Siamo Dottori in Medicina e Chirurgia, ma non siamo ancora medici. Per ottenere l’abilitazione fino ad ora ogni laureato era tenuto a svolgere tre mesi di tirocinio professionalizzante e, successivamente, una prova finale scritta. Solitamente, il bando era emanato nel mese di gennaio. Attualmente ci troviamo in un vuoto normativo dettato dal fatto che il D.M. 9 Maggio 2018, no 58, approvato un anno fa dal precedente Ministro dell’Istruzione, dopo 10 mesi è ancora in fase di valutazione da parte dell’attuale Ministro Marco Bussetti. Ci sono, di conseguenza, più di 2.000 Laureati in Medicina e Chirurgia che, a 3 mesi dalla data prevista per l’Esame di abilitazione alla professione di Medico-Chirurgo, non hanno alcuna notizia in merito alle modalità dello stesso. L’aspetto più grave, però, è la totale discontinuità con il precedente modello d’esame in cui i candidati avevano a disposizione almeno 60 giorni prima del test un database in cui erano con certezza presenti le domande che sarebbero state inserite nello stesso test. Tra il 2019 ed il 2021 è previsto un maxi pensionamento della componente medica: si parla di 25.000 medici pronti alla pensione. Per ovviare a questo deficit di medici, alcune regioni italiane hanno cominciato ad avanzare l’ipotesi di permettere a medici pensionati e medici stranieri di esercitare la loro professione in Italia. A fronte di queste esigenze, ci chiediamo come sia possibile restare indifferenti di fronte ad un test dalle modalità e dalla bibliografia ignote il quale è stato stimato possa portare alla bocciatura di almeno il 30% dei candidati all’abilitazione. Tutto ciò in un clima di carenza di medici italiani.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato relativo alla condizione paradossale degli abilitandi in medicina e chirurgia. Il loquace Ministro Bussetti vorrà intervenire?

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Versione pdf. Comunicato abilitazione medicina Luglio 2019

Siamo Dottori in Medicina e Chirurgia, ma non siamo ancora medici. Questo perché, dopo sei anni di studi, per ottenere l’abilitazione fino ad ora ogni laureato era tenuto a svolgere tre mesi di tirocinio professionalizzante e, successivamente, una prova finale scritta indetti tramite bando ministeriale. Solitamente tale bando era emanato nel mese di gennaio e chiuso ai primi di marzo, per permettere un’adeguata organizzazione sia degli studenti che delle università.

Attualmente ci troviamo in un vuoto normativo dettato dal fatto che il D.M. 9 Maggio 2018, no 58, approvato un anno fa dal precedente Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) Valeria Fedeli, dopo 10 mesi è ancora in fase di valutazione da parte dell’attuale Ministro Marco Bussetti.

Si è creato di conseguenza un consistente gruppo di Laureati in Medicina e Chirurgia che a 3 mesi dalla data prevista per l’Esame di abilitazione alla professione di Medico-Chirurgo non ha alcuna notizia in merito alle modalità dello stesso. Parliamo di più di 2.000 futuribili Medici che non hanno la benché minima idea né notizia in merito all’esame che permetterebbe loro di divenire Professionisti della Salute, condizione imprescindibile per poter accedere al mondo del lavoro.

In data 18 marzo 2019 è stata emanata dal MIUR un’ordinanza che regolamenta le modalità di attuazione dei tirocini propedeutici all’accesso al suddetto Esame di Stato; al termine di tale ordinanza è presente una specifica in cui l’Ufficio amministrativo del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca “si riserva sin d’ora di fornire ulteriori indicazioni in merito all’ordinanza ministeriale di cui all’articolo 4 comma 6 del decreto ministeriale n.58/2018 e in generale sull’applicazione del nuovo Regolamento” [1].

Il Decreto Ministeriale cui si fa riferimento è proprio il Decreto Fedeli, il quale parla sui generis della prova, definendo solamente il numero di domande presenti in suddetto test (200) ed il punteggio minimo che consenta di abilitarsi (130) [2].
Non vi è alcun riferimento né alla bibliografia dei testi che verranno utilizzati per la redazione dell’esame, né tantomeno si prospetta che questa possa essere fornita; l’aspetto più grave, però, è la totale discontinuità con il precedente modello d’esame in cui i candidati avevano a disposizione almeno 60 giorni prima del test un database in cui erano con certezza presenti le domande che sarebbero state inserite nello stesso test. Altro aspetto da sottolineare è l’evidente disparità di trattamento tra colleghi laureatisi in diverse sessioni appartenenti allo stesso anno accademico (i colleghi laureatisi tra Luglio ed Ottobre 2018 hanno eseguito il test con le vecchie modalità, mentre i colleghi laureatisi tra Novembre 2018 e Marzo 2019 potrebbero essere valutati tramite una modalità ad oggi incognita).

C’è da aggiungere qualche dato di cronaca:

  • Tra il 2019 ed il 2021 è previsto un maxi pensionamento della componente medica: si parla di 25.000 medici pronti alla pensione, il quale comporta un deficit non indifferente [3][4][5][6];
  • Per ovviare a questo deficit di medici, alcune regioni italiane hanno cominciato ad avanzare l’ipotesi di permettere a medici pensionati e medici stranieri di esercitare la loro professione in Italia [7][8][9].

A fronte di queste esigenze da parte dello Stato, ci chiediamo come sia possibile restare indifferenti di fronte ad un test dalle modalità e dalla bibliografia ignote il quale è stato stimato possa portare alla bocciatura di almeno il 30% dei candidati all’abilitazione; tutto ciò in un clima di carenza di medici italiani.

Alla luce di tutto questo, la nostra richiesta è tanto semplice quanto efficace:
si chiede al Ministro del MIUR Marco Bussetti di emettere un Decreto Ministeriale che proroghi a data successiva (2020 o 2021) l’attuazione dell’articolo 4 del DM n.58/2018, specificando che sino alla data di proroga siano valide le modalità stabilite dall’articolo 4 del DM n. 445-2001 [10].
In fondo ci vuole solo un po’ di impegno.

Si chiede di dare risalto a questa notizia, considerato che ne va del futuro della Sanità Pubblica Italiana.

Cordiali saluti

Riferimenti sitografici:

  1. https://www.miur.gov.it/documents/20182/0/Circolare+n.9498+del+18+marzo+2019/581aeb8a-2a2a-4cf0-89f5-17430fb8e93e?version=1.0
  2. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/06/01/18G00082/sg
  3. https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-03-02/medici-tempesta-perfetta-fornero-e-quota-100-meta-e-pronta-la-pensione-114006.shtml?uuid=ABmrI6YB
  4. https://www.tgcom24.mediaset.it/politica/quota-100-e-pensioni-fuori-23mila-medici-tra-il-2019-e-il-2021_3194655-201902a.shtml
  5. http://www.ilgiornale.it/news/cronache/quota-100-emorragia-medici-ventitr-mila-pensione-nei-1655376.html
  6. https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=70865
  7. https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-03-28/ospedali-senza-medici-chiesti-mille-stranieri-dall-inizio-2018-065933.shtml?uuid=ABPxnUiB
  8. http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=72251
  9. https://www.ilgazzettino.it/nordest/primopiano/veneto_carenza_medici_estero_stipendi-4378579.html
  10. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2001/12/27/001G0504/sg

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4 Commenti

  1. E una situazione di stallo creata da questo governo capace solo di litigare. l esame di stato deve essere una garanzia per la societa’ e se verra’ bocciato il 30% non è questo il motivo per mandare una riforma necessaria… agli esami si rischia di essere bocciati… altrimenti che esami sono? il 30% è tanto ma in questo casi stesso la colpa non è degli esami

  2. Nell’articolo si parla di “un test dalle modalità e dalla bibliografia ignote il quale è stato stimato possa portare alla bocciatura di almeno il 30% dei candidati all’abilitazione” Una domanda sorge spontanea ma se non sono note le modalità e la bigliografia su cui si baserebbe il nuovo testo come è stata possibile una stima delle bocciature di almeno il 30%? Mi sembra una bufala terroristica. Negli ultimi decenni la percentuale di abilitati di fatto ha superato il 99%. Sono medico da oltre 40 anni non sono a conoscenza di laureati in Medicina e Chirurgia che non abbiamo superato il test di abilitazione. Esistono laureati in Medicina che non sono abilitati, pochissimi, per scelta non volendo lavorare nell’ambito della medicina clinica.
    Il clima di incertezza che stanno vivendo i giovani laureati è solamente il frutto della improvvisazione con cui è stata varata la riforma del 2018 dell’esame di stato di cui non sono state valutate le difficoltà di applicazioni a partire dalla necessità di modificare gli ordinamenti di tutti i corsi di laurea in medicina e chirurgia.

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