Si chiude un altro anno difficile per la scuola, l’università e la ricerca. Vale la pena di rivederne i momenti salienti attraverso una carrellata di articoli apparsi su Roars. La scuola e gli insegnanti rimangono nel mirino: dalla proposta, poi rientrata, di mandare studenti e insegnanti a scuola in luglio e agosto fino al curriculum dello studente e alle superiori quadriennali, ancora e più di prima il modello rimane quello della scuola-impresa. Intanto, però, i costi un po’ troppo salati dell’INVALSI sono finiti sotto la lente della Corte dei Conti. Non molto diverse le ricette per l’università e la ricerca: PNRR, dottorati industriali e retorica dell’eccellenza, anche attraverso bandi ispirati al modello ERC. Non è una novità che dalla Bocconi, per bocca di Boeri e Perotti, si chieda una distribuzione più diseguale delle risorse per dividere finalmente gli atenei tra quelli di serie A e serie B. E nemmeno è una novità che i numeri che portano a supporto delle loro tesi siano sbagliati. La crisi è sempre un buon momento per i colpi di mano. Il Governo cerca di approfittare della Legge di Bilancio per riformare il CNR al di fuori di ogni controllo democratico da parte del Parlamento. Nonostante la cattiva prova delle sanità regionali di fronte alla pandemia, non solo risorge il piano per l’autonomia differenziata ma si colgono i segnali di trattative occulte tra il ministero delle autonomie e alcune regioni. In parlamento avanza una riforma del pre-ruolo e del reclutamento universitario che ha fatto molto discutere e che non appare in grado di sanare gli annosi problemi del precariato. In spregio ai conflitti di interesse, il presidente dell’Anvur entra nel consiglio direttivo dell’Avepro, l’Anvur del Vaticano, nonostante l’Università Cattolica sia accreditata e valutata dall’Anvur. L’ineguale distribuzione dei vaccini e la diffusione delle varianti del Covid-19 dimostrano quanto importante sia la battaglia per la scienza aperta, che, purtroppo, in Italia è spesso solo un vano “bla bla bla”. In quadro poco incoraggiante, si segnalano però alcune posizioni controcorrente che denunciano i guasti attuali e disegnano una possibile alternativa: il discorso di insediamento del neorettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, e il discorso pronunciato dalle rappresentanti di allieve e allievi della classe di Lettere della Scuola Normale Superiore. Non è molto, ma, nonostante tutto e tutti, Buon 2022 e buona visione del nostro Blob di fine anno.

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