Durante la trasmissione andata in onda il 29 agosto su Radio 24, la Ministra Fedeli ha insinuato dubbi sulle modalità con cui è stato proclamato e sta venendo attuato lo sciopero dei docenti universitari: «ho scritto una lettera come ministro al garante e sto ancora aspettando la riposta di che cosa, essendo loro per la parte universitaria, un comparto  non contrattualizzato […] volevo capire in che modo e in che forma ci fossero le possibilità non solo di esercizio di diritto di sciopero che la costituzione garantisce ma anche attraverso quali modalità». Aggiungendo: «io sono molto attenta ai criteri corretti e democratici di rappresentatività». In realtà, la nota della Commissione di garanzia per l’esercizio di sciopero, inviata il giorno prima alla Ministra, alla CRUI e a tutte le università, aveva già risposto ai suoi dubbi: «i 5.444 Professori Ricercatori universitari e Ricercatori di Enti di ricerca di 79 Università e Enti di ricerca italiani firmatari possono considerarsi un “soggetto collettivo” legittimato alla proclamazione dello sciopero ai sensi della suddetta normativa che non riservatale iniziativa ai soli sindacati né la condiziona al possesso di requisiti minimi di rappresentatività […] risultano rispettati da parte del soggetto proclamante gli obblighi relativi al preavviso minimo, alle procedure di raffreddamento e conciliazione, alle motivazioni, alle modalità di attuazione e alla durata massima dell’astensione». Possibile che la Ministra Fedeli non ne fosse al corrente? Vuoi vedere che al MIUR sono appena tornati dalle ferie e non hanno ancora finito di smaltire le email della pausa di Ferragosto? Deve essere proprio così, perché non riusciamo a credere che una Ministra (ex-sindacalista) ricorra a simili mezzucci per scoraggiare gli incerti dall’aderire ad uno sciopero legittimo.

 

Durante la trasmissione andata in onda il 29 agosto su Radio 24, la Ministra Fedeli ha insinuato dubbi sulle modalità con cui è stato proclamato e sta venendo attuato lo sciopero dei docenti universitari (23′ 49″) :

ho scritto una lettera come ministro al garante e sto ancora aspettando la riposta. Di che cosa? Essendo loro per la parte universitaria, un comparto  non contrattualizzato quindi con un rapporto diretto con le scelte di legge, volevo capire in che modo e in che forma ci fossero le possibilità non solo di esercizio di diritto di sciopero che la Costituzione garantisce ma anche attraverso quale modalità Vede, in tutti gli altri comparti pubblici, contrattulizzati ovviamente, c’è anche una autoregolamentazione del diritto di sciopero, cioè il modo con cui lo si esercita e qui volevo capire dai garanti come loro pensavano di interloquire con questo.

Dopo poco, ha anche aggiunto

siccome in qualche modo io incontro, ovviamente da un punto di vista proprio di un mio modo di esercitare la funzione, incontro diversi soggetti, sono anche molto attenta ai criteri corretti e democratici di rappresentatività

In realtà, la  Commissione di garanzia per l’esercizio di sciopero aveva già risposto ai dubbi della Ministra:

Con riferimento al soggetto proclamante, va anzitutto osservato che i 5.444 Professori Ricercatori universitari e Ricercatori di Enti di ricerca di 79 Università e Enti di ricerca italiani firmatari possono considerarsi un “soggetto collettivo” legittimato alla proclamazione dello sciopero ai sensi della suddetta normativa che non riservatale iniziativa ai soli sindacati né la condiziona al possesso di requisiti minimi di rappresentatività. Secondariamente, qualora lo sciopero sia proclamato con riferimento ad un settore che, pur riconducibile ai servizi pubblici essenziali, risulti allo stato ancora privo di specifica regolamentazione contrattuale dichiarata idonea (come nel caso in esame), il diritto di sciopero deve essere esercitato nel rispetto della legge n. 146 del 1990 e successive modificazioni. Nella specie, risultano rispettati da parte del soggetto proclamante gli obblighi relativi al preavviso minimo, alle procedure di raffreddamento e conciliazione, alle motivazioni, alle modalità di attuazione e alla durata massima dell’astensione, determinata in ventiquattro ore coincidente con la giornata fissata per il primo degli appelli. La garanzia delle prestazioni indispensabili è un obbligo che discende dalla legge n. 146 del 1990 e che deve dunque essere rispettato pur in assenza di specifiche discioline di Settore

Questo paragrafo, che scioglie ogni dubbio, è contenuto in una nota datata 28 agosto e trasmessa con urgenza ai seguenti destinatari (alcuni dei quali sappiamo averla ricevuta il giorno stesso):

  • organizzatori sciopero
  • Ministra
  • CRUI
  • tutte le università.

Difficile pensare che sia stato procrastinato proprio l’invio alla Segreteria particolare e all’Ufficio di gabinetto della Ministra.

Possibile che il giorno dopo la Ministra Fedeli non ne fosse al corrente? Vuoi vedere che al MIUR sono appena tornati dalle ferie e sono ancora impegnati a smaltire le email della pausa di Ferragosto?

 

Download: Nota della commissione di garanzia

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11 Commenti

  1. Un malpensante come me potrebbe ritenere che la ministra ricorra a simili mezzucci proprio perché ex-sindacalista.
    .
    Certo che ci vuole una notevole faccia di bronzo a sollevare dubbi sulle modalità di sciopero quando allo stesso tempo non ci si è peritati di dare risposte esplicite alle richieste.

    • Se lo sciopero fallisce, per il governo è un problema in meno. Più o meno consciamente, conviene dire o fare tutto ciò che contribuisce a far afflosciare la partecipazione. Arrivati al punto in cui siamo (con il via libera della Commissione di garanzia) sono i dati di partecipazione che terranno aperta la vertenza (in caso di successo) o la chiuderanno per sempre (se è un flop).

  2. Un comunicato sulla legittimità dello sciopero è anche facilmente accessibile sul sito della Commissione di garanzia fin dal primo giorno dello sciopero stesso, ovvero il 28 agosto 2017.



    ___________________
    http://www.cgsse.it/web/guest/dettaglio-comunicato-da-home?id=2765
    ___________________
    Già nel titolo si legge: “MINISTRO DELL’ISTRUZIONE NON HA CONVOCATO DOCENTI”. Nel testo è spiegato che:
    ____________________
    “L’Autorità di garanzia per gli scioperi, a seguito della mancata convocazione da parte del Ministero dell’Istruzione dei soggetti proclamanti (suggerita a seguito di un’audizione svoltasi tra le parti lo scorso 20 luglio scorso) per tentare di scongiurare l’astensione, ha preso atto della legittimità formale del medesimo”.
    ____________________
    Appare singolare che una ex-sindacalista (dopo l’interruzione unilaterale dei colloqui: https://www.roars.it/online/scatti-la-ministra-non-risponde-ferraro-raccoglie-firme-per-lo-sciopero-dagli-esami-entro-le-18-del-146/) non abbia fatto nulla per scongiurare l’astensione, ignorando un esplicito invito del Presidente dell’Autorità che risale a più di un mese fa:
    ___________________
    “Il Presidente dell’Autorità, Giuseppe Santoro Passarelli, pertanto, ha scritto alla Ministra, Onorevole Valeria Fedeli, affinchè, anche alla luce delle recenti dichiarazioni rese alla stampa con riferimento al possibile sblocco dei fondi necessari per l’adeguamento retributivo richiesto, valuti l’opportunità di una ulteriore convocazione di una delegazione dei docenti universitari presso il Ministero.”
    (dal Comunicato del 21.07.2017: https://www.roars.it/online/wp-content/uploads/2017/07/Commissione_garanzia.png)

  3. Dispiace per la ministra, sicuramente persona seria e anche simpatica sul piano personale.
    Si rende evidente che è difficile occuparsi al meglio di vaccini alla scuola materna e di scorimento delle graduatorie docenti dall’infanzia alla maturità e contemporaneamente di Università e ricerca scientifica.
    C’era una volta un Ministero della Pubblica Istruzione e poi fu istituito il Ministero dell’Università e della Ricerca (1989).
    Il ministro che lo inventò venne a sapere dai giornali di essere stato licenziato, ma la sua legge sull’autonomia dell’Università è ancora oggi l’ultimo baluardo a difesa della libertà di insegnamento e della ricerca scientifica. Si chiamava Antonio Ruperti.

  4. La Signora Ministra, che evidentemente ha seri problemi a rapportarsi con l’Università non avendola mai frequentata, insinua, da sindacalista di lungo corso, che il Movimento per la Dignità non possa “rappresentare” gli scioperanti (perché non è un sindacato come quello della ministra) e, soprattutto insinua ancora che i docenti e ricercatori universitari, dipendenti “non contrattualizzati” (similmente ai magistrati, ai militari, ai diplomatici, ecc.) non godrebbero di un diritto di sciopero pieno (per questa ragione proprio ieri il sindacato della ministra ha avviato la campagna per contrattualizzare i docenti universitari. Evidentemente il Segretario della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza della CGIL ignora, come la sua Ministra, la peculiarità di alcune figure professionali di questo Paese: non parlo dei sindacalisti, ma dei Professori e Ricercatori universitari di ruolo). Minimizzare, minimizzare, minimizzare, questo l’obiettivo della Ministra…

    • Ero tra quelli. Ma bisognerebbe vedere , a questo punto, che tipo di sindacalista era. Mi stanno venendo dei dubbi, soprattutto da quando, a luglio, in un incontro a Urbino, Crui presente, ha ribadito che come sindacalista lei sapeva che cos’era uno sciopero e per questa ragione, nonché per le trattative a cui si doveva dar corso (e non se n’è dato….!) disapprovava lo sciopero dei docenti universitari. Sta nel sito della Crui. La seconda ragione che mi fa dubitare della saldezza delle conoscenze sindacali è di non sapere dove e quando reperire le informazioni necessarie. Per questo non ci vuole la laurea, ci vuole la professionalità politica di chi dice di averla. Altra autoconsiderazione e autovalutazione che dovrebbe invece essere etero. E poi ci sono legioni di subalterni che ti trovano tutto, se glielo chiedi, ovviamente. Uso il “tu” generico o impersonale come fa la ministra. In terzo luogo, non si capisce perché tanta considerazione per l’IIT, di Genova [gesto e sguardo eloquenti, per dire “non so se mi spiego di cosa sto parlando”] e nessuna per le università pubbliche. Derivante da quale genere di complesso o di ideologia o di pedissequo allineamento ai predecessori o ai dettami di chissà chi?

  5. Mi sembra evidente che:
    il ministro non è adeguato;
    dice e fa ciò che le dicono di dire e fare;
    non deve rappresentare gli interessi dell’università pubblica e deve fare l’atto d’omaggio ai soliti noti che negli ultimi anni tengono salde le redini dell’istruzione.
    Nihil sub sole novi: non sarà con nessuno di costoro che inizieremo a risalire la china.

  6. Alla CISL (che ne coglie l’occasione per invocare la contrattualizzazione dei docenti universitari) non è andata giù la posizione della Commissione di garanzia rispetto alla proclamazione dello sciopero, ma forse, prima ancora, sono le 5.444 firme raccolte dal Movimento per la dignità della docenza a non essere state digerite bene.
    ———
    Non possiamo, infine, nascondere le nostre perplessità circa la posizione assunta dalla Commissione di Garanzia rispetto alla proclamazione di questo sciopero. Come Organizzazione Sindacale siamo favorevoli a un riconoscimento più ampio delle prerogative sindacali specie in chi si costituisce in associazione operante al suo interno con regole democratiche anche se non rappresentativa. Tuttavia dobbiamo interrogarci se la posizione oggi assunta dalla Commissione non possa aprire nuovi scenari che nel futuro possano determinare una degenerazione nell’utilizzo di uno strumento che, per la CISL, resta sempre l’estrema ratio a cui ricorrere solo quando siano falliti tutti gli spazi di interlocuzione e di mediazione. Almeno a questa considerazione porta il senso di responsabilità con il quale da sempre la CISL opera a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori rappresentati”.
    http://www.cislpalermotrapani.it/universita-cisl-sciopero-docenti-no-allo-sciopero-aprire-confronto-contrattualizzazione-ruolo-unico-docenti/

  7. Segnalo intervista alla ministra stamattina su Radio 1. Due argomenti:
    1. Ci sarebbe un piano per recuperare 250 milioni da IIT, da integrare con altri 150 milioni, per la ricerca di base. Il famoso “tesoretto”?
    2. La ministra sostiene che una priorità per il governo sia il recupero degli scatti dei docenti universitari.

    Ascoltare per credere(?):
    http://www.radio1.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-5a8d27ea-cae3-492b-a86f-7d5920ea9b5e.html
    Programma: 6 SU RADIO1 del 04/09/2017 – Terza parte, dal minuto 13:30

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