Prima di illustrarli è utile ricordare che le misure bibliometriche sono indicatori sintetici di fenomeni sottostanti, il più controverso dei quali è la qualità della ricerca. Alcuni sostengono che la qualità della ricerca è come un elefante: non può essere definita a priori, si riconosce quando si vede. Più concretamente, si può sostenere che un prodotto di ricerca è di qualità se nella sua produzione sono stati rispettati i canoni prevalenti nella scienza in un certo momento del tempo: il metodo adottato, il rigore del ragionamento, la robustezza dei dati etc.. Il giudizio di qualità può essere espresso compiutamente solo dai membri della comunità dei pari perché solo loro conoscono gli standard di riferimento.

Le procedure di revisione dei pari universalmente adottate delle riviste per decidere quali articoli pubblicare e quali rifiutare sono il risultato di questa idea di riconoscimento della qualità. Non è difficile pensare ad indicatori bibliometrici che possano incorporare queste informazioni sulla qualità.

Ad esempio, un semplice indicatore di “produzione di qualità” consiste nel conteggio degli articoli che un ricercatore ha pubblicato su riviste con revisione dei pari. Nei settori disciplinari, per esempio in molte aree delle scienze umane e nelle discipline giuridiche italiane, dove generalmente la revisione dei pari non è applicata, è ovvio che il conteggio delle pubblicazioni è solo un indicatore della “produzione” e non della “produzione di qualità”. L’altro fenomeno che gli indicatori bibliometrici sono in grado di approssimare è l’impatto della ricerca. Da secoli l’individuazione del valore di uno scienziato avviene attraverso il riconoscimento pubblico della sua priorità in una scoperta. I giganti possono aspirare a designare la loro scoperta con il loro nome (sistema copernicano; teorema di Pitagora; legge di Gauss etc.); gli umili artigiani si accontentano che qualcuno citi il loro lavoro. In questo consiste l’impatto di un contributo scientifico, che è tanto più elevato tante più sono le citazioni che ha ricevuto. Gli indicatori bibliometrici di impatto sono basati su conteggi più o meno complessi delle citazioni. C’è grande discussione in letteratura sul significato da attribuire alle citazioni, ma c’è unanime consenso sul fatto che le pratiche citazionali differiscono fortemente tra discipline. La conseguenza è che, allo stato attuale, non è possibile confrontare tra loro indicatori relativi a discipline diverse.

 

(Alberto Baccini, una valanga di numeri)

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