MOZIONE APPROVATA ALL’UNANIMITA’ DALL’ASSEMBLEA GENERALE DELLA CRUI

La CRUI, riunitasi il giorno 27.9.2012, in primo luogo ritiene irrinunciabile e non rinviabile l’applicazione di un corretto processo di valutazione per il conferimento delle abilitazioni nazionali. Constata, purtroppo, come i timori già espressi nella seduta del 19.7.2012 al momento della pubblicazione del D.M. 76/2012 in materia di criteri e parametri risultino a tutt’oggi confermati.
La CRUI, denuncia il contesto di incertezza, aggravatosi dopo quanto dichiarato sul sito ANVUR in data 14.9. u.s., che rischia di rendere l’intero processo di valutazione equivoco e foriero quindi di successivi contenziosi che, a norma dell’art. 5 c. 3 del DPR 222/12, finiranno col gravare sulle sole Università. Ciò determinerà inaccettabili ritardi che penalizzeranno sia i candidati sia la qualità del sistema universitario.
La CRUI chiede pertanto ai soggetti competenti di risolvere rapidamente e inequivocabilmente gli aspetti tuttora controversi relativi alle procedure di abilitazione, ristabilendo tempi certi, responsabilità e rigore, così come previsto dalle migliori prassi qualitative e quantitative a livello internazionale.

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15 Commenti

  1. Mi viene il dubbio che la citazione dell’art. 5 c. 3 del DPR 222/12 si riferisca in realtà ai commi 2-3 dell’art. 5 del DPR 222/11 che per comodità riporto più sotto.

    In sintesi, la CRUI sta dicendo ad ANVUR: per colpa tua le abilitazioni diventeranno un calvario giudiziario i cui contenziosi peseranno, anche economicamente, sulle sedi dove si svolgeranno le abilitazioni rendendo la vita impossibile al “responsabile del procedimento [nominato dalla sede dove si svolge l’abilitazione] che ne assicura il regolare svolgimento nel rispetto della normativa vigente”.

    Insomma, voi dell’ANVUR rompete, ma a pagare siamo noi Atenei. I cocci invece sono quello che rimane ai candidati.

    =============== dall’art. 5 del DPR 222/11 ===============

    2. Le universita’ individuate ai sensi del comma 1 assicurano le strutture e il supporto di segreteria per l’espletamento delle procedure, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

    3. Per ciascuna procedura di abilitazione l’universita’ nomina, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, un responsabile del procedimento che ne assicura il regolare svolgimento nel rispetto della normativa vigente, ivi comprese le forme di pubblicita’ previste dal presente regolamento, relative alle fasi della procedura successiva alla scelta della sede.

    (http://www.unifi.it/uspur/upload/sub/Documenti/DECRETO_DEL_PRESIDENTE_DELLA_REPUBBLICA_14_settembre_2011_n_222.pdf)

    • tu rinunceresti a 200mila all’anno? questi si tengono il posto inchiodato addosso fino alla fine…

  2. Evviva, siamo al tutti contro tutti. Anvur dice il ministro ci ha messo fretta, Crui bacchetta Anvur, Gelmini contro i suoi, Binetti non so che c’entra… Davvero un bello spettacolo. C’è in giro ancora qualcuno che ha voglia di fare carriera universitaria? Si informi bene.

  3. (Marinella Lorinczi)sono pessimista quanto te. (Eugenio) la Polverini non si è ancora dimessa. (Nicola Ferrara) Confesso che a me Robespierre piace. Ma…si deve insistere. Dalla Vqr all’ASN: candidature a commissario, semafori rossi e verdi, mediane mobili, liste di riviste, retorica del merito, spregio assoluto dei contributi individuali, ecc., ecc. le responsabilità di Anvur e compagnia (Supergev, Gev e Gdl)sono chiare a tutti. Spero anche a Profumo, Gelmini, Burocrati Miur e Crui, anche loro colpevoli a vario titolo di questo disastro.

  4. A me sembra che la CRUI, più che l’ANVUR, stia chiamando il ministero. Come scritto in vari post (per esempio JUS) le opinioni dell’ANVUR non fanno giurisprudenza (non che io sappia nulla di questa materia). L’appello ai soggetti competenti è al ministro e al ministero, non all’ANVUR, che viene riconosciuta come foriera di confusione. A questo punto però non capisco cosa possa fare il ministero per soddisfare le richieste dei rettori. Ovvero chiarire e al tempo stesso non bloccare il processo. L’ANVUR ha fatto un lavoro dilettantesco, e per giunta si è talmente incartata che definire le mediane condicio sine qua non sembra impossibile, sono calcolate “male”, troppo per essere usate (in realtà non sono usabili in ogni caso). Ma del resto anche dichiarare che sono derogabili, come vorrebbe l’ANVUR per levarsi dai pasticci, rende il tutto una barzelletta.
    azzardo una previsione: come sempre in Italia, se si può finire con un barzelletta…

  5. Caro Roars, ti propongo di Promuovere un’inziativa: ABILITAZIONE (O GRADUATORIA) NAZIONALE PER RTD. Perchè non si chiede al Miur una graduatoria nazionale per gli RTD? Attualmente i bandi sono tutti ad personam, i requisiti sono ad personam, le commissioni nominate dal rettore su indicazione del membro interno, quindi anche le commissioni sono ad personam! Il decreto merito Profumo giugno 2012 è stato tolto dal Consiglio dei Ministri di inizio giugno 2012 la notte prima. Per gli aspiranti ricercatori venivano previsti graduatorie di Ateneo per macroaree, perlomeno se hai una grande produzione, dovresti rientrare in queste graduatorie. invece così si rischia di essere fuori dall’abilitaizone prof. associato e fuori dagli RTD.

    condividete l’iniziativa?
    grazie

  6. come APRI approviamo la richiesta di anto.

    facciamo peraltro notare che:
    1. I bandi, a norma di legge, NON dovrebbero contenere profili specifici (salvo l’indicazione di uno o più ssd). Tuttavia questa norma è comunemente disattesa, de facto gli rtd sono trattati dagli atenei come degli “assegnoni”.
    2. Abbiamo denunciato la cosa sulla stampa, contestato i bandi illegali presso i singoli atenei, e segnalato il problema al miur. Ci era stata promessa, mesi e mesi fa, una circolare per ribadire che i profili sono illegittimi. Inutile dire che non è mai arrivata.
    3. Al ministro profumo abbiamo presentato un progetto per bandi nazionali TD di tipo B. Dopo un primo interessamento la cosa è caduta nel dimenticatoio.
    4. Il numero complesivo di bandi Td (sia A che B) è estremamente basso. Perché? semplice, costano troppo e bruciano punti budget.

    Va notato che è assurdo che il reclutamento, che passa ormai necessariamente dalle figure TD, sia delegato a logiche del tutto localistiche. Alla faccia del merito e dell’internazionalizzazione…

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