Come è noto, una commissione di “sette saggi” (con nominativi scelti entro una rosa proposta in parte da Anvur) è al lavoro per individuare 180 “dipartimenti eccellenti” a partire da 352 dipartimenti selezionati in base al valore del controverso indice ISPD. A norma di legge, il 70% del punteggio finale dipenderà dall’ISPD, già reso noto, e il 30% dalla valutazione dei progetti presentati dai dipartimenti. Impresa tutt’altro che facile quella di valutare imparzialmente centinaia di progetti che coprono l’intero scibile umano. Naturale chiedersi se la commissione si avvarrà o meno del suo potere discrezionale per rovesciare le classifiche basate su ISPD. Ci saranno sorpassi più o meno clamorosi? Il Presidente dell’Anvur, non ha dubbi: «siccome [i punteggi] sono molto simili la commissione avrà largo margine. La mia impressione è che avrà largo margine». La seconda puntata degli “Anvur tapes” ci riserva questa succosa indiscrezione sul modo di procedere dei giudici che assegneranno la bellezza di 1,3 miliardi di euro. Per chi si fosse perso la prima puntata degli “Anvur tapes”, ricordiamo la loro origine. Graziosi, per timore dei “tagli capziosi” di Report, ha registrato l’intera l’intervista da lui concessa al magazine televisivo e l’ha maldestramente resa pubblica sul sito dell’Anvur. In questo modo, Anvur ci ha gentilmente messo a disposizione più di un’ora e mezza di botta e risposta tra Graziosi e Giulia Presutti, l’agguerrita giornalista di Report. Rimanete sintonizzati in attesa della terza puntata.

Precedenti puntate degli Anvur tapes:

Domanda #17

G. Presutti: C’è un provvedimento come quello dei dipartimenti di eccellenza che sposta un miliardo e tre di fondi, distribuiti in cinque anni, ai dipartimenti, appunto, definiti eccellenti. Sulla base, anche, della VQR.

A. Graziosi: No, no, soprattutto della VQR. Guardi, in tutto questo c’è il problema della malattia italiana per come è usata la parola “eccellente”. Francamente, io non l’avrei usata, ripeto. Che vuol dire “eccellente”? Già i dipartimenti in Italia sono 900. Siccome i dipartimenti cosiddetti eccellenti sono 350 [Graziosi, confidando nell’ingenuità della giornalista, confonde i 350 della preselezione con i 180 vincitori], già questo le dice che il termine è inadatto, perché l’eccellenza può essere il top 5%. Lei, se dicono eccellenti, si riferisce a metà o si riferisce al 5% superiore?

G. Presutti: [ma la giornalista, per nulla sprovveduta, lo ferma subito] Però, quelli che vincono sono 180 …

A. Graziosi: Ma 180 sono sempre il 20%. Cioè, non è un’eccellenza … non so come dire … che fra l’altro questi eccellenti sono identificati, non in base alla VQR, ma da una commissione che guarda i progetti. Quindi la VQR … [di nuovo Graziosi confida che la giornalista non conosca il bando secondo il quale la VQR conta per il 70%]

G. Presutti: [e, di nuovo, viene stoppato dalla giornalista, che il bando, invece, lo conosce] In parte, si si basa sulla VQR, ma l’altra parte però …

A. Graziosi: No, no, siccome [i punteggi] sono molto simili [in realtà, i punteggi ISPD dei 352 dipartimenti in lizza sono compresi tra 69,5 e 100] la commissione avrà largo margine. La mia impressione è che avrà largo margine.

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7 Commenti

  1. Trascrivere la lunga e completa intervista, messa in rete, inopportunamente riguardo al protagonista e infatti poi ritirata, è un lavoraccio, consideratane la pessima qualità. Per questa fatica ma anche per l’interesse che presenta il testo intero, dobbiamo veramente ringraziare GDN. C’è da rimanere sbalorditi: ma in che mani si trova la gestione della valutazione della qualità della ricerca, la quale ricerca naturalmente si iscrive nello “scibile umano” allo stato attuale? Se si riconosce che l’oggettività pura non esiste né può esistere, perché allora si escogitano formule astruse (“sofisticate” e anzitutto opache) per suggerire ed esprimere il contrario ma soprattutto per camuffare, nascondere, distorcere, una verità riconosciuta e affermata? Tra le altre cose, dire che precedentemente si procedeva nella ripartizione dei fondi esclusivamente a vantaggio di amici, amici di amici, protettori e scuole, è falso, ma se fosse vero andava denunciato e aggiustato a suo tempo. Ora arrivano certi amministratori della giustizia, elusa disattesa ecc. durante decenni, per porvi rimedio. Questo incarico sarebbe politico, ma in sostanza dipende da criteri economici tipo minimax (investire meno ma oculatamente, cioè per raggiungere risultati a lor dire migliori prodotti dai migliori – i quali sono migliori se ce ne sono anche di non migliori). Che in presenza di una massa enorme di pubblicazioni scientifiche di varia dimensione e qualità, per non parlare delle ramificazioni e specializzazioni disciplinari, dove c’è di tutto e così deve essere, perché appunto in questa enorme massa mondiale di universitari e di ricercatori non sono tutti Galileo e Newton, o Kant e Freud, o Pasteur ecc., che in presenza di queste tonnellate o di gigabyte all’ennesima potenza la determinazione capillare (non semplicemente indicativa) della qualità della quantità sia una impossibilità logica, o, in termini umanistici, una idiozia, questo non va detto, non va divulgato, è un segreto degli iniziati, dei sommi sacerdoti dotati di somma saggezza e di totale e incensurabile imparzialità.

  2. E guarda un po’ la Federico II è tra i pochi Atenei insieme a Salerno (a qualche km di distanza e colonizzata da prof “napoletani”) che hanno beneficiato degli ampi margini della commissione per acciuffare l’ultimo o il penultimo posto disponibile in varie Aree, con importanti rimonte rispetto alla classifica iniziale (ISPD) grazie a votazioni massime (o quasi) al progetto.
    Cosa diceva Giulio Andreotti ?
    by the way, anche senza Giulio, anche alle varie “Romane” la rimonta non è andata male. Si vede che stare vicino all’ANVUR, o al Ministero, è fonte di ispirazione !!

    • Caro Professore,
      Appartengo alla Federico II e ne sono orgoglioso anche se non faccio parte di un dipartimento eccelllllennttttisssimisssimo e la ripartizione dei fondi tra il mio e il “migliore” dell’ateneo è 9:1 per i prossimi 5 anni.
      Questo però non vuol dire che non riconosca la mediocrità insita nel suo commento.
      Mi pare che andare ad analizzare un mucchio di sterco anvuriano per estrapolarne dei dati sui quali sostenere una qualsiasi tesi circa la capacità di qualsiasi ateneo a comportarsi in un certo modo sia davvero il massimo dell’antiscientificità.
      Almeno i bufalari no-vax non sanno nulla del metodo scientifico.
      Non metto in dubbio che qualcuno possa organizzarsi per rimontare (del resto si assiste a carriere splendide a forza di autocitazioni e rigonfiamenti di H index un po’ dappertutto) ma attribuendolo ad un solo ateneo mi pare che ci si comporti come quel mediocre che sostiene che la corruzione sia appannaggio esclusivo di determinate regioni italiane.
      Davvero poca cosa intellettualmente parlando.
      Cordialmente

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