Nella conversione in legge[1] del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 recante Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini il comma inerente il calcolo della contribuzione studentesca in rapporto al Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) viene completamente riformulato (co. 42, art. 7). Di fatto la sostanza non cambia, ma sono introdotti alcuni piccoli correttivi e diverse specifiche.

 

Perché la sostanza non cambia?

Si conferma che nel rapporto “gettito contribuzione studentesca/FFO”, che in base alla legislazione vigente non può superare il 20%, non saranno più computate le entrate derivanti da tasse e contributi universitari degli iscritti fuori corso. Questo ha due risvolti pratici: la possibilità per gli atenei di aumentare le tasse per gli studenti in corso ed i fuori corso.

Nonostante la campagna a mezzo stampa abbia veicolato un unico messaggio – aumento delle tasse per gli studenti fuori corso con redditi alti – l’incremento potrà riguarda sia (tutti) i fuori corso, in quanto non si applica più alcun limite alla loro contribuzione studentesca, ad esclusione di quelli che saranno stabiliti da un successivo decreto ministeriale, sia gli studenti in corso. Se attualmente in media in Italia il gettito da contribuzione studentesca sfora – seppure di poco – il tetto del 20% del FFO, grazie al depennamento delle entrate degli studenti fuori corso viene ridotto il numeratore, il che determinerà la contrazione del rapporto gettito tasse/FFO; conseguentemente gli atenei avranno un certo margine di autonomia nell’elevare le tasse degli studenti in regola.

 

Quali nuove specifiche?

Per limitare tale aumento il legislatore ha precisato che:

  • per gli studenti in corso, con ISEE familiare inferiore a 40.000 euro, per i prossimi tre anni accademici a partire dal 2013-2014, l’incremento della contribuzione non potrà essere superiore al tasso di inflazione; ci si domanda: e negli anni successivi? e per quelli con ISEE sopra i 40.000 euro?
  • per gli studenti fuori corso, in base all’ISEE familiare distinto in tre fasce – inferiore ai 90.000 euro, compreso tra i 90.000 e i 150.000 euro, sopra i 150.000 euro – l’incremento delle tasse non potrà superare, rispettivamente, il 25%, il 50% e il 100% della corrispondente contribuzione degli studenti in corso.

 

Poi si aggiunge: gli incrementi della contribuzione studentesca per i fuori corso […] sono destinati in misura non inferiore al 50 per cento del totale ad integrazione delle risorse disponibili per le borse di studio […], e per la parte residua ad altri interventi di sostegno al diritto allo studio, con particolare riferimento a servizi abitativi, servizi di ristorazione, servizi di orientamento e tutorato, attività a tempo parziale, trasporti, assistenza sanitaria, accesso alla cultura, servizi per la mobilità internazionale e materiale didattico.

In altre parole, l’aumento delle tasse a carico degli studenti fuori corso sebbene stabilito dagli atenei non servirà a rafforzare i loro bilanci bensì a pagare le borse di studio regionali e altri interventi a sostegno degli studenti di fatto gestiti dalle Regioni. Questo richiederebbe di mettere in piedi un sistema di verifica e controllo, attraverso il quale si appuri annualmente a quanto ammonta il gettito di tasse “in surplus” e ci si accerti che ogni ateneo lo trasferisca effettivamente alle Regioni. Pura fantascienza.



[1] Legge 7 agosto 2012 n. 135: spending_review_tasse_universitarie

Send to Kindle

5 Commenti

  1. Purtroppo la soluzione/motivo sta nella prima vignetta in alto a destra. Il debito ci sta uccidendo.
    I debiti bisogna pagarli, ed anche se si fa la rivoluzione: dopo, i creditori o i loro eredi rivengono avanti.
    E quindi, visti che dovremmo esser, oltre che adulti, intelligenti, dovremnmo trovare il modo di ridurre idebiti. Io ritengo che si possa fare solo con oculate operazioni di riduzione degli sprechi (che ci son dappertutto: fra un po’ si accenderanno i termosifoni che staranno accesi tutti i giorni, anche se fosse una bella giornata di sole e dovremo stare con le finestre aperte, e così via … ).
    Diversamente ci faremo male fra noi perchè ognuno strillerà, non si capirà una beata fava di nulla, i maneggioni continueranno a maneggiare, i debiti creseceranno fino a soffocarci o finchè una rivoluzione o un uomo nero non cio metta in riga con morti, distruzioni, ecc.
    A me di morire o veder morire qualche mio amico, veder distruggere case, uffici, archivi, opere d’arte, ecc, ecc, ecc, non mi va. A voi ?

  2. http://rosariococo.blogspot.it/2012/10/main-menu-webzine-eventi-gruppi_5336.html

    In questo articolo ho pubblicato un’immagine che riassume le tre principali variazioni del decreto, un tam tam al ribasso di cui le forze politche che sostengono Monti sono direttamente responsabili.
    Io direi chiaramente che il limite del 20% è stato nei fatti abbatutto, in quanto letteralmente aggirato. Se si pensa che i fuori corso sono più del 40% degli studenti, le tasse per gli studenti in corso potranno amentare fino al 60%, sensa considerare che gli aumenti per i fuori corso sono una scelta sbagliata a livello di principio.
    Il fatto che venga inserita anche una tutela per i fuori corso, inoltre, lascia presagire nuovi tagli al diritto allo studio e al FFO. Infine, mi sembra una beffa colossale, oltre al danno, che le università debbano predisporre gli aumenti non per integrare l’FFO, ma per destinarli almeno per metà all’integrazione del fondo per il diritto allo studio.

  3. Complimenti, bell’analisi e bell’articolo.
    Se ho capito bene:
    1. Le tasse per gli studenti in corso possono essere aumentate, anche sensibilmente, e i corrispondenti introiti vanno nel “calderone” amministrativo dell’ateneo.
    2. Le tasse per gli studenti fuori corso possono aumentare anche di più, ma i corrispondenti introiti “extra” dovrebbero andare in borse di studio e fondi trasferiti alle regioni per il diritto allo studio (fantascienza, concordo pienamente).
    Insomma, almeno i 200 milioni di tagli previsti per il 2013 corrisponderanno ad un aumento generalizzato delle tasse (in corso e fuori corso), no?