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Call the cops. Falsifichi gli studi clinici? In Cina rischi la pena capitale

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Tempo fa un editoriale di Nature suggeriva che occorresse “chiamare la polizia” per fermare i plagiari, falsificatori di dati e in generale chi fra i ricercatori tiene comportamenti gravemente scorretti. Questo in ragione del fatto che buona parte dei ricercatori utilizzano finanziamenti pubblici e il loro sperpero andrebbe severamente punito. Significativo il fatto che il pezzo di Nature facesse esplicito riferimento all’Italia come esempio non positivo. Qualcuno deve aver preso la questione fin troppo sul serio. Infatti in Cina, dove le malpractices accademiche sono purtroppo frequenti, ci si appresta a sanzionare penalmente i responsabili, con la detenzione, ma in casi estremi anche la pena capitale.

Sempre Nature riferisce che

Those who submit faked clinical trial data might now go to jail — and in extreme circumstances, be executed — under a new interpretation of China’s criminal code, announced last month.

La grande potenza in crescita inonda il mondo con una quantità enorme e crescente di pubblicazioni scientifiche ma

Publications from Chinese clinical hospitals (…) often fail to document whether trials are double-blinded, whether the study goals are achieved, whether informed consent and ethics approval had been given and whether the test and control groups had been randomly selected to decrease bias. Studies have also found that Chinese trials are much more likely to show a positive effect for a drug, even if the medicine had failed elsewhere. “Most of these problems are the result of people trying to cut corners in order to get papers published in better journals and reap the resulting benefits,” says Ioannidis.

L’articolo completo può essere letto qui.

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