Dei due sentieri scelsi il meno battuto per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto.

Molti uomini hanno una vita di quieta disperazione: non vi rassegnate a questo.

Sono giorni in cui si respira un atmosfera da finale dell'”Attimo Fuggente” in molti dipartimenti universitari. «Avanti scendete tutti mi avete capito? Seduti!»: questo è quanto sembrano dire i Rettori ai docenti che salgono sui banchi, rifiutando di collaborare alla VQR, una forma di disobbedienza civile, il cui scopo è affermare la dignità del proprio ruolo e rivendicare un accesso alla ricerca e all’alta formazione equamente distribuito su tutto il territorio nazionale. Di seguito, pubblichiamo alcuni messaggi circolati in queste ore nella mailing list di un dipartimento dopo che il direttore ha informato i colleghi che si procederà alla “selezione coatta” dei prodotti, utilizzando il principio di silenzio-assenso. Quanti sono a salire sul banco? E cosa dicono? Scopritelo con noi.

«Professor Keating sono stato costretto a firmare la prego deve credermi è vero..». «Certo che ti credo». «Se ne vada professore». «Si sieda signor Efferson. Un’altra intemperanza sua o di chiunque altro e lei sarà espulso dalla scuola se ne vada professore!! Ho detto se ne vada Keating». [Sale in piedi sul banco] «Capitano mio capitano!». «Si sieda immediatamente, mi ha sentito si sieda ho detto si sieda! Guardi è l’ultima volta che glielo chiedo mi ha sentito?». ‘Capitano mio capitano!». «Si sieda immediatamente seduti voglio che vi sediate tutti a sedere capito! Scendete! Avanti scendete tutti mi avete capito? Seduti!».

Messaggio del direttore ==========

Cari colleghi,
vengo ora da una riunione tra i direttori dei dipartimenti finalizzata a fare il punto sulla VQR. All’incontro erano presenti tutti i direttori, tranne due, oltre al Rettore e al Prorettore alla Ricerca.
Vi rendo partecipi di quanto detto nella riunione.

[…]

Per quanto riguarda il nostro dipartimento, la situazione ad oggi pomeriggio (ore 18) è la seguente: 18 docenti hanno completato la selezione dei prodotti, 30 docenti hanno avviato la selezione, ma non l’hanno chiusa, 27 docenti non hanno avviato la selezione.

[…]
A seguito di un’approfondita discussione si è infine stabilito che in questa fase, e fino a disposizione contraria, i direttori non operino sui dati dei docenti che neghino esplicitamente l’autorizzazione a completare la selezione dei prodotti da sottoporre a valutazione. Vi chiedo quindi di rispondere a questa mail esplicitando, ENTRO LE ORE 18 DI DOMANI 17 FEBBRAIO, il vostro diniego a modificare o completare (se sarà possibile) le vostre selezioni. Vale il principio di silenzio-assenso, e quindi mi sentirò autorizzato ad operare sulle selezioni di chi non mi negherà l’autorizzazione. Analoghe mail con la stessa richiesta stanno per essere inviate anche dagli altri direttori del nostro ateneo.
Il Rettore ha annunciato un messaggio a tutto il corpo docente, che invierà dopo un incontro in CRUI previsto per domani.
Un cordiale saluto,

[il Direttore]

#1 ==========

Caro […],
penso che tutti ci rendiamo conto delle potenziali ripercussioni negative della non partecipazione alla VQR (se questa dovesse proseguire ed essere completata con i dati parziali racolti).
Tuttavia sono anch’io convino che minacciare per mesi un’azione e poi ritirarsi in buon ordine (a fronte di nessuna concessione) costituirebbe un messaggio decisamente negativo inviato alla governance dell’Università (il ministero in primis), lasciandoci in totale balia di qualunque decisione calata dall’alto (come è successo negli ultimi anni o decenni). E, ovviamente, non parlo solo della questione salariale dei docenti, ma del definanziamento costante dell’Università, del calo degli studenti legato anche al taglio del supporto economico al diritto allo studio, del tempo che ci obbligano a perdere in adempimenti burocratici che, a volte, rasentano il ridicolo (come, per esempio, la scelta della “cravatta” per la VQR).

Per questi motivi, anch’io non ti autorizzo ad operare sui miei dati ai fini della VQR, almeno fino a quando non ci saranno risposte (non segnali!) concrete alle molte richieste che hanno accompagnato questa protesta.

Capisco la tua difficoltà nel gestire questo frangente per il ruolo che ricopri, e per questo ti confermo la mia stima e vicinanza.

Cari saluti
[firma]

#2 =============

Concordo con quanto affermato da [#1]. O il Direttore è legittimato a selezionare i prodotti oppure deve avere un consenso esplicito da ogni singolo docente.
Se quanto proponi ti è stato suggerito dal Prorettore alla Ricerca o dal Rettore si prendano loro la responsabilità ed i rischi di farlo.
Personalmente come già ti avevo comunicato NON AUTORIZZO nessuno a selezionare i miei prodotti.
Per vostra informazione su quanto accade in altre sedi come […] vi allego una mail del mio collega […],  uno dei più citati in Italia (oltre 14000 citazioni , h-index 50). Meditate gente, meditate…..

Allegato: messaggio del collega di altra sede che dichiara al suo direttore la sua adesione alla protesta VQR-

#3 =============

– siamo ostaggi di una burocrazia e di una amministrazione asfissiante
– il MEPA ci distrugge
– la didattica non viene valutata (e per i ricercatori nemmeno pagata dignitosamente)

non autorizzo

[firma]

#4 ==============

Caro Direttore,

ribadendo quanto gia’ scritto ieri ed a scanso di possibili equivoci, esplicito anche io la mia NON AUTORIZZAZIONE nel caso in cui questa sia necessaria

Cordiali saluti,

[firma]

#5 =============

Caro Direttore
riconfermando quanto scritto ieri, NON AUTORIZZO per quanto di mia competenza interventi esterni sulla mia gestione dei prodotti della mia ricerca.
Mi sembrerebbe utile, anche per te, che questi numerosi messaggi, con le loro motivazioni, SIANO RESI PUBBLICI ALL’INTERA COMUNITA’ ACCADEMICA.

[firma]

#6 =============

Caro Direttore,
concordo anch’io con le posizioni dei colleghi che mi hanno preceduta e quindi non autorizzo il completamento della mia procedura di selezione.
Grazie, saluti
[firma]

#7=============

Caro Direttore,

anche se ti ho già scritto precedentemente (vedo, probabilmente, in modo non totalmente esplicito), confermo ad abundantiam che non do l’autorizzazione relativamente alla selezione dei miei prodotti per la VQR, nella speranza di potere contribuire a ottenere le risposte che non sono ancora arrivate. Abbiamo già ampiamente parlato delle ragioni che hanno portato a questa difficile e spiacevole situazione, e numerosi colleghi le hanno validamente esposte nelle loro e-mail.
Ti manifesto ancora la mia comprensione, nonché il mio apprezzamento per la correttezza mostrata in questa delicata vicenda.

[firma]

P.S. Concordo con il suggerimento del collega #5 di rendere pubblici i messaggi (soprattutto le motivazioni) alla comunità accademica.

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A questi 7 messaggi vanno aggiunti altri 32 messaggi che negano l’autorizzazione con motivazioni simili.

Il dipartimento conta 75 docenti accreditati

  • % astensione (vedi mail del Direttore): 57/75 = 76%
  • % astensione con non autorizzazione: 39/75 = 52%

_________________

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7 Commenti

  1. Molta parte del fronte dell’astensione dalla VQR “è costituito da fior di ricercatori”: un articolo di Guido Trombetti su Repubblica discute dell’inedita forma di protesta in atto negli atenei e non risparmia le critiche nei confronti di Anvur e del suo modello di valutazione «troppo burocratico e cervellotico».
    _______________________
    G. Trombetti, “Il malessere dell’università”, Repubblica 17-2-2016
    https://www.roars.it/online/wp-content/uploads/2016/02/TROMBETTI-VQR.pdf

  2. “Continuate a strappare ragazzi. Questa è una battaglia, una guerra e le vittime sarebbero i vostri cuori e le vostre anime. Grazie mille Dalton. Armate di accademici avanzano misurando la poesia. No! Non lo permetteremo. Basta con i J. Evans Prichard. E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare con la vostra testa. Imparerete ad assaporare parole e linguaggio. Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo.” (Prof. Keating, L’Attimo Fuggente)

  3. Questa la situazione dell’Università degli Studi di Milano a cui afferisco, stando ai dati pervenuti da comunicazione dal rettore durante la seduta del SA del 16 febbraio: su un organico di 1987 professori e ricercatori, 28 non hanno completato la procedura per la VQR, mentre 88 (tra cui 30 “inattivi”) non l’hanno neppure iniziata. Ho saputo di pressioni anche a mezzo telefono da parte dei direttori di dipartimento, sugli inadempienti affinché caricassero i propri PDF “per non danneggiare il dipartimento” e “per non compromettere la carriera”.
    Data la possibilità concreta (silenzio/assenso?) che sia l’Amministrazione stessa a caricare i PDF dei “distratti” che potrebbero avere fornito in precedenza per necessità concorsuali (come il sottoscritto), ho inviato una lettera al rettore – facendola protocollare per evitare di indirizzarla direttamente al cestino – sul modello suggerito da Ferraro il 17 febbraio, annunciando la mia riserva ad adire a ogni tipo di azione nei riguardi di chi dovesse classificarmi come “docente inattivo” e di chi effettuasse per mio conto procedure quali la scelta delle pubblicazioni da sottoporre alla VQR.
    Rispedire al mittente pressioni e ricatti per farci accettare la cancellazione di cinque anni di carriera, è diventato ormai una battaglia a tutela della nostra dignità: è in gioco l’onore (o quanto ne resta) dell’Accademia italiana, a cui fino a ieri ci si poteva anche sentire orgogliosi di appartenere.
    Antonio Violante

  4. Certamente se ci chiedono il permesso di utilizzare le nostre pubblicazioni, significa che implicitamente ci hanno riconosciuto il diritto di scegliere se inviarle o meno, quindi di fatto ci hanno dato il POTERE DI PROTESTARE!
    E quindi la protesta ha ottime probabilità di successo, ovviamente se tutti RISPONDIAMO NO alla richiesta di utilizzo delle nostre pubblicazioni.

    Temo però che alcune sedi universitarie (spero non la mia, Parma) opereranno il “prelievo forzoso” dei prodotti della ricerca senza chiedere alcuna autorizzazione. Ciò potrebbe costituire un reato penale (falso ideologico, abuso d’ufficio), commesso dal Rettore e dai membri di Senato Accademico e/o Consiglio di Amministrazione che approvassero una tale procedura forzosa.
    D’altro canto, l’unica libertà che abbiamo, in base al Decreto, è quella di “non scegliere” i nostri prodotti di ricerca, visto che il Decreto esplicitamente stabilisce che POSSIAMO scegliergli. Nello stesso tempo, però non ci dà alcun potere di vietare che altri li scelgano per noi, nel momento in cui noi rinunciamo a tale possibilità, come abbiamo fatto.
    Quindi se ci chiedono il permesso, allora lo possiamo tranquillamente negare. Ma se non ce lo chiedono, e fanno il “prelievo forzoso”, al momento non possiamo fare molto, si può solo sperare che la Procura della Repubblica, avuta notizia di reato da un qualche esposto-denuncia, proceda poi (con i suoi tempi) ad inquisire i potenziali delinquenti (Rettore & C) per le ipotesi di reato suddette…

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