brancaleone-750x400Poco meno di un anno fa la Redazione ha pubblicato un post a puntate “Io speriamo che mi selezionano”  con i  14 temi di candidati al CdA di Anvur. Il  post a puntate è in forma di  raccolta di quattordici temi svolti dai professori universitari che sono stati selezionati da un apposito comitato per far parte della rosa da cui il Ministro dell’Università e della ricerca Stefania Giannini ha scelto i membri del consiglio direttivo di ANVUR. Da questa rosa sono stati da poco scelti altri due membri del Consiglio direttivo di Anvur. Vi riproponiamo i loro elaborati nel caso che qualcuno abbia ancora il dubbio “meglio una valutazione fatta male che nessuna valutazione“. 

 

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Selezionato n. 5 – Fabio Beltram [CV, elaborato]
Cresceremo una nuova razza di umanisti – Lysenko reloaded

The word quantitative must be emphasised since a truly objective, clear, unquestionable mechanism must be established to ensure acceptance by the community under evaluation. [non sequitur, l’accettazione da parte della comunità scientifica di un meccanismo di valutazione ha davvero poco a che vedere con la parola “quantitativo”]

I believe that one must seriously take into account the fact that ANVUR already carried out one full VQR cycle[captatio benevolentiae].

[In the humanities] A new generation must grow in an environment where the very concept of an “objective evaluation of research results” is accepted. [Lysenko in Italy. Una nuova generazione di umanisti deve crescere credendo alla valutazione oggettiva. Versione eugenetica della rottamazione dei baroni umanisti? L’Isola del dottor Moreau?]

One further service that ANVUR should offer is that of helping institutions to make correct choices on their research staff and faculty [trasformare ANVUR in una agenzia di reclutamento del personale universitario: questa non l’aveva pensata né Mussi né la Gelmini]. At present ANVUR is not providing this type of information [quale tipo di informazione?], but this could be a by-product of VQR activities [ma la VQR non serviva a valutare le strutture? Ma questo dovrebbe deciderlo il ministro, non certo l’agenzia di valutazione] and may [sic] prove extremely important in supporting decision bodies both in academia and EPRs. Elements … should be factored in to provide a coherent frame and compare the performance of individuals [?].

 

Selezionato n. 13 – Maria Luisa Meneghetti [CV, elaborato]
C’avrei un’idea per migliorare il ranking internazionale – Eureka!

È stato ampiamente osservato che, nei settori in cui la metodologia di valutazione utilizzata è stata quella della peer review, i giudizi dei valutatori su un singolo prodotto della ricerca sono risultati non di rado in contrasto, o addirittura in forte contrasto, gli uni con gli altri, e che spesso le motivazioni di tali giudizi sono apparse scarse o assenti [ciò che è stato veramente ampiamente osservato è la maggiore severità dei giudizi peer rispetto alla valutazione automatica attraverso gli indici bibliometrici]. La possibilità, ventilata per la nuova VQR, di passare da quattro a cinque livelli di punteggio potrebbe già contribuire a ridurre i contrasti più evidenti, [in che modo?] ma sarebbe opportuno, da un lato, rendere obbligatoria un’articolata motivazione del punteggio assegnato (non meno di 300 caratteri), e, dall’altro, consentire all’autore del prodotto valutato, in caso di punteggio inferiore ai primi due livelli, la possibilità di controargomentare [la VQR è una valutazione delle strutture, quanto tempo occorrerebbe per un processo di questo tipo?]

Quanto ai risultati della precedente VQR, e soprattutto alla loro utilizzabilità per uno scopo cruciale, ossia la ripartizione di quel 13% del FFO 2013 destinato a finalità premiali, sembra ormai piuttosto chiaro che i pur abbondanti dati raccolti soffrono di una certa mancanza di omogeneità, non solo in ragione delle diverse metodologie di valutazione applicate (peer review, bibliometria, sistema misto), ma anche in ragione delle “sensibilità statistiche” con cui le diverse aree hanno analizzato il campione (ad esempio, alcune aree non indicano il numero complessivo dei soggetti valutati, altre non riportano il dato numerico dei prodotti mancanti e non valutabili, ecc.) [o forse perché le diverse aree hanno comportamenti diversi quanto a scelta delle sedi di pubblicazione, frequenza di pubblicazione, lingua utilizzata, modalità di citazione… ?]

Prendendo spunto da alcune piattaforme già esistenti, quali JStore [sic, corretto e JStor] (http://www.jstor.org/) e – per le riviste pubblicate in Francia – Persée (http://www.persee.fr/), sarebbe quanto mai utile ideare un portale istituzionale in grado di raccogliere gli articoli pubblicati in Italia nelle riviste di alta qualità scientifica (a partire, ma solo a partire, da quelle classificate come di fascia A). …. È utile precisare che, mentre JStore [sic, ancora] è uno strumento a pagamento (dato che nasce da iniziativa privata), Persée è totalmente gratuito in quanto gestito dal Ministère de l’Enseignement supérieur et de la Recherche. Credo che uno strumento di questo tipo possa garantire una migliore informazione sulla ricerca effettuata in Italia nell’ambito dei settori non bibliometrici, e quindi contribuire a migliorare la posizione dei nostri Atenei nei ranking internazionali.[gli strumenti citati sono retrospettivi e per motivi di copyright non comprendono la ricerca attuale. Più che evocare queste banche dati si potrebbe pensare alla pubblicazione online magari ad accesso aperto ?]

 

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