Segnaliamo ai lettori una sentenza del Consiglio di Stato relativa all’ASN di diritto privato (IUS/01).

Ricordiamo che la seconda tornata è già stata annullata dal MIUR in autotutela. Ora il Consiglio di Stato sembra mettere la pietra tombale anche sulla prima tornata, che il MIUR ha vanamente tentato di salvare parzialmente, come si può leggere qui.

Si vedano in particolare i seguenti passaggi della sentenza:

considerato che il motivo di censura di primo grado afferente la composizione della Commissione è palesemente fondato e va accolto per le medesime ragioni divisate dai primi giudici ma, trattandosi di un vizio genetico dell’organo valutatore, gli effetti caducatori dello stesso non possono essere limitati alla posizione del solo ricorrente originario, investendo anche la posizione di tutti gli altri partecipanti alla medesima procedura abilitativa ( dichiarati idonei ovvero non idonei all’esito della stessa);

(…)

considerato che il giudice di primo grado, previa integrazione del contraddittorio di lite nei confronti di tutti i soggetti controinteressati (i.e., di tutti i partecipanti alla procedura di abilitazione scientifica nazionale per l’anno 2012), adotterà sentenza di merito (se del caso) di accoglimento del ricorso di primo grado per le medesime assorbenti ragioni già indicate nella motivazione della impugnata sentenza, ma senza in questo caso limitarne gli effetti soggettivi alla originaria parte ricorrente (risultando ragionevole, in considerazione della natura del vizio integralmente caducatorio dedotto, la rinnovazione delle operazioni valutative in confronto di tutti i partecipanti della tornata 2012 della abilitazione);

considerato, da ultimo, che tenuto conto della portata conformativa del decisum di primo grado, appare opportuno, in accoglimento dell’istanza cautelare dell’odierna parte appellante, che l’Amministrazione universitaria si astenga medio tempore dal far luogo a chiamate in servizio dei soggetti che risultano idonei nella graduatoria di cui alla tornata della procedura abilitativa del 2012, salva ogni ulteriore determinazione dell’Amministrazione universitaria ( ivi compresa l’auspicabile esercizio di un’autotutela in annullamento dell’intera tornata abilitativa del 2012, alla stessa stregua di quanto già fatto in relazione alla tornata del 2013);

 

In sostanza, la decisione del Consiglio di Stato mina alla base le fondamenta dell’ASN 2012, e ciò a causa di un noto vizio di composizione del collegio giudicante, che ha visto la presenza, come commissario straniero, di un docente spagnolo ascrivibile però ad altro settore scientifico disciplinare.

Proprio per questa ragione il Consiglio invita l’Amministrazione ad astenersi da chiamare in servizio abilitati di quella tornata.

Non sono pochi i problemi che ora si aprono, e che andranno studiati approfonditamente. Fra questi – taciamo per ora la questione di eventuali azioni per il risarcimento del danno – uno dei più rilevanti è costituito dal destino (incerto) degli abilitati 2012 già chiamati, e che potrebbero presto trovarsi privi del titolo.

In conclusione, ancora una volta ci chiediamo se vi siano dei responsabili di questo disastro e se sia giustificato il silenzio di ANVUR, ossia dell’agenzia che aveva fra i suoi tanti compiti, anche quello di verificare la composizione delle commissioni per le abilitazioni.

Segue il testo.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 10224 del 2014, proposto da:
Giovanni Bruno, rappresentato e difeso dall’avv. Stefano Vinti, con domicilio eletto presso Stefano Vinti in Roma, Via Emilia N. 88;

contro

Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca, Commissione Per L’Abilitazione Scientifica Nazionale Per il Settore Concorsuale 12/A1 (Diritto Privato), Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca Dip.Univ.Per La Ricerca Dir.Gen.Stud.Dir.Univ, Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur), rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi;

nei confronti di

Barbara Toti; Fabio Bravo, rappresentato e difeso dagli avv. Massimo Togna, Salvatore Mileto, con domicilio eletto presso Massimo Togna in Roma, Via Crescenzio N 58; Francesca Caroccia, Maria Alessandra Livi, rappresentati e difesi dagli avv. Massimo Togna, Salvatore Mileto, con domicilio eletto presso Massimo Togna in Roma, Via Crescenzio N 58;

per la riforma

della sentenza del T.A.R. LAZIO – ROMA: SEZIONE III n. 11122/2014, resa tra le parti, concernente valutazione negativa in relazione al conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore universitario di i fascia per il settore concorsuale 12/a1 – diritto privato

 

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca, dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur), di Fabio Bravo, di Francesca Caroccia e di Maria Alessandra Livi;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 3 febbraio 2015 il Consigliere di Stato Giulio Castriota Scanderbeg e uditi per le parti l’avvocato Vinti, l’avvocato dello Stato Stigliano Messuti e l’avvocato Francesco Paoletti per delega dell’avvocato Mileto;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

Considerato che il professor Giovanni Bruno impugna la sentenza del TAR Lazio 5 novembre 2014 n. 11122 con la quale è stato accolto il ricorso di primo grado dell’odierno appellante limitatamente all’annullamento del provvedimento che ha giudicato inidoneo l’odierno appellante, chiedendone la riforma, tra l’altro, nella parte in cui detta sentenza non ha previsto, pur accogliendo in parte il terzo motivo di ricorso, la caducazione di tutta la procedura abilitativa dell’anno 2012 relativa alla cattedra di diritto privato;

considerato che l’appellante lamenta altresì l’illegittimità dell’assorbimento degli altri motivi di ricorso in primo grado e l’erroneità dell’improcedibilità del ricorso avverso il diniego di accesso agli atti di procedura, nonché il rigetto della richiesta di risarcimento dei danni.

considerato che si sono costituiti in giudizio la Commissione abilitazione scientifica nazionale settore concorsuale 12/A1, l’Agenzia Nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per resistere all’appello e chiederne la reiezione;

considerato che si sono, altresì, costituiti in giudizio il Dottor Fabio Bravo, la Dottoressa Francesca Caroccia e la Dottoressa Maria Alessandra Livi per chiedere l’accoglimento dell’appello;

considerato che all’odierna udienza camerale la causa è stata trattenuta per la decisione;

considerato che la causa può essere immediatamente definita con sentenza resa in forma semplificata, ai sensi dell’art. 60 Cod.proc.amm., risultando manifestamente fondato l’appello nella parte in cui ha censurato la sentenza impugnata che, pur a fronte di un vizio caducatorio dell’intera procedura, ha limitato alla sola posizione dell’odierno appellante gli effetti conformativi della sentenza con onere della Amministrazione di rivalutare, attraverso una nuova commissione, la posizione dell’originario ricorrente anziché quella facente capo a tutti i soggetti partecipanti alla procedura abilitativa del 2012;

considerato che gli effetti conformativi di tale erronea (nella parte anzidetta) sentenza si sono già realizzati posto che l’Amministrazione universitaria ha disposto in autotutela per la tornata abilitativa del 2012 la rinnovazione delle posizioni individuali dei soli ricorrenti vittoriosi, anziché estendere erga omnes la portata soggettiva del giudicato;

considerato che il motivo di censura di primo grado afferente la composizione della Commissione è palesemente fondato e va accolto per le medesime ragioni divisate dai primi giudici ma, trattandosi di un vizio genetico dell’organo valutatore, gli effetti caducatori dello stesso non possono essere limitati alla posizione del solo ricorrente originario, investendo anche la posizione di tutti gli altri partecipanti alla medesima procedura abilitativa ( dichiarati idonei ovvero non idonei all’esito della stessa);

considerato, tuttavia, che la sentenza di primo grado è stata pronunciata a contraddittorio non integro, essendo stato evocato in giudizio soltanto uno dei soggetti controinteressati ( come risulta dall’epigrafe della impugnata sentenza);

considerato che tale ultima circostanza, in uno alla portata conformativa erga omnes della decisione da assumere in esito alla rinnovazione giudizio di primo grado, comporta l’onere della rimessione degli atti di causa al giudice di prima istanza, ai sensi dell’art. 105 Cod. proc. amm., previo annullamento della impugnata sentenza;

considerato che tale rilievo ha evidentemente portata assorbente rispetto alle altre censure d’appello;

considerato che il giudice di primo grado, previa integrazione del contraddittorio di lite nei confronti di tutti i soggetti controinteressati (i.e., di tutti i partecipanti alla procedura di abilitazione scientifica nazionale per l’anno 2012), adotterà sentenza di merito (se del caso) di accoglimento del ricorso di primo grado per le medesime assorbenti ragioni già indicate nella motivazione della impugnata sentenza, ma senza in questo caso limitarne gli effetti soggettivi alla originaria parte ricorrente (risultando ragionevole, in considerazione della natura del vizio integralmente caducatorio dedotto, la rinnovazione delle operazioni valutative in confronto di tutti i partecipanti della tornata 2012 della abilitazione);

considerato, da ultimo, che tenuto conto della portata conformativa del decisum di primo grado, appare opportuno, in accoglimento dell’istanza cautelare dell’odierna parte appellante, che l’Amministrazione universitaria si astengamedio tempore dal far luogo a chiamate in servizio dei soggetti che risultano idonei nella graduatoria di cui alla tornata della procedura abilitativa del 2012, salva ogni ulteriore determinazione dell’Amministrazione universitaria ( ivi compresa l’auspicabile esercizio di un’autotutela in annullamento dell’intera tornata abilitativa del 2012, alla stessa stregua di quanto già fatto in relazione alla tornata del 2013);

considerato, quanto alle spese del doppio grado di giudizio, che le stesse possono essere compensate tra tutte le parti, avuto riguardo ai profili puramente di rito di accoglimento dell’appello nei sensi anzidetti;

 

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)

definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi e per gli effetti di cui in motivazione e per l’effetto annulla la sentenza di primo grado con rinvio degli atti di causa al giudice di primo grado.

Spese del doppio grado di giudizio compensate .

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

 

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 3 febbraio 2015 con l’intervento dei magistrati:

Luciano Barra Caracciolo, Presidente

Roberto Giovagnoli, Consigliere

Claudio Contessa, Consigliere

Gabriella De Michele, Consigliere

Giulio Castriota Scanderbeg, Consigliere, Estensore

 
 
L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
 
 
 
 
 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 04/03/2015

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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91 Commenti

  1. Allora? C’e’ qualcuno che vuole condividere con noi poveri disinformati?
    Il Miur tace, la pseudocomunita’ scientifica privatistica e’ tombale! tutti a sperare che il CdS sia ingoiato da uno tsunami?
    Non credo succedera’ e noi ce ne stiamo qui ad aspettare che qualcuno si accorga che un settore dell’ASN e’ scomparso?
    Ma poveri noi…era veramente meglio che me ne andavo quando potevo…

  2. il miur non tace affatto, anzi la settimana appena finita ha invitato circolare a tutti gli atenei affinché questi si astengano dalle chiamate di IUS/01 o meglio di 12/A1
    Questo è il comunicato che si legge sul sito internet di un ateneo con procedura pendente:

    “N.B. Il Ministero, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato-Sezione VI del 4 marzo 2015, n. 1071, ha invitato gli Atenei ad astenersi dal far luogo a chiamate in servizio di soggetti risultati idonei nella procedura di abilitazione della tornata 2012 per il settore concorsuale 12/A1 – Diritto Privato. I lavori della commissione pertanto sono sospesi.”

  3. E’ proprio vero! Si è mossa anche la pseudo comunità scientifica che ci caratterizza! L’Unione Privatisti e l’Associazione Civilisti hanno scritto al Ministro…. per salvare gli idonei….soprattutto i chiamati.
    Che infinita tristezza! Non una parola sull’obbrobrio del Commissario di diritto commerciale, ma addirittura il titolo di “valorosi studiosi” a quelli che avrebbero conseguito l’abilitazione.
    Credo che il settore vada raso al suolo a cominciare dai suoi “eminenti studiosi”, così intrinsecamente parte di un sistema marcio da non rendersene conto nemmeno davanti a vicende macroscopiche!

  4. Non ci posso credere !!!!!! Due “accademie” hanno scritto al Ministero nei termini che riporta Desolation ?
    Ma rasentiamo la follia………
    Ma se non ho trovato uno dico uno che ha parlato bene di questa Commissione…..la cosa mi pare molto strana….. Forse e’ un’ iniziativa del “direttivo” e gli associati non sanno nulla !!!!!
    Sarebbe una cosa gravissima se la lettera non è stata condivisa almeno dalla maggioranza..INCREDIBILE !!!!! Forse pensano di fare un favore alla “vecchia” Commissione… Ma di certo hanno fatto una pessima figura.
    In questa vicenda è meglio tacere e basta e non continuare a tramare e a cercare consensi. Io mi sarei nascosto per il resto della vita…..ma la presunzione non ha limiti…..

  5. Ci sono valorosi studiosi anche tra i non idonei.
    Perché le stesse Accademie per loro non si sono espresse ?
    È chiaro che ora vogliano fare solo un favore al Presidente della Commissione che starà pressando chiunque si trovi a tiro……
    Perché non hanno stigmatizzato prima il modus operandi della Commissione del tutto arbitrario e senza un criterio serio ed univoco ?
    Sono passati i candidati più disparati cosi come sono stati “bocciati” candidati i più disparati…….una cosa senza senso….
    Ora silenzio tutti e vediamo che succede tanto la figuraccia è stata fatta. E non cercate di arrampicarvi sugli specchi. Tra gli idonei ci sono bravi, meno bravi e veri asini…….siate onesti.

  6. La lettera è firmata da Pietro Rescigno come presidente Unione Privatisti e fa riferimento ad altra analoga dell’Associazione Civilisti. Francamente mi ribolle il sangue da quando l’ho letta stamane.
    Spero il Miur si muova presto con l’autotutela dando seguito alla decisione del CdS.
    Comunque sarebbe ora che si trovasse il modo di rispondere adeguatamente, ma la sostanza non dipenderebbe da un episodio singolo ma da una presa di coscienza collettiva che se continuiamo così non vale veramente la pena fare parte di questo sistema.

  7. ….ora e’ tutto chiaro. Si cerca di salvare il “valoroso studioso” che non è mai riuscito a vincere un concorso universitario e che vuole a tutti i costi entrare a far parte dell’accademia dal momento che il sorteggio era stato “fortunosamente” favorevole nella indicazione del Presidente …..
    Però che tristezza che un Maestro per salvare un singolo, si esponga in tal modo…….capiamo tutti che sarà difficile che il tizio candidato con qualsiasi altra Commissione riesca a passare, ma non esageriamo a difendere l’indifendibile. Ci sono e ci sono stati tanti
    “appassionati” del diritto che mai sono entrati a far parte dell’accademia ma non si è mai arrivati a questo punto !!!!!!!!

  8. L’Associazione civilisti ha avuto alcune scuole al suo interno che hanno avuto l’idoneità di tutti i loro membri, siccome sono scuole influenti…. La UPI stupisce perché molti bravi sono stati bocciati. Aspetto la SISDIC anche se con due commissari tacerà. In parte si capisce la tutela di membri che hanno vinto, però si muovono tardi e danno l’impressione di muoversi per interessi di bottega.

    • Non lo so. Avendo letto tutte le lettere correggo il giudizio e mi paiono giuste e fatte bene, soprattutto quelle della Sisdic e dell’ ACI.pongono questioni giuste e mi paiono equilibrate. I punti sulle risorse e sulla tutela di chi in caso di annullamento perderebbe tutto sono condivisibili.

  9. La questione davvero esilarante di questa commedia tutta all’italiana è che le associazioni si muovono (ovviamente, senza aver ascoltato i relativi soci) per la tutela e la salvaguardia di una abilitazione illegittima con tanto di lettere scritte da persone di oltre 90 anni che forse si sarebbero anche potuti guadagnare il meritato riposo.
    L’ulteriore commedia all’italiana è che gli abilitati dovrebbero essere i primi a richiedere un nuovo giudizio di abilitazione corretto perché la loro abilitazione, crollerebbe ad ogni impugnativa locale dei concorsi locali di soggetti già professori che si vedono superati da questi abilitati. La cosa altrettanto esilarante è che si sono mossi anche avvocati che hanno lavorato per lungo tempo per Berlusconi, ovviamente il tutto per salvare questa abilitazione e incitando ricorsi (tanto per cambiare) alle corti sovranazionali.
    In sintesi, una commedia tutta all’italiana, che vede il ministero inerte come al solito!!!!

    • Neppure amministrativista l’avvocato…. Peccato che alle corti sovranazionali potrebbero andare anche i non abilitati generando il caos. E’ evidente che nelle procedure selettive gli idonei rischierebbero di perdere con chi ha vinto precedentemente, con altri ricorsi, tempi lunghissimi e la trasformazione del diritto privato in una farsa.

  10. Lasciamo perdere le suggestioni giudiziarie extraitaliane, che se il MIUR facesse il suo dovere sarebbero chiuse prima di cominciare, se già non lo fossero già.
    Qui la questione è che si è detto a ricercatori/studiosi con 10 e più anni di insegnamento e pubblicazioni sulle spalle che NON POTEVANO partecipare ad un concorso per professore associato (e l’equivalente per gli associati concorrenti alla prima fascia) motivando tale decisione in maniera del tutto surreale.
    Negare l’abilitazione vuol dire negare il diritto a partecipare ad un concorso…se lo fai dopo 5 anni di blocco dei concorsi e nei confronti di gente che lavora da anni nell’Università lo devi MOTIVARE nelle virgole, altro che dire che i titoli da leggere erano troppi!!
    La posizioni assunta dalle associazioni esclusivamente a tutela degli idonei è inaccettabile ed offensiva…e tutto quello che dice Antongiulio.
    Gli idonei chiamati non possono essere salvati se non vengono, velocemente, idoneati tutti i candidati.

  11. ogni giorno che passa mi capacito sempre meno di come l’accademia dei civilisti possa reputarsi coerente.
    In questi giorni assistiamo al proliferare di lettere di varia associazioni più o meno rappresentative che si lamentano del possibile annullamento. Al riguardo 2 osservazioni:
    -1 ognuna di queste associazioni fa capo o comunque è riconducibile a uno o più c.d. maestri che ora si lamentano ma che hanno tutti, e dico tutti, tra i loro allievi giovani che hanno presentato ricorso al tar per essere rivalutati e contro la procedura.
    -2 queste associazioni di categoria dove erano quanto a dicembre è stata annullata la seconda tornata? perché hanno taciuto di fronte a questo atto di “autotutela”? perché non hanno fatto nulla? con che logica oggi difendono la prima tornata?
    altro punto secondo me centrale, il ricorso presentato al cds, come rilevato, è destinato ad essere inevitabilmente rigettato in sede di riassunzione dinnanzi al tar perché il ricorrente nel presentare ricorso ha chiesto di essere rivalutato ed in subordine l’annullamento dell’intera procedura. ora visto che ha ottenuto l’accoglimento della domanda principale, da lui formulata, non può certo pretendere l’accoglimento della subordinata perché ha chiaramente perso ogni interesse con l’accoglimento della propria domanda principale.
    terzo punto: il ricorso alle corti sovranazionali non è affatto campato per aria, tanto da parte dei ricorrenti non idonei, quanto dagli idonei in caso di annullamento. il problema è che il ministero è in un vicolo ceco, come fa sbaglia e quindi a questo punto è ora che paghi profumatamente!!
    ultimo punto: ma la nuova commissione che fa? di questi tempi avrebbe già dovuto concludere la rivalutazione dei ricorrenti le cui sentenze sono uscite a novembre. niente tutto tace sul punto. mica mica vorranno aspettare un giudizio di ottemperanza da parte dei ricorrenti?
    a me sembra una situazione surreale.

    • In questo contesto si aggiungono tutti i ricorsi di chi ha impugnato il provvedimento di autotutela e sono molti e delle future procedure selettive in cui gli abilitati rischiano di perdere o di dover affrontare altri ricorsi. L’errore è stato non intervenire prima e aspettare quello che nell’ ambiente si prevedeva. Detto ciò, alcuni dei punti sollevati nelle varie lettere sono molto deboli e difficilmente troveranno tutela. La scelta migliore allo stato e’ la sospensione fino alla rivalutazione di tutti e la chiusura delle procedure asn con il mantenimento delle risorse.

  12. Intanto l’associazione dei civilisti sta facendo sottoscrivere una lettera nella quale chiede al ministero sostanzialmente di disattendere la sentenza del Consiglio Di Stato. La cosa mi commuove, in quanto in questa lettera si trovano diversi professori che tentano di salvare tutti i rispettivi allievi istigando la Pubblica Amministrazione a disattendere un principio chiaramente stabilito dalla Corte Suprema.
    La cosa è altrettanto commuovente se si pensa che accanto a questi professori, la lettera viene sottoscritta oltre che dai candidati “abilitati” della abilitazione 2012, anche da quelli 2013 (che pur non sapendo ancora i risultati… chissà perché, vogliono a tutti i costi salvare l’abilitazione 2013). Di tutto ciò immagino la magistratura terrà in considerazione.

  13. Ovviamente chiedo a tutti di far circolare la lettera una volta definitiva per verificare effettivamente chi sono uno ad uno i firmatari… spero che francamente la cosa non sia così per l’amore del diritto e che pertanto quanto gira come voce sia semplicemente una cosa non vera. Non posso pensare che la associazione civilisti stia agendo in questo modo…

  14. ma veramente pensate che per prendere l’abilitazione possa bastare superare le mediane? stampare uno o due libri in un anno con una rilevanza pari a zero e prendere l’abilitazione. Credo sia utopistica come cosa e sarebbe veramente triste…sai quanti professori di privato avremmo in circolazione che presa l’abilitazione sono riusciti a farsi chiamare per conoscenze e favori….questa sarebbe la meritocrazia che vogliamo?
    personalmente sono stato scavalcato ingiustamente a tanti concorsi ma mai ho pensato di entrare nell’accademia tramite sentenze del tar e cds…perso un concorso tornavo a casa e mi mettevo a scrivere un nuovo lavoro e così per tanti concorsi

  15. @tuttodavedere
    …..bisogna vedere cosa intendiamo per abilitazione. O meglio cosa intende chi ha “creato” questo sistema di reclutamento. La meritocrazia……. e come si fa ?
    Pensi che nei concorsi comparativi ci sia stata ? Sappiamo bene come è sempre andata. Non prendiamoci in giro. Nemmeno ora con la Commissione Patti. Sai bene che non possiamo parlare in termine tecnico di concorsi universitari., ma di cooptazione. E ritengo sia giusto così. La carriera universitaria è per chi segue un certo percorso……. non mi voglio dilungare troppo. Gli scienziati sono rari. Ci sono i lavoratori bravi e un po’ meno bravi. E anche qualche asino, come dappertutto. E allora finiamola con questa storia dei bravi e dei raccomandati e troviamo un metodo di reclutamento serio. E soprattutto capiamo una volta per tutte che non può entrare chi vuole per il solo datto che si è appassionati ora di questa ora di quella materia…..nell’universita’ ci sono tante cose, la ricerca, la didattica, il rapporto con gli studenti, la partecipazione agli organi di ateneo etc etc.
    L’unica soluzione dopo questa ennesima schifezza e che ogni Ateneo chiami chi vuole senza concorsi.

  16. sulla questione delle mediane pare che la giurisprduenza del tar si sia orientata decisamente in maniera negativa, visto che in una pronuncia di questi giorni ha chiaramente affermato che il superamento delle stesse non legittima l’automatica abilitazione, anche alla luce del principio della buona amministrazione.
    Si legge in questa sentenza che “Di norma, pertanto, l’abilitazione deve essere attribuita esclusivamente candidati che abbiano soddisfatto entrambe le condizioni (superamento degli indicatori di impatto della produzione scientifica e positivo giudizio di merito). Tuttavia, le commissioni, come già osservato, ai sensi dell’art. 6, comma 5 del decreto ministeriale 76/2012, possono discostarsi da tale regola generale.
    Ciò comporta che le commissioni possono non attribuire l’abilitazione ai candidati che superino le mediane per il settore di appartenenza, ma sulla base di un giudizio di merito negativo della commissione, ovvero possono attribuire l’abilitazione candidati che, pur avendo superato le mediane prescritte, siano valutati dalla commissione con un giudizio di merito estremamente positivo.
    L’articolata disciplina in esame è espressione di un principio generale volto a selezionare i docenti che siano al di sopra della media nazionale degli insegnati del settore di riferimento; ciò al fine evidente di evitare un appiattimento nella selezione dei professori di prima e di seconda fascia e del ruolo peculiare che i candidati andranno a rivestire.”

    • @tuttodavedere: è vero. Ma vi è di più. Le commissioni dovevano effettuare una valutazione complessiva del profilo del candidato e, in caso di superamento delle mediane, dovevano motivare ampiamente e compiutamente il giudizio negativo, non bastando a tal fine l’utilizzo di criteri “più selettivi” (ad esempio un certo numero di pubblicazioni di livello buono o eccellente). Valutare come accettabili le pubblicazioni (giudizio positivo, non negativo, come afferma giurisprudenza costante del Tar, e come si legge nello stesso testo normativo) non è sufficiente. Molti commissari non si sono presi nemmeno questa responsabilità. Non hanno motivato e se lo hanno fatto hanno adottato formule generiche. Non poteva essere diversamente. Valutare negativamente un prodotto della ricerca significa leggerlo attentamente, verificare il suo apparato bibliografico ed avere “confidenza” con specializzazioni o ambiti di ricerca. Ciò non è avvenuto e lo dimostrano molte valutazioni in cui si rinvengono persino “scambi di persona” o che affermano determinati contenuti o tesi che il candidato non ha mai espresso…Mi spiace ma in questo caso non si tratta di entrare in accademia tramite un ricorso giurisdizionale (non era una abilitazione che conferisce solo il titolo per poter partecipare ad un concorso???). Siamo di fronte ad un vero e proprio decadimento che non può più essere sopportato. Non è questione di merito o non merito. Se si vuole possiamo metterla sul piano di legittime aspettative…la legittima aspettativa di chi lavora seriamente e con dedizione non di avere un posto, ma di poter giocare la partita, al pari di altri, per poter concorrere per quel posto…

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