ll ministro Bussetti ieri in visita ad Afragola e Caivano, due grossi comuni in provincia di Napoli

– ministro, cosa arriverà di più qui al Sud per la Scuola, per recuperare il gap con le scuole del Nord?
– Ci vuole l’impegno del Sud. Vi dovete impegnare forte. Questo ci vuole.
– Più fondi?
– No. L’impegno. Lavoro, sacrificio, impegno, lavoro e sacrificio.
– Quindi anche contro la dispersione scolastica ce la deve fare da solo il Sud, visto che i dati sono un po’ impietosi?
– Contro la dispersione scolastica sono dati che riguardano una percentuale che va analizzata in maniera attenta. Perché i dati, voi forse non lo sapete, vengono sempre interpretati e mai analizzati in maniera scientifica. Per cui hanno anche dei risvolti che possono a volte far sembrare un problema più piccolo o più grande.

Non c’è bisogno di risorse aggiuntive, insomma. La soluzione per le scuole del Sud è “più impegno e lavorare sodo.” Il Ministro Bussetti ha le idee ben chiare in proposito. Ed anche la dispersione scolastica non è un problema.

 

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10 Commenti

  1. quello che risalta di più nella risposta del ministro è che ci tiene a ripetere che lui non ha fatto nulla contro il sud. Ha fatto e, fortunatamente, ha fatto per tutti senza favorire il sud o il nord. Meno male, direi visto che ha giurato di seguire la Costituzione di questa Repubblica e non mi sembra che nella suddetta Costituzione ci sia indicata una differenza tra i cittadini in base alla loro dislocazione territoriale.
    D’altra parte l’autonomia che il suo partito tanto sostiene (e che sposta sostanzialmente la scuola da materia di competenza nazionale a materia di competenza regionale) finirà per togliere anche questo imbarazzo al ministro.
    Un commento a voi/noi di Roars: per una ministra senza laurea ci siamo intrattenuti a lungo con dolenze, ironie e infausti presagi. Avete idea di che qualifiche abbia questo ministro per essere il titolare delle politiche e delle allocazioni economiche per la Scuola, l’Università e la Ricerca?

  2. Bussetti: «Non ce l’ho coi meridionali. È come la polemica sulla parità di genere: non la capisco, io non vedo uomini o donne, ma persone», giura. E porta prove a sua discolpa: «In casa ho i quadri di Sante Visco, di Vico Equense. Ho un capogabinetto calabrese, un capo segreteria e un capo dell’ufficio legislativo napoletani. Ora sto mangiando a Gallarate in una pizzeria gestita da napoletani. Ah! E poi le dico: qualche anno fa mi hanno insignito del premio di calabresità italiana».
    […]

    Però deve ammettere che sembrava scettico. Voleva spronare i meridionali a rimboccarsi le maniche?

    «No. Voglio evitare che si parli sempre e solo di risorse. Ritengo che il problema della scuola, e in generale degli investimenti pubblici, sia più che un problema di risorse un tema di qualità della spesa. Lo sa che ci sono miliardi di euro di fondi europei che non vengono spesi? Oltre a quanto si spende vediamo come si spende. Ovunque. Al Nord come al Sud. E se vengono messi a sistema i frutti si vedono».

    https://www.corriere.it/scuola/medie/19_febbraio_09/bussetti-non-sono-antimeridionale-ma-scuola-sbagliato-chiedere-soltanto-risorse-b99ff576-2caf-11e9-92b2-6bfd997a5493.shtml
    ______


  3. … in casa ho i quadri di Sante Visco, di Vico Equense. Ho un capogabinetto calabrese, un capo segreteria e un capo dell’ufficio legislativo napoletani. Ora sto mangiando a Gallarate in una pizzeria gestita da napoletani. …
    Loro sono buoni in effetti basta dargli una carezza e un boccone di cibo e ti sono fedeli. Certo a volte capita quello cattivo ma fa parte della loro natura e non ci si può far nulla. D’altra parte è certo che io non sia razzista ma loro che sono napoletani!

    La pochezza delle argomentazioni di quest’uomo è semplicemente disarmante. Se non fosse un ministro della Repubblica sembrerebbe un qualsiasi troll.

  4. E’ la classica osservazione del politicante che vuole lavarsene le mani, o peggio ancora che vuole seminare zizzania in una comunità. Dire ‘ci vuole più impegno, e lavorare sodo’ ad una comunità di circa 20 Min di persone (cioè gli abitanti del Sud Italia) è un non senso per definizione… ‘Lavorare, più impegno’ si può dire ad UNA persona (e non è affatto detto che chi pretende un maggior lavoro da un’altra persona sia sempre dalla parte del giusto, ma questa è un’altra questione) certamente NON ad una collettività di 20 Milioni di esseri umani, all’interno della quale si trovano tutte le tipologie umane. Insomma la cultura politica di questo governo (e attenzione: non che i precedenti governi avessero una cultura politica migliore) si rivela ben salda all’interno di una visione qualunquistica dei problemi sociali.

  5. Non sono solo gli adolescenti e i giovani ad avere problemi comunicativi, a non sapere distinguere tra gli stili comunicativi, tra il formale e l’informale, tra lo scritto e il parlato, soprattutto ora che ci sono tutti questi stili intermedi tra scritto e parlato che si rializzano con i nuovi mezzi di comunicazione di massa. Se anche prima era complicato, ora lo è ancor di più. Verba oramai non sempre volant, ed avete fatto benissimo a trascrivere quel che ha detto il Ministro. Oramai quello è un testo scritto. Di un ministro! non di un uomo qualunque della strada. Del resto se un altro Ministro si fa riprendere in situazioni intime, e mi mordo la lingua (ovvero quasi mi sto tagliando il dito, per essere coerente) per non essere più precisa, dopodiché mangia pane e nutella (e la pubblicità dove la mettiamo?), se un altro si lascia andare a tweets irriflessi, se un terzo , quarto fanno lo stesso, per non parlare di Trump e di Kim Il-sung, questo è il modello comunicativo per i giovani. Parlare a casaccio, a seconda dell’uomore e del livello glicemico e alcolico ecc. del momento senza calcolare le conseguenze. Intanto quelle cose le ha dette, il Ministro, e quel che scrive in Facebook non le cambia e non le attenua. In fondo è stato del tutto sincero e spontaneo, quello è il suo modo di pensare autentico E quindi ci si sacrifichi, si mettano in sicurezza gli edifici con il lavoro volontario dei parenti degli alunni, si chiudano a chiave le aule per non far uscire nessuno di quelli che ancora ci vanno. Gli insegnanti forniscano i libri di testo a loro spese , anche questo è sacrificio, rimangano a scuola anche di pomeriggio, per aiutare a fare i compiti (che parola desueta!). Senza esigere aumenti di stipendio o straordinari. E siano grati se devono trasferirsi da un capo all’altro d’Italia, perché altri non hano nemmeno questo, e devono accontentarsi di fare qualche supplenza a decina di km di distanza.

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