Il Governo ha annunciato oggi un decreto-legge sulla scuola e sull’università. Tra i numerosi provvedimenti, vi è anche l’abrogazione del bonus maturità. Al contrario di quanto alcuni commentatori avevano previsto, il bonus sarà abolito immediatamente, non a partire dal 2014.

Per come era strutturato, il bonus maturità poteva essere abolito soltanto modificando la normativa primaria, ovvero con un atto avente forza di legge, e non semplicemente con un Decreto Ministeriale.

ROARS aveva più volte denunciato l’iniquità del bonus:

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza ha annunciato che sarà comunque prevista, in un secondo tempo, «una valorizzazione del curriculum scolastico degli studenti medi» ai fini dell’accesso all’università.

Il testo del decreto-legge non è ancora stato pubblicato, dunque i dettagli normativi dei singoli provvedimenti sono ignoti.

L’abrogazione del bonus maturità, che si è rivelato di difficile applicazione… soprattutto, qualunque applicazione noi tentiamo di fare, introduciamo iniquità, per cui non era risultata una norma efficace, fermo restando il fatto che poi penseremo ad una valorizzazione del curriculum scolastico degli studenti medi […]

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6 Commenti

  1. Speriamo che questa tristissima vicenda (anche per gli strascichi politici e “contro-giudiziari” che avrà), induca finalmente a dismettere le ideologie pasticcione e ad attrezzare un vero Esame di Maturità Nazionale, con procedure e criteri di giudizio uniformi, come nel resto del mondo.
    Ottenere una informazione credibile dall’esito degli studi scolastici ai fini dell’ammissione dell’Università è un diritto e un dovere per tutti, nella Società della Conoscenza.
    Segnalo come esempio il sito dell’AQA, uno dei principali Istituti d’Esame accreditati nel Regno Unito per lo svolgimento delle Prove d’esame finali dei vari cicli o anni di studio (NB: tutti gl’Istituti accreditate, anche se somministrano prove diverse, conducono a titoli di studio aventi lo stesso valore legale, ovviamente).
    http://www.aqa.org.uk/
    Sfogliare le pagine per vedere Programmi d’esame e metodi di valutazione/correzione standardizzati. Beninteso, non stiamo parlando di quiz a risposta multipla (a parte un piccolo 1% complessivo) – si tratta di prove d’esame (scritte) adatte a ciascun corso. I docenti-correttori degli elaborati possono benissimo lavorare in remoto, anche da casa, utilizzando pure penne elettroniche su display (gli elaborati vengono subito scannerizzati). Vengono arruolati decine di migliaia di docenti-correttori in occasione del calendario d’esame.

  2. Nella pagina del sito indicato qui sotto si consulti il valore dei voti degli esami di maturità in UK (A*, A, B, C, D, E), e di altri esami precedenti eventualmente considerabili/considerati, secondo le c.d. “Tariffe UCAS” (punteggio definito dall’Istituto Centrale per l’Ammissione all’Università)
    http://www.ucas.com/how-it-all-works/explore-your-options/entry-requirements/tariff-tables
    Anche le Università che non utilizzano esattamente queste Tariffe hanno comunque criteri legalmente certi pubblicati in anticipo rispetto alle specifiche selezioni (che possono includere, in base ai Corsi di laurea agognati, colloqui vis-a-vis e/o prove scritte integrative specifiche).

    • Ultima nota adiuvante: i voti A*, A, B, … sono i voti ai singoli esami di ciascuna materia, non i voti complessivi sintetici (che non esistono). Ogni studente dà tipicamente 3 esami su 3 materie a sua scelta.

  3. ITALIA, PAESE DA RIDERE, NON SA COSA E’ LA LEGALITA’.
    L’abolizione dei bonus mediante decreto legge con decorrenza immediata danneggia pesantemente gli studenti che sono entrati in aula per il test credendo di poterne fruire. Mai vista roba simile.
    Ci vuole poco a capire che, fosse il bonus concepito bene o male, le modalità della sua abolizione sono un abominio giuridico, suonano come una beffa e quasi una truffa.
    Poi se gli azzecagarbugli vogliono fare tanti ragionamenti sui percentili o sugli 86 al professionale che valgono come i 92 ai classici facciano pure.
    Contenti gli studenti? Forse non tanto quei 10.000 su 80.000 che si vedono deprivati di un diritto. Non si cambiano le regole del gioco a gioco iniziatissimo.
    Salute,
    A.Duanelli

  4. L’ultima frase del comunicato stampa è
    “Sono previste misure per facilitare l’assunzione di ricercatori e tecnologi da parte degli enti di ricerca.”

    Prima domanda: perchè negli EPR si e all’università no?
    La gavetta è la stessa, dura e lunga in entrambi i contesti, ma le misure per i ricercatori vengono prese sempre e solo per gli EPR. Che senso ha?

    Secondo: ma perchè ho sempre la sensazione che i posti da tecnologi siano il contentino per chi merita di fare il ricercatore ma resta fuori dai giochi?

  5. Secondo me (e lo dico per iscritto in rete almeno dal 1997) sarebbe ora (rubertianamente ?) di avere uno status unico e comune per tutto il personale scientifico (EPR e Universita’).

    Dopo di che il “sempre e solo per gli EPR” noi da dentro gli EPR proprio non lo vediamo ! Anzi spesso ci pare il contrario … p.es. non so se l’OP parlando di “misure per i ricercatori” avesse in mente solo il ruolo dei ricercatori universitari sensu stricto e in particolare quello che e’ ora solo a tempo determinato. Il che introduce una vistosa discrepanza con gli EPR dove per “ricercatori e tecnologi” si intendono tutte tre le fasce (III,ricercatori e tecnologi; II primi ricercatori e primi tecnologi, I dirigenti di ricerca e dirigenti tecnologi), e tutte di ruolo.

    Le “norme di assunzione” fanno riferimento solo al reclutamento nella fascia iniziale, o anche alla progressione ? Che negli EPR e’ sempre stata assai meno pronunciata che nell’Universita’ (si veda le varie vicende delle “anomale permanenze” e i vari art. 64 o art. 15 …) … per non dire del fatto che i contratti (in genere rinnovati dopo scaduti, e ora bloccati per legge fino al 2015) erano alla perenne rincorsa degli stipendi delle fasce universitarie di pari grado …

    In quanto ai tecnologi vi sono casi in cui il ruolo dei tecnologi e’ chiaro (l’ingegnere che manda avanti un radiotelescopio, o il program manager di una missione su satellite), altri in cui e’ casuale (che differenza c’e’ tra un tecnologo astroinformatico e un ricercatore della macroarea 5 tecnologie astronomiche ?) ed alcune anomalie (nel mio ente creato fondendo istituti ex CNR con contratto ricerca e personale ex Osservatori con contratto o stato giuridico universitario, esistono i c.d. “tecnologi amministrativi” perche’ il contratto ricerca non prevede la laurea per il personale dei livelli IV-IX)

    L.Chiappetti (primo ricercatore INAF, ex Art. 64 … dovrei forse vergognarmene ?)

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