. OpenAIRE, una infrastruttura per le ricerca europea ad accesso aperto.

Il dibattito e gli strumenti necessari per favorire l’accesso aperto ai risultati della ricerca hanno trovato nell’Unione Europea un importante alleato. Tra le iniziative promosse nel corso degli ultimi tre anni, ed in particolare con l’avvio del Settimo Programma Quadro, è infatti prevista un’azione generale per le ricerche finanziate ed una specifica per quelle ricadenti nell’ERC (European Research Council) ovvero per quelle a presumibile maggior impatto scientifico.

Cominciamo da quest’ultimo: nel dicembre 2007 nelle Linee guida per l’accesso aperto dell’ERC si prevede

“… che tutte le pubblicazioni validate da peer-review e derivanti da progetti di ricerca finanziati dal Consiglio Scientifico Europeo, una volta pubblicate, siano depositate in un repository di ricerca disciplinare, qualora ne esista uno – come PubMed Central, ArXiv o altro repository istituzionale – e che, successivamente, siano rese ad accesso aperto entro 6 mesi dalla pubblicazione.

Per quanto riguarda l’approccio generale, nell’agosto 2008 l’Unione Europea lancia un progetto pilota che prevede  che all’interno del Settimo Programma Quadro i risultati del 20% dei progetti finanziati, legati ad alcune specifiche aree disciplinari (Energia, Ambiente, Salute, Sistemi Cognitivi/Interazione/Robotica, Infrastrutture di Ricerca, Scienza e Società, Scienze Socio-Economiche e Umanistiche) debbano  essere archiviati  in repository istituzionali o disciplinari entro 6 o 12 mesi dalla pubblicazione su riviste peer reviewed.

I beneficiari dei finanziamenti devono depositare una copia digitale della versione pubblicata o il manoscritto finale […] in un repository istituzionale o disciplinare, al momento della pubblicazione della ricerca.

I beneficiari dei finanziamenti, inoltre, devono fare del loro meglio affinché la copia digitale del loro lavoro di ricerca sia disponibile gratuitamente e in formato elettronico attraverso un repository:

Immediatamente, se il paper/articolo risultato della ricerca è pubblicato ad accesso aperto (per esempio se una versione elettronica è disponibile gratuitamente sul sito dell’editore) oppure

Entro 6 o 12 mesi [6 per le aree Salute, Energia, Ambiente (incluso Cambiamento climatico), ICT; 12 per Scienze Socio-economiche e umanistiche e le attività di Scienza e Società]”

Sono ormai molte le istituzioni dotate di archivi istituzionali, e alcune comunità scientifiche disciplinari archiviano sistematicamente i risultati delle loro ricerche in repository disciplinari, tuttavia non c’erano strumenti, a livello dell’Unione Europea, per controllare che i lavori finanziati venissero effettivamente depositati ad accesso aperto. Problema peraltro esteso al repertorio delle ricerche comunque finanziate dal Programma Quadro.

All’inizio del 2010 nasce OpenAIRE,  una iniziativa della durata di 36 mesi, che vede la partecipazione di 27 paesi europei per un totale di 38 membri (in alcuni casi sono presenti più istituzioni per paese) allo scopo di sostenere il Progetto Pilota sull’Open Access formalizzato dall’Unione Europea nel 2008.

I ricercatori che hanno a disposizione un repository istituzionale depositeranno in tale archivio i lavori di ricerca nei tempi previsti (6 o 12 mesi dopo la pubblicazione). OpenAIRE è dotato di un harvester che raccoglierà i dati dai repository che ne avranno fatto richiesta. I ricercatori che non hanno a disposizione un archivio istituzionale depositeranno i lavori di ricerca direttamente in OpenAIRE.

Il mondo dell’accesso aperto non è completamente conosciuto e risente, a volte, di pregiudizi o di adesioni acritiche: ad esempio spesso si teme che la ripubblicazione dei propri lavori di ricerca nei repository istituzionali possa essere qualcosa di illegale e che violi le regole del copyright.

Gli editori sono però ormai consci della necessità per i ricercatori di adempiere alle richieste di istituzioni ed enti finanziatori della ricerca, ed esiste un sito su cui ogni editore dichiara la politica editoriale rispetto all’accesso aperto e la compatibilità con le richieste degli enti finanziatori (si veda ad esempio la politica dell’editore Elsevier http://www.sherpa.ac.uk/romeo/search.php?id=30&fIDnum=all). Ormai tutti i grandi editori internazionali prevedono la possibilità di ripubblicazione nei repository.

Molte istituzioni italiane si sono dotate di un repository istituzionale. Assicurare la compatibilità fra il proprio repository e il progetto OpenAIRE significa non solo rispettare i vincoli presenti nei contratti che prevedono il finanziamento dei progetti, ma essere maggiormente visibili a livello europeo.

Attualmente solo due archivi istituzionali sono registrati in OpenAIRE e depositano i lavori frutto dei finanziamenti FP7: AIR (unimi) e AMS acta (unibo).

La raccolta in un unico punto dei risultati di progetti di ricerca svolti in paesi diversi offrirà una panoramica della ricerca svolta nella European Research Area, e potrà essere utilizzata per la valutazione (analisi citazionale, ma anche testuale, analisi delle reti ecc.)  anche in termini comparativi dei progetti finanziati.

www.openaire.eu

 

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