Mentre il governo Renzi è impegnato a chiedere all’Europa margini di flessibilità sulle questioni economiche, Andrea Graziosi, vicepresidente di ANVUR, scrive alle società scientifiche sollecitandole a firmare una petizione che chiede all’Europa di costringere il governo italiano a finanziare adeguatamente la ricerca. Nel frattempo un altro membro del consiglio direttivo di ANVUR sostiene che le università i fondi di ricerca li hanno, solo che li distribuiscono “in modo singolare”.

 

Nella protesta #stopvqr il dodicesimo giocatore in campo è l’ANVUR, che con le cabale numerologiche dei settori bibliometrici ha fornito un assist fondamentale ai vari fronti della protesta. Questo risultato è però una delle unintended consequences della valutazione anvuriana. Ciò che neanche la Redazione Roars riusciva a immaginare è che ANVUR scendesse apertamente in campo per chiedere all’Unione Europea di fare pressione sul Governo Renzi perché finanzi adeguatamente la ricerca in Italia.

Stiamo parlando della petizione promossa da Giorgio Parisi, il cui successo ha permesso di scrivere che “i ricercatori” si sarebbero “scatenati contro il governo”.

ricercatori_contro_governo

 

Nei giorni scorsi è circolata tra le società scientifiche italiane, verosimilmente di area umanistica, una mail a firma Andrea Graziosi,  membro del direttivo di ANVUR, in cui chiede di sostenere la petizione che accusa il governo Renzi, oltre ai precedenti, di non finanziare adeguatamente la ricerca italiana. La lettera è stata inviata dall’indirizzo mail di uno dei collaboratori di ANVUR, ed è giunta per conoscenza anche al prof. Fantoni.

graziosi_lotta_governo

firma_anvur

 

 

 

Quindi mentre il governo Renzi è impegnato a chiedere all’Europa margini di flessibilità sulle questioni economiche, il vicepresidente di ANVUR chiede alle società scientifiche, i cui membri sono sottoposti a valutazione di firmare una petizione che chiede all’Europa di fare pressioni sul governo italiano perché finanzi adeguatamente la ricerca. E lo fa dopo aver discusso con il promotore della petizione ed informandone il presidente dell’Agenzia di Valutazione. Che sia il prof. Graziosi a promuovere questo cortocircuito istituzionale (lo ripetiamo: una agenzia governativa che inviata a firmare petizioni contro il governo) non dovrebbe meravigliare. I lettori di Roars ricorderanno che a suo tempo (2 settembre 2012) Graziosi, prima di essere scelto quale membro del direttivo ANVUR, aveva pubblicizzato attraverso  il Sole 24 Ore un appello -firmato da numerose Società scientifiche dell’area 11 – a favore di ANVUR contro il ricorso un ricorso al TAR dei costituzionalisti. E ricorderanno anche che Roars aveva documentato che l’estensore dell’appello, presentato come inziativa spontanea delle società di area 11, era proprio lui.  Questa volta l’estensore della petizione non è lui, ma utilizza il suo ruolo per spingere alla firma della petizione di Parisi, distintosi come lui per fedeltà anvuriana come presidente di GEV nella VQR 2004-2010.

Per non farci mancare nulla, un altro membro del consiglio direttivo di ANVUR, Susanna Terracini, non nuova a esternazioni via Facebook, qualche tempo prima aveva sostenuto una tesi diametralmente opposta: che nelle università non è che “i fondi di ricerca non esistano”, ma “sono distribuiti in modo singolare”.

i fondi di ricerca esistono

 

Il commento della Terracini è un piccolo capolavoro. La Terracini prima scrive: “Non credo nemmeno che abbia senso che il consiglio direttivo dell’Anvur esprima una posizione ufficiale … sulla scarsità dei fondi di ricerca”. Che è quello che fa Graziosi con la lettera alle società scientifiche. Ma è anche quello che la stessa Terracini fa subito dopo quando scrive che i fondi ci sono, perché, ci permettiamo ancora di ricordarlo, il suo parere, ai sensi del codice etico di ANVUR, non può che essere ufficiale.

A questo punto delle due l’una. O la lettera a firma Graziosi pubblicata qua sopra è opera di qualche burlone che l’ha recapitata a Roars. Oppure il presidente ed il vicepresidente di ANVUR dovrebbero spiegare perché hanno ritenuto di inviare una mail alle società scientifiche per sostenere una petizione che accusa il governo Renzi di sottofinanziare la ricerca, chiedendo l’intervento dell’Europa.

A noi viene da domandarci cosa altro debbano fare ancora i membri del direttivo ANVUR per essere rimossi dai loro incarichi.

 

 

 

 

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9 Commenti

  1. Ci sono o ci fanno? Purtroppo, entrambe le cose. Ci fanno perché non hanno altro di meglio da fare e da pensare e perché non mirano ad altro che a cariche burocratiche. E ci sono, ci sono, ahimè, sennò non si presterebbero a tali uffici, per poi scoprire di essere solo delle “mosche cocchiere” al servizio del migliore (ministro della pubblica istruzione) offerente

    • E se fosse mero gioco di sponda?
      La ministra non può chiedere direttamente più fondi per la ricerca perché il cerbero collega dell’Economia direbbe “nein”, e quindi fa filtrare la richiesta/appello da “autorevolissime fonti” alle sue dirette dipendenze per scavalcare il cerbero di cui sopra e sperare nell’appoggio dell’Europa (che potrebbe dire: ok la flessibilità, ma vi diciamo noi UE per cosa spendere quei soldini in più). Improbabile? Forse, ma non impossibile nel mondo della politica italiota, dove (Flaiano docet) la linea più breve tra due punti è notoriamente l’arabesco.

  2. Spero abbia ragione NG. Del resto c’è poco da stupirsi. Sul piano antropologico un professore universitario non aderisce mai ad una iniziativa di un altro o di un gruppo. E’ quasi una ammissione di essere meno intelligente o capace. Lui vuole che tu aderisca alla sua. Risultato sempre mille iniziative, divisi, sparpagliati. Sempre chi ha capito di più o che ha IF può lungo dell’altro, tante prime donne. Continuo a pensare che Ferraro debba essere fatto santo (insieme a de nicolao e roars-la basilica di roars-),ha trovato una necessità comune che in qualche modo ci unisce.. Quindi la protesta e l’irritazione è totalmente sentita e diffusa tra tutti (ben al di sopra della astensione VQR), non solo verso Anvur, ma verso la crui e la ministra. Una annotazione sui rettori. C’è sempre un rettore (cioè quasi tutti) che una volta eletto vuol dimostrare che gran parte di quelli che lo hanno votato sono degli incapaci (mai bravi come lui o la sua schiera di pochi eletti) da punire, controllare etc. Per questo si avvale delgi apparati amministrativi, delle leggi, dei sospetti, delle verifiche, controlli etc. Come il grande Casagli ci ha dato gustose testimonianze. Propongo anche la mia:una fascia gialla al braccio di tutti con scritto la giannini se ne vada…come cittadini ancor prima che come professori 🙂

  3. In effetti, come dice NG, è probabile che la Giannini giochi di sponda perché bloccata da Padoan. La petizione “salviamo la ricerca” e altri segnali, come la sponsorizzazione di Graziosi, servono per far pressione sul MEF, in particolare attraverso Renzi preoccupato da un’indice di gradimento in ribasso. Se il PD perdesse a Milano (Stefano Parisi è un ottimo candidato) e magari anche a Roma, allora …

    C’è quindi da aspettarsi che Renzi si scateni in un periodo di iniziative popolari. Ha già cominciato con la semi-bufala sulla ricerca, ora menziona le pensioni, potrebbe chiedere ad Angela un aiutino per un ulteriore deroga allo sforamento.

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