Il lavoro scientifico di Tullio De Mauro, professore emerito di Linguistica Generale presso l’Università di Roma La Sapienza, abbraccia un campo vastissimo degli studi linguistici, spaziando tra storia della linguistica e filosofia del linguaggio, semantica e lessicografia, sociolinguistica ed educazione linguistica.  Grande studioso della storia linguistica e culturale del nostro Paese, ha dedicato con passione la propria attività scientifica, didattica e politica al tema della formazione, impegnandosi non soltanto in attività di riforma del nostro sistema di istruzione ma guardando ancora oltre, con lungimiranza, alla formazione continua, contro la perdita progressiva delle competenze al di fuori della formazione scolastica. Attraverso lo studio della lingua si è fatto interprete della storia del nostro Paese, dei suoi abitanti e della loro cultura, formando generazioni di studiosi, di docenti e studenti, ai quali ha trasmesso la propria passione, civile e politica, per il grande tema della formazione. De Mauro si è spento  a Roma, all’età di 84 anni. La camera ardente verrà allestita venerdì 6 gennaio a Roma, nell’Aula I della Facoltà di Letttere e Filosofia dell’Università di Roma La Sapienza, dalle ore 11 alle 18; la cerimonia funebre si terrà nella stessa sede sabato 7 gennaio alle ore 10.30.

 

COMUNICATO CUN  PER LA MORTE DI TULLIO DE MAURO (Roma, 5 gennaio 2017)

Si è spento  a Roma, all’età di 84 anni, Tullio De Mauro, professore emerito di Linguistica Generale presso l’Università di Roma La Sapienza, Ministro della Pubblica Istruzione dal 2000 al 2001, linguista di fama internazionale. Il lavoro scientifico di De Mauro abbraccia un campo vastissimo degli studi linguistici, spaziando tra storia della linguistica e filosofia del linguaggio, semantica e lessicografia, sociolinguistica ed educazione linguistica.

Grande studioso della storia linguistica e culturale del nostro Paese, ha dedicato con passione la propria attività scientifica, didattica e politica al tema della formazione, impegnandosi non soltanto in attività di riforma del nostro sistema di istruzione ma guardando ancora oltre, con lungimiranza, alla formazione continua, contro la perdita progressiva delle competenze al di fuori della formazione scolastica.

Attraverso lo studio della lingua si è fatto interprete della storia del nostro Paese, dei suoi abitanti e della loro cultura, formando generazioni di studiosi, di docenti e studenti, ai quali ha trasmesso la propria passione, civile e politica, per il grande tema della formazione.

Lascia un vuoto profondo nella vita scientifica e culturale del nostro Paese, difficile da colmare. Sarà impegno di tutti mantenere vivo il suo insegnamento e la stessa passione civile per la didattica, per la cura della cultura e dell’identità nazionale, e per la ricerca.

La camera ardente verrà allestita venerdì 6 gennaio a Roma, nell’Aula I della Facoltà di Letttere e Filosofia dell’Università di Roma La Sapienza, dalle ore 11 alle 18; la cerimonia funebre si terrà nella stessa sede sabato 7 gennaio alle ore 10.30.

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