Martedì 11 luglio 2017 si è svolto nella Sala Tatarella della Camera dei deputati il convegno “Dalla formazione all’innovazione” promosso dal Movimento 5 Stelle e organizzato dai deputati Francesco D’Uva, che ha moderato l’incontro, e Gianluca Vacca, che ha discusso le conclusioni.  Le domande chiave attorno alle quali hanno ruotato gli interventi dei relatori sono state: Perché è importante finanziare l’istruzione superiore e la ricerca? Quale è il nesso tra scoperte della ricerca di base e innovazioni di interesse commerciale? Come si può favorire l’innovazione tecnologica? Di seguito titoli, riassunti e video degli interventi.

Luciano Pietronero Fisica Univ. Sapienza, Roma e World Bank, Washington

ECONOMIC COMPLEXITY

Economic Complexity costituisce un nuovo campo di ricerca basato su una metodologia radicalmente nuova. Descrive la competitività economica (Fitness) come un processo evolutivo di ecosistemi in cui scienza, tecnologie, innovazione e prodotti sono globalmente interconnessi. Si adotta un approccio originale al problema dei Big Data focalizzato non sulla quantità ma sulla ottimizzazione del rapporto segnale-rumore. Il metodo è poi sviluppato concretamente con algoritmi ispirati ma diversi da Google e ottimizzati per l’economia. La qualità dei risultati può essere analizzata scientificamente poiché il metodo non richiede l’utilizzo di alcun parametro arbitrario. I dati essenziali sono i prodotti, i brevetti e l’attività scientifica che ogni paese produce e che sono disponibili dalla Nazioni Unite e da altre istituzioni internazionali. I risultati forniscono una nuova metodologia per l’analisi, le previsioni e la programmazione delle attività scientifiche, tecnologiche ed economiche dei vari paesi.  In particolare le relazioni tra educazione, tecnologie, innovazione e prodotti possono essere analizzate in modo quantitativo e ottimizzate. Recentemente questa nuova metodologie a è stata adottata in modo estensivo dalla World Bank di Washington che organizzerà in settembre  un evento speciale focalizzato sui risultati ottenuti e sulle prospettive.

Cesare Pozzi LUISS

RICERCA, MERCATO E POLITICHE INDUSTRIALI: LE TRAPPOLE DELLE TEORIE ECONOMICHE

La ricerca viene considerata dai più come valore in sé, ma come si declinano il suo significato e il suo ruolo in un’economia liberale di mercato? In un cambio d’epoca come quello che stiamo affrontando, le teorie economiche e le conseguenti teorie normative si intrecciano con il comune sentire contribuendo ad alimentare la confusione tra ciò che si pensa di perseguire e ciò che si può realizzare. Purtroppo quanto sta accadendo è un cambiamento inerziale scritto negli assetti istituzionali che si sono di fatto affermati, nella generale inconsapevolezza dei loro effetti. Quali futuri per ricerca e conoscenza? E l’Italia?

Daniela Palma  ENEA e Redazione Roars

“CERVELLI IN FUGA” E DECLINO COMPETITIVO DELL’ITALIA
Quella dei “cervelli in fuga” è ormai per l’Italia la spia di un declino competitivo destinato a minare sempre più il potenziale di crescita del Pil. Continuando a rincorrere la competitività di prezzo attraverso la compressione del costo del lavoro, il nostro Paese sta perdendo il treno dell’ “economia della conoscenza” sulla quale da tempo si misura lo sviluppo dei maggiori paesi industrializzati e ora sempre più anche quello dei paesi di nuova industrializzazione come la Cina. D’altro canto la specializzazione del nostro tessuto produttivo in settori a bassa intensità tecnologica comprime la domanda di competenze qualificate da parte delle imprese mostrando (paradossalmente) che la spesa pubblica in Ricerca è uno spreco da ridurre ed innescando un pericoloso circolo vizioso. In assenza di un inedito coordinamento tra politiche della Ricerca e politiche industriali volte a potenziare la presenza di settori innovativi l’Italia andrà pertanto incontro ad una emarginazione dal contesto competitivo internazionale, mentre il suo Pil non potrà che crescere agli insoddisfacenti ritmi registrati negli ultimi anni.

Francesco Coniglione Università di Catania e Redazione Roars

INNOVAZIONE E CREATIVITA’. L’INTRECCIARSI DEI LINGUAGGI
In genere si pensa che l’innovazione scientifica e tecnologica sia in rapporto lineare con la specializzazione e l’eccellenza in campi sempre più dedicati e ristretti; così si trascura il fatto che essa è invece il frutto di un ambiente che stimoli la creatività e il pensiero divergente; il che può avvenire solo come un effetto della capacità di diversi linguaggi ed esperienze culturali a fecondarsi tra loro, sviluppando l’attitudine a pensare da altri punti di vista, apparentemente lontani, ma spesso forieri di idee che solo successivamente possono e devono essere operativamente efficaci mediante le competenze specialistiche. La politica delle ricerca portata avanti negli ultimi anni è stata invece sempre più orientata verso una chiusura ad esperienze culturali non ritenute immediatamente collegate ai campi specialistici che si vorrebbero sviluppare.

 

Juan Carlos de Martin  Politecnico di Torino

IMMAGINAZIONE E CONTESTO
In questi ultimi anni si è radicata – non solo in Italia – la convinzione che  l’unica conoscenza utile dal punto di vista economico sia la conoscenza  tecnico-scientifica, soprattutto quella immediatamente applicabile al mondo produttivo. Si tratta, però, di una visione estremamente riduttiva dell’ “utilità” della conoscenza, anche dal punto di vista prettamente economico.  La conoscenza tecnica-scientifica, infatti, per poter incidere con efficacia sulla realtà ha assoluto bisogno di almeno altre due fattori, ovvero, immaginazione e contesto. Immaginazione per coltivare il senso del possibile, ovvero, la creatività. Contesto per dare forma all’intervento tecnico tenendo conto del fatto che verrà inserito in un determinato contesto sociale, non in un vuoto, così aumentandone l’efficacia.

Francesco Sylos Labini Centro Fermi, CNR, Redazione Roars

DALLA RICERCA ALL’INNOVAZIONE: IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO ALLA RICERCA E LA CAPACITA’ DI ASSORBIMENTO

La ricerca fondamentale, pur studiando problemi ritenuti dal senso comune, lontani da ogni possibile applicazione pratica, ha introdotto nella storia, anche quella recente, scoperte rivoluzionarie che sono usate tutti i giorni da ognuno di noi e che sono state il carburante dello sviluppo economico. Ad esempio, la rivoluzione High Tech avvenuta negli ultimi venti anni si è sviluppata in seguito alle scoperte nella fisica dei nano-materiali avvenute una trentina di anni fa. Partendo da questo esempio specifico cercheremo di rispondere a queste domande: Come si sono sviluppate queste importanti scoperte e come sono state finanziate? Come sarebbero valutate con i criteri attuali? Come si trasformano le scoperte della scienza di base in innovazioni tecnologiche di interesse commerciale?

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10 Commenti

    • L’unico movimento in cui posso dire di essermi riconosciuto in questi ultimi anni è stato “DisFare per accelerare il declino”. Gli unici che non hanno un programma velleitario e che possono dire, senza tema di smentita, che il paese cammina nella direzione che ci additano.


      Mi ricordo di essere stato tra i primi ad avere messo “like” alla loro pagina Facebook.
      Non nascondo, però, di nutrire una certa simpatia nei confronti di “Marxisti per Tabacci”.

    • Non è detto che l’unica alternativa a Grillo sia il PD. Qualche buontempone potrebbe pure tifare per Alfano o per Salvini, al limite anche per il Berlusca. Sarebbe un buontempone, ma almeno avrebbe una molteplicità di opzioni rispetto a coloro che, delusi dal PCI-PDS-DS passano per Di Pietro e dopo si affidano a Grillo. Il responsabile scuola del M5S, chiunque sia, è evidentemente per definizione meglio di chi ha tradito il vero spirito ‘de sinistra’. Il quale (lo spirito), notoriamente, ora risplende in Grillo. E solo chi ha ‘lo spirito’ può essere preso in considerazione!

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