Lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

Caro Presidente,

devo ammettere che la lettura del suo articolo (“Come salverò la scienza”) pubblicato su Repubblica il 25 Marzo mi ha davvero irritato. Sono certo che la medesima irritazione l’hanno provata in molti tra i colleghi (e sono migliaia) che fanno bene il loro mestiere nel sistema universitario e della ricerca italiano. Vede Presidente, la storiella delle Cattedre Natta aveva fatto sorridere molti, quando venne annunciata in occasione dell’elaborazione ed approvazione della legge di stabilità. Gli addetti ai lavori (anche lì a Roma, attorno a Lei) sanno che si tratta di un pannicello caldo che potrebbe, fra l’altro, produrre effetti distorsivi. Ma nessuno ha sollevato la questione: Lei gode di ottima stampa e, in fondo, si tratta di risorse in più che arrivano ad un sistema universitario in fase di progressivo e devastante depauperamento. Però vedere che le cattedre Natta, insieme  alle altre norme per “l’eccellenza” da Lei annunciate, vengono presentate come la soluzione ai problemi strutturali della scienza e dell’università italiana davvero irrita, o intristisce, a seconda dei punti di vista.

Il sistema universitario italiano è stato oggetto negli ultimi anni di un taglio di risorse del 20% (è il comparto della PA che ha subito i decrementi maggiori); la contribuzione studentesca è raddoppiata in quindici anni (siamo terzi in Europa come contribuzione studentesca rapportata al finanziamento pubblico;  siamo il paese che ha il minor numero  di laureati nella coorte di età 30-34 anni (obbiettivo di Europa 2020: 40%. Situazione attuale italiana: 23%; forse faremo il 26% nel 2020). Il finanziamento alla ricerca di base negli ultimi tre anni è stato nullo. Il bando dei progetti di interesse nazionale chiuso a gennaio mette a disposizione un centinaio di milioni di euro, e quindi, viste le 4000 domande, sarà più selettivo di qualsiasi bando europeo (eppure, nonostante questa scarsità di fondi, in tutte le valutazioni internazionali, la produttività scientifica del sistema italiano si colloca in invidiabile posizione). Come dimostrato dal recente rapporto della Fondazione RES, il sistema universitario del Sud sta morendo.

Caro Presidente, il problema non è tanto o solo nella perdita di eccellenza, il problema drammatico sta nella perdita progressiva di qualità media del sistema.

Una situazione sistemicamente difficile e preoccupante: quali problemi risolveranno le disposizioni da lei tanto enfatizzate? Le cattedre Natta, ad esempio, creano un ulteriore canale di accesso/promozione. Caro Presidente: se si pensa che le università non stiano facendo bene il loro mestiere, nell’impegnare le scarse risorse a disposizione in un reclutamento virtuoso, lo si dica chiaramente e si provveda di conseguenza. Questo inventarsi procedure “parallele” ha una serie di effetti negativi, che Lei dovrebbe tenere in considerazione, tra cui merita ricordare:

  • una ulteriore delegittimazione del sistema universitario;
  • la creazione di disparità inaccettabili tra individui con professionalità comparabili (caro Presidente: ci sono migliaia di eccellenti nel sistema universitario italiano che, stando al suo annuncio, verranno retribuiti meno dei titolari delle cattedre Natta);
  • la marginalità dei possibili effetti sistemici ovvero il rafforzamento di alcune sedi universitarie come prodotto di scelte personali (e non politiche o istituzionali), visto che i vincitori verranno lasciati liberi di andare dove vogliono.

Le pare una strategia ragionevole? Non sarebbe più consistente con i Suoi obbiettivi stabilire, come ci si aspetterebbe da un governo responsabile,  quali aree scientifiche rafforzare, dove rafforzarle, spiegando pubblicamente il perché di queste scelte?

Se il sistema universitario funziona male (e io sono uno tra quelli che pensa che sia così, ma non dimentichiamoci che se funziona male ciò è dovuto anche a cattive  e incoerenti decisioni centrali, non solo al comportamento delle singole università)   aggiustiamolo, correggiamolo, riformiamolo,  e finanziamolo ma non scartiamo di lato, come sta facendo Lei.

Vede Presidente, non voglio rubarle troppo tempo, e non voglio annoiare chi legge;  mi permetterei solo di suggerirLe un ulteriore sforzo nella sua strategia di rottamazione: dopo aver rottamato le “persone”, potrebbe cominciare a rottamare  i modi di pensare e di fare le politiche che vanno per la maggiore in questo paese.

Potrebbe rottamare l’idea che esistano soluzioni semplici a problemi complessi (so che è difficile accettarlo, ma, piaccia o non piaccia, è proprio così).

Potrebbe rottamare  la tendenza, tutta italiana, a disegnare politiche pubbliche senza badare all’evidenza empirica (magari cominciando a chiedere a chi le ha suggerito   le cattedre Natta un bel  rapporto prospettico dei pro e dei contro), mentre invece esse vengono solitamente orientate dalla ricerca della notizia, dell’annuncio, del novismo, e del consenso di breve periodo.

Mi creda, Presidente, questa è la rottamazione che serve al paese e alla nostra università.

Un caro saluto

Giliberto CAPANO

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16 Commenti

  1. Forse il vero destinatario di questo appello dovrebbe essere Confindustria. Renzi sta solo facendo i compiti per casa. Come chi lo ha preceduto da un po’ di tempo a questa parte. Per chi ne dubitasse, basta leggere i documenti sull’ università usciti, non da oggi, dall’ ufficio studi di viale dell’ Astronomia.

    cfr:
    https://www.roars.it/online/education-confindustria-servono-scienza-e-cultura-umanistica/

    consiglio sempre la lettura del documento “L’Education per la crescita” del 2014:

    http://www.west-info.eu/it/confindustria-le-100-idee-per-rilanciare-la-scuola/primagiornataeducation-le100propostediconfindustria/

    Li’ c’e’ tutto il nostro futuro prossimo venturo.
    E per chi pensasse che si tratta di novità, basta dare una lettura al rapporto del 2004:

    http://www.jobbe.it/it/rapporto-education/

  2. Lodevole iniziativa quella di Capano. Ahimé, ahinoi il presidente “svicolone” (era uno dei miei cartoni preferiti) è in perfetta continuità con i passati “riformatori” che hanno mirato e mirano a distruggere scientemente l’università italiana.
    Se noi, docenti, studenti, personale amministrativo…, non facciamo, come si diceva una volta, “massa critica” e non ci dichiariamo indisponibili, nei fatti, ad accettare tutto ciò che ci viene imposto, ci sarà ben poco da sperare. Dal governo, e dai negoziati che la CRUI si ostina a condurre con esso, ci si può attendere solo il peggio. Ormai, dovrebbe essere chiaro

  3. Caro Capano,
    lei è tanto accorato e altrettanto così accorante che davvero si merita un caro all’inizio e alla fine di licenza. Meno, poco, niente meritava il figuro cui si rivolge. Già troppo sarebbe stato dargli del Signor Presidente, minuscolo meglio, per concludere con un sempice, la saluto. Indistintamente, come in Totò, sarebbe stato bello ma di difficile comprensione. Scusi ma a che serve parlare a uno il cuo curriculum scolastico si è fermato a un campo scout, se lo domandi. Non è un interlocutore. Tanto quanto non lo sono stati quasi tutti i ministri della PA da dopo Gentile in avanti. E via. Quali speranze nutre il suo cuore, non saprei. Che qualcuno lassù ascolti è fuori discussione. Non dico con ciò di restare con le mani in mano senza protestare ma è il modo cortese che manca di appeal e di ragioni. Calmi si può restare anche di fronte a un Provenzano, ma perchè mai morbidi, non saprei. Consiglio a lei e a tutti la serie Blacklist. Reddington, il protagonista, è sempre calmo ma spara. Un caro saluto e grazie per la lettera al boy scout. D’Ascola

    • Condivido totalmente il compatto disprezzo per il pupazzo trapelante dalla scelta di chiamarlo “figuro”.
      Condivido totalmente l’idea che, se proprio si vuole rivolgerglisi, lo si deve fare con la più nuda secchezza, senza indulgere nemmeno all’ombra di un salamelecco.
      Condivido totalmente l’opinione che scrivergli provocatoriamente “salutandola indistintamente” attingendo a quel capolavoro che è la cosiddetta dettatura della lettera (Immenso di Partenope, anno 1956) equivarrebbe a gettar perle ai porci.
      Condivido totalmente la convinzione che rivolgerglisi oralmente o per iscritto non abbia il minimo senso: sta dove sta/ha voluto a qualunque costo arrivare a stare dove sta (anche) in quanto incaricato tutt’altro che obtorto collo, e quindi anche personalmente bramoso, di umiliare e annichilire università e universitari, e nemmeno una letterina di domineddio stesso lo farebbe deflettere di una virgola dalle sue turpi missioni di estrema destra.
      Ma allora che cosa può avere senso?
      Iniziative come quelle che i roarsiani, ammirevoli guastatori, attuano circondati da nugoli di menefreghisti, schiavi nati e/o cloroformizzati-lobotomizzati.
      E la ferrea determinazione a votare, sempre e comunque e su tutto (foss’anche sul quesito “è meglio il parmigiano o la fontina?”), contro il partitopupazzo e gli altri che hanno la sua stessa identica “visione” della vita, della società e, ovviamente, anche dell’università (cioè contro TUTTE le altre forze presenti in parlamento eccettuato il M5S; e Sel, almeno in tanto in quanto esista ancora e abbandoni la disonorevolissima abitudine di cercare alleanze col pd)

  4. @Pastore condivido totalmente la sua analisi, confindustria la più collusa nepotistica lobbistica organizzazione (sindacato) italiana (vedasi il servizio della Gabanelli ieri sera, le vincende Guidi/gemelli, montezemolo, mercegaglia …) da anni con i suoi giornali (sole24 e correlati Corsera, etc.) sta combattendo per lo smantellameot della unipubli. Il suo modello è anglofilo: università private (luiss, commerciale bocconi eccellenti pubbliche: corrotte parentopoli etc). Ciò accade dai tempi di Lombardi. L’idea disastrosa era che università dovesse essere la scuola professionale per il sistema delle imprese manifatturiere. Un fallimento!! Tra i vari limiti oggettivi le grandi università italiane ed eccellenti sono pubbliche). Si immagini che un personaggio osannato dalla stampa e consulente di Renzi fino a giorni fa ha passato anni per studiare la parentopoli universitaria (che c’è ovviamente) per dimostrare l’eccellenza del teorema. Commerciale bocconi uniperfetta+ luiss le altre:strame. Tornando all’indutria manifatturiera anche oggi è il principale alleato di Renzi insieme ai “suoi universitari”. Non c’è stato a mia memoria governo anche Berlusconiano più intriso di Confindustria, Coomerciale e Luiss. Un ultimo cenno a parentopoli l’ammiraglio De Giorgi inquisito ha ereditato al massima carica della marina dal padre!!?? Possibile. Stella Rizzo troppo impegnati a scovare paremti e plagi universitari..non le pare?

  5. Condivido pienamente l’articolo di G. Capano. Anch’io appena letto l’articolo di Renzi su Repubblica mi sono indignato non poco per non dire di peggio. Anzi, nei giorni scorsi mi era parso strano che nessuno su Roars avesse replicato a tale palese opera di propaganda governativa su uno dei principali quotidiani nazionali. Il problema come sempre sta nella controparte ossia nella CRUI che su queste uscite del premier, come sulla VQR, si presenta davanti al ministro e al capo del governo con il cappello in mano. Statistiche alla mano, l’Università pubblica italiana è competitiva e in grado di formare laureati che si fanno apprezzare in tutto il mondo. Non abbiamo bisogno della carità ma di risorse che ci consentano di lavorare come in altri paesi europei. E’ora che la CRUI se ne renda finalmente conto e che incominci a battere i pugni sul tavolo (se è in grado e ha voglia di farlo).

  6. Vogliamo aggiungere che con lo stesso budget delle cattedre Natta si potevano soddisfare le legittime aspirazioni di un numero di abilitati pari a circa tre volte quello dei 500? Scrivo circa perché la cosa non esclude di reclutare cmq giovani ‘eccellenze’ non strutturate.

  7. Non ho capito, che c’è di male a provare ad attirare alcune persone eccellenti, che mai verrebbero in italia portando finanziamenti europei, se dovessero sottostare al grigiore anti-meritocratico e quasi sovietico tipico del settore pubblico italiano?

    • A parte il dubbio di vivere in un altro Paese dovuto al fatto che io questa tanto conclamata e mai praticata meritocrazia non la vedo neanche nel settore privato, per non dir nulla della politica, dove sta scritto che le cattedre Natta riguarderebbero solo stranieri? o che i vincitori porterebbero fondi europei ? Temo che abbia mescolato affermazioni di Renzi su argomenti diversi.
      .
      E per rispondere alla domanda sul che c’e’ di male, penso che ce ne sia molto di male se le “cattedre Natta” resteranno (come facile prevedere) un fiore all’ occhiello di un vestito rattoppato. Se non cambiano tutte le condizioni al contorno (a cominciare da quanto il Governo spende per la ricerca) non saranno dei posti pagati un po’ meglio a fare la differenza.

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