Segnaliamo ai lettori l’art. 14 del Decreto Legge intitolato Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari. Il testo, che dovrebbe apparire entro breve in Gazzetta Ufficiale, contiene la proroga delle commissioni della tornata ASN 2013 che ancora non hanno concluso i propri lavori fino al 30 settembre 2014, la sospensione della tornata 2014 in vista della riforma dell’ASN e la proroga del piano straordinario associati al 31 marzo 2015.

Segue il testo.

Art. 14

(Conclusione delle procedure in corso per l’abilitazione scientifica nazionale)

1. I lavori delle commissioni nominate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 14 settembre 2011, n. 222 riferiti alla tornata 2013 dell’abilitazione scientifica nazionale proseguono, senza soluzione di continuità, fino alla data del 30 settembre 2014.

2. Agli oneri organizzativi e finanziari derivanti dalle disposizioni di cui al comma 1 si provvede mediante le risorse ordinarie attribuite dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca alle Università sedi delle procedure per il conseguimento dell’abilitazione, ai sensi dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica del 14 settembre 2011, n. 222, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

3. In attesa della revisione della disciplina sull’abilitazione scientifica nazionale è sospesa per l’anno 2014 e in deroga a quanto previsto dall’articolo 16, comma 3, lettera d), della legge 30 dicembre 2010 n. 240, l’indizione delle procedure di cui agli articoli 3, comma 1, e 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 222 del 2011.

4. Le chiamate relative al piano straordinario per la chiamata dei professori di seconda fascia per gli anni 2012 e 2013 a valere sulle risorse di cui all’articolo 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, sono effettuate entro il 31 marzo 2015.

 

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102 Commenti

  1. @Lilla
    Condivido totalmente quanto scrivi.
    Sono mesi che si continua a discutere, giustamente e grazie a ROARS, sull’argomento ma rimarranno sempre discorsi a vuoto fino a quando, nonostante le regole, che possono essere discusse per farle cambiare o migliorare, ma che ,fino a quel momento,andrebbero osservate , si potranno fare scelte arbitrarie, non discutibili e non sanzionabili.
    Fino a quando ci saranno i codici etici, voluti dalla legge,che possono essere palesemente disattesi, le lotte di potere, i piccoli continui accordi che tutti conoscono ma a cui nessuno si ribella, i commissari che non ricordano più i titoli che avevano quando sono stati loro ad essere giudicati- e in un CONCORSO per di più- non si può sperare che nel TAR.E’evidente ormai il disinteresse del Ministro e del Miur che non intendono intervenire con un provvedimento perequativo che ristabilisca la correttezza della procedura.
    Per fortuna, basta guardare le percentuali di abilitati nei vari settori , non tutte le commissioni sono uguali.

    • Certo, i capponi erano quattro però, non due, ma in questo periodo i numeri sono diventati ballerini, non ci sono più i numeri di una volta.
      Ed ecco il Manzoni sulla vicenda dei capponi:
      “Lascio pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe a capo all’in giù, nella mano di un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. (…) e dava loro di fiere scosse, e faceva sbalzare quelle teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.”
      I capponi sono tutti lì, insieme, legati per le zampe a condividere tutti la stessa sventura.
      Non è un’abilitazione ottenuta o meno quello che cambierà le sorti complessive di una sventura più grande.

    • Proprio così, domenica (e grazie).
      Il problema è duplice e riguarda, a monte, la definizione di parametri e criteri e, a valle, la gestione del processo da parte delle commissioni.
      I due aspetti sono strettamente connessi dal vincolo più o meno blando dell’osservanza dei parametri.
      La sovranità della commissione è imprescindibile, ma allo stesso tempo crea ambiguità. Un’ambiguità, che poi, nei fatti è diventata strumentale: le commissioni ne hanno approfittato per fare quello che volevano piuttosto che “limitarsi” a riconoscere casi che i parametri avrebbero ingiustamente penalizzato.
      D’altra parte, rendere i parametri effettivamente vincolanti e lasciare la deroga ad essi solo a casi eccezionali, richiede che la definizione di quei parametri sia condivisa dalla comunità accademica, supportata da una bibliografia di settore autorevole e poi implementata in modo corretto e trasparente.
      Io, ad esempio, leggendo il documento ANVUR sull’adozione della mediana come indicatore principe, non ho trovato altro che una trattazione ideologica.
      Si dice che: “La scelta dei criteri fondamentali deve soddisfare il principio del miglioramento progressivo della qualità scientifica dei docenti abilitati.. (omissis). Tale principio si rende necessario alla luce della accelerazione del progresso scientifico, ecc…”
      Di qui, sic e simpliceter, la scelta di operare una selezione artificiale della razza accademica basata sulle mediane.
      Se il pricnipio del miglioramento può essere condivisibile, i metodi sono ampiamente discutibili, anche perché totalmente arbitrari.

    • Qui nessuno sbrana nessuno, mi pare. Anche perché, per un motivo o per l’altro, a tutti è ormai passato l’appetito …

  2. Proprio così, domenica (e grazie).
    Il problema è duplice e riguarda, a monte, la definizione di parametri e criteri, e, a valle, la gestione del processo da parte delle commissioni.
    I due aspetti sono strettamente connessi dal vincolo più o meno blando dell’osservanza dei parametri.
    La sovranità della commissione è imprenscidibile, ma allo stesso tempo crea ambiguità. Un’ambiguità che poi, nei fatti, è diventata strumentale: le commissioni ne hanno approfittato per fare quello che volevano, anche quando palesemente scorretto, piuttosto che “limitarsi” a usare tale sovranità per riconoscere casi che i parametri avrebbero ingiustamente penalizzato.
    D’altra parte, rendere i parametri effettivamente vincolanti e lasciare la deroga solo a casi eccezionali adeguatamente giustificati, richiede che la definizione di quei parametri sia condivisa dalle comunità scientifiche e accademiche, supportata da una bibliografia di settore autorevole e poi implementata in modo corretto e trasparente.
    Bene. Io, ad esempio, leggendo il documento ANVUR sul peccato originale (adozione della mediana come indicatore principe), non ho trovato altro che una trattazione puramente ideologica a supporto dell’adozione del parametro discriminante “mediana”.
    Si dice che: “La scelta dei criteri fondamentali deve soddisfare il principio del miglioramento progressivo della qualità scientifica dei docenti abilitati…(omissis). Tale principio si rende necessario alla luce della accelerazione del progresso scientifico…” e blablabla.
    Di qui, sic et simpliceter, la scelta di operare una selezione artificiale volta al miglioramento della qualità della razza accademica basata sulle mediane.
    Se il principio può essere condivisibile, i metodi sono ampiamente discutibili, anche perché totalmente arbitrari.

  3. Se, come sta emergendo, in alcuni settori le abilitazioni sono state una vera porcata, perché insistere a usare i risultati come se tutto fosse stato gestito bene?
    Come minimo è necessaria una revisione IMMEDIATA dei risultati delle commissioni in cui il numero degli abilitati si discosta in modo significativo dalla media di tutte le commissioni. Ci sono settori che sono stati trattati in modo molto diverso dagli altri. Questo è palesemente iniquo.

    • Ma la revisione va fatta per le commissioni che si discostano dalla media o dalla mediana? Va considerato il numero degli abilitati o la percentuale degli abilitati sul numero di domande?

      A furia di tirar fuori medie e mediane, piomberemo nella mediocrita’.

  4. Il blocco delle abilitazioni, dovuta al loro pessimo funzionamento, porta a un risultato assurdo: proprio questi risultati così contestati avranno un effetto più duraturo, perché i tempi di una riforma non sono prevedibili. Chi ha avuto ha avuto, indipendentemente da come e perché ha avuto. Gli altri restano fuori, indipendentemente dal merito.
    Con il passare del tempo, in alcuni settori rischiamo di avere più posti che abilitati, privando le singole sedi del diritto di scegliere. Come è possibile valutare le singole sedi, se non hanno il diritto di scegliere i loro docenti?
    Inoltre l’effetto immediato del blocco delle abilitazioni sarà sicuramente un incremento di abilitati nella seconda tornata, che verrà considerata un’ultima spiaggia. Chi ha partecipato alla prima tornata, o intendeva partecipare alla terza, è un cittadino con meno diritti. E’ possibile fare ricorso? La costituzione mi sembra proprio calpestata.

    • Il rischio di avere più posti che abilitati è fantascientifico.
      Comunque l’andamento delle cose è talmente prevedibile che pensare che sia solo frutto del caso mi riesce difficile.
      Tra non molto, uno o due anni, quando tutti quelli che dovevano avere un posto l’avranno trovato, la giostra delle abilitazioni ripartirà.

  5. Non vedo come possano essere calpestati i diritti di chi ha partecipato alla prima sessione ed è stato non abilitato. Questi non avrebbe potuto partecipare alla II ed alla III sessione (la legge è chiara) ma solo alla IV, quindi nel 2015.
    Semmai potrebbero lamentarsi coloro che non hanno fatto domanda nè alla I nè alla II sessione e che avevano programmato di partecipare alla III.

    • Meglio ancora sarebbe stato se ogni commissione avesse gestito una sola tornata nell’arco di due -o anche tre- anni (a che serve abilitare ogni anno?), quindi tutto con più calma e con tempi molto più ampi, e ciascuno avesse potuto fare domanda ad ogni tornata.

  6. La legge è chiara, se la si legge. Si parla di esclusione dalle tornate -non importa quante- “bandite nei due anni successivi”. NON si parla di numero di tornate da saltare. Due anni successivi a cosa, peraltro, non è specificato (quindi, no, neanche la legge è chiara!), ma come era ragionevole, e come è stato confermato dal MIUR più volte anche a seguito di contatti diretti con i responsabili della procedura, i due anni si devono necessariamente intendere riferiti alla data di emissione del bando. Quindi, se la III tornata fosse stata bandita dopo il 20 luglio 2014 (cosa che sarebbe certamente accaduta visti i ritardi delle precedenti), i non abilitati della I tornata avrebbero “scontato” completamente la loro pena e avrebbero potuto partecipare.
    Se l’intervento normativo annunciato dalla Giannini richiedesse qualche mese, il danno sarebbe limitato, direi quasi fisiologico. Il problema è che lo stravolgimento di una legge e tutti i decreti annessi e connessi, calcolo delle mediane, etc, richiede un tempo inimmaginable.
    Il danno è egualmente grave per chi non è stato abilitato alla I tornata, magari trovandosi in una situazione limite o per una citazione mancante, così come chi ha pianificato di partecipare soltanto alla III tornata per avere un CV più forte, temendo l’aleatorità della valutazione. Che si tratti di pochi o molti (e pochi non sono), questo non fa differenza: si sta vietando di partecipare ai concorsi universitari a delle persone che avrebbero il diritto sostanziale di farlo. Ma, come è tipico del nostro paese, immagino che questo interessi sempre a meno persone. Ormai, un po’ di abilitati per attribuire i posti ci sono.

    • La legge è così chiara che nella riunione della commissione parlamentare (si veda altro post) si parla esplicitamente di 2 tornate da saltare. Questa teoria ricorrente di alcuni del calcolare 730 giorni invece che 2 anni (i due anni successivi all’anno 2013 sono l’anno 2014 e l’anno 2015, non un pezzo di questi) è una illogica illusione smentita dai fatti.

    • Questo forum aiuta sicuramente a capire con quanta superficialità ci si possa formare opinioni. La legge non dice certo “procedure bandite nei due anni solari successivi all’anno del bando”.. per ovvie ragioni!

      Fatemi un solo esempio -uno solo- in cui una scadenza stabilita per legge si misura in anni approsimati per eccesso, e non in anni (o giorni o mesi) a partire e fino a uno specifico giorno (!!)

      Per quanto riguarda il verbale della commissione parlamentare, le tornate saltate potevano tranquillamente essere due se la ASN2014 fosse stata bandita non oltre il 20/7/2014.. certamente non si sono posti questo problema quando hanno redatto il documento.

      L’unico dubbio sensato che poteva sussistere, e che in effetti è stato oggetto di approfondimento, era che i due anni decorressero dall’emanazione del bando o dalla chiusura del bando. L’interpretazione data dal MIUR (quando era ancora sensato porsi il problema) aveva propeso per la prima.

      Un suggerimento, sarebbe utile approfondire almeno un minimo ciò di cui si parla, prima di inviare post pubblici che contribuiscono a rafforzare informazioni sbagliate. Cerchiamo di non innamorarci delle nostre posizioni e non produrre e diffondere fumo, altrimenti non abbiamo davvero alcun diritto di lamentarci della approssimazione di chi ci governa.

      Per mettere un punto, a chiunque sia interessato posso dare in privato i riferimenti dei funzionari del MIUR da cui, in diverse occasioni, ho avuto la conferma di questa interpretazione, compresa l’indicazione del giorno di decorrenza dei due anni.

    • Evitero’ di accusarti di “non aver approfondito e diffondere fumo” come tu hai fatto con me, che avevo semplicemente risposto alla tua affermazione “la legge e’ chiara, se la si legge”. Renditi conto che la tua interpretazione sembra basata su vaghe voci di corridoio, che dovrebbero confutare non solo il comune senso della logica, ma anche una risoluzione approvata alla unanimita’ della VII Commissione alla Camera che riporta, testualmente, senza se e senza ma:

      ai candidati che non conseguano l’ASN è preclusa la partecipazione alle due tornate annuali successive di ASN

      https://www.roars.it/online/risoluzione-sullasn-della-vii-commissione-della-camera/

    • tu prima ancora mi hai accusato di difendere “teorie” illogiche e confutate dai fatti. Ti ho spiegato quindi che la risoluzione della commissione è perfettamente coerente con quanto ho scritto e non vedo perché costituisca un “innoppugnabile fatto” che confuta quanto sto dicendo. La partecipazione sarebbe stata impedita per due tornate con bandi emessi ad intervalli inferiori ad un anno (come peraltro era stato previsto). Non ci sono due punti di vista in contrasto.

      Visto che additi quanto dico come teorie illogiche, riflettiamo un secondo insieme: l’articolo 16, comma 3, punto m) menziona:

      ” m) La preclusione […] a partecipare alle procedure indette nel biennio successivo per l’attribuzione della stessa […]”

      Ora, di grazia, se il legislatore avesse inteso vietare la partecipazione per due tornate, siamo tutti d’accordo che semplicemente l’avrebbe scritto, con una formula del tipo:

      “…La preclusione a partecipare alle due procedure successivamente indette per l’attribuzione della stessa…”

      ?

      Perché parlare di biennio e non di due tornate? Evidentemente, per vincolare il periodo di esclusione al calendario solare e non alle tornate (a garanzia dei candidati). Per questo, per favore, nessuno venga a dire (come ha fatto qualcuno in un altro post) che il legislatore “intendeva due tornate”, chissà perché non l’ha scritto, ma la cosa si doveva indirettamente dedurre dal punto d) dello stesso Art. 16, comma 3. Chi sostiene questa teoria sostiene qualcosa di indifendibile. Siamo tutti laureati e con dottorato, non ci dovrebbero essere controversie su questo punto, credo, no? E invece, su questo punto -incredibilmente- molti sostengono che il legislatore intendesse due tornate.

      Ora, il punto dirimente era semplicemente il giorno dal quale sarebbero decorsi i due anni: quello del bando, quello della scadenza del bando, o il primo gennaio dell’anno successivo a quello di emissione del bando (come sostieni tu). La terza opzione per me è assolutamente insensata (ad es. un bando emesso a gannaio avrebbe portato a quasi tre anni di esclusione).

      Quello che riporto come testimonianza è che il MIUR avrebbe usato la data di emanazione del bando come riferimento (ed è la cosa più ragionevole, poiché il biennio in questo caso va da bando a bando). Questo NON significa che i non abilitati ASN2012 avrebbero potuto partecipare all’ASN2014. Ciò sarebbe accaduto soltanto se il bando fosse stato emesso dopo il 20/7/2014.

      Spero che leggiate attentamente quanto ho scritto, invece di liquidarlo come illogiche illusioni ed innamoravi invece della “teoria delle due tornate”.

    • Il discorso di Zener non fa una piega. Due anni è un periodo molto ben definito. Due tornate potrebbe dire anche molto di più visto come vanno le cose. Il problema da quando? Il termine del bando avrebbe un senso in quanto fino a quel punto il candidato può maturare titoli utili. Però come ci si dovrebbe comportare se il nuovo bando esce prima della prescrizione ma il termine è successivo?
      Si tratta comunque di una norma abbastanza assurda.

    • Thor, il motivo per cui è scritto 2 anni e non 2 tornate è esattamente per evitare che una tornata venga cancellata e venga penalizzato qualcuno. Infatti la commissione della camera ha scritto “tornate annuali”, proprio per eliminare ogni dubbio.
      Ad ogni modo, tutto ciò è pura filosofia visto che la ASN 2014 è sospesa indefinitamente in vista di una modifica strutturale che, se implicherà il passaggio al sistema a sportello, cancellerà le pause forzate. Semplicemente occorrerà mettersi in coda allo sportello. Se viene il proprio turno e non si viene abilitati, ci si rimette in coda. La questione a mio parere interessante, se mai il sistema partirà, sarà quanto sarà lunga la coda allo sportello…

    • In teoria, il meccanismo dello sportello dovrebbe funzionare così. Nella pratica, un sistema organizzato a coda e non cadenzato da scadenze porrebbe delle difficoltà enormi. Ad esempio, come verrebbe ordinata la coda, soprattutto all’inizio.. in base all’ordine di presentazione? Ma soprattutto, cosa implicherà avere una commissione che attribuisce l’abilitazione a candidati diversi in momenti diversi, in base ai propri tempi, magari in concomitanza con la scadenza di un concorso locale? Il tempo di risposta della commissione diventerebbe un elemento critico per l’intera procedura e l’oggetto di infiniti ricorsi.
      Nella pratica, quindi, ritengo che l’abilitazione a sportello verrà comunque cadenzata da scadenze certe e organizzata a scaglioni, soprattutto per quanto riguarda la data di attribuzione (ad esempio, chi presenta domanda entro il 31 marzo, potrebbe avere una risposta improrogabilmente entro il 30 settembre, chi la presenta entro il 30 giugno avere risposta entro il 31 dicembre, etc).

      Il problema è la mancanza di disincentivi alla presentazione della domanda, soprattutto in assenza di pause forzzate). C’è il rischio di avere costantemente decine di migliaia di domande in corso di valutazione (comprese quelle reiterate). Io non escluderei, anzi tendo a pensare che le pause forzate verranno mantenute, mitigandole. Ad esempio, si potrebbe vincolare la partecipazione ad una sola domanda nel corso dell’anno.
      Vedremo (chissà quando).

    • Ricordo che, secondo le regole dell’ASN, le Commissioni restano in carica due anni (solari) a partire dalla data del decreto di nomina.

      Credo che il principale intento del legislatore fosse quello di impedire che uno stesso candidato venisse giudicato una seconda volta dalla stessa Commissione che lo aveva già bocciato.

      Il blocco dei due anni solari poteva essere un modo (molto semplificato) di realizzare lo scopo.

  7. “per queste ragioni, come osservato anche dal Consiglio di Stato nell’ordinanza del 9 aprile 2014, la composizione della commissione, anche in ragione della sua natura di “collegio perfetto”, risulta illegittima, con conseguente invalidità di tutti gli atti compiuti dalla commissione medesima;”

    Questa è una frase estrapolata nel resoconto del Senato e riguarda il caso del prof. straniero di diritto privato IUS/01.

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00762176&part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_icrdrs-atto_402121&parse=no&stampa=si&toc=no

    Non sarebbe dunque il caso di attendere la sentenza di merito del Consiglio di Stato (magari sollecitandolo), prima di prendere qualsiasi tipo di iniziativa ministeriale?

    L’affermazione che ho riportato all’interno delle virgolette, parte del resoconto del Senato, mi sembra abbastanza grave, voi che ne dite?

    Sbaglio io? sono inopportuno? sto dicendo cose irrilevanti?

    fatemi sapere……..
    grazie,
    Anto

  8. ma qui tutti a disperarsi su chi non può partecipare alla III tornata perchè non abilitato alla prima o non ha fatto domanda a I e II, ma nessuno che racconta quello che sta succedendo nelle sedi. nelle università c’è un atto un boicottaggio verso i neoabilitati, specie i non strutturati. Il castello è assediato dai nuovi mostri che si cacciano gettando olio bollente fuori dalle mura. Nessuno vuole accoglierli, poichè significherebbe compromettere possibilità ipotetiche di progressioni di carriera interne.

  9. ..ba, io non ho alcun interesse diretto nella cosa, ma a mio modesto avviso, qualsiasi cosa abbiano/avrebbero detto al MIUR (e chi, poi?..è troppo facile parlare senza prendersi la responsabilità di metterci la firma), la legge è davvero chiara.
    Almeno per chiunque voglia capirla, e non interpretarla -in barba alle preleggi, e alle disposizioni sull’interpretazione- contro l’evidente volontà del legislatore, che per altro nella specie può essere ricostruita senza bisogno di un grande sforzo sistematico: visto che si tratta di riferirsi sempre a quanto previsto, non solo nella stessa legge, e pure nello stesso articolo, ma perfino nello stesso comma.
    Infatti, se -nella stessa legge, medesimo articolo, identico comma- il legislatore prima prevede “l’indizione obbligatoria, con frequenza annuale inderogabile, delle procedure per il conseguimento dell’abilitazione” e poi “la preclusione, in caso di mancato conseguimento dell’abilitazione, a partecipare alle procedure indette nel biennio successivo”, significa evidentemente che il legislatore -a torto o a ragione- vuole che chi non si abilita stia fermo due turni.
    Dura lex sed lex – il lesso è duro ma è pur sempre lesso!
    Comunque, ormai è storia, visto che le regole saranno cambiate e tutti potranno partecipare alla prossima tornata, anche chi sarà dichiarato non idoneo alla presente.
    Tom

    • ho già risposto su.
      Dal tono del tuo post immagino che l’auspicio espresso nella mia precedente risposta sia totalmente vano. Lo si legge chiaramente dalle tue parole: la mia sarà sempre un’interpretazione (in malafede e fuorviante). La tua è verità cristallina.
      Facciamoci venire qualche dubbio ogni tanto, non fa male alla salute 😉

  10. ..veramente, quando ho scritto io i tuoi lunghi post non erano visibili. Non saprei dirti come mai i tuoi post ssuccessivi risultino precedenti. Comunque, io non mi sono permesso di evocare la malafede, né di riferire di interpretazioni fuorvianti. Più semplicemente si tratta di un’interpretazione errata perché non tiene conto della reale intenzione del legislatore che emerge in modo univoco dalla interpretazione sistematica più immediata. E si tratta di un argomento al quale non hai risposto, per la semplice ragione che valida risposta non c’è. In fine, spero proprio di essere un pò più bravo io ad interpretare le norme di un amministrativo, altrimenti ho davvero sbagliato mestiere.
    Tuttavia la cosa non ha più importanza. Mentre il vero problema rimane quello della generazione 70. E di tutti quelli che son rimasti incolpevolmente fuori.
    Tom Bombadillo

  11. Qualcuno sa se le chiamate dirette che i singoli atenei stanno facendo per il piano straordinario associati siano da destinare esclusivamente agli abilitati 2012 o se si possono destinare anche a quelli 2013?

    • Non c’è alcuna distinzione fra abilitati 2012 e 2013 ma se sul bando e’ riportata esplicitamente una data entro la quale occorre aver conseguito l’abilitazione, fa fede quella. In teoria, dovrebbe coincidere con l’ultimo giorno in cui e’ possibile fare domanda.

    • Naturalmente da nessuna parte.
      La proroga, comunque, è contenuta in un decreto legge apparso nella G. U. di martedì 24/6

  12. Buongiorno a tutti,
    ormai quasi nessuno ha il coraggio di difendere il MIUR e l’ASN visto che anche il Parlamento ne ha sancito il fallimento più completo (ma ne ha ovviamente salvaguardato i risultati positivi degli abilitati per evitare un’insurrezione negli atenei).
    A dimostrazione di come la normativa sia mal strutturata e di come il MIUR si sia rivelato assolutamente incapace di gestirla vi segnalo che è uscito il dispositivo TAR che ammette all’ASN 2013 una candidata non abilitata nell’ASN 2012 e che si era iscritta prima di conoscere l’esito della tornata 2012 (ricordo che il termine era la fine di ottobre 2013). Questa la conseguenza pratica: di fatto la ricorrente verrà giudicata dalla stessa commissione che non l’ha abilitata alcuni mesi or sono (a meno che alcuni commissari nel frattempo abbiano rinunciato), ma potrà ovviamente far valutare i titoli pubblicati nell’anno in più avuto a disposizione.
    Ricordo in proposito che il MIUR era stato invitato da più parti a non impedire la partecipazione all’ASN 2013 di chi si era iscritto senza conoscere l’esito dell’ASN 2012 perché era il MIUR, prorogando i lavori delle sue commissioni per un totale di almeno 9 mesi, a non rispettare norme che avevano senso solo in caso di pieno rispetto dei calendari inizialmente ipotizzati (i lavori dell’ASN 2012 dovevano chiudersi entro il 28/2/13 e si sono conclusi solo alla fine di novembre 2013 e in molti casi si sono prorogati ai primi mesi del 2014).
    Quanto deciso dal TAR interessa tutti coloro che nell’incertezza dei risultati 2012, avevano deciso di presentare domanda nel 2013 e se non abilitati l’hanno vista respinta dal MIUR. Ricordo peraltro che il MIUR farà ricorso al Consiglio di Stato.
    Qui sotto trovate i dettagli,
    Paolo T.

    http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Roma/Sezione%203/2014/201404704/Provvedimenti/201402822_05.XML

    • “Quanto deciso dal TAR interessa tutti coloro che nell’incertezza dei risultati 2012, avevano deciso di presentare domanda nel 2013 e se non abilitati l’hanno vista respinta dal MIUR.”

      Non capisco. Se un candidato si trova nella situazione di cui sopra, ma non ha presentato ricorso, in che modo può essere “interessato” dal pronunciamento del TAR?

      Grazie fin d’ora per la risposta.

    • Paolo, non sono d’accordo. La decisione del TAR è motivata anche e soprattutto dal fumus boni iuris che sostiene il ricorso contro la mancata abilitazione. Non ribalta quanto prescritto dalla legge (perché ricordo che è la 240 che prevede il “blocco” per i candidati non abilitati).
      Non è corretto dire che “Quanto deciso dal TAR interessa tutti coloro che nell’incertezza dei risultati 2012, avevano deciso di presentare domanda nel 2013 e se non abilitati l’hanno vista respinta dal MIUR.” Riguarda SOLO coloro che si trovano in questa situazione e hanno fatto ricorso contro la mancata abilitazione e si sono visti riconoscere quel fumus che assicura l’adozione di provvedimenti cautelari (sospensiva).
      Quanto al fatto che le regole siano mal scritte…sfondi una porta aperta.

    • Nell’ordinanza c’è un errore, visto che la legge è chiaramente la 240 e non il dpr 222/2011.
      Mi pare, appunto, che l’ordinanza possa valere solo per chi ha fatto ricorso contro l’esito della prima tornata e ha ottenuto la sospensiva. Anche perché i non abilitati e non ricorrenti avrebbero avuto comunque l’occasione per ritirare la propria domanda fino a quindici giorni dopo che le commissioni hanno (ri)pubblicato i criteri mesi fa, quando ormai i risultati della tornata precedente erano noti.
      Comunque anche con l’ASN 2013 ce ne sono e ce ne saranno da vedere parecchie. Coraggio.

  13. Buongiorno a tutti,
    prima di tutto mi scuso per la risposta tardiva e soprattutto per non essere stato chiaro nel mio precedente post.
    Qui sotto trovate la ragione per cui ho scritto che quanto deciso dal TAR interessa tutti coloro che nell’incertezza dei risultati 2012, avevano deciso di presentare domanda nel 2013 e se non abilitati l’hanno vista respinta dal MIUR.
    a) Per molti settori concorsuali non sono ancora passati 60 giorni dalla pubblicazione dei CV dei candidati ammessi alla procedura sul sito dell’ASN: tale data è quella in cui i candidati non abilitati all’ASN 2012 hanno avuto conferma della loro esclusione dall’ASN 2013. Fino ad allora i loro nomi apparivano infatti assieme agli altri sul sito della procedura e non era formalmente possibile per loro sapere dell’esclusione: nel mio settore concorsuale l’esclusione dei candidati non abilitati nell’ASN 2012 è diventata ufficiale solo il 21 maggio (i loro nomi nsono scomparsi in tale data e non hanno ricevuto alcuna comunicazione dal Cineca o dal Miur). E’ quindi possibile fare ricorso al TAR visto che i termini non sono scaduti.
    b) Per gli altri settori concorsuali (liste prive dei non abilitati pubblicate ai primi di maggio) esiste comunque la possibilità di fare il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica che ha termini più ampi (120 giorni).
    Resta inteso che la strada del ricorso è costosa e che in questo caso si viene giudicati dalla stessa commissione e quindi l’operazione ha senso solo se nell’anno 2013 il proprio CV ha subito un miglioramento decisivo: ad es. avete superato le mediane ed era proprio il loro non superamento che vi aveva portato ad un giudizio negativo. Se invece la vostra mancata abilitazione era esclusivamente legata “a ragioni di politica accademica” o comunque la variazione del CV non è molto rilevante la spesa del ricorso diventa inutile visto che la commissione ribadirà il proprio giudizio.
    Rinnovo le scuse per essere stato poco chiaro in precedenza.
    Paolo T.

    • Una perplessità di carattere generale, riguardante anche la pubblicazione dei risultati dell’ASN: com’è possibile che i termini per il ricorso (così come per la durata stessa dell’abilitazione) decorrano dal momento della pubblicazione di una lista su un sito internet.. evento che ex post, per la sua stessa natura “elettronica”, non è neanche facilmente associabile ad un tempo certo? A maggior ragione in questo caso, l’esclusione è riferita al momento nel quale sul sito è comparsa la lista dei candidati.. com’è possibile sapere ex post per ciascun settore qual è stata la data di pubblicazione? Deve pur esistere un documento cartaceo ufficiale che riporti questa informazione…
      Nel caso, quale?

    • @Zener

      A mio avviso, questo è il vero punto debole della faccenda. Vorrei ricordare, a questo proposito che, in presenza di una comunicazione ufficiale, i 60 giorni legali decorrono non già dalla data di emissione della stessa, bensì dalla data di ricevimento da parte dell’interessato.

      Una pubblicazione in internet è, di per sé, una notizia che potrebbe non raggiungermi mai, ed in ogni caso, non è possibile stabilire se e quando io l’abbia effettivamente “ricevuta”.

      Inoltre, il bando non indicava una data nella quale gli esiti avrebbero dovuto essere pubblicati. E nessuno – mi pare – è tenuto a controllare quotidianamente il sito dove gli esiti stessi – forse oggi, forse domani, forse chissà quando – dovrebbero prima o poi comparire.

      A me sembra che, dal punto di vista formale, l’impianto poggi su basi davvero molto fragili.

      Qualcuno dirà che mi sbaglio. Aspetterò che mi convinca del contrario.

  14. Mi associo alle perplessita’ sollevate da Zener. Sono stato bocciato come PO alla ASN 2012, ed ho ripresentato domanda per la ASN 2013 (prima che mi fosse notificata la bocciatura). Il sito web dell’universita’ sede del mio procedimento riporta un solo verbale della mia commissione per il 2013, quello iniziale, in cui la commissione ha deciso i criteri. La mia pagina loginmiur dice che la mia domanda e’ stata “accettata” (tal quale quella da PA, che ho pure ripresentato per prudenza). Quindi, nessuna delle due fonti ufficiali riporta niente che mi possa far pensare che la mia domanda da PO non sia in questo momento oggetto di valutazione.
    Il sito dell’abilitazione, invece, inserisce il mio curriculum solo tra le domande per PA, e non tra quelle per PO. Non sono pero’ in grado di sapere quale sia la data in cui queste informazioni sono apparse in rete.
    Mi chiedo – e VI chiedo – sperando di aver capito bene la sostanza del problema: se non ammettere un candidato nelle mie condizioni (i.e., bocciato nel 2012, ma solo dopo la scadenza del bando 2013) e’ contrario alla legge, perche’ dovrebbero riammettere *solo* quelli che hanno fatto ricorso?
    O la condizione ostativa “bocciatura postuma” sussiste, e in questo caso per tutti, o non sussiste per nessuno. In quest’ultimo caso sarebbe buffo che non sussistesse solo per chi si e’ lamentato.
    Osservo en passant che, se il ministero voleva evitare il problema, poteva riaprire le procedure dopo l’uscita dei risultati, come piu’ volte ventilato dalla Giannini.

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