Il 19 novembre scorso, Stefano Fantoni, presidente dell’ANVUR, ha incontrato a Roma una delegazione del CNRU (Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari). Pubblichiamo un sintetico resoconto delle sue risposte alle domande che gli sono state poste sul ruolo dell’ANVUR nell’ASN, sull’accesso agli atti dei giudizi VQR e sul futuro dell’Abilitazione Scientifica Nazionale. «Non lo so. Credo che quella appena conclusa possa essere stata l’ultima con le regole attuali» è la sua risposta a quest’ultima domanda.

Un resoconto dell’incontro fra CNRU e ANVUR

Il 19 novembre 2013 si è svolto un incontro tra Stefano Fantoni, Presidente dell’ANVUR, e una delegazione del CNRU (Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari) formata da Marco Merafina (Coordinatore Nazionale), Paolo Vincenzo Senese (componente del Direttivo Nazionale) Marco Bella (Università La Sapienza). Sono stati trattati diversi argomenti che qui riassumiamo nella forma di domande e risposte sui punti a nostro avviso più significativi e di maggiore interesse per la comunità accademica.

  1. Cosa succederà il 30 novembre, termine ultimo per la conclusione dei lavori delle commissioni per l’ASN?
    Non lo so, a questa domanda deve rispondere il ministero. Il lavoro dell’ANVUR è terminato con la consegna dei parametri bibliometrici alle commissioni. Ai fini dell’ASN, l’unico adempimento futuro dell’ANVUR sarà la revisione della lista di riviste dei settori non bibliometrici al fine di includere nuove riviste che potrebbero essere presenti nelle domande dei candidati della sessione 2013.
  2. Sarà possibile visionare le singole valutazioni della VQR tramite un accesso agli atti?
    La VQR valuta le strutture e non le persone. Non c’è alcun motivo per cui i giudizi/valutazioni individuali dovrebbero essere noti. Ho negato l’accesso agli atti in quanto manca l’interesse giuridico da parte dei singoli.
  3. Ci sarà una tornata ASN 2014?
    Non lo so. Credo che quella appena conclusa possa essere stata l’ultima con le regole attuali.
  4. Per il calcolo delle mediane dei settori bibliometrici sono stati impiegati i database Scopus e ISI-Web of Knowledge. Tuttavia, mentre il database Scopus è univoco, esistono diverse versioni del database ISI che arrivano a ritroso fino al 1990, al 1985 e esiste anche una versione ancora più estesa. Quale versione del database ISI è stata impiegata?
    Questa domanda dovrebbe essere rivolta ad Andrea Bonaccorsi (componente del Consiglio Direttivo dell’ANVUR -ndr-) che si è dedicato a questo aspetto specifico. In generale, il calcolo delle mediane è avvenuto tramite una “fotografia” del sito CINECA al luglio 2012.
  5. Come sono state calcolate ai fini della determinazione delle mediane le pubblicazioni doppie (stesso codice DOI, digital object indentificator) presenti nei CV online degli aspiranti commissari? Come sono state calcolate le pubblicazioni triplicate?
    Questa è un’altra domanda tecnica da rivolgere ad Andrea Bonaccorsi.
  6. Quale saranno i prossimi impegni di ANVUR?
    Nel gennaio 2014 ripartiremo con gli adempimenti per la VQR nel periodo 2011-2014. La prima VQR ha presentato delle criticità dovute al fatto che era la prima volta che si metteva in piedi una valutazione di questo tipo nel sistema universitario. ANVUR è disposta ad ascoltare i suggerimenti delle varie organizzazioni di categoria al fine di implementare la prossima VQR. Inoltre è stato costruito un database di referee ritenuti maggiormente affidabili assegnando un giudizio a ciascuno. ANVUR sta monitorando in modo sperimentale 104 dottorati di ricerca al fine di valutarne la qualità.[1]

Il comunicato del CNRU lo trovate sul sito ufficiale.


Note

  1. Una presentazione da parte di Stefano Fantoni dei possibili criteri per accreditare i corsi di dottorati si è tenuta all’università Sapienza il 27-11-2013. La presentazione è disponibile sul sito ANVUR.
    NdR: Oggi, 8 dicembre 2013, ci è stato segnalato che la presentazione di Fantoni è stata vittima dello stesso destino di molti altri documenti “a cucù” dell’ANVUR, inopinatamente scomparsi e/o modificati (per una panoramica si veda: Introvabile! L’edizione originale della VQR. Da conservare e collezionare!): in effetti, la presentazione non è più scaricabile dal sito dell’ANVUR. Niente paura, la potete scaricare dal nostro sito: http://www.roars.it/online/wp-content/uploads/2013/12/SFantoni_Dottorati.pdf

 

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17 Commenti

  1. @Giacomo Risitano: l’abilitazione c’è stata nel 2012 e nel 2013, con le stesse commissioni in queste due tornate. Stefano Fantoni esprimeva una sua sensazione, ovvero che le regole per l’abilitazione che si aprirà nel 2014 (se si aprirà, aggiungo io) potrebbero subire delle variazioni. Tuttavia, ha ribadito più volte che in diverse occasioni ANVUR è un organismo tecnico, le decisioni politiche spettano al ministero. L’abilitazione “appena conclusa” si riferisce a quella del 2013, per cui si è chiusa la possibilità di presentare le domande e si attendendo gli esiti, presumibilmente dopo la pubblicazione dei risultati dell’ASN 2012. Mi scuso se questo non è chiaro dal post.

  2. Nella sostanza Fantoni non va oltre il prendere atto del “non successo” della ASN – a mio avviso la radice profonda (al di la delle numerose ed importanti concause) di questo stato di cose sta nella ambiguità originale in merito alla autonomia delle commissioni (e di conseguenza alla confusione abilitazione/idoneità) in funzione dello scopo della ASN.

    In questa ottica è preoccupante l’informazione in merito alla ridefinizione delle riviste non bibliometrici al fine di includere “nuove riviste che potrebbero essere presenti nelle domande dei candidati della sessione 2013” – sarebbe un elemento (ulteriore ?) di disparità tra candidati e conseguente indebolimento dell’intero processo.

  3. Bisogna capire che cosa vuole dire Fantoni quando risponde che “quella appena conclusa potrebbe essere stata l’ultima con le regole attuali”. Intanto ci sarà la tornata 2013, con regole identiche, e questa pare una certezza. Mettiamo che Fantoni abbia ‘accorpato’ mentalmente le tornate gemelle 2012 e 13 che abbia voluto dire che le cose cambieranno dopo il 2014. Dato che le voci sono molte, si vorrebbe capire con chiarezza che cosa sanno i bene informati e i frequentatori di ambienti ministeriali: le abilitazioni saranno sospese a partire dall’anno prossimo o dal 2015? Qual è l’orientamento del ministro? Sono cose che specialmente i bocciati della tornata 2012, costretti a saltare due turni, hanno bisogno di sapere. Per un motivo molto semplice: dovrebbero saltare due turni, ma se le abilitazioni sono sospese viene a mancare la certezza procedurale (con la corrispondenza biunivoca anno solare – tornata abilitante) in cui il salto, con l’annessa possibilità di ‘recupero scientifico’, può avere un senso. Tolta la certezza procedurale, dovrebbe essere tolto anche il divieto di presentarsi nel 2014, se vi sarà quella tornata e se sarà seguita dal nulla per diversi anni.

    • Nella lunga chiacchierata con Stefano Fantoni la frase sull’abilitazione era una delle tante nella quale lui esprimeva una sua sensazione. In mia opinione, cosa accadrà nel 2014 riguardo all’ASN non è al momento prevedibile. Per deformazione professionale, se metto su un esperimento o una procedura che non ho mai eseguito in precedenza (e con queste premesse ASN ma anche VQR sono procedure assolutamente nuove) cerco di raccogliere il massimo delle informazioni prima di ripetere il tutto, perché potrebbero emergere delle criticità inaspettate. Come opinione personale, non avrei aperto neppure le procedure per il 2013 se non dopo la conclusione di quelle per la tornata 2012.
      Ho notato che nell’ultima settimana i commenti e i contatti di ROARS sono cresciuti in modo enorme. Capisco che l’ASN sia un argomento davvero sentito per moltissime persone ed è anche comprensibile che sia così. Tuttavia, l’incontro con Stefano Fantoni ha trattato anche una serie di altri argomenti, assolutamente cruciali per la vita dell’università. L’abilitazione è una tessera di un mosaico molto ampio.

  4. Segnalo un ulteriore aspetto ‘interessante’: dal testo dell’intervista sembra che sia “stato costruito un database di referee ritenuti maggiormente affidabili assegnando un giudizio a ciascuno”.
    Abbiamo quindi anche un ranking dei referee VQR?
    Ci mancava.

    • Confermo che Stefano Fantoni ha parlato esplicitamente di “valutazione dei refree VQR”, che tuttavia non significa automaticamente “ranking” ma potrebbe significare semplicemente “rating”. Personalmente, se si valutano i refree per esempio sulla base delle risposte nei tempi indicati, non ci vedo nulla di errato. Penso che una valutazione dei referee sia prassi comune in tutte le riviste scientifiche ove sia presente la peer review. Non abbiamo approfondito questo aspetto, quindi non sono in grado di dire su quali parametri siano stati effettivamente valutati i refree ma penso sia importante che questo sia chiarito nella prossima VQR.

    • Io credo che si debba smettere paragonare la peer review delle riviste con quella della VQR. Si tratta di operazioni radicalmente diverse. Non è la stessa cosa prendere un’aspirina ed un antibiotico anche se tutte e due sono “pastiglie”. Che la valutazione dei revisori la faccia una rivista scientifica è normale. Che i GEV nominati dall’ANVUR, nominata dal ministro, abbiano valutato i revisori a futura memoria e per futuri usi, è una operazione che dovrebbe destare qualche preoccupazione nella comunità scientifica.

  5. vorrei fare una considerazione, a causa della quale non vorrei sollevare ire o ironie. Credo che questa tornata di abilitazioni (2012 e 2013) sia pari a quella degli anni Ottanta che ha immesso nel ruolo di associati gli assistenti ordinari: chi c’era, c’era; chi non c’era, non è più entrato. Anche in quel caso una valutazione indiretta, di sole pubblicazioni (forse allora valeva qualcosa anche la didattica…) ha creato un listone di abilitati al ruolo, in gran parte aggirando la costituzionalità e la pubblicità delle valutazioni e dei concorsi. E oggi o domani succederà la stessa cosa: gli abilitati diverranno associati o ordinari giuridicamente nel breve termine o immediatamente, e economicamente fra poco o subito laddove ve ne siano le possibilità per l’Ateneo. Se questo lo colleghiamo alla evidente sproporzione dei punti organico, si ottiene che gli Atenei del Nord non sapranno chi prendere (ma avrebbero una lunga lista di abilitati cui eventualmente attingere dopo avere esauriti la stabilizzazione degli interni) mentre al Sud rimarrebbe tutto così com’è salvo che per pochi fortunati. In più per i ricercatori a tempo indeterminato che non sono rientrati in questa tornata … mala tempora currunt! Scalzati prima dagli abilitati, e poi dai ricercatori a tempo determinato non resterà che attendere la pensione in qualche studiolo freddo e scalcinato, senza risorse economiche (e forse anche psicologiche!). E non parliamo solo di merito scientifico, perchè gli Atenei e gli ordinari in questi anni si sono variamente appoggiati sui ricercatori: per la didattica ufficiale, per le ricerche ufficiose. Il tutto in una condizione di speranza nel futuro che cinque commissari (sic) hanno amministrato per tutta la penisola settore per settore. Adesso cambieranno le regole. Ancora una volta, si direbbe. Adesso si accorgeranno magicamente che il 20% dei candidati all’abilitazione 2012 magicamente (casualmente diranno) coincide esattamente con il fabbisogno di associati o ordinari nel settore. E così, puff… addio altre speranze di entrare. Chi c’è, c’è; chi non c’è, si attacca. Così tutto torna: 5 commissari (sic) decidono (ovviamente con le opportune sollecitazioni in senso positivo ma anche in senso negativo) di un intero settore a livello nazionale (altro che concorsi locali!) i professori associati e ordinari per i prossimi vent’anni. Finisce sempre così, o no?
    Ai posteri l’ardua sentenza

    • Ricordo che esiste una legge ampiamente applicata, la legge Gelmini, che all’art. 16, comme 3, lettera d prevede “l’indizione obbligatoria, con frequenza annuale inderogabile, delle procedure per il conseguimento dell’abilitazione”. Quindi non è che dobbiamo partire dall’assunto che tutto si blocchi dal 2014. Le abilitazioni sono incominciate e l’attesa naturale è che continuino annualmente. Il parallelo con l’ope legis deI 1980 non ha alcun senso. Il punto è: sono fondati i timori che vengano interrotte per qualche motivo? Il ministro sta preparando una normativa alternativa che interromperà il corso ormai avviato delle tornate abilitanti?

    • Su “l’indizione obbligatoria, con frequenza annuale inderogabile, delle procedure per il conseguimento dell’abilitazione” sto ridendo da tre anni.
      Anche perché la legge é stata approvata nel dicembre 2010 e la prima tornata e’ stata indetta nel 2012 (quindi di fatto e’ stata derogata l’indizione nel 2011).
      Cmq faccio notare che parla di “indizione”, quindi se la procedura puo’ essere indetta e poi portata a termine dopo 5 anni… non sarebbe la prima volta che accade una cosa simile in italia.

    • La legge e’ entrata in vigore nel 2011, dopo n giorni dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale, non nel 2010

    • e soprattutto la materia doveva essere riversata nel regolamento attuativo, che naturalmente è uscito (DPR 222 del settembre 2011). Dal momento in cui è uscito e si è avviata la pratica delle abilitazioni, in uno Stato di diritto come bene o male è il nostro non si torna indietro senza una nuova legge o norma equipollente. Ne ricavo che, se sono vere le voci sulla fine delle abilitazioni, è in preparazione una nuova legge sul reclutamento. Altrimenti DOVRANNO uscire nuovi bandi di abilitazione ogni anno.

    • Caro Francesco Minervini,
      Grazie per i suoi utili commenti. Il problema che ha sollevato è in mia opinione enorme. I ricercatori universitari del ruolo ad esaurimento sono al momento circa 24.000. Che cosa succede a chi non ottiene l’abilitazione? Che facciamo di queste persone le quali potrebbero dare molto all’università e agli studenti? L’idea di valorizzare queste persone e non sprecare queste risorse è soprattutto intelligente prima ancora di essere anche giusta. Penso che molti dal 2008 all’università abbiano subito una “ope legis” al contrario: in pratica è stata abolita la possibilità di procedere nella carriera a causa delle limitate risorse finanziarie. Tutta la procedura ASN che ha impegnato l’università Italiana nell’ultimo anno, rischia di avere degli effetti limitati. Per i ricercatori che hanno superato la V classe stipendiale (quelli orientativamente in servizio da 13 anni e più) l’abilitazione e l’eventuale chiamata come professore associato potrebbe risolversi ironicamente con il risultato di nessun beneficio economico o peggio un danno, e la conferma dell’impegno didattico che già svolgono o l’assegnazione di un carico didattico obbligatorio maggiore. Non è chiaro perché sia necessaria una procedura così complessa per delle promozioni che porterebbero in moltissimi casi semplicemente ad un risparmio per lo stato ed ad una gratificazione personale per molti. Personalmente, nei casi in cui la promozione non porti a maggiori oneri finanziari per lo stato e ci sia un’attività di ricerca e didattica documentata, penso che si potrebbe davvero pensare ad uno strumento diverso dall’abilitazione nazionale.

  6. Mi permetto si ricordare che “in questo benedetto assurdo belpaese” tutte le cose temporanee diventa stabili (vedi la temporanea ssis, ormai ‘istituzionalizzata’). E se anche dovessero solo modificare le regole, sembra poco? Già con quest ASN ci hanno valutato ora per allora e di per sè è molto strano, non vi pare? Adesso vorrebbero cambiare le regole, di nuovo? Diceva Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo: “cambiano tutto, per non cambiare niente”.
    Non se ne può più

  7. non mi vorrei dilungare, ma aggiungo una cosa a quanto segnalato da Marco Bella. Per l’ASN chi ha valutato i commissari? Ognuno di noi se non li conosceva già ha potuto vedere i loro curricola sul sito. Alcuni di questi, che di quell’ope legis del 1980 hanno usufruito (!), sono ordinari senza neanche un concorso, hanno pubblicato due ricerche di mezza taglia e solo perché inseriti già nella lista degli ordinari assurgono (per sorteggio, e che sorteggio!) a valutatori se non ad asperrimi censori quando vogliono loro. a me queste liste ricordano uomini con camicie intonate alle cravatte…

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