Riportiamo di seguito il testo di una nota breve pubblicata nel novembre 2013 dal servizio studi del Senato, intitolata “I bilanci dell’istruzione nei Paesi dell’Unione Europea“. Il contenuto della nota non è altri che una sintesi dell’articolato rapporto “Funding of Education in Europe. The Impact of the Economic Crisis“, pubblicato da Eurydice a inizio 2013.

Lo studio monitora i bilanci dell’istruzione (non solo universitaria, ma anche di primo e di secondo grado) in 35 sistemi statali o regionali d’Europa, dal 2000 al 2012. Laddove diversi Paesi hanno protetto il comparto educativo dagli effetti dell’austerity, l’Italia spicca purtroppo per il recente inasprirsi dei tagli, per la diminuzione del numero di docenti e per il congelamento dei loro stipendi, per la chiusura di alcune scuole – il linea con le tendenze di  Grecia, Portogallo, Irlanda e Paesi baltici.

 

 

 

 

 

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2 Commenti

  1. Grazie. Le sintesi affidabili sono sempre molto utili e gradite. Siamo sommersi da una sovrainformazione che opacizza e soffoca. Sarebbe da aggiungere, ai record negativi italiani, l’iperburocratizzazione dinosaurica. Non si capisce se sia frutto di stupidità politica, di incapacità politica o di un disegno preciso, ugualmente politico: quello di schiacciare questa ””’arrogante classe di intellettuali universitari – ma cosa si credono di essere?”””. Lo dico perché ultimamente siamo indotti a ragionare negli stessi termini nei confronti degli uffici regionali nostri in materia di politica linguistica – di politichetta linguistica, per essere più precisi.

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