Parte prima: documenti

(Link  alla seconda parte)

Negli ultimi giorni la “terza mediana” è stata al centro delle discussioni, con un significativo contributo di Andrea Graziosi, presidente del GEV 11 (Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche) che ha scritto e diffuso attraverso il Sole24Ore (2 settembre 2012) un appello contro il ricorso al TAR (“La Terza mediana deve restare”). Vogliamo contribuire all’approfondimento dell’ argomento con due post.

1. Questo primo post presenta i seguenti materiali di discussione:

Documento #1: Lettera di Andrea Graziosi alla Sissco (Società Italiana di Studio della Storia Contemporanea).

Documento #2: Lettera di Andrea Graziosi in risposta al commento di Giuseppe De Nicolao in risposta ad Andrea Graziosi

Documento #3: Lettera di Giuseppe De Nicolao ad Andrea Graziosi con richiesta di chiarimenti relativi alla lettera alla Sissco che nel frattempo era pervenuta alla Redazione di ROARS.

2. Il secondo post, contiene una risposta articolata di Andrea Graziosi a Giuseppe De Nicolao, intitolata “Per una terza mediana”.

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Documento #1: Lettera di Andrea Graziosi alla Sissco (Società Italiana di Studio della Storia Contemporanea)

Da: sissco-bounces@liste.racine.ra.it [ mailto:sissco-bounces@liste.racine.ra.it] Per conto di andrea graziosi
Inviato: domenica 2 settembre 2012 19:32
A: Presidenza Sissco
Cc: Soci Sissco
Oggetto: Re: [Sissco] ancora sulla terza mediana

Care Socie e Cari Soci,

profitto della correttissima risposta del Presidente per informare che sono io, e non l’Anvur-Spectre, l’autore della mozione in difesa della terza mediana, firmata adesso anche dalla Società geografica italiana.

L’ho scritta di getto perché ritengo l’iniziativa dei costituzionalisti, che probabilmente avrà successo e causerà quindi seri danni, davvero improvvida.

Grazie alle tre mediane, per la prima volta abbiamo una % di abilitabili superiore a quella delle scienze dure (che non lo meritano, ma data la ns precedente debolezza un po’ di ‘riequlibrio’ non ci stava male). L’abolizione di una delle tre ci riporterà circa in parità.

Ma non basta. La terza mediana è l’unica da noi che tenga conto della qualità e di fatto dell’internazionalizzazione (si calcola che i giuristi perdano a causa della sua eliminazione circa 150 bravi commissari e centinaia di abilitabili). Eliminarla vuol dire tagliar fuori dalle commissioni e dalle abilitazioni una parte “buona” della nostre accademia.

Non solo: non è vero che quella mediana stabilisce una sproporzione scandalosa: basta un articolo in fascia A e si passa davanti a chi ha che so due monografie (della cui qualità cmq non vi sono indizi nel dato che le stima). Da sondaggi fatti risulta chiaro che la terza mediana è bassa perché sono pochi i colleghi e i giovani che pubblicano su quelle riviste. Ma chi ci pubblica ha spesso 4-5 articoli e anche di più. Saranno poi le commissioni a occuparsi dei casi marginali, rappresentati da chi supera a stento quella mediana -se no che ci stanno a fare.

Ripeto, probabilmente il ricorso passerà, la terza mediana verrà abolita, molti ns soci perderanno la possibilità di diventare commissari o moltissimi quella di ricevere l’abilitazione. Ma non sarà una vittoria delle discipline umanistiche, semmai una loro sconfitta e nelle trincee in cui ci saremo rifugiati finiremo per essere schiacciati.

un saluto cordiale, andrea graziosi

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Documento #2: Lettera di Andrea Graziosi in risposta al commento di Giuseppe De Nicolao in risposta ad Andrea Graziosi

Da: andrea graziosi [mailto:angraziosi@gmail.com]
Inviato: lunedì 3 settembre 2012 06:46
A: redazione.roars@gmail.com
Oggetto: Re: terza mediana

Caro De Nicolao,

Da storico trovo la sua concezione del mondo interessante ancorché poco originale. Non esistono persone, che agiscono magari anche in base a idee e convinzioni, ma agenti manovrati da organizzazioni che li sovvenzionano. All’oro di Mosca si è sostituito quello dell’Anvur, per quanto miserabile (controlli meglio le fonti, sono 10, non 15 “k” l’anno, vale a dire 5,5 k netti), e gli individui sono ridotti a pupazzi.
Ho però scritto della necessità della valutazione prima che l’Anvur nascesse (L’Università per tutti, Mulino 2010) e già allora sostenevo mediane qualitative, anche se primitive, perché avendo studiato l’esperienza sovietica mi erano chiare le possibili deformazioni dell’uso di indici quantitativi direttamente manipolabili dagli interessati.
Ho difeso e difendo perciò la terza mediana perché la ritengo indispensabile e penso che se, come è probabile, essa verrà abolita, al di là del danno contingente ne pagheremo a lungo le conseguenze. Di ciò ho ragionato con decine di presidenti di Società che ne hanno a loro volta ragionato con decine e decine di colleghi che siedono nei loro Direttivi, come è giusto che sia.
Nel suo mondo questo non accade e me ne dispiace per lei. Allora diciamo che lo ho fatto perché se proprio mi devo sentire agente di qualcuno preferisco esserlo dell’Università, che tra l’altro mi paga almeno 10 volte di più.
La lascio augurandole di farsi conquistare da un po’ di senso dell’umorismo.

Un saluto cordiale,
andrea graziosi

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Documento #3: Lettera di risposta di Giuseppe De Nicolao ad Andrea Graziosi con richiesta di chiarimenti relativi alla lettera alla Sissco che nel frattempo era pervenuta alla Redazione di ROARS.

Da: Giuseppe De Nicolao <giuseppe.denicolao@unipv.it>
Data: 05 settembre 2012 00.53.44 GMT+02.00
A: angraziosi@gmail.com
Cc: Redazione Roars <redazione.roars@gmail.com>

Caro Graziosi,

mi spiace che ci sia stato un malinteso, ma è possibile che nella fretta io non abbia prestato sufficiente attenzione a evitare fraintendimenti. Sarebbe obiettivamente ridicolo credere che un accademico di prestigio prenda una posizione pubblica perché riceve un moderato compenso dall’agenzia nazionale di valutazione. Se prende posizione, è perché ci crede e pensa di contribuire utilmente al dibattito.

Il senso del mio commento, piuttosto, era di natura prettamente tecnica. Ho citato il compenso (che sul sito ANVUR è effettivamente pari alla cifra di 15.000€) perché il compenso, ancorché modesto, associato al ruolo di “alto esperto di valutazione” la qualifica senza ombra di dubbio come uno dei  “collaboratori esterni dell’agenzia” che “all’atto di ricevere l’incarico, si impegnano a rispettare il codice etico e le altre clausole contenute nel provvedimento di incarico” (art. 8 del Codice Etico ANVUR). In particolare, l’art. 6 del Codice Etico recita:

Nell’ambito delle materie di competenza dell’Agenzia, i rapporti con la stampa sono di norma affidati al Presidente. I membri dell’Agenzia e, per quanto attiene le attività ad essa connesse, gli studiosi collaboratori esterni, nell’intrattenere eventuali rapporti con organi di stampa o con altri mezzi di informazione, devono attenersi agli indirizzi espressi dall’Agenzia

Pertanto, nel momento in cui lei si fa promotore di una mozione in favore della terza mediana, i colleghi e l’opinione pubblica hanno tutte le ragioni per ritenere che la sua iniziativa sia conforme agli indirizzi espressi dall’Agenzia e che ne abbia ricevuto il preventivo consenso. Era questo ciò che intendevo significare scrivendo che, a prescindere da giudizi nel merito – che non ho espresso nel mio commento – lei non era nella posizione di poter prendere quella iniziativa a titolo puramente personale. In particolare, l’affermazione da lei contestata,

Attraverso Graziosi, la stessa ANVUR sollecita e promuove un documento a favore della terza mediana

ROARS: “Una mediana di qualità

a me sembra del tutto corretta. Nessuno vuole sostenere che Graziosi sia manovrato, ma semplicemente che, a meno di non imputargli un comportamento eticamente scorretto, è giusto presumere che le sue prese di posizione pubbliche abbiano il consenso preventivo e riflettano  gli indirizzi dell’Agenzia. A maggior ragione, bisogna presumere che le sue posizioni si attengano a quelle dell’Agenzia, se si tiene conto che lei, in qualità di presidente di un GEV, svolge un ruolo importante nella definizione delle riviste di classe A ai sensi dell’Allegato B del D.M. 76.

Pertanto, mi scuso per l’equivoco, e convengo che sarebbe stato meglio spiegare in dettaglio in ragione di quale clausola del codice etico la presa di posizione di Graziosi non poteva essere disgiunta da quella dell’Agenzia. Con ciò spero di aver dissipato ogni spiacevole fraintendimento sul senso delle parole mie e del redazionale di ROARS.

Augurandomi che le mie scuse abbiano rasserenato gli animi, mi permetterei di mettere in pratica il suo invito a chiederle la storia della mozione in sostegno della terza mediana. Sarei sinceramente interessato a conoscerne meglio la genesi. In particolare, coglierei l’occasione per chiederle di mettere tale storia in relazione con  alcuni scambi di e-mail che sono stati portati all’attenzione della nostra redazione da più fonti.

Tali messaggi rivelerebbero una situazione reale diversa da quanto ufficialmente dichiarato dall’ANVUR. Come lei ben sa, il 27 luglio  l’Agenzia, ritirando le precedenti mediane, ha pubblicato una versione definitiva delle mediane per tutte le aree (con l’eccezione della terza mediana per l’area 12). Il calcolo delle mediane presume che tutti gli elenchi delle riviste che hanno carattere di scientificità e quelli delle riviste di fascia A siano già stati definiti. Altrimenti, vorrebbe dire che le mediane relative agli elenchi mancanti o incompleti sono state inventate, ingannando i colleghi e l’opinione pubblica. Stranamente, nonostante le promesse dell’ANVUR, a più di una settimana di distanza le liste di riviste non sono ancora state pubblicate, un’operazione che, se le liste esistessero, richiederebbe pochi minuti. Se invece le liste esistevano, ma stanno subendo integrazioni e ritocchi, le mediane chiamate “definitive” dall’ANVUR, dovrebbero essere ricalcolate.

Una prima e-mail, spedita alla società disciplinare Sissco (vedi sopra Documento #1), motiva il sostegno alla terza mediana. In essa lei spiega che, grazie alle tre mediane, le scienze umane  e sociali avranno, per la prima volta, una percentuale di abilitabili superiore a quelli delle scienze dure. Subito dopo riconosce che ciò non è giusto,  “ma data la ns precedente debolezza un po’ di ‘riequilibrio’ non ci stava male”. In caso di accoglimento del temuto ricorso dei costituzionalisti, lei precisa che “l’abolizione di una delle tre [mediane] ci riporterà circa in parità.” Il resto del messaggio argomenta a favore della terza mediana ribadendo che, se sarà abolita, “molti ns soci perderanno la possibilità di diventare commissari o moltissimi quella di ricevere l’abilitazione.”

Immaginiamo che ci siano state negoziazioni tra la comunità scientifica, le Società e l’Anvur sulle liste di riviste. Lei pensa che queste ultime siano state modificate dopo il calcolo delle mediane, e come spiega i ritardi nella loro pubblicazione? E può dirci qualcosa su quanto è successo nelle altre aree?

Se si trattasse di controlli, non è chiaro quali controlli debbano essere fatti su elenchi che dovevano essere stati congelati più di una settimana prima. Anzi, dato che l’ANVUR ha attribuito la revisione delle mediane ad una modifica dell’approssimazione matematica usata per calcolare la mediana, gli elenchi dovevano essere già congelati e controllati il 24 agosto scorso. Sarebbe peraltro importante avere un quadro più esauriente delle motivazioni che hanno portato al ricalcolo delle mediane del 27 agosto e di come ciò abbia condotto a risultati differenziati per i settori bibliometrici e non bibliometrici. Relativamente alla seconda mediana per i commissari, sarebbe anche interessante capire come si spieghi il 100% di mediane intere in alcune aree non bibliometriche, mentre le altre aree non bibliometriche mostrano un’alternanza di valori interi e frazionari.

Sono sicuro che l’intera redazione di ROARS sarebbe molto interessata a pubblicare una sua replica che chiarisse le relazioni della mozione con le discussioni all’interno delle società scientifiche e con le negoziazioni sulle liste di riviste che, a quanto sembra, si sarebbero svolte dietro le quinte nel corso dell’ultima decina di giorni. La prego di credere che l’invito viene rivolto senza alcuna ironia, virtù di cui vorrei essere maggiormente dotato.

Ringraziando in anticipo per la sua cortese attenzione, le porgo i miei

distinti saluti

Giuseppe De Nicolao

 

 

 

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