Come è noto ai lettori di ROARS, l’inaugurazione dell’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) ha prodotto una notevole dose di rumore, soprattutto circa le regole e i criteri che si stanno seguendo (/eludendo, /glissando /facendo male… questo dipende anche dal grado di fiducia che si ha nei confronti del sistema, non si entra qui nel merito).

Al momento non si conoscono gli esiti delle abilitazioni, né tantomeno si conosce il funzionamento e il ruolo dell’abilitazione nella questione dei concorsi, spesso in passato foriera di polemiche anche pubbliche e massmediatiche. Con la pubblicazione non solo dei nomi e cognomi, ma anche dei relativi curricula degli “abilitandi”, lo Stato di fatto sta facendo uno sforzo di trasparenza che ci possiamo augurare possa continuare e divenire prassi.

Da un punto di vista analitico si può anche iniziare a impostare un esercizio statistico per comprendere come si sta delineando questo nuovo “filtro” della carriera accademica. Per quanto questa analisi presupponga l’entrata a regime (la celebrazione di futuri concorsi che contemplino l’avere l’abilitazione, nonché più annate di ASN per poter costruire una serie storica) alcune domande possono trovare risposte da subito.

In questo breve post infatti si intende fornire alcune tabelle preliminari che verranno successivamente approfondite allorquando i risultati saranno resi pubblici.

Ci si può ad oggi accontentare delle seguenti curiosità: quante domande si sono inoltrate, e quante domande inoltrano gli aspiranti abilitati in media? Quanti sono gli abilitandi sul totale della piramide demografica corrispondente per settore concorsuale? Chi sono questi abilitandi (per ruolo accademico se sono strutturati nel mondo accademico, e quanti non sono “accademici”)? Quanti strutturati hanno saltato almeno questo primo appuntamento con l’ASN attuando – è soltanto un’ipotesi – un effetto di auto-filtro rispetto a passaggi di carriera (ad esempio da associato a ordinario) a causa, forse, di attività di ricerca scarsa?

 

Dati.

 Tab. 1 – Tripartizione delle domande: strutturati non applicanti, strutturati nelle università applicanti (somma di domande), non-strutturati* abilitandi (somma di domande**)

* i non-strutturati possono essere strutturati in enti di ricerca come il CNR, o personale che svolge lavoro omologabile in enti pubblici (Istat, Enea, Banca d’Italia, ecc.) o anche privati. Possono essere anche liberi professionisti così come “precari” dell’università (professori a contratti, assegnisti, borsisti, ecc.). ** le virgole nelle frequenze indicano le migliaia. I punti indicano i decimali.

La tabella 1 mostra quanti sono gli strutturati negli Atenei (ricercatori, associati e ordinari) che non hanno inoltrato neanche una domanda di abilitazione (34979). 28368 è il numero complessivo di domande fra coloro che sono già strutturati negli atenei italiani; 29693 è il numero totale di domande di coloro che non sono strutturati negli Atenei.

Tab. 1.a – Tripartizione: numero di strutturati accademici non aventi fatto domanda (non applicanti); numero di strutturati negli Atenei aventi inoltrato almeno una domande; numero di abilitandi non strutturati negli Atenei italiani che hanno inoltrato almeno una domanda

La tabella 1.a mostra il numero di persone e non il numero complessivo di domande. 22.538 persone hanno sottomesso almeno una domanda e sono accademici; 20.794 sono le persone che non sono accademici.

 Tab. 2 – Numero totale di domande di abilitazione per fascia

1= prima fascia

2= seconda fascia

 Tab. 3 – Numero totale di domande di abilitazione per area disciplinare

 

Tab. 3a – Numero totale di domande di abilitazione per area disciplinare e rapporto sul totale del personale docente accademico strutturato

 

personale strutturato

domande totali

quoziente

1

3161

1169

37,0%

2

2219

111

5,0%

3

2885

1061

36,8%

4

1056

382

36,2%

5

4777

1747

36,6%

6

9897

3528

35,6%

7

2990

1018

34,0%

8

3519

1664

47,3%

9

5039

1965

39,0%

10

5191

2607

50,2%

11

4746

1907

40,2%

12

4713

1632

34,6%

13

4591

1916

41,7%

14

1665

832

50,0%

Tab. 4 – Numero totale di domande di abilitazione per area disciplinare e fascia

Tab. 5 – Numero di domande per fascia e per ruolo (solo strutturati negli Atenei), percentuali di colonna

Tab. 6 – Numero di domande per fascia (solo “non strutturati”) e per area disciplinare, valori assoluti

Tab. 7 – Percentili e media di domande inoltrate per persona (esclusi gli strutturati che non hanno fatto domanda)

La tabella 7 mostra come si distribuiscono le persone per numero di domande. Se la media è 1,34 domande svolte a persone, la tabella indica che moltissime sono le persone che ne hanno inoltrate solo 1 (3 su 4), mentre soltanto una persona su 100 (99% percentile) ne ha sottomesse 4 o più. Ciò dimostra che i “pluriabilitandi” sono pochi.

 Tab. 7a – Statistiche descrittive delle domande inoltrate per persona per tipologia (“strutturato” e “non strutturato”)

La tabella 7a vuole verificare se i “pluri-abilitandi” sono in prevalenza gli accademici o i non accademici. La media più bassa fra gli accademici (1,258) rispetto ai non accademici (1,428) conferma questa ipotesi. Anche i valori massimi indicano la stessa tendenza: fra gli accademici strutturati vi è almeno un solo caso di persona che ha inoltrato 11 domande; fra i non accademici si riscontra un caso di persona che ne ha inoltrate 30.

Tab. 8 – Numero di domande per persona

Numero di domande sottomesse per persona

Numero di persone che ha sottomesso quel numero di domande

Numero complessivo di domande

1

68222

68222

2

7551

15102

3

1421

4263

4

713

2852

5

156

780

6

149

894

7

23

161

8

34

272

9

8

72

10

18

180

11

2

22

12

4

48

13

1

13

14

1

14

15

1

15

16

1

16

18

1

18

22

1

22

26

1

26

30

1

30

Totali

78309

93022

Media a persona

1,1878839

 

Tab. 9 – Controllo sugli abilitandi con molte domande sottomesse per tipologia (2= strutturati negli Atenei; 3= non strutturati negli Atenei)

Come per la tabella 7a, si intende qui comprendere meglio i pluriabilitandi rispetto al loro status: strutturati negli Atenei o non strutturati negli Atenei (che possono essere come detto strutturati, ovvero dipendenti, in altri enti).

Tab. 10 – Dettaglio per settore concorsuale e fascia delle domande inoltrate nell’area 1

 

 

La tabella 10 mostra un dettaglio per settore concorsuale (ad esempio 1/A1 è il settore LOGICA MATEMATICA E MATEMATICHE COMPLEMENTARI e il relativo _1 o _2 susseguenti indicano la fascia per la quale si è fatta la domanda). I dati a disposizione consentono di poter produrre la stessa statistica per tutte e 13 le altre aree. Qui per motivi di spazio si mostra soltanto l’area 1.

Ulteriori sviluppi

Una volta che si potrà vedere chi è stato ritenuto abile a ricoprire il ruolo nel settore e per la fascia corrispondente, sarà possibile capire quale sarà stata la ratio della nuova istituzione dell’abilitazione: si saranno abilitati un numero di poco superiore, o molto più largo, rispetto all’effettiva capacità del settore di assorbire quei “potenziali candidati a concorso”? Del resto i futuri pensionamenti sono facilmente calcolabili per area disciplinare e se ci si abilita probabilmente si tenteranno i futuri concorsi. Quanti cambiamenti di settore si saranno verificati? Viene sempre rispettata la scala gerarchica o candidati molto bravi possono aspirare a carriere più rapide?

Per queste domande bisognerà attendere altro tempo, e svolgere analisi più approfondite.

  

Nota metodologica. I nominativi sia degli strutturati negli Atenei Italiani, che i nominativi degli abilitandi non possono essere considerati univoci: molti sono i casi di omonimia. Questo problema nel matching dei dati è stato ridotto aggiungendo a cognome e nome anche il numero dell’area disciplinare, riducendo a un decimo circa le omonimie (140 circa sono le persone che si chiamano allo stesso modo dentro un’area disciplinare). Le restanti omonimie sono state disambiguate manualmente. In questa analisi tutti i nomi che incrociano un nome di uno strutturato è stato considerato valido, anche se un non strutturato “esterno” (un assegnista di ricerca, un ricercatore di altri enti come CNR o Istat, o semplicemente uno studioso) potrebbe avere lo stesso nome e cognome di uno strutturato della stessa area disciplinare. Si suppone che questi casi siano molto ridotti e non inficino le statistiche aggregate qui esposte. Le presenti elaborazioni sono state computate a partire da un dataset unione fra il corpo docente degli Atenei scaricabile dal sito del MIUR (Α) e l’insieme delle domande degli abilitandi (B) (superiore al numero totale delle persone che hanno presentato le domande, essendo possibili applicare per più settori e/o fasce). Quindi si tratta di A B. Il dataset ricavato prevede quindi 93.040 osservazioni (insieme unione fra 58.060 domande di abilitandi e 57.518 strutturati) e le seguenti variabili: nome (cognome nome_numeroareadell’abilitando, variabile di chiave di incrocio), fascia (prima o seconda), area dell’abilitazione tentata, settore concorsuale per la quale si applica + variabili di descrizione dello strutturato (ove si incrocia): area dello strutturato, ateneo, settore concorsuale, SSD. Il dataset quindi ha come osservazioni le domande, e può essere visto come le parti dell’insieme unione di due insiemi: abilitandi che non sono strutturati negli atenei (B – A); abilitandi che sono strutturati negli Atenei (A B); non abilitandi che sono strutturati negli Atenei (A – B). Al momento attuale non sono presenti informazioni circa i CV caricati in quanto il lavoro si prospetta estremamente dispendioso se condotto sull’universo. Successivamente si è costruito un database più omogeneo che contenesse come osservazioni persone fisiche (e non domande e persone fisiche), conservando tutte le informazioni precedentemente costruite: il settore di una domanda è stata computata con 358 dummy pari al doppio dei settori concorsuali (ogni settore ha la domanda per prima e seconda fascia). La somma dei valori delle dummy dà il totale delle domande inoltrate per persona.

 

 

 

 

 

 

 

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70 Commenti

  1. “la storia di finire tutti insieme sembra imposta dal MIUR è allucinante”.

    Concordo appieno, ma occorre considerare che in diversi atenei si sta discutendo la programmazione, con la ripartizione dei punti organico del piano straordinario associati che dovrebbe tenere conto anche degli esiti delle abilitazioni.
    Supponiamo che il MIUR decida di chiudere la procedura di abilitazione (come previsto, alla fine di settembre) prima che siano disponibili gli esiti di tutti i settori.
    La programmazione degli atenei terrebbe in conto solo i settori le cui commissioni hanno concluso i lavori in tempo.
    I candidati dei settori ritardatari potrebbero ricorrere sostenendo che sono stati danneggiati senza averne colpa… Non sono un esperto di dirittto ma credo che “vincerebbero facile”, bloccando l’intera procedura e rimettendo tutto in discussione.
    Non credo che ci siano soluzioni alle proroghe infinite finchè tutte le commissioni non abbiano terminato i loro lavori: una delle conseguenze più grottesche di questo meccanismo contorto messo in piedi da ministero e ANVUR.

  2. per evitare ciò, invece di prorogare all’infinito l’uscita delle graduatorie, si potrebbe “congelare” l’indizione dei concorsi di ateneo. Sarebbe una magra consolazione, ma almeno si consentirebbe ai candidati di conoscere ufficialmente il proprio destino.

  3. Negli ultimi due interventi osservazioni e proposte condivisibili. Il sistema di valutazione era marcio sin dall’inizio. Parte della responsabilità ricade sul Miur per il ritardo nei sorteggi e nei decreti di nomina (adesso procedono più rapidamente nelle sostituzioni). Ma la richiesta di trasparenza è più che legittima: che venga pubblicato l’elenco delle commissioni in pesante ritardo,con le relative motivazioni.

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