Segnaliamo il documento CRUI del 23 gennaio 2014 intitolato “Verso una nuova Università. Autonomia. Competitività. Finanziamento. Semplificazione. Le 18 proposte della CRUI”.

Le proposte della Conferenza dei Rettori si articolano intorno a 4 punti chiave: autonomia, competitività, finanziamento, semplificazione.

Segue il testo.

proposte della CRUI

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12 Commenti

  1. Hanno molto a cuore i giovani, si vede. E infatti si sono dimenticati un punto: obbligare i rettori il cui stipendio, per raggiunti limiti di età, è già pagato dall’INPS a lasciare immediatamente il proprio ufficio.

    • Il mio rettore ha 71 anni compiuti e non appartiene all’organico dei professori in ruolo (nel database del miur non c’è più). Pensa di restare in carica fino all’autunno 2015, forte di un nulla osta ministeriale.

  2. Sui punti pratici: bene la valorizzazione del dottorato di ricerca, punto fondamentale sia per l’espansione del know-how universitario fuori dalla cittadella accademica come pure per un auspicabile incremento qualitativo di quadri e dirigenti della PA (scuola compresa: il totale distacco tra scuola e università – almeno a livello di carriere – viene sistematicamente ignorato).
    L’idea di un “concorso nazionale” tra i dottori di ricerca per l’accesso al ruolo di RTD pare invece implicitamente far trapelare l’idea di sbarramenti anagrafici (tipo escludendo gli addottorati da tot anni)?

    • i bandi con limiti di età o di anni dal dottorato sono illegittimi. ci sono diverse sentenze del tar in questo senso.

      ciò non toglie (si veda il bando sir) che ci sia un orientamento chiarissimo volto a eliminare una generazione di precari per ripartire da zero. è una scelta politica che comporta lo sperpero di ingenti competenze acquisite e maturate nel tempo e che – ovviamente – i precari contrasteranno in tutte le sedi.

    • Bando SIR e proposte CRUI collimano perfettamente su questo punto. Ho l’impressione che si stia dicendo alla massa di precari o comunque studiosi non strutturati tra i 35 e i 45 anni: o riuscite ad abilitarvi come PA o per voi non c’è né ci sarà mai più posto. D’altra parte di tenere in Italia i migliori giovani “veri” (25-30enni) c’è davvero bisogno. Però nel sistema attuale anche per gli esterni abilitati a PA rischia di esserci troppo poco spazio. Ecco che l’idea che avevo avanzato a suo tempo – due liste distinte di abilitati, una per strutturati e una per non strutturati, con una quota di chiamate (almeno il 20% attualmente riservato ai cosiddetti “esterni”, che in realtà sono solo esterni rispetto all’ateneo che bandisce, non necessariamente rispetto al sistema universitario) da effettuare obbligatoriamente “pescando” dalla seconda – forse non è peregrina.

  3. Una proposta interessante sarebbero gli ORDINARI SENZA PORTAFOGLIO. Visto che l’assunzione di ordinari sarà ridotta al lumicino per motivi economici (costano troppo), perché non introdurre una figura di ordinario che guadagni solo 10€ più di un associato? Sarebbe un buon modo per svecchiare la governance a costo quasi zero!!!

  4. Nella lettura degli interventi quello che mi intristisce di più è la logica dei capponi di renzo, alla quale va aggiunto l’atteggiamento: studioso universitario=prima donna cioè centro dell’universo (più intelligente di tutti). C’è uno scontro generazionale fomentato e assurdo. Il punto non è rettori contro il resto del mondo, ricercatori(giovani) vs ordinari vecchi etc. etc. Meritocrazia vs parentopoli ma più risorse per tutti e più risorse per la università (pubblica in particolare). Possiamo trovare almeno una minima base comune? Altra letterina a babbo natale….boh

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