Dopo aver diramato un comunicato strabordante di dati per sancire il fallimento della protesta, fallimento prontamente ripreso da Corrado Zunino su Repubblica; 

dopo le dichiarazione del Presidente Stafano Fantoni:

Sono molto felice oggi, anche se non ero preoccupato ieri. Il sistema universitario è sano e ha dimostrato di accettare la valutazione, concetto universalmente riconosciuto;

dopo le dichiarazioni del vice presidente Andrea Graziosi

Sono soddisfatto soprattutto dal fatto che gli atenei abbiano scelto di non farsi del male. Sono favorevole alla battaglia sugli scatti d’anzianità, una semplice ingiustizia subita dai docenti universitari italiani, ma congelare la Vqr non è un’arma, è autolesionismo;

dopo il silenzio della CRUI che aveva accettato una proroghina di 15 giorni per rimettere in riga i riottosi docenti di #stopvqr;

Adesso scopriamo che ANVUR, su richiesta di alcuni rettori -che ci immaginiamo abbiano salito le scale della lussuosa sede romana della onnipotente agenzia in ginocchio ed autoflagellandosi- ha deciso di riaprire i termini per il conferimento dei prodotti da parte degli addetti accreditati.

nuova finestra conferimento

Un tentativo estremo di riportare in vita la VQR che la protesta ha reso inservibile per la distribuzione delle risorse.

Visto che si parla di riportare in vita un morto, e che le pratiche bibliometriche anvuriane sono difficilmente distinguibili da riti alchemici e numerologici, a noi viene abbastanza naturale evocare una delle magie di Harry Potter:

ridiculus

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28 Commenti

  1. … probabilmente un errore – senza certezze di un completo superamento delle “problematiche” si ammette invece una attuale non rappresentatività dei dati raccolti.
    Quale, a questo punto, la “soglia di rappresentatività” accettabile ? e se non sarà raggiunta ?

    La soluzione all’impasse VQR va trovata in altri strumenti – più politici e meno tecnici

  2. Serve solo per reiniziare il gioco delle pressioni.
    A proposito di sedi, sia della Crui, sia dell’Anvur, sia del Cineca. Sarebbe più che illuminante avere un servizio fotografico su queste sedi, esterni ed interni. Tanto per sapere.
    Cineca: ha fornito non solo l’Iris, che fa acqua, ma anche programmi di contabilità, ugualmente insoddisfacenti.
    A proposito dell’offensivo ma soprattutto strano giudizio di Graziosi, ché non capivo come fosse possibile dire una cosa del genere (“scatti d’anzianità, una semplice ingiustizia subita dai docenti universitari italiani”), ora forse ho capito; leggi: “scatti d’anzianità … è semplicemente una ingiustizia ecc.”, che è completamente diverso da “semplice ingiustizia”. Per essere generosi.

  3. Molti Atenei hanno fatto una corsa contro il tempo per gli inserimenti d’ufficio per rispettare la scadenza del 14/3. Nella fretta è probabile che non abbiano scelto i prodotti migliori.
    Adesso si riapre la VQR dando ulteriori 12 giorni, ma solo per i nuovi prodotti di soggetti già accreditati. Gli Atenei che avevano le maggiori percentuali di astensione paradossalmente adesso si trovano avvantaggiati perché, se procederanno d’ufficio, avranno il tempo per fare le scelte migliori con calma.
    Questa VQR con i continui cambiamenti di regole in corso d’opera è stata un pasticcio fin dall’inizio. Comunque vada sarà ingiusta, inutile e non rappresentativa.

  4. Il grande, grandissimo, Paolo Villaggio aveva già detto tutto con il suo primo “Fantozzi”, un uomo annichilito dal potere di uomini ributtanti che calpestavano la dignità di inermi e squallidi sottoposti. Tuttavia Fantozzi ha uno scatto d’orgoglio (sia pure effimero), come la scena del biliardo quando alla fine dimostra il suo vero valore contro uno uno dei mega-direttori, adulato dai vari Calboni e Filini vari (che in un gioco delle parti sono i vari sub-gev della situazione). A quando la nostra partita di biliardo?

    https://www.youtube.com/watch?v=6mfbdune5jA

  5. Ma qualcuno sa dire se ci sono ricorsi al Tar sul caricamento forzoso? Parlare del rinvio per nuovi caricamenti forzosi mi sembra folle!
    Altrettanto poco credibile e’ che in 15 gg ci adeguino gli stipendi.
    Direi che è solo una mossa disperata di personaggi non proprio competenti, sono molto curioso di vedermi smentito

  6. Una mossa disperata di fronte alle percentuali di resistenza che rendono la VQR inservibile.
    Una mossa arrogante, che dice molto sulla stupidità politica dei soggetti coinvolti: Anvur e Ministero.
    Una mossa ridicola, la quale mostra l’infimo livello al quale è pervenuta la vita sociale italiana.
    Una mossa che spero non riapra comportamenti distruttivi del legame collettivo dentro le nostre comunità accademiche.

  7. Siamo oltre il ridicolo, perché è impossibile che anvuriani e di-rettori non sappiano già di esserlo, ridicoli. Pur di non riconoscere il flop, ricominciano, riproponendo le loro ciniche assicurazioni, come quando, nel comunicato in questione, si ribadisce che la vqr serve alla valutazione “istituzionale” e non “individuale”. Peccato che pressioni e minacce, più o meno velate, più o meno amichevoli, siano state tutte individuali. Peccato che molti colleghi e colleghe siano stati e saranno esclusi dai collegi dei dottorati, ad esempio…
    Non si sa davvero se ridere o piangere…

  8. Semplicemente non se ne può più. Avranno sicuramente qualche percentuale in più di prodotti conferititi, ma il problema di fondo, al quale non rinunciano manco morti ma che nemmeno riconoscono pubblicamente come problema, è il metodo. Questo è intoccabile. E’ dogma. Per annullare il metodo di calcolo e le sue applicazioni, bisognerebbe chiudere tutto a monte, cioè sciogliere l’Anvur e semmai rifondarlo. Ed è evidente che questo non si farà mai, perché ne soffrirebbe la credibilità della politica del fare. La politica del fare vuole dialogare (si fa per dire, sarà una bufala in più) soltanto con le eccellenze che non costano ma che anzi portano soldi in cassa (magari tolti ad altri), che sono poche, dunque più gestibili, e non con le migliaia di semplici ed anonimi (e poveri in termini istituzionali) peones della didattica e della ricerca. Non se ne può più.

  9. Neanche una parola sulla protesta e sui suoi motivi reali; né da parte del Ministro, né del Governo ..si sta riscrivendo la storia!
    Nella migliore tradizione della dittatura stalinista …. speriamo non seguano le purghe e le epurazioni!!!
    Intanto ANVUR sta scrivendo un altro testo: “Breve corso di storia del Partito anvurista (metricscevico) del Miur”….che ci dichiarerà “nemici della ricerca”!

    Sempre più si rafforza la volontà di PROSEGUIRE in questa protesta… ed andare ancora oltre!!!

  10. Ma se, ad esempio, un collega che abbia per amore o per forza conferito, volesse far rispettare il suo diritto costituzionale di uguaglianza di fronte alla legge e ricorresse al TAR per far ‘riaprire’ la finestra anche per lui? Se reclamasse per via giudiziaria il diritto – che a chi non ha conferito è dato – di ripensarci, di cambiare idea, o anche solo di cambiare i suoi prodotti? Tutta la VQR resterebbe bloccata fino al pronunciamento della Corte Costituzionale. Se, per caso, una tale perla rara esistesse, io aprirei una sottoscrizione pubblica per pagargli le spese legali. Voi no? Pensiamoci.

    http://ilmanifesto.info/storia/linattesa-vittoria-dei-docenti-disobbedienti-allanvur-per-ora/

  11. Vedo questo successo tattico anche come un’arma a doppio taglio. Infatti, da un lato la riapertura dei termini lascia intravedere l’inutilizzabilità della VQR così com’è; ma d’altro canto la proroga è avvenuta solo perché in alcuni atenei come quelli di Pisa, Lecce e molti altri soprattutto del sud (bravi colleghi!)la percentuale di astensioni è stata abbastanza elevata da rendere inattendibili i risultati di questi quando confrontati con quelli a basso tasso di boicottaggio, tipo unimi. Qui i risultati dell’astensionismo – anche a causa dell’opera di “convincimento” personale da parte di direttori di dipartimento nei confronti dei riottosi fatti sentire isolati – sono stati disastrosi: secondo dati ufficiali comunicati dal rettore il 29 marzo, hanno presentato i prodotti 1940 docenti su 1987, con una percentuale di caricamento del 92% su quanto atteso. E dunque, se un buon numero di docenti delle università ad alto tasso di ribellione finora astenuti caricasse i propri prodotti, l’intera protesta nazionale si ritroverebbe con un pugno di mosche in mano. Quindi, colleghi degli atenei “virtuosi” per noi ma “problematici” per i burocrati dell’ANVUR, non fatevi intimidire e tenete duro dovesse anche scatenarsi l’inferno su di voi! Sono convinto, infatti, che dal 4 al 15 aprile le pressioni “istituzionali” sui singoli saranno più intense di un bombardamento a tappeto, con richieste tipo: “non lasciare che il nostro ateneo resti in fondo alle classifiche per la mancata collaborazione di colleghi come te: la protesta, legittima ma attuata nel modo sbagliato è fallita in tutto il resto dell’Italia; ora persistere sarebbe solo autolesionismo e quindi carica i tuoi prodotti”.

  12. «Un duro colpo alla credibilità della VQR stessa», dice Jacopo Dioniso, presidente dell’Unione degli universitari. «Questa, però, non può essere considerata una vittoria definitiva- nota Dioniso- Da questo punto bisogna partire per agire sui fattori alla base del boicottaggio della VQR 2011-2014: il sottofinanziamento del sistema universitario non è più sostenibile e non può essere combattuto distribuendo i tagli con meccanismi di presunta premialità».

    Ma – e questo è il punto – i nostri Magnifici Rettori se la sentiranno di raccogliere per una volta tutto il loro coraggio e recitare insieme (l’unione fa la forza, vero CRUI?) davanti al Governo questa elementare verità che gli studenti hanno così chiaramente enunciato?

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