La nomina di Alberto Sangiovanni Vincentelli (ASV) a membro del Consiglio scientifico (CS) del CNR e del Comitato nazionale dei garanti della ricerca (CNGR) del MIUR mi ha fatto tornare in mente quello che diceva Petrolini quando qualcuno dal loggione lo importunava: “Io nun ce l’ho co’ te, ce l’ho co’ quello affianco a te che nun te butta de sotto“. ASV aveva tutto il diritto di avanzare la propria candidatura, ma sono da biasimare il MIUR ed il CNR che lo hanno nominato nei due organi.

Vediamo perché è stata una scelta infelice, partendo dal curriculum vitae di ASV pubblicato sul sito del CNR

Dal CV si apprende che il Nostro attualmente è:

  • professore di ingegneria e scienza dei calcolatori all’Università della California a Berkeley,
  • membro del consiglio di amministrazione della Cadence e presidente del suo Comitato tecnologico,
  • membro del comitato consultivo tecnico scientifico della General Motors,
  • membro del comitato consultivo sulla tecnologia della United Tecnnologies Corporation,
  • membro del consiglio scientifico della Fondazione Tronchetti Provera,
  • membro del consiglio scientifico della Fondazione Snaidero,
  • membro dei comitati esecutivi dei fondi dei fondi di venture capital Walden International, Sofinnova, Innogest,
  • membro del comitato per gli investimenti del fondo di venture capital Atlante Ventures della Banca Intesa San Paolo,
  • consulente senior del presidente e dell’amministratore delegato della società L’Elettronica,
  • membro del comitato consultivo del Centro Lester per l’innovazione,
  • membro del gruppo di alto livello, del gruppo di indirizzo e del consiglio di amministrazione dell’Iniziativa Artemis,
  • membro del consiglio scientifico della Fondazione nazionale della scienza italiana (CNR) (vedi oltre),
  • membro del consiglio di amministrazione dell’Istituto italiano di tecnologia,
  • membro del gruppo di esperti senior della strategia del programma META del DARPA.

Sempre stando al CV, ASV è autore di 880 articoli scientifici, 15 libri, 3 brevetti; ha un indice h pari a 86, un indice g pari a 158, e 35.045 citazioni. E’ il numero 1 nel mondo nel sistema Libra della Microsoft nel campo della ricerca accademica nell’architettura e nell’hardware dei computer.

Dai dati sopra ricordati si evince che ASV ha prodotto, nella sua carriera di circa 40 anni, più o meno un articolo ogni due settimane (ferie comprese). Lasciamo da parte i libri, i brevetti e l’insegnamento in svariate università sparse per il mondo.

Se mi è permesso fare una non richiesta esegesi del testo, e quindi cercare di andare al di là delle parole, direi che il CV di ASV appare come la celebrazione dell’americano che ha vinto la corsa verso la conquista del West. Tale immagine è lontana dal nostro modello culturale italiano catto-comunista che vede come sconveniente esibire i propri meriti e le proprie ricchezze, anche per non umiliare i poveri cristi sfigati e perdenti che hanno pur tuttavia il diritto di vivere dignitosamente nella loro modestia culturale e umana senza che qualcuno li faccia sentire in colpa.

ASV è senza dubbio una persona super qualificata, che sicuramente ha una visione ampia e strategica dei settori di sua competenza, e che può fornire utili ed interessanti spunti di riflessione, nonché contatti con il mondo della scienza, dell’imprenditoria e della finanza.

Tuttavia ASV non appare la persona adatta a servire il CNR nel Consiglio scientifico. Consultando di nuovo il sito del CNR, si apprende che, in qualità di membro del Consiglio scientifico generale (questa è la corretta dizione), ha partecipato, nel periodo 2006-2011, a 30 sedute su 60. ASV è impegnato in numerosi comitati e consigli di amministrazione, negli Usa e in Italia, risultata essere stato presente alla metà delle riunioni del CSG del CNR, ed ha esibito un CV un po’ sciatto in cui si confonde il Consiglio delle ricerche con una Fondazione per la scienza. Sarebbe stato dunque opportuno che l’ente, nel prendere la decisione di riconfermarlo nell’incarico, avesse tenuto conto di tutto questo. Ha ritenuto, al contrario, che il suo apporto, anche se verosimilmente non prevedibilmente quantitativo, sarà decisivo sul piano qualitativo. E qui sta il punto. Il Consiglio scientifico è un organismo burocratico – inteso come parte di una burocrazia con la B maiuscola – in cui operano persone che con fatica, impegno e dedizione lavorano lontano dai riflettori discutendo, leggendo e producendo documenti di policy con l’intento di risolvere concretamente i problemi sul tappeto. A mio modesto avviso, quindi, ASV non era la persona più adatta (per un caveat vedi il P.S.).

Non mi sembra nemmeno che sia la persona adatta a far parte del Comitato Nazionale dei Garanti della Ricerca del MIUR, incarico che gli è stato conferito dal ministro parallelamente a quello del CNR. Il lavoro da svolgere richiede conoscenze specifiche nel campo della valutazione della ricerca, competenze che, almeno dal CV del CNR, non sembrano far parte del bagaglio, pur eccezionale, del Nostro, e prevede una congrua disponibilità di tempo.

Facciamo due rapidi calcoli: tra esame dei documenti, acquisizione di informazioni rilevanti, scambi con gli altri membri, scrittura di proposte, partecipazione alle riunioni, predisposizione dei documenti finali, pranzi di lavoro, viaggi (USA/USA, USA/Italia), si può ipotizzare che, ad ogni comitato, si debba dedicare un paio di settimane di lavoro l’anno. Essendo il Nostro impegnato in una ventina di comitati, consigli, gruppi, gli rimane ben poco tempo per le sue altre numerose attività.

Mi sono posto dunque la domanda: perché i nostri decisori politici, sapendo tutto questo, hanno comunque nominato ASV? Una possibile risposta è che, in un contesto italiano sostanzialmente provinciale, si cerca più l’immagine, la figura del guru che viene dall’America, piuttosto che la persona dedicata con Burocratico (B maiuscola) impegno al compito assegnato.

Credo proprio che avesse ragione Petrolini: ce la dobbiamo prendere con chi ha preso improvvide decisioni, non con chi si pone liberamente e in maniera trasparente, a proprio rischio e pericolo, sul mercato delle conoscenze.

 

 

P.S. Devo fare una doverosa precisazione. Qualcuno si chiederà perché ho messo ASV sotto la lente d’ingrandimento. Il motivo è che anch’io, come lui, avevo avanzato la mia candidatura per entrambi i comitati, e che tale candidatura non è andata in porto. Va da sé che, come sportivo (pratico il ciclismo), ho accettato il responso di buon grado, ma avevo la legittima curiosità di fare la conoscenza di quelli giudicati dalle commissioni di selezione più idonei di me e degli altri candidati a svolgere l’incarico sulla base dei parametri stabiliti dai bandi. Per completezza di informazione posso riferire che, dopo aver spedito al MIUR la mia domanda con raccomandata con ricevuta di ritorno, non ho avuto alcun riscontro di sorta (in teoria posso ipotizzare che la mia pratica si sia persa nei meandri del ministero e che quindi la mia domanda non sia stata nemmeno esaminata dalla commissione di selezione e dal ministro – ma questa è pura fantascienza). Maggior fortuna ho avuto con il CNR che con una email in lingua inglese mi ringraziava per aver partecipato alla selezione e mi informava che la scelta era caduta su altri nomi.

 

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1 commento

  1. Comprendo il disappunto di Sirilli ed anche il senso più generale del discorso relativo al cosiddetto “effetto San Matteo” (the rich get richer and the poor get poorer). Va anche detto che in Italia abbiamo avuto – e abbiamo – problemi ben più seri di questo (la nomina di uno scienziato “outstanding” e, ovviamente, anche super-impegnato). Avercene di “guru” …

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