Reclutamento

Cattedre Natta: ci riprovano. Con i Ludi si assumeranno solo RTDa. Tesoretto rimarrà nelle disponibilità IIT

«Il prof. Mancini [Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca del MIUR] ha risposto che sulle cattedre Natta l’iter parlamentare è ricominciato». La nomina delle commissioni «ora avverrebbe da parte del  MIUR sulla base delle segnalazioni dei presidenti da parte di CNR, CUN, CRUI ed Accademia dei Lincei, e per quanto riguarda gli altri componenti, da parte dell’ANVUR che predisporrà delle candidature sulla base dei quantili più alti identificati». Tesoretto IIT: «La somma individuata, dell’ordine di grandezza di 250ML€ resterà nelle disponibilità dell’IIT per motivi di natura contabile». Essa verrebbe usata allo scopo di «reintegrare il prossimo PRIN e di far partire un nuovo piano per il reclutamento di 1000 RTDb». Riguardo «la creazione di circa 1200 nuove posizioni di ricercatore attraverso il finanziamento aggiuntivo ai “dipartimenti eccellenti”; tali posti, definiti “di ruolo” sia dal prof. Mancini che dal dott. Livon [Direttore Generale per la Programmazione], dovrebbero essere degli RTDa». Quanto precede è tratto dal resoconto ANDU dell’incontro tenutosi al MIUR lo scorso 8 giugno a cui hanno partecipato i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni degli studenti, dei ricercatori e dei professori. “Linee di intervento vergognose e irricevibili” è il commento del Coordinamento ricercatori non strutturati di Torino.

Link al sito ANDU: Breve resoconto dell’incontro al MIUR dell’8 giugno 2017

Link al: resoconto completo

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L’ANDU ha diffuso un resoconto dell’INCONTRO AL MIUR DELL’8 GIUGNO 2017 che contiene informazioni su diversi temi di attualità. Cominciamo dalle cosiddette “Cattedre Natta”:

Il prof. Mancini ha risposto che sulle cattedre Natta l’iter parlamentare è ricominciato, con delle sostanziali modifiche rispetto all’inizio. E’ stato riformulata la nomina delle commissioni che ora avverrebbe da parte del  MIUR sulla base delle segnalazioni dei presidenti da parte di CNR, CUN, CRUI ed Accademia dei Lincei, e per quanto riguarda gli altri componenti, da parte dell’ANVUR che predisporrà delle candidature sulla base dei quantili più alti identificati. Per quanto riguarda i settori European Research Council (ERC) sarà il candidato ad indicare il settore concorsuale, e la commissione dovrà chiedere un parere pro-veritate se non competente sul settore indicato. Infine, il numero di classi stipendiali incrementali è stato ridotto a +2.

Si è parlato anche del “tesoretto” di IIT che giace da anni inutilizzato (ma c’è chi dice che sia già stato speso):

Per quanto riguarda i fondi pubblici non spesi dall’IIT, è in corso di preparazione una convenzione tra IIT e MIUR per l’impiego di tali somme con l’obiettivo di reintegrare il prossimo PRIN e di far partire un nuovo piano per il reclutamento di 1000 RTDb.

La somma individuata, dell’ordine di grandezza di 250ML€ resterà nelle disponibilità dell’IIT per motivi di natura contabile, ma saranno gestiti dal Ministero in modo da garantire l’equità tra i diversi SSD. Entro luglio comunque dovrebbe esser definita la questione, in modo da avere i tempi tecnici per far partire il bando del prossimo PRIN.

Sarebbe interessante sapere quali siano i “motivi di ragione contabile” e se abbiano a che fare con la reale giacenza presente sul conto che – in teoria – dovrebbe contenere 425 milioni. «Ambienti della maggioranza hanno detto, lasciandomi sconcertata, che quei fondi non ci sono più perché lo Stato li ha già usati» aveva rivelato la Senatrice Elena Cattaneo in un’intervista apparsa su Repubblica. Ci sono o non ci sono quei fondi? E, se ci sono, quali “motivi contabili” impediscono di trasferirli al MIUR?

La situazione dei precari e del pre-ruolo è stata uno dei punti centrali dell’incontro. A tale riguardo, si è scoperto che i fondi dei Ludi Dipartimentali (Dipartimenti di eccellenza)  destinati alle assunzioni “di ruolo” finiranno in realtà per gonfiare la fascia precaria dei ricercatori a tempo determinato “di tipo a”:

Riguardo alla riforma delle figure pre-ruolo, è stata confermata l’intenzione del MIUR di far partire un tavolo tecnico entro il mese di giugno: da parte del prof. Mancini e del dott. Livon si è convenuto che l’attuale percorso è troppo lungo ed incerto, ed una misura correttiva è assolutamente indispensabile. Una possibilità potrebbe essere, secondo il prof. Mancini, quella di “unire” le figure di RTDa e RTDb.

Uno dei punti più delicati discussi in tema di reclutamento è stata la creazione di circa 1200 nuove posizioni di ricercatore attraverso il finanziamento aggiuntivo ai “dipartimenti eccellenti”; tali posti, definiti “di ruolo” sia dal prof. Mancini che dal dott. Livon, dovrebbero essere degli RTDa.

I precari, intanto scendono sul piede di guerra. Come riferisce Repubblica, il loro coordinamento, a fronte dei 75 milioni di euro l’anno per le cosiddette “Natta”, denuncia che «non c’è nessun piano di reclutamento straordinario per risolvere l’emergenza dei precari storici che alla scadenza dei sei anni di contratti non possono avere ulteriori rinnovi». Anzi, circola la voce che sia in cantiere una sorta di “soluzione finale” per i precari d’annata, ovvero riservare i prossimi posti da ricercatore siano a chi ha un dottorato e meno di 35 anni.

Questo il commento finale del Coordinamento ricercatori non strutturati di Torino:

“linee di intervento vergognose e irricevibili”

 

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8 Comments

  1. “Con i Ludi si assumeranno solo rtda” – questo non è possibile, perché la norma prevede che almeno il 25% del 70% del finanziamento dipartimentale sia riservato a chiamate di rtdb. Comunque di rtdb non se ne farà più di uno-due per dipartimento (parlo, ovviamente, dei 180 vincitorei dei ‘ludi’: gli altri, ciccia), visto che, dovendone prevedere il passaggio a PA dopo un triennio, costano (per un quindicennio, come prescritto dalla legge) un milioncino l’uno, mentre un rtda triennale costa solo 150.000 euro… Altro che “unire” le figure di RTDa e RTDb!

    • domizia orestano says:

      Infatti, stavo per fare lo stesso commento. Peraltro non si tratta di 1200 posti bensi’ di due o al massimo tre per dipartimento vincente, qualcosa come 400 in tutto, proprio perche’ devono essere pagati per 15 anni. Certo la legge di stabilita’ non e’ chiarissima in merito e bisogna leggersi anche la relazione tecnica di accompagnamento alle camere ma se neanche Mancini e Livon ci hanno capito nulla andiamo male!

  2. Il ricambio ci deve essere. Bisognerebbe trovare un modo in cui vengono assunte persone meritevoli, veramente.
    Gli ultimi modi hanno indiscriminatamente avvantaggiato correnti di potere costituitesi facilmente nei dipartimenti: nessuno osa contrastarli, se qualcuno lo fa, è costretto ad andarsene, la sua carriera è bloccata.

    • Ma infatti…già c’era del marcio in Danimarca ma così siamo andati oltre. Avendo visto dall’interno in quali modi siano entrate le nuove reclute – sostanzialmente una selezione naturale dei piu’ abili a omaggiare il deretano del barone di turno – mi trovo nella posizione di aver deciso di non iscrivere mio figlio nell’Università italiana tra circa una decina di anni. Se secondo lo studio dell’ADI circa il 6 % degli assegnisti avranno una carriera nella docenza e questo 6% verrà selezionato secondo un modus operandi che premia il peggiore e più malleabile e servo…si può facilmente decretare la morte dell’Università italiana.

  3. ecolombo says:

    scandalosa l’idea di far ripartire le Natta. E’ veramente qualcosa contro cui bisogna scendere in piazza, fa indignare.
    Ma ci rendiamo conto che trattasi di posizioni decise ad personam a seconda della commissione che verrà scelta, in barba alle regole più elementari (l’abilitazione, tanto per dirne una)?

    Per poi andare dentro un dipartimento a fomentare invidie, malintesi, e sicuramente polemiche visto che sono assunzioni ridicole e costose a fronte di una situazione generale spaventosa.
    Oppure, nella migliore delle ipotesi, saranno figure scelte da bocconiani, pagate profumatamente con i soldi di stato, e che andranno poi in Bocconi.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      A me sembra giusto che vadano in Bocconi. Nell’ultimo PRIN Bocconi & friends sono riusciti a mettere le mani solo sul 77% del finanziamento nel settore SH1. Meritano un risarcimento.

  4. p.marcati says:

    CATTEDRE NATTA RELOADED
    Leggo”Il prof. Mancini ha risposto che sulle cattedre Natta l’iter parlamentare è ricominciato…”
    Mi pare che stiano solo cercando di mettere toppe formali ai vizi di palese incostituzionalità della proposta precedente. Ma il dirigismo insito nella stessa, per cui le commissioni saranno espressioni di lobbies e non della comunità scientifica rimane. La politica continua ad avere le sue mani su questi posti.
    La cosa rende risibile tutto il sistema di abilitazione nazionale, infatti stabilisce che esisteun canale di reclutamento di serie A e uno di serie B. I maggiori colpevoli sono i Rettori delle università italiane, in particolare la CRUI, governata da persone troppo disponibili a salire sui carri vincenti per partecipare alle spartizioni.
    Le Cattedre Natta spacciate per un elemento di miglioramento della qualità, rispondono a logiche di spartizione clientelare di risorse pubbliche, non esiste alcuna garanzia di qualità scientifica. Ricordate: ” questo a me, questo a te, questo all’ India (braccino a uncino)….”
    Designeranno i presidenti di CNR, CUN, CRUI ed Accademia dei Lincei, ma chi garantisce il livello scientifico di questi soggetti? La presenza di scienziati di livello in questi ruoli è casuale, per esempio il CNR (di nomina governativa) ha oggi un presidente noto scienziato, ma pochi anni fa c’era un personaggio che come articoli presentava quelli sui quotidiani. CUN e CRUI sono cariche elettive non scientifiche, l’ Accademia dei Lincei è in parte fatta da ex scienziati, magari famosi ma, in parecchi casi, in pensione da anni e forse non tutti vicini alle attuali frontiere della scienza.
    Esiste poi l’elemento università private, mi domando se sia compatibile con la Costituzione il fatto che, ad esempio, la Bocconi possa usufruire di queste risorse. A mio avviso le private andrebbero escluse, mi dispiace per il povero Nannicini che ci ha messo tanta fatica per portare un po di “grana” a “bottega”.

  5. Vito Plantamura says:

    Carissimi,
    personalmente ritengo che quello di aver bloccato le cattedre Natta la scorsa volta sia il maggior merito di Roars. Perché bisogna essere onesti, se non fosse stato per il lavoro svolto da Roars, e dai suoi singoli componenti, qui ed in altre sedi, le Natta sarebbero già una drammatica realtà.
    Questa vicenda mi ricorda -mutatis mutandis- quella dei veri c.d. “lodi” sull’immunità per Berlusconi, in cui ogni volta l’allora maggioranza aggiustava degli aspetti tecnici, senza comprendere che il problema era più in profondità.
    Le Natta sono un regalo ad una comunità scientifica che troppo spesso, tanto più in Italia, ha sposato -beninteso: del tutto disinteressatamente e per piena convinzione scientifica, mica per bieco calcolo e speranza di promozione sociale- le tesi che convenivano ai padroni del vapore….o, meglio, della moneta.
    Del resto, non è un caso che siano modellate sui settori ERC….insomma, lo vuole LEUROPA.
    Se passa questo canale di reclutamento ministeriale, è solo una questione di tempo: man mano succhierà sempre più risorse a quello delle Università, fino a diventare quello prevalente.
    Che dire?
    Speriamo che anche questa volta ci pensi Roars….anche se non dobbiamo dimenticare che la scorsa volta vi era in ballo il referendum e la carriera politica di uno che si basava sul consenso, cioè Renzi. Quelli di adesso non sono in quel ruolo per il consenso raccolto, sanno che non ci torneranno mai, e, da questo punto di vista, “non hanno niente da perdere”….sono indipendenti….il che sfata il mito dell’indipendenza che ci è stata rivenduta in questi anni come qualcosa di positivo…mentre si trattava solo di indipendenza da noi, cioè dalla volontà popolare, che non esclude, ed anzi ne è il presupposto, che si possa essere dipendenti da interessi affatto concreti e di parte.
    Tom Bombadillo
    P.S.: sulla questione dei precari: l’unica cosa che dovrebbero chiedere, cioè il reintegro della terza fascia, non la chiedono. Basta eliminare i mostruosi RTDB e mettere la tenure sugli RTDA, che alla fine del percorso, se lo superano, diventano rti confermati.

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