Segnaliamo ai lettori l’art. 14 del Decreto Legge intitolato Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari. Il testo, che dovrebbe apparire entro breve in Gazzetta Ufficiale, contiene la proroga delle commissioni della tornata ASN 2013 che ancora non hanno concluso i propri lavori fino al 30 settembre 2014, la sospensione della tornata 2014 in vista della riforma dell’ASN e la proroga del piano straordinario associati al 31 marzo 2015.

Segue il testo.

Art. 14

(Conclusione delle procedure in corso per l’abilitazione scientifica nazionale)

1. I lavori delle commissioni nominate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 14 settembre 2011, n. 222 riferiti alla tornata 2013 dell’abilitazione scientifica nazionale proseguono, senza soluzione di continuità, fino alla data del 30 settembre 2014.

2. Agli oneri organizzativi e finanziari derivanti dalle disposizioni di cui al comma 1 si provvede mediante le risorse ordinarie attribuite dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca alle Università sedi delle procedure per il conseguimento dell’abilitazione, ai sensi dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica del 14 settembre 2011, n. 222, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

3. In attesa della revisione della disciplina sull’abilitazione scientifica nazionale è sospesa per l’anno 2014 e in deroga a quanto previsto dall’articolo 16, comma 3, lettera d), della legge 30 dicembre 2010 n. 240, l’indizione delle procedure di cui agli articoli 3, comma 1, e 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 222 del 2011.

4. Le chiamate relative al piano straordinario per la chiamata dei professori di seconda fascia per gli anni 2012 e 2013 a valere sulle risorse di cui all’articolo 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, sono effettuate entro il 31 marzo 2015.

 

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102 Commenti

  1. Tutto come da copione già abbondantemente previsto.
    L’accoppiata proroga + riforma era una favoletta. La realtà è: proroga + riforma in 2 anni (perché di fatto se tutto va bene si indirà una nuova tornata nel 2015 che finirà nel 2016).

  2. Per curiosità ecco il testo dell’articolo 16, comma 3, lettera d):

    “l’indizione obbligatoria, con frequenza annuale _inderogabile_, delle procedure per il conseguimento dell’abilitazione;”

    Domanda: come si fa a derogare qualcosa di inderogabile?!
    E’ l’Italia bellezza!

    • Una legge può modificare le leggi precedenti. Non sarebbe stato possibile derogarvi, ad esempio, solo con un decreto ministeriale.

    • Marc, io mi riferisco al fatto che la legge era stata scritta in quel modo con lo spirito che ogni anno, cascasse il mondo, doveva esserci una tornata e che questa doveva finire entro 5 mesi.
      Di tutto questo non si e’ rispettato nulla.
      E’ chiaramente possibile approvare una legge e quindi scrivere un decreto che cancelli quella parola “inderogabile”, ma poi non ci si meravigli che nessuno si fida dell’Italia.

  3. 1)bloccare tutto e aprire ai precari con un corridoio speciale e piano straordinario ricercatori

    2) riservare l’ASN soltanto a chi è già strutturato, altrimenti si avrà una concorrenza sleale tra chi è r. ind. (con il posto sicuro da almeno 20 anni e, quindi ha avuto la possibilità e la tranquillità di produrre)

    e chi, invece, è precario e deve scrivere di giorno, di notte, un milione di articoli o libri con l’ansia e la paura che non servirà a nulla

    condividete?

    grazie,
    anto

    • 1) Ci vorranno dieci anni solo per definire cos’e’ e chi e’ “precario”.
      2) riservare l’ASN e’ una forma che mi sa di casta che non ha molto senso di esistere. Ad esempio se un ricercatore CNR o di una azienda o dall’estero vuole concorrere come associato che fa?

    • L’udienza di merito è al TAR. Non ho idea di quando sia stata fissata. Non è stata accolta alcuna sospensiva, bensì disposta la sollecita decisione della lite.

  4. Se i termini della sospensione fossero veramente brevi, tale sospensione potrebbe essere positiva per correggere alcuni aspetti dell’ASN che non convincono. Poiché la ASN, così come è stata concepita, è figlia dell’articolo 16, della legge 30 dicembre 2010 n. 240, articolo estremamente puntuale anche nei dettagli, solo un provvedimento avente forza di legge potrebbe modificare sensibilmente l’ASN. In altre parole, o il Ministro inserisce modifiche all’art. 16 attraverso la conversione in legge del Decreto Legge “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, entrato in vigore oggi, o si va alle calende greche con un ulteriore danno per chi non ha superato l’ASN alla prima tornata e per chi non ha fatto domanda (fidando sulla inderogabilità dell’indizione annuale delle procedure per il conseguimento dell’abilitazione).
    Sarebbe interessante chiedersi come mai il Ministro vuole modificare le procedure se, come dicono alcuni autorevoli esperti, l’ASN è stato un successone?

    • Già: per decreto, indire l’ASN 2014 con regole diverse non si può, non indirla per niente invece si può.

      L’ordinamento giuridico italiano è una vera garanzia.

  5. Oh…! Si può scendere dalle scialuppe di salvataggio, erano piuttosto scomode.
    Come dicevamo a fine maggio, non era ragionevole mettere insieme proroga e revisione della procedura ASN.
    Penso che, banalmente, la ministra non fosse riuscita a infilare le poche righe di cui sopra in nessun decreto emesso in tempo utile e avesse quindi rimandato alla prima occasione buona.
    Il “contestualmente” del comunicato stampa si è comunque rivelato fasullamente ottimistico, dato che per la riforma della procedura ASN ci vorranno mesi (la procedura 2014 è sospesa).
    L'”entro giugno” era una sparata che sarebbe stato davvero meglio evitare.
    Per la revisione dell’ASN, da quanto fatto capire, non si modificheranno solo i regolamenti (decreti attuativi) previsti dalla L240, ma anche l’ART 16 della L240 stessa.
    Infatti l’ART 16 contiene prescrizioni che la ministra (e la Commissione apposita della Camera) avevano annunciato di voler cambiare, tipo la frequenza dell’indizione che diventerebbe da annuale a sportello, la durata di validità dell’abilitazione, la presenza del commissario OCSE, ecc.
    La procedura ripartirà quindi molto probabilmente dal 2015, con regole nuove, meno restrittive, senza sbarramenti ecc…, a fronte dei tempi tecnici necessari per l’iter della nuova legge e probabili relativi regolamenti.

  6. ma per passare al modello spagnolo non è che ci volesse un gran che: qualche decina di parole da mettere del decreto come modifica all’art. 16 della Gelmini. e si potrebbe ancora fare, in sede di conversione in legge. a meno che, invece, non si vogliano chiudere porte e portoni perchè gli abilitati sono già troppi. del resto, in più di una commissione è stato chiaro il “fraintendimento” tra abilitazione e concorso

  7. Ma no, non credo. Non va cambiato solo l’articolo 16, ma vanno modificati anche i regolamenti che sono usciti dopo, che ad esempio definiscono i parametri e gli indicatori (l’intenzione di cambiarli mi pare chiara).
    Non so poi se il disegno di legge potrà a questo punto riguardare anche altri aspetti, tipo il reclutamento. Il CUN ha chiesto la terza fascia a tempo determinato al posto degli RTD, ad esempio.
    L’urgenza non è da meno, ma ci vogliono soldi, perché la terza fascia senza uno stanziamento straodinario non si fa.
    Ci vorrebbe che abolissero anche i punti organico, così si calcolerebbero i costi effettivi di queste operazioni, anche se mi pare di aver capito che questi punti organico sono usciti dal nulla praticamente.

  8. A giudicare dai contenuti vastissimi del nuovo DL pubblica amministrazione non mi sembrerebbe così fuori luogo inserirvi, in sede di conversione, una miniriforma del reclutamento universitario. Dopo di che sono pienamente d’accordo che una Consulta coerente con i suoi precedenti dovrebbe censurare una tale disciplina perché data con DL, ma, con essa, dovrebbe censurare anche il 90% del DL pubblica amministrazione (e non credo succederà, salvo forse le norme che non piacciono a magistratura e avvocatura dello stato).

    • Teo il DL deve essere convertito entro due mesi. Ovvero entro agosto.
      Pensate davvero che in cosi’ poco tempo si possa fare una miniriforma del reclutamento?
      Oltretutto il blocco e’ strategico, gia’ non ci sono abbastanza risorse per assorbire gli abilitati della prima tornata…

  9. Faccio notare a coloro che ancora sperano nella “miniriforma” in tempi brevi, che questa per motivi tecnici e di opportunita’ non credo proprio potra’ vedere la luce quest’anno.
    Un paio di punti secondo me importanti:
    1. La riforma non ha carattere di urgenza.
    2. Tutti i regolamenti applicativi previsti dalla legge vanno riformulati e riapprovati. Ognuno di questi necessita di molti pareri.
    3. Si deve dare tempo ai ricorsi di concludersi per poter capire quali punti sono critici (es. commissario esterno che non capisce la lingua)
    4. Una nuova abilitazione, per non fare la fine della precedente, dovrebbe essere quantomeno discussa e non nuovamente imposta.
    5. (collegato al punto 1) ci sono sufficienti abilitati per coprire il fabbisogno dei prossimi anni, non c’e’ fretta.
    6. l’attuale ministro e’ attaccato alla poltrona con un nastro adesivo di poca qualita’. Ovvero quanto prima si stacca…

    Sbaglio? Ho dimenticato qualcosa?

  10. mi sembra ci sia tutto, aggiungo che dopo aver consultato quattro aruspici di fama nazionale ed uno che vaticina in area OCSE sembra che il battesimo ufficiale di ultima zattera dato alla ASN a due anni dalla nascita produrra una impennata nei ricorsi … anche “fuori tempo” ovvero dopo i 120 gg che di fatto non si sa da dove partano, visto che nessun boccciato è mai stato informato con ricevuta di notifica della conseguita bocciatura

    • Io ancora non riesco a capacitarmi di come il (non) conseguimento di un titolo ufficiale possa non essere oggetto

      – né di una comunicazione ufficiale all’interessato;
      – né di una certificazione rilasciata su richiesta dello stesso.

      Per di più: se l’abilitazione ha una scadenza fissata per legge (quattro anni esatti dalla pubblicazione dell’esito), che si può dire della “non-abilitazione”? Come giustamente osserva Alessandro Pezzella, non si sa di preciso quando inizia, né quando finisce.

      E intanto pare che questo “nonsense” sia da taluni considerato meritevole di riforma.

      Già.

  11. Ha dimenticato gli impegni che il Ministero ha espressamente preso emanando la Nota circolare prot.754 dell’11/01/2013.
    Cito: «Sempre in data 28 gennaio 2013 verrà reso noto il calendario delle sessioni 2014 e 2015, in modo che risulti disponibile, con largo anticipo per quanti intendono programmare la propria candidatura, l’impianto complessivo di tutte e quattro le prime tornate di abilitazione (2012, 2013, 2014 e 2015)».
    Sì, il calendario è stato emanato. Lo trova ancora pubblico nel sito ASN.
    Possono modificare tutto ciò che ritengono necessario. Non le date, però. Rispettino ciò che loro stessi hanno deciso e scritto. C’è chi ha dato valore alla loro parola.

    • le parole della politica e dei ministeri in Italia non hanno valore (e non solo nell’Università):
      – il caso esodati…
      – IMU ICI TASI prima casa…
      – l’età pensionabile: cambia continuamente
      – i criteri di valutazione della ricerca: vengono definiti DOPO e non sappiamo quali saranno quelli per gli scorsi 4 anni nè quelli dei PROSSIMI 4 anni (cosa studiare, pubblicare, ricercare…boh?)
      – i criteri di chiamata (art. 18 e 24 legge 240/2010) negli atenei… vengono stabiliti DOPO che si sono conosciuti i nomi degli abilitati… (come sono definite le esigenze didattiche?) e quali saranno quelli dei prossimi anni? cosa deve studiare e pubblicare un ricercatore appena entrato in servizio? vale la didattica? vale andare all’estero o vale avere ruoli istituzionali nella propria sede? BOH????

      altro che parole… l’arbitrio, il privilegio,e le relazioni sono state consolidate dalla riforma Gelmini. L’ASN con i suoi vizi è nulla di fronte a quanto sta accadendo negli atenei.

    • Non risultano interruzioni delle procedure locali. Forse non hanno meditato abbastanza.

  12. La meditazione purtroppo manca da un pezzo: le risorse stanziate per il piano straordinario associati erano per gli anni 2011, 2012 e 2013. Pensavano, cioè, che l’abilitazione sarebbe scorsa come un fresco ruscello di montagna e i fondi sul ruscello come una canoa, mentre gli uccellini cinguettavano e il sole splendeva alto nel cielo.
    Invece l’abilitazione è diventata una palude con sacche di sabbie mobili e ancora, per certi versi, non siamo fuori da quella del 2012, mentre i fondi …affondano, appunto, nella palude, perché a scadenza. Vanno usati, come richiamato anche sopra (piccola proroga anche in questo caso).
    Però, leggendo i vari commenti, mi viene da dire di evitare l’errore di considerare l’abilitazione come un concorso, perché non lo è. L’errore è stato fatto a monte, è chiaro, prima dall’ANVUR con mediane assurde e poi dalle commissioni con alcune selezioni altrettanto assurde (purtroppo), ma dovrebbe passare l’idea, anche per la prossima ASN, che si tratta solo di un titolo.

  13. @Lilla
    “si tratta solo di un titolo” che bisogna dare a tutti quelli che si trovano a passare nel corridoio.

    Caso aneddotico e per questo senza nessun significato: oggi a lavoro in dpt c’erano solo il 75% degli abilitati e il 10% dei non abilitati. gli altri tutti a fare il weekend lungo. Se ne deduce che chi lavora è stato abilitato nella stragrande maggioranza dei casi …. meditate ….

    • Ma dove vive? Secondo lei gli oltre 1000 ricorsi da dove vengono fuori? Forse da una tendenza autolesionista di chi prova un puro piacere a spendere oltre 2 stipendi e inimicarsi tutto il settore e i colleghi del prorio dip?
      Sarebbe il caso di pensare prima di aprire bocca.

    • Caro paolo, probabilmente ai non abilitati girano i cosiddetti e fanno bene ad andare al mare!
      Questa come battuta…ma non troppo per alcuni, credo.
      Seguendo il tuo ragionamento, ci sarebbe comunque un 25% di abilitati fannulloni e un 10% di non abilitati bravi che sono stati ingiustamente bocciati, in tutti i casi. Un errore non piccolo.
      Poi, ecco, di quel 75% quanto erano lì a: leggere articoli, scrivere articoli, correggere tesi, scrivere una proposta progettuale, fare una relazione di progetto o commessa, fare una conference call per un progetto, riempire moduli, rispondere a email, ecc…tutte cose che si possono fare benissimo anche da casa? E quanti dei non abilitati le stavano facendo effettivamente da casa, magari anche perché hanno una famiglia e lo preferiscono?
      E potrei continuare…i pregiudizi sono pericolosi.
      Il nostro lavoro: non prevede (ancora) di timbrare un cartellino e un motivo c’è; non prevede inoltre che la quantità della produzione corrisponda casomai sempre alla qualità; non dà, anzi non dava prescrizioni sulla quantità da lavoro da svolgere e ora lo standard dovrebbe corrispondere alla produzione continua di meno del 50% dei docenti attivi in Italia – così, come numeri poi, senza scendere nel dettaglio dei contenuti.
      Il nostro lavoro si basa sull’esistenza di una % di eccellenze che lo sono a volte anche per lavorare in gruppi potenti e numerosi che hanno attrezzature e soldi da anni, e su un’altra % di persone che fanno meno in termini quantitativi, di qualità però magari ugualmente eccellente o anche solo media, che comunque contribuiscono bene ad attività di ricerca, di didattica e di gestione universitaria.
      Infine: non ho scritto da nessuna parte che l’abilitazione vada attribuita al primo che passa in corridoio.
      Per i motivi di cui sopra, penso semplicemente che la selezione vada fatta verificando dei requisiti reali e più giusti e, secondo, che il titolo non equivalga all’avere diritto ad una progressione o all’ingresso: questo dovrebbe essere tenuto presente sia da chi seleziona sia da chi è candidato.
      Il considerare l’abilitazione come concorso locale ha e ha avuto conseguenze di almeno due tipi: pensare di selezionare solo il “meglio” per carenze di risorse, pensare di selezionare semplicemente chi si voleva approfittando della sovrenità della commissione. Dal mio punto di vista questi sono entrambi comportamenti devianti, deviati, rispetto a un’adeguata procedura di abilitazione.

    • Non vorrei che adesso anche il numero di ore trascorse in dipartimento fosse inserito tra gli indicatori di qualità scientifica …

      Essere presenti non significa essere produttivi. Essere produttivi non significa essere bravi.

      Direi che gli esempi si sprecano. Anche tra gli abilitati.

      Ma c’è davvero bisogno di dirlo?

      Capisco che per trovare argomenti in difesa dell’ASN occorra un notevole sforzo di fantasia. Ma – come si dice – a tutto c’è un limite.

  14. Be’, per non parlare poi degli errori che sono stati commessi: di calcolo, insiti nei database, ecc… Quelli li davo per scontati di una procedura viziata anche nella valutazione quantitativa dei metodi stessi che propone.

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