Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre 2017 la notizia era rimbalzata su tutti i maggiori organi di informazione: «Ancora un riconoscimento per uno dei più brillanti scienziati dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova. Il direttore del dipartimento di nanotecnologie Liberato Manna, 46 anni, da 8 in Iit, si è aggiudicato l’Eam Award, il prestigioso riconoscimento assegnato dall’International Association of Advanced Materials (Iaam) al ricercatore europeo più influente nel campo dei nuovi materiali.» Eppure, dietro il “prestigioso riconoscimento” c’era solo una scatola vuota e farlocca, come ha puntualmente denunciato Leonid Schneider in due documentatissimi articoli. Ad Ashutosh Tiwari, sedicente professore associato all’università svedese di Linköping, è riconducibile l’International Association of Advanced Materials (IAAM), il cui principale scopo sembra essere quello di organizzare conferenze predatorie, preferibilmente su lussuose navi da crociera: «Tiwari’s genius trick was to play at the vanity and greed of certain academics: all he had to do to get them to participate at his conferences and to help divert public money via conference fees into his pocket, was to offer a luxurious holiday-style venue (like a cruise ship) and hand them some ridiculous made-up awards, diploma and medals.» L’unica a rilanciare la notizia in Italia è stata Sylvie Coyaud, che, a proposito dell’Università di Messina, anche lei caduta nella trappola, scrive «Prima di pagare la quota da keynote speaker, premio compreso, con le tasse dei contribuenti, informarsi forse?».

Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre 2017 la notizia era rimbalzata su tutti i maggiori organi di informazione: ANSA, Corriere, Repubblica e Sole 24 Ore, per citarne alcuni. Per fare un esempio, ecco cosa scriveva l’Ansa:

Ancora un riconoscimento per uno dei più brillanti scienziati dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova. Il direttore del dipartimento di nanotecnologie Liberato Manna, 46 anni, da 8 in Iit, si è aggiudicato l’Eam Award, il prestigioso riconoscimento assegnato dall’International Association of Advanced Materials (Iaam) al ricercatore europeo più influente nel campo dei nuovi materiali.

Non da meno l’enfasi usata da Repubblica, da sempre posseduta da un’attrazione fatale per le classifiche:

Ha 46 anni e da otto lavora all’Istituto Italiano di Tecnologia. Liberato Manna si aggiudica l’EAM Award, il prestigioso riconoscimento assegnato dall’International Association of Advanced Materials (IAAM) al ricercatore europeo più influente nel campo dei nuovi materiali. Il premio verrà assegnato il 22 agosto a Stoccolma (Svezia) da una giuria internazionale sulla base delle pubblicazioni e dei contributi dati alla ricerca negli ultimi dieci anni. (…) Nel 2011 Manna è stato nominato tra i primi 100 chimici al mondo posizionandosi al 24esimo posto per impatto scientifico delle pubblicazioni rilasciate negli ultimi dieci anni dal suo gruppo di ricerca.

Il Sole 24 Ore, più attento al senso delle istituzioni, aveva preferito mettere l’accento sulla “squadra”, con gli immancabili riferimenti all’eccellenza, vera e propria ossessione del foglio di Confindustria, da sempre particolarmente attento a cantare le lodi di IIT (i lettori di ROARS non avranno dimenticato l’intervista di Luca De Biase al Direttore scientifico di IIT, definito “uno dei dieci scienziati più citati al mondo per le scienze dei materiali” sulla base di un’improbabile classifica “fai da te”, vedi anche: Fai come Cingolani. Diventa anche tu “highly cited”! Bastano 10 minuti, successo garantito.)

Professione ricercatore. Segni particolari vincente. Ma la storia di Liberato Manna – 46enne direttore di Nanochimica all’Istituto Italiano di Tecnologia, ventiquattresimo tra i primi 100 chimici al mondo, autore di oltre 300 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali citate più di 20mila volte – si coniuga necessariamente con una prima persona plurale. Perché come tutte le storie di successo nel campo della ricerca è la squadra a fare la differenza. Una squadra che punta all’eccellenza. Proprio in queste ore Liberato Manna si è aggiudicato a Stoccolma l’EAM Award, il prestigioso riconoscimento dell’International Association of Advanced Materials (IAAM) assegnato da una giuria internazionale per lo studio dei nuovi materiali.

Eppure, dietro il “prestigioso riconoscimento” c’era solo una scatola vuota e farlocca, come ha puntualmente denunciato Leonid Schneider in due documentatissimi articoli di cui raccomandiamo la lettura:

Deus ex machina della presunta trappola in cui qualcuno sembra essere caduto – non è dato sapere con quale livello di consapevolezza – è il ricercatore di origini indiane Ashutosh Tiwari, sedicente professore associato all’università svedese di Linköping. A lui è riconducibile il fantomatico Vinoba  Bhave Research Institute (VBRI, Allahabad, India). Nel suo post, Schneider mostra come alcune foto del VBRI pubblicate in rete siano solo degli abili collage confezionati con Photoshop.

Un’altra attività riguarda una casa editrice, la “VBRI press”, un’impresa familiare dotata di  due soli dipendenti, lo stesso Tiwari e sua moglie. La casa editrice pubblica due riviste, Advanced Materials Proceedings e Advanced Materials Letters, che, in base ai riscontri di Schneider, sembrano essere state usate da Tiwari per pubblicarvi i suoi propri articoli e così doparsi gli indici citazionali, senza curarsi troppo di tediose procedure di peer review.

Infine, a completamento di quella che sembrerebbe una trappola perfetta, c’è anche la società scientifica: l’International Association of Advanced Materials (IAAM), il cui principale scopo sembra essere quello di organizzare conferenze predatorie, preferibilmente su lussuose navi da crociera:

Tiwari built an entire industry of predatory publishing and conferences, which hosted many among the material science research elite, all from a small rented office in the industrial area of Linköping. Tiwari’s genius trick was to play at the vanity and greed of certain academics: all he had to do to get them to participate at his conferences and to help divert public money via conference fees into his pocket, was to offer a luxurious holiday-style venue (like a cruise ship) and hand them some ridiculous made-up awards, diploma and medals.

Predatory conferences and other scams of false Swedish professor Ashutosh Tiwari

Ed è proprio la IAAM che ha assegnato il “prestigioso” EAM award a Liberato Manna:

a so-called International Association of Advanced Materials (IAAM), also located in the same mailbox in Linköping, which only purpose is to organize predatory conferences, preferably on luxury cruise ships. The conference fees for Advanced Materials World Congress, European Advanced Materials Congress, American Advanced Materials Congress etc flow to the same VBRI mailbox owned only by Tiwari and his wife.

IIT non è l’unica istituzione ad essere clamorosamente caduta nel trappolone ordito dallo scienziato indiano, come ha osservato, non senza ironia, Sylvie Coyaud nel suo blog Ocasapiens:

All’epoca, l’IIT poteva non sapere di essere sia il pollo da spennare che lo specchietto per le allodole.

Dopo i comunicati stampa dell’università di Linköping e lo scandalo rimbalzato su riviste e social

for the last two cruise ship events, no organising committees were named or programme made available in advance, in the worst predatory scamster tradition. Scientists had no more excuse to play being fooled: they simply went because they were promised a shiny medal.

Aggiunge la giornalista scientifica francese:

E l’università di Messina è comunque fiera di annunciare

“L’International Association of Advanced Material (IAAM), presieduta dal prof. Hisatoshi Kobayashi, ha conferito il prestigioso premio “IAAM Medal 2018” alla prof.ssa Candida Milone […] La premiazione è avvenuta durante l’ European Advanced Energy Materials Congress svoltosi in Svezia, a Stoccolma, dal 25 al 28 Marzo. Contestualmente, la prof.ssa Milone, General Chair della Conferenza, ha avuto l’onore di pronunciare il discorso di apertura dei lavori che hanno visto la partecipazione di numerosi e valenti studiosi provenienti da tutto il mondo”.

Prima di pagare la quota da keynote speaker, premio compreso, con le tasse dei contribuenti, informarsi forse?

Possibile che nessuno, all’IIT come all’Università di Messina, abbia svolto verifiche, notando qualcosa che non quadrasse in questa “prestigiosa” investitura?  A dire il vero, rilette a vari mesi di distanza, le parole di Liberato Manna potrebbero voler esprimere qualcosa di più di una lodevole modestia accademica:

Il premio è stato presentato dalla stampa quasi fosse un Nobel europeo dei materiali. Nulla di più sbagliato. E tra l’altro non sono stato l’unico ad essere stato premiato. Esistono in Italia e in Europa tantissimi ricercatori dei materiali molto più bravi e capaci di me, per non parlare del panorama a livello mondiale.

Forse – si può ipotizzare – il ricercatore di IIT si era reso conto di essere caduto nella rete di un “premificio” a scopo di lucro, ma, una volta diramati i comunicati alle redazioni dei giornali, era divenuto troppo tardi per tirarsi indietro.

Ma che importa? Se il giornalista di una redazione di un giornale mainstream italiano riceve un comunicato stampa che parla di

prestigioso riconoscimento assegnato dall’International Association of Advanced Materials (Iaam) al ricercatore europeo più influente nel campo dei nuovi materiali

si limita a ripetere parola per parola, senza curarsi, come vorrebbe il suo mestiere di giornalista, di verificare se dietro questa bella denominazione in inglese (che se è tale, è prestigiosa per antonomasia) ci sia qualcosa di serio e non si tratti di uno dei tanti trappoloni di cui sono lastricate le vie della scienza contemporanea. Chi è un po’ scaltro sa che basta poco per solleticare il desiderio di apparire eccellenti ed ottenere visibilità. Un desiderio incentivato dalle logiche darwiniane che qualcuno ha voluto imporre al sistema della ricerca e dell’università.

Per rendersi conto della trappola, occorre svolgere il paziente mestiere del giornalista scientifico. E non è un caso che – anche ora che l’imbroglio è diventato di dominio pubblico – l’unica a rilanciare la notizia in Italia sia stata la sopra citata Sylvie Coyaud.

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16 Commenti

  1. Cara redazione, esprimo il mio totale disappunto per il vostro giornalismo che da per vere notizie ai più usando come sempre il condizionale. La buona prassi, evidentemente persa, vedrebbe di chiedere conferma alle persone interessate per avere una replica prima di mettere istituzioni e colleghi alla berlina. Cordialmente

    • Capisco il disappunto di chi (singolo o istituzione) fa la figura del boccalone. Non capisco quale notizia non sia vera.

    • Gentile collega,
      più che attacchi personali (di cui nessuno ha bisogno) mi pare sia evidente nell’articolo l’intenzione di criticare prassi consolidate di feticismo amorale frutto dell’imposizione, mi permetta ingegneristica, della valutazione meritocratica basata sulla numerologia divinatoria anvuriana.
      Per il resto penso che, se io dovessi cadere in questo delirio esibizionista, non potrei che biasimare me stesso, magari per dignità prendendomela anche con chi sopra di me mi ha invogliato a fare la figura da boccalone, solo e soltanto per poter sventolare al Miur la Coppa Cobram. Ed aumentare qualche indicatore farlocco.

      La buona prassi, evidentemente persa, per chi fa ricerca scientifica sarebbe la serietà scientifica.
      Cordialmente

  2. Questo signore dal nome che sembra anch’esso inventato, Ashutosh Tiwari, è uno psicologo incredibile. Conosce le debolezze umane da sfruttare, la vanità, il senso di frustrazione, la smania di brillare, di emergere, di mettersi in vista. Lui è un imbroglione, gli altr sono dei co….ni.

  3. Da quando l’ANVUR ha inserito i ‘premi scientifici’ tra i titoli che candidati e commissari devono possedere, questo tipo di commercio (come già quello degli ISBN grazie alle ‘soglie’ quantitative) è diventato molto florido. Senza andare a cercare casi-limite, basta dare un’occhiata ai cv di molti candidati all’abilitazione.

    • Giustissimo, condivido in tutto e per tutto. Più passa il tempo più siamo costretti ad ammettere che la cosiddetta università dei baroni (che non avevano “premi scientifici” e che spesso scrivevano solo in italiano perché i loro omologhi stranieri leggevano l’italiano) dava più risultati e creava nuovi maestri molto più dell’attuale.

  4. Tiwari genio assoluto, da Nobel. Meglio di un film di Totò! Che tristezza però vivere in un’epoca di “esibizionismo numerologico” (quante citazioni hai? quanti premi hai vinto?), in cui non conta (quasi) più nulla il puro, semplice e sacrosanto riconoscimento dei propri pari. Peccato, ci siamo giocati in questo delirio uno dei capisaldi della ricerca scientifica.

    • Giustifico solo chi non ha una posizione struttura, a chi è già strutturato può essere solo la vanità non far dire “Viviamo una sola vita, viviamola secondo i principi che ci sembrano giusti”.

    • E’ interessante vedere come le riflessioni, partendo da quelle basate sui fatti o risultanti da un’inchiesta, scivolino sulla filosofia del sopravvivere a tutti i costi. La precarizzazione ha portato proprio a questo, e forse, anzi certamente a ben pensarci, l’obiettivo finale era proprio quello di arrivare al ‘darwinismo’ selvaggio o sociale : “In sociologia il darwinismo sociale è una corrente di pensiero che sostiene che la «lotta per la sopravvivenza» (struggle for life and death) debba essere la regola delle comunità umane. Si tratta di una corrente delle filosofie della vita sviluppata a partire dalla seconda metà del XIX secolo a opera di Herbert Spencer (1820-1903), e per tal motivo chiamata anche spencerismo sociale” ecc. ecc. https://it.wikipedia.org/wiki/Darwinismo_sociale. De leggere senz’altro. E’ allucinante il testo citato nella nota 1, non so se da un testo di Spencer: «Può sembrare inclemente che un lavoratore reso inabile dalla malattia alla competizione con i suoi simili, debba sopportare il peso delle privazioni. Può sembrare inclemente che una vedova o un orfano debbano essere lasciati alla lotta per la sopravvivenza. Ciò nonostante, quando siano viste non separatamente, ma in connessione con gli interessi dell’umanità universale, queste fatalità sono piene della più alta beneficenza – la stessa beneficenza che porta precocemente alla tomba i bambini di genitori malati, che sceglie i poveri di spirito, gli intemperanti e i debilitati come vittime di un’epidemia». In fondo è il principio che viene applicato da certuni all’attuale fenomeno della migrazione: vincano i più forti, i più ricchi. O all’università da coloro che hanno i ‘grandi’ ideali, tipo meritocrazia e simili. Che poi generano gli opportunismi, le furbizie e la mancanza di scrupoli di cui tratta l’articolo.

  5. Quanto successo mi pare la logica conseguenza di subordinare il ‘valore’ alle pubblicazioni senza leggerle. Premesso che la disonestà sembra essere innata negli uomini, con le regole Anvuriane essere disonesti è diventato pure divertente, visto che l’attività principale della Segreteria del mio Dipartimento è quella di pagare le missioni a Convegni dei miei colleghi ‘frequent-flyers’. Se poi, a spese del contribuente, si vince anche un ambito riconoscimento accademico… D’altra parte, chi è senza peccato… Ho vinto un premio pure io! A mia parziale discolpa non sono andato a ritirarlo. E’ dura vivere in questa università.

  6. Eravamo due candidati, entrambi molto forti! Il premio era ambito e i parametri molto stringenti! Ma il mio curriculum alla fine ha prevalso su un punto fondamentale: avevo portato i votanti (due anche loro) a Eurodisney! Parent Award 2017 a me e mia moglie sconfitta inesorabilmente (voleva portarli al D’Orsay… ahahaha)! Sfoggerò il riconoscimento al prossimo bando per commissari ASN!

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