Riceviamo e volentieri pubblichiamo la replica del prof. Marco Mancini, Capo Dipartimento del MIUR, a proposito della questione delle cosiddette “cattedre Natta”.

 

gentile Redazione ROARS,

chiedo la cortesia di poter render note alcune specifiche di natura tecnica a séguito della pubblicazione di un vostro articolo intitolato “Supercattedre col trucco?”.

Nell’articolo citato si adombra un comportamento manipolatorio, se non addirittura truffaldino, dei vertici del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. In particolare, con riferimento alla distribuzione delle cosiddette ‘cattedre Natta’ nell’emanando decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, si suggerisce il teorema secondo cui, mediante interventi sul matching fra aree European Research Council (da ora: ERC) e Settori Concorsuali italiani, si sarebbe operato in modo da dirottare un numero “sproporzionato” di cattedre al Settore Concorsuale 10/G-1 “Glottologia e linguistica” a scapito di altri.

Premetto che su “La Nazione/Il Giorno/Il Resto del Carlino” in data odierna è già comparsa una secca smentita da parte di Palazzo Chigi (a firma del Sottosegretario Tommaso Nannicini) che riporto testualmente: «la ripartizione dei posti favorisce ‘glottologia e linguistica’? Falso. La ripartizione dei vincitori ricalcherà la percentuale delle borse ERC assegnate negli ultimi bandi europei del 2014 e del 2015». Proverò a chiarire meglio quanto già affermato dal Sottosegretario.

In primo luogo segnalo che le considerazioni citate e, soprattutto, i calcoli prodotti nell’articolo sono fondati su una bozza del d.P.C.M. che non solo non corrisponde a quella su cui si è lavorato in ultimo a Palazzo Chigi, ma, soprattutto, che appare priva delle necessarie relazioni tecniche e illustrative che avrebbero potuto chiarire la modalità di calcolo che ha presieduto alla ripartizione delle cattedre. Le modalità di calcolo, infatti, riportate nell’articolo di ROARS sono totalmente errate.

La prova fattuale di quanto affermo è che: (1) le cattedre Natta per gli accessi in SH4 non sono 10+10, come riportato nella bozza presa in considerazione, ma 9+9; (2) l’assegnazione di queste 18 cattedre – come segnalato nell’articolo su “La Nazione” – è frutto dell’applicazione puramente matematica di un sistema di calcolo che prescinde totalmente dalle afferenze agli attuali settori concorsuali (si veda più avanti), sistema correlato con la percentuale di grant ERC diversamente ponderati (starting, consolidator, advanced) per ciascuno dei 25 settori sul totale delle assegnazioni, così come da ultimi bandi 2014 e 2015; il calcolo intende valorizzare, in sintesi, esclusivamente i riconoscimenti ottenuti dai varî settori disciplinari nei bandi ERC; (3) in via generale, ovviamente, è molto grave presumere che l’assegnazione oggi delle cattedre all’area ERC prefiguri l’oggettiva ripartizione per gli appartenenti ai SC domani, al momento, cioè, in cui si svolgerà il concorso (si tratti degli economisti, degli ingegneri, dei medici o dei glottologi): nessuno conosce la platea internazionale, prima ancora che nazionale, cui è rivolta la procedura; nessuno sa quanti vincitori verranno proclamati dentro la medesima area ERC ascrivibili ai SC di “Glottologia e linguistica”, “Estetica e filosofia dei linguaggi” e via dicendo.

In secondo luogo e più nel dettaglio. È appena il caso di ricordare che esistono altri casi di apparenti disimmetrie nella ripartizione riportata nell’allegato, se si muove dal dato del numero dei SC italiani. Si veda, ad esempio, nell’area ERC di “Scienze fisiche e ingegneria”, ove a PE8 corrispondono 23 settori concorsuali italiani, mentre a PE4 e a PE5 solamente 3 ciascuno, laddove a PE8 sono assegnate 16 cattedre e agli altri due, rispettivamente, 18 e 22.

Queste e altre apparenti asimmetrie vengono fatte oggetto di critica in quanto si ritiene erroneamente che la variabile su cui è stata calcolata la ripartizione corrisponda a quella degli afferenti o al numero dei SC correlati a ciascuna area ERC (cito dall’articolo di ROARS: “nell’ipotesi di una distribuzione settoriale omogenea e proporzionale al numero degli strutturati in servizio, la ‘regola dell’1%’”, grassetto nostro, M.M.). Ciò, ripeto, non è corretto.

Si veda la questione del rapporto fra SH3 e SH4. Si osservi l’apparente squilibrio nel numero delle cattedre: 8 a SH3 ovvero “the social world, diversity, population: sociology, social psichology, demography, education, communication”; 18 a SH 4 ovvero “the human mind an its complexity: cognitive science, psychology, linguistics, philosophy of mind” (18 è peraltro un numero che rispetta grosso modo la media delle assegnazioni agli altri sottosettori ERC).

Il punto cruciale è che i due numeri discendono dalla differente performance degli SH nell’assegnazione dei grant ERC nel 2014 e nel 2015: SH4, infatti, totalizza una percentuale di successo ERC nel 2014 pari a circa 3 volte SH3 e pari a circa il doppio nel 2015 (per la precisione: 6SG-6CG-2AG nel 2014; 11SG-5CG-2AG nel 2015 di contro a 13SG-14CG-7AG nel 2014;17SG-12CG-7AG nel 2015 ove SG = starting grant; CG = consolidator grant; AG = advanced grant).  Di qui, vista anche la differente ponderazione dei tre grants, il risultato è perfettamente conseguente: ad SH4, 18 cattedre; ad SH3, 8 cattedre (sempre equamente ripartite fra I e II fascia).

Nel calcolare questo peso si è tenuto conto in SH4 – così come avvenne nel caso dell’annesso 1 del PRIN 2015 basato anch’esso sugli ERC (http://attiministeriali.miur.it/media/266078/ANNEX_1.pdf) – anche del gruppo delle discipline psicologiche, corrispondenti ai SC di “Psicologia generale”, “Psicologia dello sviluppo”, “Psicologia sociale”, “Psicologia clinica e dinamica”. È così che si arriva alla quota di 9 + 9, altrimenti i numeri non tornerebbero: “Glottologia”, “Estetica” e “Logica” in ERC, infatti, non totalizzerebbero mai quei pesi che hanno consentito una distribuzione di 18 cattedre a SH4. Nelle prime bozze dell’allegato 2 al d.P.C.M., nel caso di SH4 le discipline psicologiche non erano presenti per una semplice svista materiale di cui si è accorto Palazzo Chigi già nel mese di settembre, dopo l’invio al Consiglio di Stato. Ripeto: è la ripartizione che dimostra come il blocco degli M-PSI italiani fosse stato già calcolato come facente parte di SH4 (e non di SH3 come riportato nell’allegato delle prime bozze del d.P.C.M.). Sarebbe stato sufficiente attendere i testi definitivi (con numeri e tabelle corrette alla fine dell’iter ma, soprattutto, con le relazioni tecniche e illustrative) per comprendere i presunti arcana imperii.

Ora che il sistema di calcolo è stato chiarito, chiunque può fare i propri conti e vedere che la ripartizione risponde alla tradizionale consistenza del settore ERC, comprensivo di tutte le discipline che hanno a che vedere con le “scienze cognitive”. Risultato: niente trucchi, niente manipolazioni, niente interessi disciplinari.

Un’ultima specifica. Chi conosce la storia del SC 10/G-1 sa bene che i “glottologi” sensu strictiore non concorrono su SH 4 ma su SH5 (“Cultures and Cultural Production: Literature, philology, cultural studies, anthropology, arts, philosophy”), visto che l’italiano “glottologia” è sinonimo di “historical linguistics” (SH5-3 “Philology and palaeography; historical linguistics”). Dunque in un settore ERC che corrisponde a 24 SC italiani. Su SH4 concorrono esclusivamente quanti si occupano di linguistica generale, tipologia linguistica etc.

Ringraziando per l’attenzione, cordialmente,

Marco Mancini

Capo Dipartimento Formazione Superiore e Ricerca

Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

 

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20 Commenti

  1. ah sì? e allora parliamo di tutti i PRIN finiti all’università della Tuscia, cioè all’università del sig. capo dipartimento Mancini: evidentemente lì sono tutti scienziati di rango planetario e altrove tutte bestie…

  2. ROARS ha sbagliato i calcoli, anche perché non disponeva della Bozza giusta e delle relazioni tecniche illustrative ?
    Forse il dott. Mancini e Palazzo Chigi potrebbero riflettere sulla stortura di una procedura del genere in una democrazia.
    .
    Invece di procedere nell’ elaborazione di una legge sull’ Università alla luce del sole, in Parlamento, si lavora nei Ministeri e nei Palazzi su documenti di cui nessuno deve saper nulla se non a Decreto scritto.
    .
    Personalmente ne terrò conto il 4 dicembre. Ringrazio il Governo per aver fugato gli ultimi residui dubbi.

  3. Ho capito che:
    . Il capo Dipartimento risponde, e non il ministro
    . Non gli interessa rispondere a associazioni o enti ufficiali, gli interessano gli articoli sui giornali.
    . Il rilievo del Cun sulle classi di concorso è stato stampato in molteplici copie su carta morbida, doppio velo, e distribuito nelle toilette dei piani alti del ministero.
    . Con la stessa logica dell’algoritmo, potevano distribuire le cattedre in base a aree dei premi Nobel, SSD dei rettori, prin ricevuti, ecc.
    Il punto è che IL GOVERNO NON HA DIRITTO DI SCEGLIERE LA CLASSE DOCENTE DI UNA NAZIONE
    Non mi interessa se lo fa usando un algoritmo che mi piace, il prossimo governo potrebbe dare le cattedre alle nipoti di Mubarak, o agli esperti di scie chimiche nel cielo!!

  4. Ringrazio il Prof. Mancini per le precisazioni e per la disponibilità al dialogo, dimostrata in questa occasione come in altre. Mi rattristano gli attacchi personali. Tuttavia, mi rimangono alcune perplessità sull’operazione “cattedre Natta”.

    1) La struttura dei panel ERC è studiata per assegnare fondi di ricerca d’eccellenza, non per il reclutamento. Infatti, ci sono numericamente molti più panel nei settori che tradizionalmente hanno necessità di più fondi per i propri studi (es. fisica, chimica, ricerca biomedica) e meno nei settori delle scienze umane: 10 PE, (scienze fisiche e ingegneria) 9 LS (scienze della vita) e solo 6 SH, (scienze umane).

    2) Per inquadrare dei docenti all’interno dell’accademia italiana è necessario utilizzare gli SSD. Com’è stata stabilita la corrispondenza SSD-Settori ERC? Non sarebbe stato più semplice impiegare direttamente gli SSD?

    3) Tra le altre cose, i panel ERC sono composti da un numero ampio di membri (10-15) proprio per coprire tutte le competenze nelle varie aree. Le commissioni Natta avranno solo tre membri, indipendentemente dalla numerosità dei SSD relativi al panel.

    4) Se uno degli obiettivi è aumentare la competitività italiana nei bandi ERC, bisogna tenere conto che ci sono molti ricercatori italiani che sono stati ammessi alla seconda fase della competizione per l’ERC. (probabilità di successo a questo livello: circa 40%) Molto spesso, i vincitori ERC sono proprio studiosi che precedentemente erano stati ammessi alla seconda fase ma che non ce l’hanno fatta. Non sarebbe un investimento davvero oculato supportare queste persone, piuttosto che dare altri soldi a coloro che hanno già un grant, o cercare di convincere i vincitori italiani all’estero (hanno presentato domanda con un’istituzione straniera e cerchiamo di attirarli con una discutibile “campagna acquisti”?). Ricordo che mentre ERC non fornisce i nomi dei revisori (vedi bando SIR), può rilasciare alle agenzie di ricerca nazionali le valutazioni dei partecipanti all’ERC. In mia opinione, i 75 milioni delle “cattedre natta” sarebbero stati molto meglio spesi investendo in progetti che sono già stati considerati eccellenti dall’ERC, tra l’altro senza necessità di creare una nuova valutazione da zero che sta offrendo il fianco a numerose critiche. Finanziare anche in modo parziale chi (Italiani o stranieri, strutturati e non) ha già avuto una valutazione positiva presso l’ERC ma non ha ricevuto il grant potrebbe davvero rendere più competitiva la ricerca in Italia e soprattutto invogliare una più ampia partecipazione ai bandi ERC, la cui stesura del progetto ricordo richiede un notevole investimento di tempo ed energie non riconosciute in alcun modo all’interno dell’accademia italiana.

    • Caso mai queste cattedre andrebbero offerte in automatico a chi ha vinto ERC, prima che quelli che si sono piazzati

    • Lo strumento legislativo per chiamare i vincitori di ERC già esiste: la chiamata diretta. Infatti la maggior parte di chi ha vinto un ERC ha già ricevuto una chiamata/promozione. Tra le altre cose la proposta di chiamata prevede che sia possibile assegnare anche una classe stipendiale diversa da quella “zero”. Il problema con la chiamata diretta è che è una procedura complessa e lunga. Ribadisco il mio pensiero: meglio concentrarsi per far funzionare al meglio cosa già c’è (ASN, chiamata diretta) piuttosto che tirare fuori dal cilindro cose nuove. Prima sistemiamo l’ordinario, poi pensiamo allo straordinario e alle idee creative.

  5. Dalla replica del Capo Dipartimento Mancini direi che si possono desumere due elementi:

    1) Mancini ammette che una “svista materiale” effettivamente c’è stata, e “rilevata da Palazzo Chigi”. Dev’essere stato spiacevole che tale svista abbia riguardato proprio il settore della Ministra (Glottologia e Linguistica).

    2) Vengono finalmente resi noti i criteri per la determinazione dei posti per ogni settore ERC.

    Riguardo al punto 2), incidentalmente, rimane la curiosità per il fatto che nella bozza iniziale i posti per il settore ERC dove è stato inserito “Glottologia e Linguistica” erano 10+10, e nel testo finale essi diventano 9+9. Dalla replica di Mancini si capisce che l’algoritmo non è cambiato … e allora come mai è cambiato il numero di posti?

    Si tratta peraltro di un algoritmo molto opinabile, considerando che si stanno reclutando “professori”, che quindi dovranno andare a fare lezione ai nostri studenti, in una situazione di grave sottodimensionamento di alcuni settori: si poteva pensare, per esempio, di considerare il rapporto docenti / studenti, oppure il trend dei pensionamenti negli ultimi 10 anni, ecc.
    Di fatto l’algoritmo usato dal MIUR finisce col creare gravi disparità, con settori (tipo quelli del macrosettore Matematica, che conosco meglio) che ne escono molto penalizzati.

  6. In Italia: SC 10/G1 – SSD L-LIN/01 (Glottologia e Linguistica). Glottologia alla lettera significa “linguistica, studio delle lingue, disciplina che studia i sistemi linguistici”. E’ in Italia che questo termine coniato nel 1867 cca viene usato per “linguistica storica”. In Italia i linguisti non italianisti fanno capo al ssd l-lin-01, a meno che non si occupino di didattica delle lingue straniere l-lin-02. Albanese non fa parte di “Glottologia e linguistica”. Ma poi c’è un ssd che si chiama L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza, che può includere anche letteratura catalana (se uno se ne occupa) ma non quella romena. Comunque, immagino che per valutare i progetti ERC non si guardi all’eventuale inquadramento italiano in ssd, che è un tipo di raggruppamento fatto per la situazione italiana e nemmeno impeccabile. Questa netta separazione delle competenze tra linguistica storica e non storica non si dà nella realtà delle competenze individuali e ci mancherebbe. Cincischiare tanto per cincischiare, anche perché la cronologica esatta dei documenti elaborati al Miur la conoscono solo loro. Ma alla domanda principale non c’è risposta: perché 500 cattedre eccezionali di eccellenza, alle quali si concorrerà anche sperando nella mobilità e nell’aumento di stipendio? Tanto valeva istituire una fascia di docenza 0.

  7. Prendendo atto della disponibilità del Prof. Mancini a fornire spiegazioni (e lo ringraziamo perché molti al potere non forniscono per principio alcuna spiegazione), osiamo chiedere:

    -qual è la spiegazione della cattedra di ordinario dello stesso SSD della Ministra (e del Prof. Mancini) alla stessa Università della Ministra dato dalla stessa Ministra da fondi da quello che si sa nella totale disponibilità della Ministra: per sostituire la Ministra in un Ateneo occorre un’altra ordinaria? Nel paese degli Hobbit o della terra di mezzo non basterebbe un incarico di insegnamento a circa 1.500 euro/anno?

    -qual è la spiegazione di una convenzione da 480 mila euro con la Fondazione CRUI per “promuovere il consolidamento e lo sviluppo dell’Ateneo nelle aree strategiche dell’assicurazione di qualità” approvata in Consiglio di Amministrazione Tuscia il 5/4/2013, come ratifica di un precedente Decreto Rettorale?

    -qual è la spiegazione di una ulteriore convenzione di 400 mila euro con la Fondazione CRUI per “il consolidamento e lo sviluppo dell’Università della Tuscia nell’area strategica della ricerca a livello internazionale” approvata in CdA Tuscia il 23/7/2013, ancora come ratifica di un precedente Decreto Rettorale?

    E sì che il Prof. Mancini era sia Rettore Tuscia che Presidente Fondazione CRUI. E sì che non c’è stata alcuna call in Ateneo se c’erano competenze interne a svolgere tali incarichi. Il sottoscritto sarebbe stato interessato, gratis, a intervenire nel campo dell’AQ a favore del’Ateneo. E che c’è a fare un Ufficio Internazionalizzazione in Ateneo per il secondo campo? C’è di più:

    -sono usciti articoli sul Fatto Quotidiano in proposito il 24/1/2014 e 5/3/2014 ed sul Messaggero, cronaca di Viterbo il 13/2/2014, mai smentiti o spiegati dai protagonisti;

    -il sottoscritto ha chiesto lumi per iscritto nel 2014 al MR, CdA e SA Tuscia in proposito e mai ha ricevuto una risposta.

    Risulterebbe che la seconda convenzione è stata solo parzialmente pagata, non totalmente, dopo la chiamata a Roma La sapienza del Prof. Mancini e l’elezione di un nuovo Rettore Tuscia. Perché? E su quali basi? E’ vero che i Revisori dei conti hanno attenzionato tali convenzioni? Perché?

    Ma in questo trasferimento a Roma del Prof. Mancini chi ha messo il punto organico: Tuscia o La Sapienza? Vorrei trasferirmi a Roma La Sapienza, chiedo aiuto al Prof. Mancini, possibilmente portandomi dietro il mio punto organico, si può?

    Le domande sono molte, le risposte sicuramente arriveranno.

  8. E ti pareva che la necessità delle cattedre assegnate non fosse suffragata da un algoritmo. Una volta che si accetta la regola dell’algoritmo e della ‘oggettività’ delle regole siamo fregati. L’algoritmo per dimostrare che che quello che vuoi è giusto lo si trova sempre. Anche un ERC si vince con una algoritmo (la spinta nella giusta direzione da parte delle persone giuste) e se la spinta è giusta si raggiunge la direzione giusta (forza dell’algoritmo, basato naturalmente sulle più granitiche regole della fisica). Secondo il principio (fisico) di inerzia, una volta vinto l’ERC, con uno opportuno algoritmo inoppugnabile fondato sulla energia cinetica dell’ERC si ottiene una cattedra. A seconda del valore dell’energia cinetica questa può essere per chiamata diretta o Natta. Il tutto naturalmente discende dal principio del minimo dell’energia. Se non basta il minimo assoluto si può sempre postulare l’esistenza di un minimo locale, ma l’algoritmo di sicuro esiste ed è a prova di bomba.

  9. Non entro nel merito del DPCM e neppure sulla questione algoritmo vs non algoritmo o analisi ROARS vs risposta Capo Dipartimento. Certamente apprezzo ogni elemento di confronto e quindi al risposta del Capo Dipartimento come le analisi di ROARS, ma credo che si tratti di temi molto complessi per poter essere conclusivamente definiti attraverso dei post in rete.
    Tuttavia l’intervento di ROARS, come la lettera del Capo Dipartimento e prima di questi lo stesso DPCM e le sue anticipazioni radio e TV, concorrono a dimostrare una cosa: la politica e l’Università devono restare indipendenti. Improprie commistioni danneggiano entrambe e quindi il Paese.
    Se il Ministro non avesse avuto un SSD di appartenenza, avrebbe avuto rilevanza la vicenda di queste pagine ? se il Presidente del Consiglio non avesse voluto affidare, via DPCM, al Ministro la scelta dei presidenti di commissioni, avremmo avuto petizioni on line ed innumerevoli interventi contro uno strumento che porta risorse al sistema universitario ?
    Buono o cattivo lo strumento, adatti o meno i settori ERC, coerenza o meno con gli altri meccanismi, reale efficacia o meno,… tutto questo, il dibattito su tutto questo, è stato quasi soffocato dalla questione indipendenza. E giustamente.
    Rientro oggi da un convegno italiano di rilevanza internazionale con relatori componenti della commissione per i Nobel… e ho porto con me la testimonianza che nostri colleghi, nell’Università come al CNR, sono un riferimento internazionale e sono stimati e richiesti per il confronto con lo stato dell’arte mondiale della ricerca.
    Apro una connessione e trovo la testimonianza della politica http://video.repubblica.it/dossier/referendum-costituzionale/referendum-de-mita-contro-renzi–sei-volgare/257260/257518?ref=HRESS-1
    L’Università ha mille difetti (cosi come la politica) ma ha delle massime espressioni di livello internazionali che di fatto sono i vertici scientifici del Paese – e mentre riflettevo su questo – e sulle cattedre del merito – La Repubblica mi ha rappresentato i vertici politici per un confronto magari non approfondito, ma nella sostanza rappresentativo.
    L’indipendenza dell’Università serve innanzitutto al Paese, soprattutto oggi.

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