In cui Ferroni inizia raccontando di come denunciò in un consesso internazionale la barbarie dell’ANVUR venendo accusato di “deputanatio patriae” dal capo dipartimento università e ricerca del MIUR. Ma di fronte all’evidenza dei fatti, persino il dirigente MIUR cambierà opinione, passando nel giro di due mesi tra le fila di chi ritiene sia stato superato il limite oltre il quale non è possibile tacere.

Questa avventura [della valutazione e delle abilitazioni] ha aspetti talmente barbari che ogni tanto mi viene voglia di raccontarla ai miei colleghi stranieri. L’ho fatto in una riunione di un comitato internazionale che si svolgeva in Italia. Per sfortuna mia – in realtà non è così – era presente, in rappresentanza del MIUR, il Capo Dipartimento  per l’Università e la Ricerca. Il quale alla fine mi ha preso e mi ha detto “io sono furibondo, non si può fare la ‘deputanatio’ del paese di fronte agli altri”. Gli ho detto “guarda, esistono dei limiti … e quando il limite è passato in maniera tale da non ammettere soluzioni possibili a tempi brevi, bisogna denunciare questa situazione perché l’Italia è passata nel novero – purtroppo temo molto piccolo – dei paesi che pretendono di fare le cose non sapendole fare provocando danni e non ammettendo i danni che fa“. Ci siamo chiariti successivamente perché tra quel giorno – di due mesi fa – e oggi sono successi tanti di quegli episodi lungo la strada che alla fine Raffaele Liberali è venuto da me e ha detto “mi sono convertito al tuo partito. Non c’è più niente da fare. Ammetto che non è possibile tacere di fronte a un meccanismo che non funziona ad un livello tale che non è  riconducibile alla ragione neanche dalle persone che in teoria hanno il potere di farlo”.

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Primo Convegno ROARS:
Tavola Rotonda: introduzione di Roberta Carlini e intervento di Fernando Ferroni (INFN)

I filmati del convegno tenuto a Roma il 15/11/2012
presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana

Gli altri filmati del convegno sono reperibili nella sezione Multimedia del blog

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Apertura della tavola rotonda: modera Roberta Carlini (L’Espresso)

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=HzAIwDaOWeE&start=10337s]

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Intervento di Fernando Ferroni (Presidente INFN)

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=HzAIwDaOWeE&start=10582s]

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1 commento

  1. “Questo meccanismo [per le abilitazioni] è una follia”.
    Nel settore 02/A1 la mediana è determinata da quelli che lavorano al CERN in collaborazioni di 3000 persone e pubblicano 1 lavoro al giorno, firmato da tutti, 365 l’anno. Sono il 50% circa delle persone che afferiscono a quel settore. Poi ci sono persone che lavorano sotto una caverna al Gran Sasso … i quali fanno esperimenti che sfidano l’impossibile. Se vincono hanno preso il premio Nobel, se perdono hanno pubblicato 1 lavoro che dice ho fatto quest’esperimento.
    “Se la commissione impone un taglio del 50% io che devo finanziare le ricerche mi trovo di fronte a un simpatico problema: quelli che facevano la ricerca nel mio laboratorio nazionale [il Gran Sasso] non la fanno più ed io ho avuto orientata la ricerca da un gruppo di pazzi. Questo non si può fare”.
    Parola del Presidente (dal min 3:03:05) … se lo dice lui…

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