Segnaliamo ai lettori il D.M. recante la ripartizione della cosiddetta quota premiale relativa all’FFO 2013.  Si ricorda che “a ciascun ateneo non potrà comunque essere disposta una assegnazione superiore a quella dell’anno 2012“: infatti la stragrande maggioranza delle assegnazioni “premiali” hanno segno negativo. Nell’articolo, è riprodotta la tabella con tutti i dettagli della ripartizione e delle perequazioni  e, a seguire, il testo del D.M.

Il pdf con il D.M. e gli allegati contenenti il dettaglio di quanto (non) percepito dagli atenei sono anche disponibili a questo indirizzo: Decreto criteri di ripartizione della quota premiale e dell’intervento perequativo del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) delle Università statali per l’anno 2013

Update 1 gennaio 2014: Un blogger (“Ale”) ha gentilmente messo a disposizione i dati in formato csv, utilizzabili per verifiche e analisi: li trovate qui . Del tutto condivisibile il suo commento:

Credo che sarebbe buona norma che i dati allegati a documenti ufficiali venissero rilasciati in formati aperti.

 

Credo che sarebbe buona norma che i dati allegati a documenti ufficiali venissero rilasciati in formati aperti.

 

Decreto Ministeriale 20 dicembre 2013 n. 1051

Decreto criteri di ripartizione della quota premiale e dell’intervento perequativo del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) delle Università statali per l’anno 2013

Emblema Repubblica Italiana
Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

VISTO lo stanziamento disponibile sul cap. 1694 dello stato di previsione della spesa di questo Ministero per l’esercizio finanziario 2013 pari ad € 6.694.686.504.

VISTO il Decreto legislativo 18 luglio 2011, n. 142 e in particolare l’articolo 2, comma 5 in cui si prevede di porre a carico della Provincia autonoma di Trento il finanziamento dell’Università degli Studi di Trento per un importo non superiore alla media delle assegnazioni statali di competenza attribuite all’Università per le medesime funzioni nel triennio 2007 – 2009;

VISTO l’articolo 2, comma 1, del decreto legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, il quale dispone che, a decorrere dall’anno 2009, al fine di promuovere e sostenere l’incremento qualitativo delle attività delle università statali e di migliorare l’efficacia e l’efficienza nell’utilizzo delle risorse, una quota non inferiore al 7 per cento del fondo di finanziamento ordinario di cui all’articolo 5 della Legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, e del fondo straordinario di cui all’articolo 2, comma 428, della Legge 24 dicembre 2007, n. 244, con progressivi incrementi negli anni successivi, e’ ripartita prendendo in considerazione la qualità dell’offerta formativa e i risultati dei processi formativi e la qualità della ricerca scientifica;

VISTO l’articolo 13, comma 1, lettera b) della legge 30 dicembre 2010, n.240, in cui si prevede che all’articolo 2, comma 1, del decreto legge 10 novembre 2008, n.180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n.1 dopo il comma 1 è inserito il seguente comma 1-bis “gli incrementi di cui al comma 1 sono disposti annualmente, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in misura compresa tra lo 0,5 per cento e il 2 per cento del fondo di finanziamento ordinario di cui all’articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, determinata tenendo conto delle risorse complessivamente disponibili e dei risultati conseguiti nel miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza nell’utilizzo delle risorse”;

VISTO l’articolo 11, comma 1, legge 30 dicembre 2010, n. 240, in cui si prevede che “a decorrere dall’anno 2011, allo scopo di accelerare il processo di riequilibrio delle università statali e tenuto conto della primaria esigenza di assicurare la copertura delle spese fisse di personale di ruolo entro i limiti della normativa vigente, una quota pari almeno all’1,5 per cento del fondo di finanziamento ordinario e delle eventuali assegnazioni destinate al funzionamento del sistema universitario, è destinata ad essere ripartita tra le università che, sulla base delle differenze percentuali del valore del fondo di finanziamento ordinario consolidato del 2010, presentino una situazione di sottofinanziamento superiore al 5 per cento rispetto al modello per la ripartizione teorica del fondo di finanziamento ordinario elaborato dai competenti organismi di valutazione del sistema universitario. L’intervento perequativo viene ridotto proporzionalmente laddove la situazione di sottofinanziamento derivi dall’applicazione delle misure di valutazione della qualità di cui all’articolo 5 della presente legge e all’articolo 2 del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1. Il calcolo degli squilibri finanziari dei singoli atenei può tenere conto delle specificità delle università sede di facoltà di medicina e chirurgia collegate ad aziende ospedaliere nate da ex policlinici a gestione diretta, escludendo ogni intervento per il ripiano di eventuali disavanzi previsto dall’articolo 5, comma 4, lettere g), h), i), l) e m), della legge 30 dicembre 2010, n. 240“;

VISTO il D.M. 8 agosto 2013, n. 700, relativo ai criteri per la ripartizione del fondo di finanziamento ordinario per l’anno 2013, registrato alla Corte dei Conti in data 24 settembre 2013, reg. 12, FG. 398, e in particolare l’articolo 3 in cui si prevede che le assegnazioni destinate per le finalità premiali di cui all’art. 2, comma 1, del decreto legge 10 novembre 2008, n.180, convertito dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1 (Quota premiale FFO) e per le finalità di cui all’art. 11, comma 1, legge 30 dicembre 2010, n. 240 (Intervento perequativo FFO) pari a complessivi €. 910.000.000 vengono destinati rispettivamente per:

  • a) € 819.000.000 pari a circa il 13,5% del totale delle risorse disponibili al netto degli altri interventi previsti dal presente decreto, vengono assegnati alle università a fini premiali. Tale somma sarà attribuita per il 34% sulla base dei criteri finalizzati a premiare la qualità dell’offerta formativa e dei risultati dei processi formativi di ogni ateneo e per il 66% sulla base di criteri finalizzati a premiare la qualità della ricerca scientifica. Il 90% della somma attribuita in relazione alla qualità della ricerca scientifica sarà ripartita sulla base dei risultati della VQR 2004-2010.
  • b) € 91.000.000 pari a circa l’1,5% del totale delle risorse disponibili al netto degli altri interventi previsti dal presente decreto, saranno assegnati alle università a fini perequativi.

I criteri e le modalità di ripartizione degli interventi di cui alle lettere a) e b) saranno definiti con successivo decreto ministeriale.

Al termine delle assegnazioni che saranno attribuite ai sensi del presente articolo, di quanto assegnato alle Università secondo quanto previsto dai precedenti articoli e delle assegnazioni relative al piano straordinario per la chiamata di professori di II fascia, si dispone che:

  • a) A ciascun ateneo non potrà comunque essere disposta una assegnazione del FFO superiore a quella dell’anno 2012;
  • b) A ciascun ateneo dovrà comunque essere assicurata una assegnazione del FFO tale da ricondurre l’entità delle eventuali minori assegnazioni rispetto all’anno 2012 non superiore al – 5,0%.

TENUTO CONTO dell’esito della Valutazione della Qualità della Ricerca 2004 – 2010 (VQR) in relazione al quale si prevede di assegnare alle Università statali e agli Istituti ad ordinamento speciale di cui all’articolo 1, lettere a) e b) del DM 700/2013 il 90% della quota premiale 2013 relativa alla qualità della ricerca scientifica;

RITENUTO OPPORTUNO attribuire alle medesime Università il restante 10% della quota premiale 2013 relativo alla qualità della ricerca tenendo conto esclusivamente della qualità della produzione scientifica dei soggetti reclutati (inclusi i passaggi di ruolo interni all’ateneo) nel periodo 2004 – 2010 come risultante dalla VQR nella misura in cui, a livello di ateneo, la relativa valutazione media di area disciplinare risulti almeno pari alla valutazione media di ciascuna area disciplinare a livello nazionale.

VISTO il parere reso dall’ANVUR in data 3 dicembre 2013 sulla proposta di individuazione dei criteri per l’assegnazione del fondo di cui al predetto articolo 2 della legge 9 gennaio 2009, n. 1 e dell’intervento di cui all’art.11 della legge 240/10;

ACQUISITI i pareri del Consiglio Universitario Nazionale del 4 dicembre 2013, della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane del 12 dicembre 2013 e del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari del 6 dicembre 2013.

D E C R E T A

Art. 1 – Assegnazione destinata per le finalità premiali di cui all’art. 2, comma 1, del decreto legge 10 novembre 2008, n.180, convertito dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1 – Quota premiale FFO 2013

€ 819.000.000 pari al 13,5% del totale delle risorse disponibili, vengono assegnati alle Università e agli Istituti ad ordinamento speciale di cui all’articolo 1, lettere a) e b) del DM 700/2013 sulla base dei criteri e delle modalità di cui all’allegato 1.

Art. 2 – Assegnazione destinata per le finalità di cui all’art. 11, comma 1, legge 30 dicembre 2010, n. 240 – Intervento perequativo FFO 2013.

€ 91.000.000 pari a circa l’1,5% del totale delle risorse disponibili, vengono assegnati alle università di cui all’articolo 1, lettera a) del DM 700/2013 a fini perequativi secondo i criteri e le modalità di cui all’allegato 2.

Art. 3 – Quota di salvaguardia e Interventi correttivi – FFO 2013.

Al termine delle assegnazioni disposte ai sensi degli articolo 1 e 2 e di quanto assegnato alle Università ai sensi del D.M. 700/2013, incluse le assegnazioni relative al piano straordinario per la chiamata di professori di II fascia, si prevede che:

  • a) a ciascun ateneo non potrà comunque essere disposta una assegnazione superiore a quella dell’anno 2012;
  • b) a ciascun ateneo con una assegnazione inferiore al – 5% rispetto all’anno 2012 è in ogni caso assicurata una assegnazione rideterminata in una somma pari al 95% dell’importo dell’anno 2012;
  • c) nel rispetto di quanto previsto alla lettera a) e al fine di assicurare quanto previsto alla precedente lettera b), per ciascun ateneo con una assegnazione superiore al -4,75% rispetto all’anno 2012 si procederà eventualmente ad una ulteriore riduzione percentuale massima del -1,5%, assicurando in ogni caso che l’entità delle eventuali minori assegnazioni finali rispetto all’anno 2012 sia graduata e non inferiore alla percentuale del – 4,75%.

 

Il presente decreto è stato trasmesso in data 20 dicembre 2013 alla Corte dei Conti per la registrazione.

Roma, 20 dicembre 2013

IL MINISTRO
f.to Maria Chiara Carrozza

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30 Commenti

  1. Meraviglioso! Mentre l’85% degli accademici italiani si accapiglia per i risultati dell’abilitazione, il MIUR distribuisce il carbone del “fondo premiale”: agli “eccellenti”, come premio, i fondi saranno tagliati solo un pochino; un po’ di più ai “meritevoli”, e così via… Che paese straordinerio!

    • Credo che il Babbo Natale MIUR che distribuisce la quota premiale assomigli a quello di Tim Burton

  2. Ma come la migliore Università italiana quella di Padova con tanto di pubblicità radiofonica a tessere le lodi dell’ateneo prende il -3%?!?!?!
    E l’Anvur non dice niente? 🙂

    Ma quindi, visto che poche università hanno lo 0% quindi sono state così brave da non perdere nulla (ce n’è una un po’ particolare tra queste “virtuose”, che strano) e TUTTE le altre hanno il -x%, deduco che è stato fatto tutto questo per risparmiare 295M€.
    Ma non potevamo più semplicemente chiedere 3 F35 in meno in dotazione alla Difesa?

    Buon 2014 a tutti!!!

    • Rispondo al collega di UNINA.

      Analizzando i soldi percentuali dati sulla base della VQR:

      UNIPD: Dato5/Dato1 = 4.796/229.114 = 0.021 = 2 %

      UNINA: Dato5/Dato1 = 1.466/284.086 = 0.005 = 0.5 %

      cioè

      UNIPD/UNINA = 4.

      Evidentemente la VQR non ha contato molto, ed una aggiustatina finale (UNIPD da -1.7% a -3.02%) la si fa sempre, per aiutare chi ha bisogno (UNINA da -6.55 a -5.00%).

      Però poi non meravigliatevi se qui nel Veneto raccolgono le firme per la secessione.

    • Mi sembra che 4.796 e 1.466 siano i dati della colonna 6 (reclutament0) e non quelli della colonna 5 (VQR). Nella voce “VQR” il rapporto UNIPD/UNINA (seppur favorevole a UNIPD) non è così sbilanciato. Tra l’altro, a prima vista il forte sbilanciamento della colonna 6 non sembra riflettere in modo proporzionale i valori degli indicatori IRAS3 del rapporto VQR – Appendice E, http://www.anvur.org/rapporto/files/Appendici/VQR2004-2010_AppendiceE.pdf

    • Ops. Sorry. Ecco di dati corretti:

      UNIPD: Dato5/Dato1=25.782/229.114=0.11= 11%

      UNINA: Dato5/Dato1=20.009/284.086=0.07= 7%

      cioè

      UNIPD/UNINA = 1.57

      Beh, 4 volte sulla VQR era effettivamente un po’ troppo, ma anche 1.57 è significativo.

      L'”aggiustatina finale” è comunque quella, mi sembra.

    • l’indicatore sulle politiche di reclutamento assomiglia solamente all’IRAS3. Infatti vengono considerati solo i contributi delle Aree disciplinari dove la valutazione media dell’Ateneo è stata pari o superiore alla media nazionale in quell’Area. L’indicatore è quindi per costruzione molto più variabile dell’IRAS3.

    • Rispondo al collega padovano ,augurandogli buon annonuovo.

      Volevo solo far notare che dopo aver speso mesi dietro la VQR, secondo me sbagliata metodologicamente ed eticamente,
      le migliori (UNIPD) si accontentano di nulla 0% e le peggiori (UNINA) limitano i danni per decreto a -5%.

      L’intento politico quindi era semplicemente avere un modo per tagliare risorse, ergo bastava dirlo all’inizio senza accampare scuse di VALUTAZIONE DI QUALITà.
      Perché altrimenti qualcuno davvero ci crede di essere il “migliore”.

      Lo stesso sta avvenendo con le ASN.

      P.S. Per l’errore non si preoccupi può capitare a tutti, anche ai migliori 😉

  3. A proposito di nord, i più contenti saranno quelli di Bergamo, per un -0,02 regalano circa 500000 EURO alla comunità dei non virtuosi. Ma anche a Foggia non saranno contenti(-0,12)importo del regalo di Natale simile. Alla faccia della quota premiale.

    • Ehi, calma, magari mi sbaglio io, ma quaggiù non si va ripetendo da mesi che la VQR è uno strumento tutt’altro che affidabile?

      In tal caso, non è un po’ paradossale adesso vedere che ci si lamenta di come siano stati penalizzati i “virtuosi”?

      (per esempio, so che mi baso su un’impressione personale, ma Pisa quanto a quota “premiale” è stata la peggiore in Toscana, -6,07% diventato -5%, e mi sembra strano che sia Firenze, -4,93%, che Siena, -1,86% (!) diventato -3,18%, le siano così avanti…)

  4. Insomma, fatemi capire.
    1) Su tutti i media è campeggiata per settimane la tesi dell’eccezionale sforzo fatto dalla ministra Carrozza che aveva trovato 300 milioni supplementari per l’università (mi pare fosse questa la cifra).
    2) Di fatto ci sono 295 milioni in meno.
    .
    Direi che il terzo passo dovrebbe essere l’acquisto da parte del ministero di una pagina sui maggiori quotidiani per farvi comparire una vignetta con l’ombrello di Altan ed il sottotitolo:
    “Si può prendere per il culo tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non si può prendere per il culo tutti per sempre…
    …con l’eccezione degli accademici italiani”.

  5. 6 giugno 2013: La ministra Carrozza annuncia un’inversione di rotta nel finanziamento universitario: ripristinati 300 milioni di euro del FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario).
    Plauso unanime di editorialisti e uomini di cultura
    .
    20 settembre 2013: L’Anvur pubblica i risultati del VQR (Valutazione sulla Qualità della Ricerca) che deve servire a distribuire fondi premiali alle università che si sono maggiormente distinte sul piano scientifico.
    Urla di giubilo ed ola sugli spalti degli ultras della meritocrazia: finalmente il merito viene premiato
    .
    20 dicembre 2013: Pubblicato il Decreto Ministeriale 1051 sulla ripartizione dei “fondi premiali” all’università. Oops: il saldo del FFO è di circa 300 milioni in meno…
    Silenzio dei media, editorialisti con abbiocco postprandiale, ultras della meritocrazia sulle piste da sci

    Felice Anno Nuovo!!!

  6. Proprio sul sito dell’unipd trovo questa notizia, che forse chiarisce un po’:
    http://www.unipd.it/ilbo/content/ffo-atenei-da-legge-stabilita-nuove-risorse
    I 150 milioni aggiuntivi dunque non sarebbero computati in questa ripartizione, e dovranno essere – ne deduco – distribuiti con ulteriore provvedimento.
    Del resto i tagli giganteschi al FFO, come ricorderete, risalgono al 2008 (L. 133, Tremonti). Si stabiliva in quella sede, per il 2013, una decurtazione di 455 milioni del FFO rispetto al 2008.
    Tra il 2008 (legge 133) e il 2010 (dl 78 – sempre Tremonti – blocco scatti e anzianità, poi prorogato; legge 240 c.d. riforma Gelmini) non abbiamo perso qualche battaglia, ma la guerra. E, quel che è più grave, senza nemmeno combatterla – tranne pochi ardimentosi…

    • Quindi grazie a modifiche all’ultimo momento le università avranno 230 mln € in più da distribuire? Approfondirò (o magari meglio se lo fa qualcuno più competente), comunque wow, non è certo puntare sull’università ma sarebbe sempre meglio che quanto finora prospettato…
      Ma se danno questi soldi in più, perchè non se ne vantano e fanno medaglia? Adesso finanziare l’università non serve nemmeno a farsi un po’ di buona pubblicità?
      (o ho capito male il tutto?)

    • I milioni “in più” (rispetto alla cifra totale risultante dalla tabella di ripartizione del FFO di cui stiamo parlando, e che come è stato fatto notare prevede un taglio rispetto al 2012 di circa 300 milioni) previsti dalla legge di stabilità sono 150. Dunque, in sostanza, alla fine ci saranno “solo” 150 milioni in meno rispetto al 2012. Mi pare non ci sia molto da esultare.

    • Ah, capito, scusate! Sono i vecchi 150 mln di € annunciati dalla Carrozza, avevo capito che gli 80 per i policlinici universitari erauno “ulteriori”…
      Aspetterò di dormire un po’ prima di commentare roba tecnica…

  7. Come per i punti organico si ripete l’assurdo del premio negativo…
    Sei stato bravo, bene ti punisco un po’ meno degli altri…
    Sei stato meno bravo, “vabbuò” fa lo stesso, ma ti tolgo qualcosina in più altrimenti gli altri si incazzano.

    Se si vuole premiare bisogna metterci i soldi “veri”, come dicono loro “con nuovi ed ulteriori oneri a carico della finanza pubblica”, altrimenti è solo una presa in giro.

  8. Il taglio di 300 mln su 6600 vale circa il 4.5% in meno. Avendo vincolato le variazioni di FFO per le singole Università nell’intervallo tra -5% e 0% è abbastanza automatico che vanno tagliate quasi tutte di quote prossime al -5%, con l’eccezione al più di qualcuna con piccoli budget,su cui una libertà di manovra maggiore è concesa; altrimenti i 300 milioni di taglio complessivo non si recuperano!. Questo forse spiega come mai università meritevolissime (ma grandi) sono tagliate al massimo della forchetta… esito piuttosto sorprendente o quantomeno controintuitivo. Ad ogni modo è un po’ buffo imbastire un calcolo così arzigogolato quando poi i vincoli posti sono tali che l’unica soluzione possibile di fatto è abbastanza banale, ossia tagliare tutti i big al massimo… altro che premi, valutazione ANVUR e altre amenità…

    • Era quello che intendevo nel mio commento di fine anno.
      Una serie di calcoli complicati(indici non correlati tra loro) per valutare i “migliori ed i peggiori” per poi?
      0% ai più bravi
      -5% ai peggiori

      Lo stesso sta avvenendo con le ASN.

      Maria “Stella” Carrozza I love you

  9. Forse in futuro anche da noi in Italia ci saranno le classifiche dei filantropi, tanto ormai tutto si regge sulla beneficienza, le associazioni private, il buon cuore e chi arriva primo nelle classifiche! Chi ha di più può e potrà dimostrare la sua magnanimità al mondo intero….
    CERCASI FILANTROPI PER UNIVERSITÀ E RICERCA ITALIANE, CHI OFFRE DI PIÙ? http://www.repubblica.it/economia/2014/01/01/foto/i_filantropi_del_2013_da_zuckerberg_a_bloomberg-74926671/1/#1

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