L’Associazione Italiana di Psicologia ha condiviso e sostenuto il progetto ANVUR sulla valutazione del merito e per tutti i settori scientifico-disciplinari della psicologia ha scelto utilizzare gli indicatori bibliometrici per testimoniare l’unità e la stabile collocazione della psicologia nella comunità scientifica internazionale. Tuttavia, come altre associazioni e conferenze di settori bibliometrici e non bibliometrici, oggi anche l’Associazione Italiana di Psicologia esprime una forte preoccupazione per i risultati della procedura utilizzata (che appare non completamente adeguata a rispettare le specificità editoriali e citazionali dei diversi settori disciplinari, condizione irrinunciabile per una efficace valutazione bibliometrica) e per gli effetti negativi della modalità di comunicazione (pubblicazione di mediane provvisorie con successiva correzione, uso di “semafori” colorati al posto dei valori dei singoli indicatori, opacità delle procedure di calcolo e incertezza sui compiti delle commissioni nazionali).

Il progetto di abilitazione scientifica nazionale vuole introdurre cambiamenti di grande rilievo nella vita accademica e, coerentemente con quanto accade nella comunità scientifica internazionale, si propone di modificare pratiche di valutazione ormai inadeguate e insostenibili. Tuttavia, affinché l’intero processo raccolga il più ampio consenso e risulti equo ed efficace, sono necessarie trasparenza e disponibilità all’ascolto.

Per questi motivi, con spirito di fiduciosa collaborazione, l’Associazione Italiana di Psicologia chiede al Direttivo ANVUR e al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di intervenire al più presto per rimuovere i principali motivi di preoccupazione e incertezza.

Al direttivo ANVUR si chiede di garantire trasparenza e informazioni certe. In particolare, si chiede di

(a)        pubblicare in tempi rapidi i valori corretti e definitivi delle mediane riferite ai settori bibliometrici (controllati anche con i repertori suggeriti dalle singole discipline; nel caso dei settori psicologici anche con Google Scholar).

(b)       comunicare i dati individuali ad ogni docente tramite il sito CINECA;

(c)        individuare  le aree di ricerca con prodotti editoriali specifici o meno presenti nei repertori internazionali adottati, e autorizzare l’uso integrativo di database e indicatori più rappresentativi della produzione scientifica disciplinare da parte delle commissioni.

Al Ministro si chiedono interventi immediati di chiarezza e rassicurazione. In particolare, si chiede di

(a)        riaprire i termini per la presentazione delle domande degli aspiranti commissari;

(b)       chiarire che il superamento delle mediane non è sempre un requisito necessario per l’abilitazione e che le commissioni sono autorizzate ad ammettere eccezioni nei casi di documentata eccellenza curricolare;

(c)        esplicitare che nella valutazione le commissioni opereranno con lo stesso livello di rigore e approfondimento analitico considerando il curriculum complessivo dei candidati.

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15 Commenti

  1. “esplicitare che nella valutazione le commissioni opereranno con lo stesso livello di rigore e approfondimento analitico considerando il curriculum complessivo dei candidati”…Curriculum complessivo??? Chissà cosa intendono per “complessivo”! Vi consta che si possa introdurre nello schema della domanda tutto il cv?

  2. è arrivato il tempo delle “Maddalene pentite”….
    geniale poi il suggerimento di usare Google Scholar…buono forse per misurare l’impact factor di Airone….
    ineguagliabile, infine, lo spirito di “fiduciosa collaborazione”

  3. Quanto al punto 2:

    (b) chiarire che il superamento delle mediane non è sempre un requisito necessario per l’abilitazione e che le commissioni sono autorizzate ad ammettere eccezioni nei casi di documentata eccellenza curricolare;

    non vedo come sia possibile. Il requisito e’ quello di legge o si cambia la legge, e si riparte da zero, o ci si tiene questo.

    Quanto al punto

    (c) esplicitare che nella valutazione le commissioni opereranno con lo stesso livello di rigore e approfondimento analitico considerando il curriculum complessivo dei candidati.

    Cosa vogliono le comissione il diritto di abilitare chi vogliono con il bene placido ministeriale.

    Poi a me piacciano le abilitazioni a numero chiuso pari a due volte il numero dei posti (la Legge Moratti per intenderci) e la commissione dice con i criteri che vuole chi sono i migliori.

    Comunque un ulteriore passo verso la sospensione delle abilitazioni nazionali e concorsi locali in deroga per i prossimi due anni.

    Lo chiedono tutti di rivedere e rendere migliore il lavoro dell’anvur che bisogna concedere un altro po’ di tempo per rendere il meccanismo veramente meritocratico. Intanto per le emergenza possiamo fare concorsi meritocratici “LOCALI” in cui siano obbligatoriamente per legge considerate le mediane.

  4. non iuvat pare…
    però il tuo articolo su Google Scholar sarebbe bene postarlo in evidenza…
    a me perà Gs èotrebbe anche convenire dato che indicizza tutto quello che trova con “Nuovo/Nuova”, “Storica/Storico”, “Rivista” e quindi la mia rivista è citatissima….
    a Napoli si dice stimmo in mano all’arte…

  5. approfitto della discussione per fare una domanda. Sul sito CINECA si caricano, ovviamente, pubblicazioni e curriculum. Per la domanda di abilitazione c’è un form apposito. Il CV caricato sul CINECA viene inoltrato alle commissioni o queste ricevono soltanto il form della domanda di abilitazione?
    Grazie,
    V.

  6. Vabbe’ che siamo abituati alla follia, ma non penso che nessun ente potrebbe proporre una valutazione basata su un database onnicomprensivo come google scholar.

    In caso contrario l’inclusione di “Yacht Capital” nelle riviste scientifiche sarebbe un peccatuccio veniale.

    • Certo che è meglio un database filtrato da un autorità censoria che stabilisce cosa è di fascia a, b o c. Comunque la biblicometrica mi ricorda quando si studiavano le metrice del cranio per stabilire il carattere e le attitudini delle persone.

  7. Condivido pienamente le perplessità circa l’utilizzo di GS, ma vorrei ricordare che anche i DB Isi-Wos e Scopus presentano bias altrettanto gravi: non prendono adeguatamente, o per nulla, in considerazione riviste pubblicate in lingue diverse dall’inglese e che accolgono studi realizzati mediante il ricorso ad approcci teorici fuori dal mainstream e dall’ortodossia disciplinare.
    Mentre discutiamo di epifenomeni quali le modalità di calcolo delle mediane, dunque, lasciamo passare un pericolosissimo e “proto-eugenetico” meccanismo che non solo dice ai ricercatori contemporanei cosa sia definibile come “scientifico” in psicologia e cosa no (costringendo molti a “cestinare” decine di lavori sottoposti a rigorosissimi referaggi), ma anche a quali latitudini alberghi la scienza psicologica, escludendo la possibilità che i futuri ricercatori si avventurino in quei territori inesplorati tanto cari a Galileo, Copernico ed Einstein, per citare solo i casi più eclatanti di ribaltamento dei paradigmi dominanti.

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