Anche se manca il decreto di nomina, oramai viene dato quasi per certo: al MIUR, il nuovo Capo Dipartimento Università sarà Giuseppe Valditara, professore ordinario di Diritto Romano all’Università di Torino. Pare, anzi, che lui stesso stia informando i colleghi della lieta novella, mentre il sottosegretario pentastellato, ancora privo di delega, informa via twitter che conta di tornare presto in Finlandia per approfondirne l’affascinante filosofia educativa.

Quello di Valditara è un nome noto, almeno al mondo politico: Valditara, già Senatore di Alleanza Nazionale per tre legislature, è stato il relatore della legge 240/2010, la cosiddetta Riforma Gelmini.

Dato che il Capo Dipartimento del MIUR ha attribuzioni non solo tecniche ma anche politiche (vedi organigramma), è del tutto evidente che la nomina, oltre a rivestire un’alta carica simbolica, scioglie le riserve sulla linea che il “governo del cambiamento” intende seguire nel settore dell’Università e della ricerca. Come nel più classico gioco dell’oca, a distanza di otto anni si torna alla casella del via, affidando l’incarico dirigenziale più importante  proprio a chi ha progettato e condotto in porto una riforma assai contestata all’epoca del suo varo e i cui esiti sono stati ritenuti largamente insoddisfacenti da una larghissima parte del mondo accademico. Nessun cambiamento insomma. Si va avanti nella direzione tracciata negli ultimi decenni. Per quanto riguarda gli equilibri interni al governo si registra un’altra sconfitta dei pentastellati, che subiscono il blitz o semplicemente la maggiore prontezza e capacità di iniziativa dei loro partner di governo, pronti a occupare tutte le caselle chiave.

Per la prossima volta, chiederemmo almeno di risparmiarci la retorica del “cambiamento”.

 

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74 Commenti

  1. Non avrei molti dubbi. Per quanto riguarda l’Università c’è sicuramente uno zoccol(a) duro, una sorta di governo ombra irresistibile, potentissimo, che decide a priori una strada e che si attiva appena cambia ministro. Altrimenti non si capirebbe come sia possibile che dopo anni e anni che se discutono le idiozie delle valutazioni bibliometriche, queste continuino ad esistere. Per quanto riguarda 5 stelle , il loro problemino è che non sono ammanicati con il potere, l’onesta è auspicabile ma ci fai le frittelle: anche le mattonelle del pavimento sono (presumibilmente) oneste ma non possono governare (SOB!). Salvini (Giorgetti) sta fagocitando 5 stelle e tra poco salta tutto, si va alle elezioni anticipate e la Lega si riaccoppia con Berlusconi e Meloni, et voilà! Una strategia tanto ovvia quanto ineluttabile: ho appena rinnovato il passaporto.

  2. Un esempio? Ieri il Ministro delle Finanze ha detto di non aver parlato con Di Maio del reddito di cittadinanza e che comunque lui è sulla linea di Padoan. Orbene, data la rilevanza e l’imponenza degli investimenti previsti dal programma, ci si aspetterebbe che i punti del programma siano stati discussi con Tria e accettati. Invece si viene a sapere che ancora non ne ha parlato con Di Maio (i.e. stanno litigando). Se questo non è un grande scherzo di cosa si tratta? E questo è solo uno dei tanti esempi. Un altro che mostra il piano di Salvini è tono dei suoi interventi, per cui un qualsiasi presidente del consiglio si sarebbe dimesso dopo un nanosecondo. Conte resiste, ma non credo per molto.



  3. _______________
    Comunicato dell’Unione degli Studenti:
    _______________
    “Ci stupisce che il Movimento 5 Stelle possa accettare di delegare un settore così strategico a chi ne ha ideato la distruzione. Ancora una volta, le forze che si sono definite “governo del cambiamento” dimostrano come in tema di Università, non ci sia la benché minima intenzione di invertire la rotta, e anzi, c’è un conclamato ritorno ai tempi più bui. Non si può pensare il contrario, con un Ministro collaboratore della Aprea e un capo dipartimento relatore della legge Gelmini. Parliamo di chi ha avallato tagli di centinaia di milioni di euro per l’università e il diritto allo studio; parliamo di chi ha scritto una riforma che ha smantellato i principi di democrazia interni all’università, consegnandola in mano ai privati. Questo governo ha già dimostrato la sua vera essenza: o lancerà segnali chiari immediatamente, o torneremo nelle piazze!”
    http://www.unionedegliuniversitari.it/miur-sostituzione-al-vertice-valditara-legge-gelmini/

  4. L’incredulità di Rete 29 Aprile:
    ______________

  5. Comunicato di LINK
    ___________________

    “[…] il nuovo Capo Dipartimento Università del MIUR sarà Giuseppe Valditara, esponente della Lega Nord, già Senatore di Alleanza Nazionale per tre legislature e figura chiave nell’approvazione della legge 240/2010 che ha messo in ginocchio l’Università pubblica, attraverso tagli netti agli Atenei e al diritto allo studio. Gli effetti disastrosi della Riforma Gelmini sono gli stessi contro cui combattiamo ogni giorno: dalla diminuzione dei fondi, distribuiti su base premiale, al conseguente innalzamento della contribuzione studentesca, dalla precarizzazione di numerose figure all’interno dell’Università con il blocco del turn over, al calo degli iscritti e degli immatricolati con il rafforzamento del numero chiuso, all’ingresso massiccio dei privati nei Consigli di Amministrazione.

    Una personalità politica, quindi, in netta continuità con le politiche messe in campo negli ultimi anni a partire dalla Gelmini. Vogliamo chiedere al nuovo Governo quale tipo di cambiamento ha in mente, riproponendo una figura del genere. Se di cambiamento si vuole cominciare a parlare, un punto da cui partire è proprio quello di non procedere alla sua nomina. Non è accettabile, infatti, continuare verso la strada di un’università sempre più escludente e rispondente solo alle esigenze delle imprese. […]”
    https://www.facebook.com/linkstudenti/photos/a.285736881529220.44111.275211385915103/1270206286415603/?type=3&permPage=1

  6. Dietro il MIUR c’è un potere ombra molto forte, basti vedere l’effettivo ruolo che hanno avuto i ministri in anni recenti, Profumo, Carrozza, Giannini e Fedeli: ZERO.
    La Lega, supportata da Berlusconi, sta piazzando le pedine nei posti strategici ed hanno gioco facile, è come avere Fisher contro una terza nazionale, non se ne parla nemmeno. Dispiace per quelli di 5 stelle che erano in buona fede e ora sono caduti nel trappolone. Prima abbandonano e meglio è per loro, a cominciare da Conte, rimanere serve solo ad ingrassare i voti del centrodestra … sarebbe tragico, con una sinistra ridotta alle penosissime cantilene di Martina “non ve lo consentiremo”, che ha l’erotismo di un posacenere.

    • “terza nazionale” per chi non lo sapesse è la categoria più bassa in ambito nazionale, mentre Robert Fisher è famoso per essere diventato campione del mondo di scacchi nel 1972 sconfiggendo Boris Spasskij nel match di Reykjavík.

  7. Fisher era così forte che vinse per n a 0 i top Russi. L’effetto fu un’onta così devastante per
    il prestigio Russo che un loro grande maestro fu spedito in Siberia. Ci pensino bene i 5 Stelle,
    è bene che passino la mano prima del definitivo 6 a 0.

  8. Che ne sarà della VQR con questo qui? Lascerà che sia uno strumento di vendette incrociate e/o ritorsioni o cambierà qualcosa? Spero nel sottosegretario Fioramonti, che con la sua esperienza internazionale possa far assimilare il nostro sistema di valutazione a quelli anglosassoni e non lasciarlo in mano ai vari sub-gev di turno, che mi ricordano tanto i Kapò, che colpivano attraverso la delazione i loro ex compagni di prigionia…

  9. Da anni il MIUR è guidato da un potere sotterraneo, solo così è possibile spiegare come mai Università e Ricerca sono valutate con criteri universalmente riconosciuti come demenziali. Poiché il livello di tale demenzialità è proporzionale alla forza di questo potere occulto, ne segue che questo è enorme. Per opporsi a questo status, ministro e sottosegretari dovrebbero avere attributi molto fuori dalla norma. Negli anni chi si è insediato al MIUR ha capito da subito l’aria che tirava e si è adeguato. La sensazione è che, nonostante i buoni propositi, i nuovi inquilini siano ancor più deboli e dovranno adeguarsi o dileguarsi. L’unico modo per cambiarli è che vada al potere una sinistra forte ed intellettualmente onesta, cosa da escludere a priori. Scommetterei quindi un caffé, zucchero e correzione incluse, che le valutazioni bibliometriche VQR, ASN ecc. rimarranno tali e quali almeno per altri dieci anni.

    • “Scommetterei ecc.”. Certamente. MS Gelmini è da tempo in primo piano, come portavoce di Berlusconi, e mi domandavo come mai. Fa dichiarazioni con un tono di voce e uno stile da robot programmato. Doleva che si parlasse male della Sua riforma, dunque non appena possibile, si piazza l’uomo forte, prof. univ., storia romana, ecc., che continui sulla Sua/loro linea e ne dimostri il valore, applicandola fino in fondo. D’altronde prima c’erano rappresentanti del PD, sia ministri, sia sottosegretari, se non tutti, alcuni, e cosa hanno fatto di diverso?

  10. Il PD ha fatto peggio della Gelmini che ebbe almeno un inaspettato sprazzo arrivando a criticare la valutazione bibliometrica “spinta”. In una discussione con un dirigente del PD menzionai che imporre la valutazione bibliometrica agli scienziati è del tutto analogo a valutare un pittore sulla base delle dimensioni dei suoi quadri o ad imporre ruote quadrate per le auto. Concordò con questa visione ma concluse con un disarmante: “Tra le vecchie regole e quelle nuove preferisco comunque le nuove, almeno c’è una valutazione”. Chissà come mai il PD si è dimezzato?

    • Perché non valutano se stessi, “almeno così c’è una valutazione”? Quelli del PD. Senza algoritmi astrusi né niente, la valutazione gliel’ha fatta l’elettorato, ed erano pure contenti e orgogliosi di aver perso, “così faremo un’opposizione dura”. Opposizione a chi? Se sapevano così bene cosa c’ è da fare e come, perché non hanno collaborato?

  11. Logica stringente: Il governo giallo verde nomina Capo Dipartimento Università Giuseppe Valditara, professore ordinario di Diritto Romano all’Università di Torino, ex parlamentare AN e relatore della Legge Gelmini (XVI legislatura), ma ovviamente la responsabilità è del PD (con l’aggiunta renziano). A parte che il disturbo ossessivo/compulsivo si cura (cfr DSM-5), vi prego di leggere con la dovuta ironia e spirito critico (una volta era appannaggio dei ceti intellettuali, ma vedo che scarseggia dappertutto) questo articolo di Luca Bottura: http://www.repubblica.it/politica/2018/06/18/news/mito_ambrosiano-199278747/.
    Nicola Ferrara

    • Resta il fatto che la fedeltà assoluta del PD al disegno confindustrial-bocconiano di ridimensionamento dell’Università pubblica messo in atto con la legge Gelmini non necessita di ulteriori verifiche, essendo abbondantemente dimostrato dalla sequela di ministri MIUR post-Gelmini e dalla coerenza delle loro politiche. Dal cosiddetto governo giallo verde si poteva sperare in qualcosa, se non di contrario, almeno di diverso rispetto a tutto ciò; la (per ora solo ventilata) nomina cancella anche quest'(ultima?) speranza.

    • Ancora non ho letto nessuna analisi critica per 10 anni di politiche assurde da parte del PD: purtroppo il livello della discussione è proprio ben rappresentato da questo orrendo pezzo di Bottura.

    • Ma chi pensa oramai al PD? Tanto alcuni se ne sganciano andando in giro per conferenze, altri, come Calenda ieri sera (harakiri ecc.), dicono che devono rifondarsi. Altri ancora prendono le distanze. L’università implode, ma chi se ne importa. Siamo come nella storia di Rigopiano, si poteva prevedere di non costruire là, si poteva intervenire, si potevano chiamare soccorsi, si poteva salvare, e poi è arrivata la valanga.

  12. Si è detto che il PD ha gestito Università e Ricerca addirittura peggio di quanto fatto dalla Gelmini, su questo basta vedere il disastro procurato dalle demenziali ASN e VQR (come promemoria basta leggere qualcuno dei tanti articoli su ROARS). Questo è uno dei frutti dell’era Renzi, caratterizzata da gestione raffazzonata a tutti i livelli e condita da improbabili proclami. Nessuno ha scritto che la nomina di Valditara sia responsabilità del PD.

  13. Risposta del sen. Valditara alla lettera della rete 29Aprile sulla riforma Valditara/gelmini (23 novembre 2010):
    “Cari amici e colleghi, nei mesi scorsi ho incontrato diversi esponenti del mondo universitario e ho ascoltato le loro osservazioni. Grazie a questo dialogo, che ho sempre considerato importante, siamo riusciti a migliorare molti punti rispetto al testo originario del ddl. E’ scomparsa fra l’altro quella ingiustificata e iniqua discriminazione che avrebbe penalizzato per l’avvenire la posizione dei ricercatori a tempo indeterminato rispetto ai nuovi ricercatori a contratto proprio sul delicato versante del passaggio al ruolo di associato.
    La legge che il Parlamento si appresta ad approvare non è certo una riforma epocale, ma contiene novità importanti. Voi sapete che su alcuni punti le nostre posizioni sono differenti. Su una questione siamo tuttavia senz’altro d’accordo: la necessità di dare prospettive concrete di carriera a tutti coloro, e sono la maggioranza dei nostri studiosi, che fanno buona ricerca. La riforma avrebbe dovuto essere accompagnata da un significativo stanziamento di risorse, e dalla eliminazione del blocco del turn over per le università virtuose.
    Noi di Fli ci siamo battuti, e ancora oggi in una riunione a tratti molto tesa con i rappresentanti del Governo, per garantire: una ricostituzione dell’Ffo (Fondo di finanziamento ordinario) drammaticamente tagliato per il 2011; un numero di posti adeguato per coloro che conseguiranno l’abilitazione a professore associato (1.500 posti l’anno); il ripristino degli scatti meritocratici di stipendio, il cui taglio, se confermato, penalizzerebbe in modo devastante la posizione economica dei giovani ricercatori, dei giovani associati e dei giovani ordinari: 500 euro lordi in meno al mese. Queste nostre richieste, al cui accoglimento abbiamo condizionato il via libera alla riforma, sono state in buona parte accolte. Manca tuttavia l’idea di fondo e più importante: la considerazione della centralità della ricerca e dell’istruzione. Siamo di fronte ad un Governo che non fatica a trovare le risorse per pagare le multe sulle quote latte, ma che snobba le richieste di maggiori investimenti per due settori strategici per lo sviluppo del Paese; un Governo che accetta misure che sono il minimo indispensabile per garantire l’ordinato svolgimento delle attività accademiche solo sotto la minaccia di affossare la più importante riforma di questa legislatura. Manca insomma la consapevolezza che la competitività dell’Italia passa innanzitutto dalla qualità della nostra ricerca. E’ partendo da queste premesse che il vostro ed il nostro impegno possono trovare una saldatura nel prossimo futuro.
    sen. Giuseppe Valditara,
    vicecapogruppo Fli”

    Il cambiamento?
    Valditara?

    Beh, o si fa qualcosa per impedirlo oppure siamo alla frutta.

  14. @Francesco Sylos Labini Ancora non ho letto nessuna analisi critica per 10 anni di politiche assurde da parte del PD: probabilmente vero. Tuttavia gli elettori hanno dato un giudizio senza appello facendo perdere al PD 22 punti percentuali in meno di 4 anni permettendo la nascita del cosiddetto governo giallo/verde. Questa banale considerazione mette all’ordine del giorno un nuovo tema. Può questo governo, con l’odio instillato a dosi da cavallo, con le semplificazioni di cui è portatore, con la violenza non solo verbale verso i diversi (Immigrati, Rom, etc), con le alleanze con i governi più a destra in Europa, con i riferimenti Putiani e Trumpisti, con le promesse elettorali, essere la risposta giusta per il futuro del nostro Paese? Questo è il tema, da cui qualsiasi democratico non può sottrarsi. Oggi bisogna schierarsi (senza se e senza ma) senza l’alibi consolatorio “è colpa di Renzi”. Io non ho dubbi da che parte ci si debba schierare (la mia età mi rende immune dalle sirene del cambiamento), noto, invece, da molti intellettuali ed accademici un silenzio assordante.
    @Francesco Sylos Labini il livello della discussione è proprio ben rappresentato da questo orrendo pezzo di Bottura. Naturalmente ognuno può avere il giudizio che vuole sull’articolo di Bottura. Tuttavia questo giudizio mi permette di chiarire un aspetto della realtà attuale: “una volta l’ironia e lo spirito critico erano appannaggio dei ceti intellettuali”, evidentemente oggi non è così. Segno dei tempi.
    @fausto_proietti “Resta il fatto che la di ridimensionamento dell’Università pubblica messo in atto con la legge Gelmini non necessita di ulteriori verifiche”. Non si preoccupi verificheremo ben presto l’inversione di tendenza con il governo del cambiamento. Abbia fiducia con la stessa fermezza con cui emette i suoi giudizi sulla fedeltà assoluta del PD al disegno confindustrial-bocconiano di ridimensionamento dell’Università pubblica.
    A proposito di ridimensionamento dell’Università pubblica un po’ di storia non guasta mai. Analizziamo l’FFO (indicatore principe per capire le politiche di governo rispetto alla Università pubblica) negli ultimi dieci anni. Il processo di ridimensionamento è iniziato nel 2008 (Governo FI/AN/Lega), è continuato con il Governo Monti ed il governo Letta. Mi sembra, Giuseppe De Nicolao mi correggerà, che una timida inversione di tendenza si è avuta con i governi Renzi (quello antipatico) e Gentiloni. Come si vede la realtà è sempre più articolata rispetto alle espressioni assertive (fedeltà assoluta del PD al disegno confindustrial-bocconiano).
    @Marinella Lorinczi Ma chi pensa oramai al PD? Ecco una considerazione intelligente. Non pensate più al PD e tutti camperemo meglio senza sentire banalità infinite. Una comunità fatta di milioni tra elettori, militanti e dirigenti merita rispetto in uno stato di diritto e democratico, almeno questo.

    • Lascio volentieri a De Nicolao, se ne avrà voglia, il compito di spiegare per la millesima volta come e perché definire ‘timida’ la cosiddetta inversione di tendenza in termini di FFO. Mi limito a ricordarle che in materia di Università il governo Renzi-Gentiloni (non capisco perché lei distingua tra questi due) ha iniziato istituendo le mitiche ‘cattedre Natta’, e ha chiuso infliggendo ai professori universitari l’ennesima umiliazione con la farsa della finta restituzione degli scatti nella scorsa finanziaria. Personalmente, quel governo non lo rimpiango di certo.

    • Anche l’universita , comunità composta di docenti, discenti , studiosi, allievi, meriterebbe rispetto. Le pare? Si parlava dell’universita, e non d’altro, che secondo il nuovo programma concordato, Valditara aiutando, sara irreggimentato definitivamente nella forma e nella sostanza, con intrusioni inconcepibili nella didattica, continuando sulla via maestra tracciata e già spianata. In questo sito si è parlato anche di questo. E non si mangiava pop corn.

  15. @fausto_proietti prendo atto della sua infinita fiducia che con il governo del cambiamento l’inversione di tendenza sarà effettiva, chi vuole tenere gli occhi aperti preferisce attendere la prossima legge di bilancio. Per quanto riguarda l’eliminazione della chiamata diretta dei docenti a cui lei fa riferimento noto due cose: a) la pericolosità di modificare con un accordo una norma di legge senza attendere le modifiche della legge (il parlamento non è sovrano?) b) ritenere che dare la responsabilità ad un dirigente della chiamata di un docente fosse una assurdità:1) meglio un bello e burocratico elenco con qualche numero oggettivo tipo indicatore bibliometrico semmai redatto in accordo con tutte le sigle sindacali; 2) meglio un mondo in cui i dirigenti mantengono lo stipendio da dirigente, ma senza responsabilità. Non se ne dolga gli accademici italiani sono sempre stati affascinati dalle accorciatoie di regime (cfr https://it.wikipedia.org/wiki/Giuramento_di_fedeltà_al_fascismo).
    @Marinella Lorinczi scusi per nuovo programma concordato si riferisce al contratto di governo? Se si riferisce a quello mi devo aver perso qualcosa. Se Valditara diventerà direttore del Dipartimento lo giudicheremo in quella veste: oggi sappiamo cha ha una storia lunga di parlamentare AN (per chi non lo sapesse l’evoluzione del MSI) ed è stato relatore di maggioranza per la Legge Gelmini (sommessamente ricordo che il PD non la ha votata ai suoi tempi).

    • Gentile asusual asusual, premetto che da parte mia questa è l’ultima replica alle sue argomentazioni, non essendo io minimamente interessato a premere perché lei cambi la sua opinione su alcunché: visto anche che, come ha ricordato lei stesso, la sua età la rende immune dalle sirene del cambiamento. Mi limito a constatare che ha proprio ragione quando afferma che gli accademici italiani sono sempre stati affascinati dalle scorciatoie di regime: ma non restringerei tale osservazione alla fase storica da lei ricordata in modo così sottile e originale tramite il dotto riferimento alla fonte di wikipedia, bensì la estenderei anche ad epoche molto più vicine a noi.

  16. @asusual asusual

    “Se Valditara diventerà direttore del Dipartimento lo giudicheremo in quella veste”.
    Non capisco il senso di questo commento. E allora? Se per caso intendesse che prima
    di giudicare è necessario vedere come opera, allora le risponderei (mi scusi per la
    rozzezza): sti cazzi! Ciò per dire che da anni con Università e Ricerca attendiamo
    di vedere come operano al MIUR. Da anni si discutono le nefandezze della legge
    Gelmini ed ora ci mettono il suo relatore in un punto chiave. Semplicemente: NO!
    Valditara non deve avere alcun ruolo all’interno del MIUR. E su questo il Movimento
    deve essere inaMovibile.

    A proposito della legge Gelmini è riportato il seguente commento: “Sommessamente
    ricordo che il PD non la ha votata ai suoi tempi”. La replica è ovvia: non
    sommessamente ricordo che il PD ha accentuato le oscenità della legge Gelmini, dalla
    valutazione bibliometrica al collasso delle Università del SUD, tagliando alle
    fondamenta ogni speranza di rinascita, con danni incalcolabili presenti e futuri per
    tutta l’Italia.

    Le responsabilità del renzismo sull’Università e Ricerca si riassumono nella sua
    volontà di creare 2-3 grandi centri di ricerca, tipo Harvard… Mostrando in poche
    righe di avere una conoscenza di Università e Ricerca, in special modo in
    riferimento all’eccellenza ialiana, pressoché nulla. Il problemino è che poi Renzi
    ha attuato la sua visione, solo che invece di Harvard abbiamo improbabili centri di ricerca.

    Colgo l’occasione per commentare un suo precedente intervento. Lei scrive:

    “Logica stringente: Il governo giallo verde nomina Capo Dipartimento Università
    Giuseppe Valditara, professore ordinario di Diritto Romano all’Università di Torino,
    ex parlamentare AN e relatore della Legge Gelmini (XVI legislatura), ma ovviamente
    la responsabilità è del PD (con l’aggiunta renziano)”

    Orbene, dal tono si dovrebbe supporre che in qualche commento vi sia stata
    un’affermazione simile a questa, ma non ve n’é traccia alcuna. Sembrerebbe che sia
    stata necessaria per giustificare la frase successiva

    “A parte che il disturbo ossessivo/compulsivo si cura (cfr DSM-5), vi prego di
    leggere con la dovuta ironia e spirito critico (una volta era appannaggio dei ceti
    intellettuali, ma vedo che scarseggia dappertutto) questo articolo di Luca Bottura:
    http://www.repubblica.it/politica/2018/06/18/news/mito_ambrosiano-199278747/.”

    Notevole la menzione dell’ “appannaggio dei ceti intellettuali”, al quale evidentemente
    lei ritiene di appartenere. D’altronde, l’articolo menzionato è di estrema banalità e
    pochezza, in confronto le battute su Pierino sono capolavori. Dubito che i “ceti
    intellettuali” possano dare una valutazione diversa.

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