Finanziamento

Dati ufficiali FFO premiale: Messina +37%, Catanzaro +33%, Milano Statale -9%, Udine -14%, Siena -39%

È arrivato davvero. Stiamo parlando del terremoto previsto due giorni fa da Roars, ma ancora prima dal Presidente dell’ANVUR Andrea Graziosi (che si dichiarava “pronto a fare scommesse” già nove mesi fa).  Questo pomeriggio il MIUR ha pubblicato il DM “Criteri di ripartizione della quota premiale” con, in allegato, le ripartizioni della quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) e anche il relativo FFO totale.

Chi sale e chi scende nell’FFO premiale rispetto all’anno scorso? La classifica di chi guadagna e perde di più in termini percentuali lascerà sicuramente sorpresa l’opinione pubblica e i mezzi di informazione. A parte l’exploit (+115%) dell’Università per Stranieri di Perugia, ateneo del Ministro uscente, questa volta al top ci sono gli atenei del Sud, che incassano incrementi clamorosi: Messina +37%, Catanzaro +33%, Seconda Univ. di Napoli +29%. La maglia nera è Siena (-39%), ma tra chi perde terreno ci sono anche diverse università del Nord: Udine -14%, Milano Statale -9%, Milano Bicocca -6%. Con un terremoto simile, qualche ateneo dovrà chiudere? Per fortuna no, perché una clausola di salvaguardia limita al -2.25% la possibile diminuzione dell’FFO.

Ma cosa è successo? Il grosso dell’FFO premiale viene ripartito sulla base dei risultati della valutazione della ricerca condotta dall’ANVUR. Fino all’anno scorso si usavano i risultati della VQR 2004-2010, mentre l’FFO  premiale 2016 si basa sui risultati (ancora inediti) della VQR  2011-2014. Naturale pensare che gli atenei che guadagnano terreno, siano quelli che hanno migliorato i voti della loro “pagella” e viceversa per chi arretra.  Siamo pronti a scommettere che ci saranno altri titoli sulla “rimonta del Sud“, i cui atenei, come suggerito da Graziosi «si sono rimboccati le maniche e, se non hanno scalato posizioni, almeno hanno ridotto lo svantaggio». Aggiungendo che questa “convergenza” dimostrerebbe l’utilità e il successo dell’operato dell’agenzia di valutazione da lui diretta. Ma è davvero così?

In realtà, la riduzione dello svantaggio è un’illusione ottica creata dall’uso di una scala dei voti meno ampia. Come se a scuola un professore, che prima dava voti nell’intervallo 0-10, improvvisamente decidesse di non dare mai meno di 4 e più di 8. A parità di valori in campo ci sarebbe l’illusione di una rimonta dei più deboli e di un arretramento dei più bravi (chi desiderasse un spiegazione tecnica più dettagliata la trova qui). Una distorsione che spiega anche come mai, nove mesi fa, il presidente dell’Agenzia di valutazione fosse già pronto a scommettere sulla “convergenza” di bravi e meno bravi, persino prima di dare inizio alle valutazioni della VQR. Adesso che abbiamo svelato l’arcano, non ci resta che accomodarci in poltrona a leggere le spiegazioni che daranno i giornali per vedere chi vincerà la gara della sociologia da salotto. Una lista di favoriti ce l’abbiamo già …

earthquake1974poster

Questo pomeriggio il MIUR ha pubblicato il DM “Criteri di ripartizione della quota premiale” con, in allegato, le ripartizioni della quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) e anche il relativo FFO totale:

Lasciamo ai lettori la lettura dei dettagli del DM. Da parte nostra ci limitiamo a pubblicare la classifica di chi vince e perde di più in termini percentuali quando si confronta l’FFO premiale 2016 con quello 2015 (che, tra l’altro, era anche di importo leggermente minore).

I risultati confermano quanto avevamo anticipato su Roars, considerando solo la parte premiale (peso 85%) basata sulla VQR(1), l’unica calcolabile con i dati a nostra disposizione, mentre nel dato di oggi è incluso anche l’indicatore della dimensione didattica (peso 15%).

 confronto-premiale_2016_vs_2015_effettivo

Tabella in formato pdf: confronto-premiale-2016-vs-2015-effettivo

__________

(1)  L’FFO premiale da noi calcolato utilizzava l’indicatore IRAS2 della VQR 2011-2014 come indicatore B (qualità del reclutamento) della dimensione Ricerca, mentre il MIUR ha utilizzato un nuovo indicatore IRAS2 PO che usa come variabile dimensionale i punti organico dei soggetti reclutati nel periodo 2011-2014.

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34 Comments

  1. Desolation says:

    Bene, ora vi faccio una domanda: nella mia università, medio-piccola, c’è’ stata una bella crescita del premiale.
    Nella 2004-2010 avevo ottenuto un ottimo risultato, superiore alla media di tutto il mio settore, alla 2011-2014 ho rifiutato di partecipare.
    Devo ritenere che sia più probabile che la mia mancata partecipazione abbia permesso un incremento del premiale, grazie alla insondabile perequazione, o che sia più probabile che abbia inciso negativamente sullo stesso?
    Il quesito ha risvolti pratici, in quanto si vocifera di sanzioni posticipate contro gli “indisponibili” come me. Grazie

  2. … avete paura che gli accessi a Roars diminuiscano? è la terza volta di fila che mi chiede 2-1 … nienre più moltiplicazioni difficili ? 😉
    comunque, guardando i piccioli, che sono quelli che contano veramente, e non le percentuali, Napoli è quella che ci ha guadagnato di più … è un caso?

  3. OOT … ma nelle mille proroghe non c’è nulla per noi universitari?
    … per certi versi sarebbe meglio … meglio che non facciano più nulla per l’università … ogni volta che fanno qualcosa fanno disastri

  4. ed è un caso che Stranieri Perugia abbia avuto questo risultato?
    Abbiamo perso completa fiducia in questa giostra, ma sin da quando si davano premialità al Nord e Nord Ovest…

  5. Beniamino Cappelletti Montano says:

    I dati sono molto interessanti e vi sono almeno un paio di osservazioni che mi vengono in mente.

    1. Colpisce la discrepanza tra la classifica pubblicata dall’ANVUR nel corso della conferenza stampa (http://www.anvur.it/attachments/article/1122/conferenza%20stampa%2019-12-2~.pdf) delle performances degli atenei rispetto alla precedente VQR, e la tabella delle performances degli stessi atenei nella quota premiale FFO 2016 rispetto al 2015.

    Ci si aspetterebbe una corrispondenza molto stretta tra le due tabelle, visto che la quota premiale FFO 2016 si basa proprio sulla nuova VQR, mentre quella del 2015 si basava sulla VQR precedente.

    E invece … vi sono atenei che fanno un exploit nella ricerca ma vengono penalizzati nei finanziamenti, e viceversa!

    Prendiamo ad esempio il caso della Normale di Pisa. Per l’ANVUR è al terzo posto assoluto tra tutte le università italiane, con un bel +20% rispetto alla precedente VQR. Quando si passa ai finanziamenti, invece, la Normale è all’ultimo posto tra le “università speciali”, l’unica a perdere finanziamenti (-2%).

    Altro esempio: l’Università del Salento è uno dei pochi atenei del Sud che, nonostante il cambio di scala nei punteggi della VQR, peggiora il suo risultato (-4%, 62-esima). L’Università di Bari, al contrario, compie un bel balzo in avanti con +10% (59-esima). Quando però si passa al FFO la classifica si rovescia: Salento +10% nel finanziamento premiale, Bari +0,3%.

    Al di là delle ragioni (matematiche) di questa discrepanza, credo che questi paradossi – “se tu migliori non ti premio, se peggiori ti premio … ma qualche volta anche no” – la dicano lunga sulla presunta oggettività della quota premiale, e sulla sua reale utilità a far migliorare il sistema universitario.

  6. Beniamino Cappelletti Montano says:

    2. La seconda osservazione è che, come suggerisce il “Totale Generale”, ultima riga della tabella, il finanziamento premiale è aumentato del 3,5% dal 2015 al 2016. Di conseguenza, aumenti percentuali di singoli atenei al di sotto di questa soglia corrispondono, nei fatti, ad una diminuzione del finanziamento.
    Fossi in Padova, per esempio, non starei troppo tranquillo. L’aumento dello 0,8% nei finanziamenti premiali corrisponde, di fatti, ad una contrazione, essendo ben al di sotto dell’aumento medio del 3,5% ((ma i titoloni di Repubblica e Corriere della Sera non ci dicevano che era la migliore università italiana? … altro paradosso).

  7. Alberto Baccini says:

    Prendete il caso del mio ateneo (Siena). Il peggiore di tutti. Perde 4 milioni di euro sulla qualità del reclutamento. Ma nel periodo 2011-2014 (feroce austerity, come molti forse ricordano, per uscire dalla crisi finanziaria) credo abbia fatto 2-3 passaggi di carriera in totale. E perde 7 milioni sulla qualità della ricerca. E’ peggiorata la qualità della ricerca? A giudicare dal voto medio di ateneo normalizzato (R) direi di no: il voto medio cresce leggermente tra le due VQR passando da 1,04 a 1,05. Che sarà successo allora? Il combinato disposto di due cose: il cambiamento di voti nella VQR. Ed una riduzione ingente della dimensione dell’ateneo che ha perso il 30% dei docenti (passando da circa 1000 a circa 750). Questa è la valutazione e la premialità all’italiana. Non ne sono felice, ma lo ripeto dal 2011 che questa valutazione e questa premialità sono ridicole. Lo sostengo da tempi non sospetti da quando cioè il mio ateneo era tra quelli che godevano di più della premialità.

    • Mi viene da ridere pensando agli atenei che si sono dannati per inserire le pubblicazioni arrivando anche a minacciare i propri colleghi, e sono stati “cornuti e mazziati”. Che bello .

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Direi che Riccaboni (ex-Rettore di Siena) ha letto e capito bene la “lezioncina di aritmetica”:
      __________________
      «”L’altro fattore cui è dovuto il calo dipende dal cambiamento dell’esercizio di valutazione. La Vqr 2004-10 seguiva regole diverse rispetto a quella 2011-14. Abbiamo assistito a un appiattimento dei punteggi. Prima, ad esempio, era prevista una penalizzazione per i prodotti non valutati, quest’anno no. Questo ha fatto risalire la china a chi aveva fatto molto male, provocando una penalizzazione per chi invece aveva fatto bene”.»
      __________________
      Vediamo se Beltram e Terracini danno un po’ di ripetizioni al Presidente dell’ANVUR Graziosi in modo che la capisca anche lui.
      __________________
      Mi sembra sensato anche il commento di Riccaboni sulla premialità relativa al reclutamento che punisce chi non ha reclutato. In pratica questa voce diventa un cofinanziamento MIUR del reclutamento. Chi fa pagare tasse più alte riceve più punti organico, recluta di più e aumenta le distanze rispetto a chi viene punito nelle discutibili assegnazioni di punti organico. Un altro esempio della natura “cumulativa” della compressione messa in atto.

  8. Niente di nuovo. Si continua con l’assistenzialismo. La visione che hanno i governi dellì università è quella di un grande ufficio di collocamento. Tutto il resto sono fantasie.

  9. Merlinowiz says:

    Festeggiamo? Per Messina +7.161.538 (37,3%) nella quota premiale, allora stappiamo una bottiglia di spumante. Solo un piccolo neo. Nella quota totale FFO 2016, che è poi quello che conta (ovvero quanto effettivamente trasferito) è -2.332.694. Se si analizza questo dato, si vede che in totale, a parte poche eccezioni, i soldi trasferiti sono meno, -52.146.112 in totale (ma +2.521.755 per la Normale Pisa, Scuola Sant’Anna ecc.).

    La quota premiale quindi serve a “ridurre” la diminuzione generale dell’FFO ? Neanche questo. la riduzione dell’FFO effettivo è il 4,47% della riduzione complessiva (escluso Scuole Speciali ecc.), mentre la quota base FFO sempre per Messina è il 2,23% di quello totale. Ovvero da come la si guarda, l’incremento della “quota premiale” è in effetti una penalizzazione effettiva.

  10. Infatti. funziona male anche come ufficio di collocamento.

  11. Cari colleghi, Buon Anno a tutti!
    Leggendo le analisi di De Nicolao, più i commenti degli altri, l’insieme di tutta la faccenda delle due vqr rientra in quel complesso quadro da tempo studiato e sviscerato negli USA ed altrove (più avanti riferimenti più recenti) che si indica con “imposture intellettuali”. La casistica è evidentemente molto varia e il livello di gravità è ugualmente vario, da quella legalmente punibile a quella biasimabile, a quella moralmente riprovevole, a quella semplicemente ridicola o grottesca. A questo punto dell’analisi, compiuta da De Nicolao e dagli altri, alla luce dei dati già esistenti o ricavati ultimamente, non si può più sostenere che l’intera procedura vqr, nelle sue due fasi non comparabili, sia stata concepita in buona fede e da ingenui.
    Per molto meno, ‘illustri’ o ‘rinomati’ studiosi, malati soprattutto di divismo o di ansia per la carriera o sottoposti alle leggi della giungla, sono stati licenziati o si sono ritirati.
    Leggete qui sotto, in francese, proveniente da oltre le Alpi, nel 2012, 2014:

    http://www.scienceshumaines.com/bienvenue-dans-l-ere-de-la-fraude-intellectuelle_fr_29763.html. 14/11/2012.
    “Bienvenue dans l’ère de la fraude intellectuelle. Plagiats, truquages de données, inventions de citations … La vie intellectuelle a connu son lot de scandales en 2012.”
    Così iniziava 4 anni or sono l’articolo. Leggere la continuazione, dove si dice anche
    “…. les articles frauduleux avaient été validés avant publication par des relecteurs anonymes qui n’y ont vu que du feu [non si son resi conto dell’imbroglio]” […] ”le souci du vrai s’efface devant le besoin de raconter (beaucoup) de belles histoires.” [v. story-telling…] “intellectuels sans scupules “ […] “ [D.S.]… a été licencié en septembre 2011 … 25 de ses articles ont été rétractés par les revues qui les avaient publiés.”

    http://www.lemonde.fr/sciences/article/2014/09/15/l-integrite-une-exigence-de-la-recherche_4487948_1650684.html
    “ … Devant la multiplication des cas d’inconduite scientifique et de fraude, un collectif de savants recommande d’inclure une sensibilisation à l’intégrité dans la formation des chercheurs.” … “Au-delà des fraudes avérées, on peut recenser de nombreux manquements à l’intégrité scientifique qui sont souvent tolérés, voire acceptés par les milieux de la recherche : sélection des résultats expérimentaux en fonction des idées préconçues, fractionnement des données pour augmenter le nombre des publications, omission de résultats antérieurement publiés, utilisation de tests statistiques inappropriés, etc.” …

    Vedi anche: 1974, Unesco, Recommandation concernant la condition des chercheurs scientifiques.

    • toglierei “intellettuali” e lascerei inposture perchè di ciò si tratta. Allora, ci sono i margini per impugnare la questione al TAR. Speriamo che qualcuna delle università penalizzate lo faccia, sempre che non gli abbiano promesso una qualche compensazione l’anno prossimo (a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca – Andreotti Giulio).

  12. meritator says:

    In realtà molte delle anomalie riscontrate nell’articolo e nei commenti dipendono dal fatto che il modello di ripartizione dell’FFO è più complesso di come lo si vuole qui interpretare.
    Tanto per iniziare la quota premiale per il 2016, 1 miliardo e 433 milioni è solo il 20% dell’FFO totale e della restante parte, la quota base assommante a oltre 4 miliardi e mezzo, è distribuita per il 28% in base al costo standard degli studenti regolari iscritti e per il resto su base storica ed interventi perequativi.
    Quindi un incremento anche percentualmente elevato della quota premiale può essere vanificato da una perdita modesta della ben più consistente quota base.
    Inoltre, anche la quota premiale non è determinata solo dall’esito della VQR, che conta per il 65%, ma anche dall’esito della VQR per i neoassunti o passati di ruolo (20%) e da alcuni indicatori di didattica ed internazionalizzazione (15%).
    Pertanto, anche un ateneo che ha avuto un buon risultato nella VQR, ma poi ha assunto o promosso persone con una scarsa VQR ed ha avuto cattivi risultati nella didattica ed internazionalizzazione può avere una quota premiale complessivamente deludente.
    Tipico esempio proprio quello di Bari, citato in un commento precedente: dalla tabella 5 dell’ultimo decreto (“RIPARTO QUOTA PREMIALE 2016”) si vede che la quota VQR complessiva è il 2.49% del totale nazionale mentre la quota “politiche di reclutamento” è solo l’1,1%, cioè meno della metà, e un valore inferiori è ottenuto anche per l’internazionalizzazione, 1,41%.
    Inoltre, non solo la quota premiale è leggermente inferiore a quella del 2015 (2.15% del totale nazionale nel 2016 contro il 2.20 nel 2015) ma anche la sua quota base è diminuita rispetto al 2015 (2.91% contro 2.95%) e ci sono voluti oltre 4 milioni di quota perequativa per contenere le perdite al -1.06% sul FFO totale.
    La tabella nell’articolo aggiunge anche un po di confusione: come già un commentatore ha fatto notare, nel 2016 il totale della quota premiale è aumentato da 1 miliardo 385 milioni del 2015 ad un miliardo 433, cioè di circa il 3,5%, e quindi l’ultima colonna andrebbe riscalata di questo valore e si vederebbe che ben cinque atenei che apparentemente avevano avuto un aumento, vedi Padova, in realtà hanno avuto una diminuzione della quota premiale.
    In conclusione: leggiamoli un po’ più attentamente i dati sulla ripartizione del FFO e si vedrà come molte delle presunte anomalie scompariranno.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      meritator: «In realtà molte delle anomalie riscontrate nell’articolo e nei commenti dipendono dal fatto che il modello di ripartizione dell’FFO è più complesso di come lo si vuole qui interpretare.
      Tanto per iniziare la quota premiale per il 2016, 1 miliardo e 433 milioni è solo il 20% dell’FFO totale»
      _______________
      Per quanto riguarda l’articolo, è difficile invocare problemi di interpretazione: l’aggettivo “premiale” è ripetuto costantemente a partire dal titolo e anche nella tabella, oltre che nel testo (almeno 10 volte).

    • Giuseppe De Nicolao says:

      meritator: «La tabella nell’articolo aggiunge anche un po di confusione: come già un commentatore ha fatto notare, nel 2016 il totale della quota premiale è aumentato da 1 miliardo 385 milioni del 2015 ad un miliardo 433, cioè di circa il 3,5%,»
      _____________
      Che ci fosse stato un aumento (oltre che essere visibile dall’ultima riga della tabella) era stato ricordato esplicitamente nell’articolo:
      ______________
      «quello 2015 (che, tra l’altro, era anche di importo leggermente minore)»
      ______________
      Un aumento che, se da un lato potrebbe rendere meno clamorosa la “rimonta” di molti atenei, rende ancora più sorprendente il passo indietro di quelli che stazionavano ai piani alti.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      meritator: «Pertanto, anche un ateneo che ha avuto un buon risultato nella VQR, ma poi ha assunto o promosso persone con una scarsa VQR ed ha avuto cattivi risultati nella didattica ed internazionalizzazione può avere una quota premiale complessivamente deludente.»
      _______________
      Attenzione che anche l’indicatore relativo alla qualità del reclutamento (20%) è misurato con la nuova metrica della VQR 2011-2014, diversa da quella impiegata nella VQR 2004-2010. Pertanto, il 65%+20%=85% del premiale risente dell’illusione ottica spiegata nella “lezioncina di aritmetica”:
      https://www.roars.it/online/una-lezioncina-di-aritmetica-per-il-consiglio-direttivo-dellanvur/

    • Giuseppe De Nicolao says:

      meritator: «In conclusione: leggiamoli un po’ più attentamente i dati sulla ripartizione del FFO e si vedrà come molte delle presunte anomalie scompariranno.»
      _________________
      È esattamente la nostra tesi. Mentre Anvur sostiene che c’è stata un’inversione di tendenza (frutto delle taumaturgiche azioni dell’agenzia), la nostra tesi è che le presunte anomalie sono ben spiegate da meccanismi che hanno ben poco a che fare con la virtù ed il vizio.

  13. Personalmente credo che le università ‘danneggiate’ siano state sopravvalutate nel passato. Questo di questi giorni per me ha il sapore di un risarcimento tardivo e parziale per uno spostamento delle risorse verso le università dette ‘virtuose’. Le proteste sono state tante.
    Altro problema, più che altrove sentito, ma presente ovunque, è quello degli intellettuali di vetrina, compiaciuti, di confusione esultante nel formulare articoli e giudizi ( e parlo del settore umanistico). Aspetto il giorno in cui il plagio verrà scoperto, così come le banalità, le rimasticature …

    • “tutti i tentativi di valutare il merito sono destinati al fallimento”

      Antico detto Italiano.

    • Nell’uso com., il fatto di chi pubblica o dà per propria l’opera letteraria o scientifica o artistica di altri; anche con riferimento a parte di opera che venga inserita nella propria senza indicazione della fonte: un p. letterario. Per estens., lo scritto o l’opera in cui il plagio si effettua: quest’opera è un p., un vero p., un p. sfacciato; un detto francese afferma che in genere i dizionarî sono plagi in ordine alfabetico.
      Dal Diz. Treccani
      Il contesto chiarisce senza possibilità d’equivoco.

  14. Giuseppe De Nicolao says:


    http://www.repubblica.it/scuola/2017/01/02/news/universita_suddivisi_i_fondi_tagli_agli_atenei_lombardi_guadagnano_quelli_del_sud-155275886/
    __________________
    Smaltiti i postumi del veglione (o forse no, vedi sotto), anche Repubblica dà notizia della ripartizione della quota premiale:
    __________________
    “ARRIVANO i finanziamenti alle università in base al merito e non mancano le sorprese.”
    __________________
    La sorpresa è quella riportata nel titolo
    ____________________
    “tagli agli atenei lombardi, guadagnano quelli del Sud”
    ____________________
    Il quotidiano non prova nemmeno a spiegare come mai la “ruota del merito” ha cambiato direzione. In compenso, non si può nemmeno dire che i postumi del veglione siano stati del tutto smaltiti perché, nonostante bastasse copiare dalla nostra tabella, Repubblica riesce ad infilare due bei refusi.
    ____________________
    1. “La statale di Milano lascia sul tavolo del merito 5 milioni di euro (il 90 per cento del 2015)”
    [per fortuna dei milanesi, Repubblica ha scritto 90 invece di 9 per cento]
    ____________________
    2. “Bergamo 1,2 milioni (l’8 per cento in meno)”
    [qui Repubblica ha scambiato Bergamo con Brescia. Bergamo perde circa 80.000 Euro pari allo 0.8%]
    ____________________
    I poveri lettori di Repubblica, non solo non hanno diritto ad uno straccio di spiegazione del colpo di scena (il Nord che arretra e il Sud che avanza – ma è vera gloria?), ma nemmeno hanno il diritto a leggere i numeri corretti.

  15. Pietro C says:

    Il totale del FFO e’ comunque diminuito (-0,78%) e questo causa una preponderanza di segni meno nella tabella 4.

  16. Pingback: Università, classifiche in chiaroscuro per le siciliane - Hashtag Sicilia

  17. Giuseppe De Nicolao says:



    ____________________
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/giannini-lascia-cadeau-fondi-doppi-suo-ateneo-1347576.html
    ====================
    Al Giornale hanno smaltito meglio il veglione e notano l’exploit dell’ateneo della Ministra uscente:
    ____________________
    “La Giannini lascia un cadeau: fondi doppi al “suo” ateneo

    L’Università per stranieri di Perugia premiata con il 115% in più dei soldi dall’ex ministro. Che ne fu rettore”
    _____________________
    Un particolare che era sfuggito a Repubblica, ma che viene subito rilanciato anche da Dagospia:
    _____________________
    REGALINO DI FINE MANDATO – STEFANIA GIANNINI, PRIMA DI LASCIARE IL MINISTERO ALLA VALERIA FEDELI, RADDOPPIA GLI STANZIAMENTI PER L’UNIVERSITA’ PER GLI STRANIERI DI PERUGIA – CASUALMENTE, DI QUELL’ATENEO LA GIANNINI ERA IL RETTORE…
    http://m.dagospia.com/regalino-di-fine-mandato-stefania-giannini-raddoppia-i-fondi-per-l-universita-dove-insegnava-138705

    • Alberto Baccini says:

      Direi niente male. Ormai è roars a fare notizia prima del miur. Ed è davvero una vertigine vedere che l’edizione genovese del LaRepubblica, pubblica uno stralcio della tabella che RedazioneRoars aveva copiato, modificando ovviamente i dati, proprio da Repubblica!


  18. causalmente anche quando la carrozza lasciò al santanna andarono un sacco di soldi … causalmente

  19. Già. Spudoratamente.

  20. Giorgio Metafune says:

    Non so se ho capito come il Miur ha calcolato IRAS2 PO per la ripartizione della quota premiale.
    Per l’universita’ “i” ha calcolato IRAS1 sui nuovi reclutati, pesato coi PO impiegati, e ha poi diviso per il numero analogo calcolato su tutti gli atenei?

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