Riceviamo da Art. 33 e volentieri pubblichiamo.

Tutti si chiedono cosa succede ora al Consiglio Nazionale delle Ricerche, senza Presidente e senza Consiglio di Amministrazione. Circolano le ipotesi più disparate (e fantasiose…).

La risposta è semplice ed era già contenuta nella nostra Newsletter dell’11 febbraio.

Per coloro che si ostinano a non voler credere ad Articolo33, sarà sufficiente la lettura del Decreto Legislativo 4 giugno 2003, n. 127 “Riordino del Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.)” del 6 giungo 2003, che chiaramente indica all’art. 15 comma 6 nel commissariamento la soluzione obbligata  e non discrezionale alla presente situazione:

In caso di gravi irregolarità, di difficoltà finanziarie perduranti, di esigenze di adeguamento della missione dell’ente alle politiche della ricerca scientifica e tecnologica definite dal Governo, ovvero in caso di contemporanea cessazione del presidente e di un numero di componenti del Consiglio di amministrazione non inferiore ad un terzo prima della scadenza del mandato, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, è disposta la decadenza degli organi in carica, ad eccezione del collegio dei revisori ed è nominato un commissario straordinario per la durata massima di 12 mesi e, comunque, per il periodo necessario ad assicurare la funzionalità dell’ente fino all’insediamento del nuovo presidente e del nuovo consiglio di amministrazione. Il commissario può nominare uno o più sub-commissari cui delegare le funzioni per specifici settori di attività.

Nelle prossime ore è dunque atteso il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’università e ricerca, con cui è disposta la decadenza degli organi in carica.

E’ il naturale epilogo di un disastro paradossale che abbiamo più volte denunciato senza nessun riscontro.

Dimostra ancora una volta che il nostro Ente viene considerato come merce politica da scambiare per questo o quel favore oppure da offrire al beneficiario di turno, oppure da giocarci sopra.

Insomma, il bancomat  al servizio degli amici di turno.

La farsa della nomina in extremis dei Consiglieri di Amministrazione da parte dell’ex ministro Manfredi dopo un anno di stallo è stato l’ultimo, ma non più grave, insulto alla nostra dignità.

Perché Manfredi ha fatto quelle nomine poi rivelatesi fittizie?

Che sia per evitare le responsabilità derivanti da una decadenza degli organi a seguito  della sua condotta omissiva, ai sensi dell’art. 6 del dl 293/1994?

E ora? Ora deve toccare a noi.

Gli ultimi eventi hanno dimostrato ancora una volta che a poco servono coloro che sono in grado di formulare solo sterili e rituali lettere ignave frutto di ampi compromessi al ribasso per vigliaccheria e convenienza, oppure incontri autocelebrativi che non mettono a nudo la radice dei problemi del CNR.

Ora con più forza che mai dobbiamo rivendicare l’autogoverno, l’unica forma per liberarci dai predatori che ci opprimono.

(Fonte: Articolo 33)

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