanno tagli di solito lineari. […] Come è possibile che le due voci di spesa che dovrebbero essere intoccabili siano quelle che per prime vengono sempre penalizzate? Cosa succede nel Consiglio dei Ministri?

Profumo: Nel Consiglo dei Ministri c’è poco spazio, da questo punto di vista. Questi sono i due ministeri di maggiore spesa e quindi un piccolo taglio su questi due ministeri determina risorse importanti. […] In realtà fino a questo punto, questo governo ha operato un taglio ma è un taglio limitato. Solo che quello che abbiamo è la storia presente. Il problema vero è che oggi viviamo con una storia trentennale di situazioni di difficoltà della scuola e quindi è stanca la scuola e anche qualche piccolo segnale in negativo certamente viene amplificato, perché c’è questa  situazione di stanchezza continua.

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Fazio: Lei crede che ci sia questa concreta possibilità di intervenire oppure no? Oppure con il prossimo governo siamo da capo?

Profumo: Credo di sì ma bisogna farlo con un programma nel tempo e che identifichi delle risorse certe che vengono ad essere distribuite con continuità.

Fazio: Nel frattempo però, professor Settis, c’è la preoccupazione seria dei sindacati addirittura per la prosecuzione dell’anno accademico prossimo venturo se non verranno riconfermati i fondi per l’università.

Settis: Beh, per l’università mancano, come il Ministro sa molto meglio di me, ben 400 milioni di euro anche perché l’università ogni anno contribuisce 15 milioni di euro per il disastro Alitalia chiamato anche salvataggio …

Fazio: L’università contribuisce per il disastro Alitalia??

Settis: Sì dal fondo di finanziamento ordinario dell’università, ogni anno vengono prelevati 15 milioni di euro per salvare l’Alitalia, 10 milioni –  per l’esattezza 9,4 milioni di euro – per diminuire il prezzo dei carburanti, 5 milioni di euro per la cassa pensioni dei giornalisti. Ma queste cose deve proprio pagarle l’universita?

Fazio: Ecco la domanda sorge spontanea: sì, perchè le paga l’università?

Profumo: Beh perché intanto oggi abbiamo questo problema reale di questi 400 miloni che sono in meno rispetto all’anno scorso – ha ragione il Prof. Settis. Quindi il primo tema è che, così come nella prima fase della legge di stabilità la Camera ha deciso di dare una priorità alla famiglia, il Senato adesso potrrebbe fare un cosa analoga con scuola e l’università. Io credo che se dessimo questo tipo di segnale, sarebbe un segnale forte per il paese ed un segnale che cambierebbe l’indirizzo che purtroppo in questi anni non è stato ancora cambiato.
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Fazio:  Ecco questi argomenti che sono più o meno condivisibili  [le risorse per l’istruzione esistono: basti pensare ad evasione fiscale e grandi opere NdR], entrano nelle discussioni del Consiglio dei Ministri?

Profumo: No, non ci arriviamo.

Fazio: Il problema è che se questa non è considerata una priorità, questa attenzione non ci sarà mai.

Profumo: Beh, in realtà è considerata, … a parole, perché …. Mi piacerebbe che lanciassimo un po’ quasi un segnale, stiamo per andare verso una campagna elettorale. Quindi, se i partiti che si presentano dicessero chiaramente quale è il loro programma per scuola, università,  ricerca – e sanità – e lo dicessero di fronte ai cittadini probabilmente avremmo già fatto un primo passo, un passo credo anche concreto, e noi tutti credo che ce lo aspettiamo.

Fazio: E intanto l’anno prossimo, l’anno accademico [entrante] troverà i 400 milioni, sì o no?

Profumo: Beh adesso, è una battaglia che dobbiamo fare in questi giorni e la faremo tutti insieme, perché nel passaggio al Senato ci sia questa indicazione, che deve diventare concretezza per recuperare i 400 milioni.

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12 Commenti

  1. In effetti, tutto ha una Logica.
    È difficile fare un piano in cui si dicano delle verità […] le risorse da mettere in gioco sono enormi […] in questo momento non siamo in grado di farlo.
    A contrario.
    È facile fare una ASN che ingeneri illusioni […] fingendo che le nulle risorse da mettere in gioco siano capienti … in questo momento siamo in grado di farlo.
    Ricapitolando.
    Ciò che è razionale (il piano) è irreale (non siamo in grado di farlo), ciò che è reale (in Newspeak, ASN) è irrazionale (in Newspeak, MIURASNANVUR).
    Ricapitolando ancora.
    Cogito ergo non sum.
    Non cogito ergo sum.
    Concludendo.
    Dall’homo habilis all’homo habilitandus senza passare dall’inutile complicazione dell’homo sapiens.
    In effetti, non fa una grinza.

    • anch’io quando ho sentito questa frase ieri sera sono rimasta basita…
      gli studenti sono un potenziale ed una risorsa preziosa della societa’ su cui investire.
      come si fa a paragonarli a “malati da assistere”??

  2. Le opinioni correnti sull’Università e chi ci insegna sono già (in larga parte ingiustamente) pessime, ma ci sono alcuni ministri (Fornero, Ornaghi, Profumo, ecc.) che le fanno peggiorare ogni volta che aprono bocca. Vaglielo a spiegare, agli italiani, che già il livello medio dei presidi di facoltà e dei direttori di dipartimento è in genere un po’ meglio di così.

    • Caro Petrucciani, se fossero meglio (e non lo sono) batterebbero almeno un colpo per denunciare questo disastro…

  3. Nell´intervista il ministro ha detto delle verità agghiaccianti!
    Il concetto di soggetto debole è da legarsi al concetto di “soggetto non produttivo” o che (in questo caso) rappresenta “un costo sociale, un peso”. Questa ottica non prevede un futuro ma solo il presente, qui adesso dobbiamo abbattere i costi. E qual´è la soluzione più rapida, andare a colpire i più deboli! “Forte con i deboli e deboli con i forti”!
    http://www.youtube.com/watch?v=qd7rZwdnUww

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