La Conferenza dei Rettori si rivolge al nuovo Presidente del Consiglio e ribadisce le sue priorità. Segnaliamo ai lettori il testo della lettera.

 

Gentile Presidente,

mentre si accinge ad assumere un importante compito per il Paese, vogliamo segnalarle 4 azioni che a nostro avviso non sono più rinviabili e che costituiscono delle vere e proprie emergenze per l’Università italiana:

1. Negli ultimi 5 anni abbiamo perso 10.000 ricercatori; sono rimasti fuori dall’Università per il continuo blocco del turn over. Serve un Piano straordinario per i giovani migliori: diamo loro un’opportunità, altrimenti serviranno altri Paesi.

2. Il diritto allo studio è insufficiente. 1 giovane su 4 non può studiare all’Università per censo, anche se ne ha diritto. Non è giusto, occorre ripristinare il diritto allo studio previsto dalla Costituzione.

3. Il Paese non cresce se non si rafforza l’alleanza tra formazione e mondo del lavoro in tutte le aree. Servono politiche che attraverso azioni di defiscalizzazione incentivino un rapporto più stretto tra Università e Imprese.

4. Siamo travolti da un delirio normativo senza logica che impedisce ogni movimento e una nuova progettualità. Occorre semplificare e dare più libertà alle Università di competere, ovviamente nel rispetto rigoroso della sostenibilità finanziaria e della ricca e differenziata identità e pluralità scientifica e culturale degli Atenei del nostro Paese.

Presidente, queste sono le prime 4 priorità. Si è perso troppo tempo. Non ne resta più

appello dei Rettori al nuovo governo, 20 febbraio 2014

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5 Commenti

  1. Un mio commento sul nuovo ministro sulla rivista Science:

    “I am extremely skeptical about the political situation overall,” says physicist Francesco Sylos Labini of the Enrico Fermi Center in Rome, who’s a member of the grassroots campaign group Return On Academic Research. “Once again, this government coalition did not have a consensus from the electorate, which makes the whole scenario very shaky,” he says.

    more at

    http://news.sciencemag.org/europe/2014/02/linguist-takes-over-italys-science-minister

  2. Il tatto con cui i magnifici affrontano il punto chiave, cioè il definanziamento dell’università pubblica, è straordinario: non ne parlano proprio.
    Notevole anche il non fare alcun cenno agli oltre 50000 docenti e ricercatori che lavorano nelle “loro” università dove, evidentemente, va tutto bene a parte la sovraproduzione normativa: il rancio è ottimo, il morale altissimo.

  3. Purtroppo il focus di questo e qualunque altro governo in questi mesi è il taglio della spesa, dubito fortemente che oltre gli slogan per i prossimi mesi ci saranno finanziamenti a chicchessia (tranne ovviamente ai soliti “ignoti”).
    Nella migliore delle ipotesi, se rispettano il programma dopo che le elezioni europee e il semestre italiano avranno decretato un allentamento delle politiche di rigore, forse qualche briciola si vedrà.

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